<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372</id><updated>2011-12-02T20:03:25.878+01:00</updated><category term='divertissement'/><category term='Attorno a me'/><category term='dalla cronaca'/><category term='writing'/><category term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>jota e prosecco</title><subtitle type='html'>la tolleranza dei sapori incompatibili</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>133</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5979236078184613069</id><published>2008-03-05T23:03:00.005+01:00</published><updated>2008-03-16T22:04:09.290+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>La casa dalle cento stanze.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/R88ac6r3AzI/AAAAAAAAABc/Ncoac6nZsdw/s1600-h/casa+dalle+100+finestre.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5174383580963865394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="143" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/R88ac6r3AzI/AAAAAAAAABc/Ncoac6nZsdw/s320/casa+dalle+100+finestre.jpg" width="221" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lo squarcio, così buio, così orrido e inquietante stà dinnanzi a loro. A meno di dieci centimetri dalla punta delle loro Nike. Francesco guarda giù e trattiene a stento un brivido ma fa in modo di non darlo a vedere. Salvatore, da dietro, osserva e istintivamente s’appoggia al fratello maggiore quasi a voler chiedere protezione e a farsi scudo.&lt;br /&gt;Sarebbe bastato davvero un nulla scivolare di sotto.&lt;br /&gt;Francesco raccoglie un grosso pezzo di calcinaccio e lo getta dentro le fauci del pavimento.&lt;br /&gt;Un secondo, due secondi, un tonfo.&lt;br /&gt;“Saranno dieci metri almeno, o forse anche di più”, calcola Francesco.&lt;br /&gt;“E tu come lo sai?”, chiede Salvatore.&lt;br /&gt;“L’ho imparato a scuola. Esiste una formula che usa il tempo che un peso impiega a cadere, così puoi calcolare approssimativamente l’altezza o la profondità”.&lt;br /&gt;“Wow, bello!”, dice Salvatore. “Così potevo calcolare l’altezza dell’albero da dove sei caduto, quando sei andato a rubare le ciliege nel campo della famiglia Sciancalepore, la scorsa settimana”.&lt;br /&gt;“Sei un cretino”. Francesco spinge lontano da sé il fratello simulando fastidio per l’irriverente sfottò.&lt;br /&gt;“Papà è ancora arrabbiato per questo, lo sai no?”. Salvatore si guarda attorno come dovesse attendersi l’apparizione del padre nella penombra della stanza abbandonata, poi chiede:&lt;br /&gt;“Quante stanze pensi ci siano qui?”.&lt;br /&gt;“Gli altri che l’hanno esplorata tutta dicono più di cento”, risponde Francesco.&lt;br /&gt;“E hai intenzione di vederle tutte? Guarda che qui sta facendo buio e non ci sono lampadine funzionanti”.&lt;br /&gt;“Tu puoi rimanere qui ad aspettarmi o tornare a casa da solo se hai così paura”.&lt;br /&gt;Salvatore stringe con forza la mano del fratello. Non gli va di rimanere solo senza la sua abituale presenza. Non c’è niente di più bello di avere un fratello maggiore coraggioso con il quale dormire assieme la notte per poi giocare di giorno e magari anche farsi proteggere se necessario. A volte si è chiesto come sarebbe la sua vita senza suo fratello. Come si fa a giocare da soli?&lt;br /&gt;“Lo sai che papà ora forse ci picchierà entrambi per essere scappati fuori dall’auto senza nemmeno voltarci?”.&lt;br /&gt;“Era solo un piccolo strappo su un maglione. Non lo sopporto quando ci rimprovera così. Lo odio quando tenta di alzare le mani”.&lt;br /&gt;“Magari mamma stanotte gli parla, sai come lo fa lei, e a lui gli passa. E poi mamma è bravissima a ricucire i vestiti”.&lt;br /&gt;Salvatore tira a sè la mano del fratello cercando di allontanarlo dal bordo del pauroso buco e nel farlo volge lo sguardo per non vedere. Alla mente gli sovviene un ricordo di un documentario scientifico con Piero Angela che raccontava di buchi neri nello spazio dove nemmeno la luce, una volta inghiottita, riusciva più ad uscire.&lt;br /&gt;Francesco si china ad afferrare tre assi di legno, che prima coprivano a malapena la spaccatura, e le dispone sopra con cura a copertura completa dell'abisso.&lt;br /&gt;“Ecco, ora stanno al loro posto. Chissà perché prima non stavano così. Avremmo davvero potuto finirci dentro Salvatore”. Si pulisce le mani impolverate sulla stoffa ruvida dei jeans e poi appoggia il braccio sulla spalla del fratello.&lt;br /&gt;“Usciamo di qui stronzetto, si ritorna a casa”.&lt;br /&gt;La casa dalle cento stanze è sempre stata l’attrattiva proibita dei ragazzi del paese. C’è chi si vanta di averle visitate tutte quelle stanze. Chi racconta che nell’ultima, in fondo in fondo, nel buio senza finestre, ci sia disteso uno scheletro senza testa. Non passa settimana che le autorità di paese non mandino qualcuno a chiudere gli infissi con i chiodi, a lucchettare con catene le porte, a murare varchi e pertugi, ad apporre divieti. Ma non c’è ostacolo che si possa frapporre alla curiosità e fame di avventura di un ragazzo o di un bambino che stia nei paraggi di qualcosa di proibito. In nessuna parte del mondo.&lt;br /&gt;Salvatore e Francesco, fuoriusciti nel cortile da uno dei tanti varchi di quei muri decrepiti, si voltano verso la casa per l’ultima volta. La tentazione di rimanere lì, ancora un po’, è forte. Una voce roca, adulta, volteggia nell’aria. Di essa si percepisce il suono terminale: “…. Toreee!…”.&lt;br /&gt;La casa dalle cento stanze abbandonate sembra osservare le schiene dei ragazzini allontanarsi.&lt;br /&gt;Una finestra all’ultimo piano sbatte il battente con un gemito e una tegola dal tetto scivola giù, come una lacrima.&lt;br /&gt;Intorno solo silenzio inframmezzato dal suono del vento tra gli interstizi.&lt;br /&gt;E un senso di calma e placida attesa …&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5979236078184613069?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5979236078184613069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5979236078184613069&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5979236078184613069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5979236078184613069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2008/03/la-casa-dalle-cento-stanze.html' title='La casa dalle cento stanze.'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/R88ac6r3AzI/AAAAAAAAABc/Ncoac6nZsdw/s72-c/casa+dalle+100+finestre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-2309011721326208115</id><published>2008-02-06T19:56:00.000+01:00</published><updated>2008-02-19T19:58:50.631+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Ceneri</title><content type='html'>Sei seduto sulla scomoda panca di legno verniciato. Il tuo sguardo si rivolge all’abside dell’edificio. La lunga fila di teste, che si chinano dinnanzi al sacerdote a ricevere il pizzico di cenere sul capo, sta per concludersi. Lei, mentre si volta per rientrare al suo posto, la riconosci. Un po’ a fatica visti gli anni ormai passati, il suo viso segnato dal tempo e il taglio dei capelli allora impensabile. In braccio porta una bambina, non più di un anno e mezzo. Gli occhi, luminosi, sono quelli suoi.&lt;br /&gt;Hai ripreso a frequentare la Chiesa senza capire veramente il motivo. Forse solo per staccare da una quotidianità di giorni tutti uguali. O perché lì dentro, per un’ora almeno, lasci fuori i tuoi pensieri ossessivi e puoi abbandonarti ad ascoltare il cuore.&lt;br /&gt;Una volta, fino ai vent’anni almeno, sei stato davvero più convinto ma poi ti sei perso.&lt;br /&gt;Ci sono amori che ti assorbono carnalmente e mentalmente. Ci sono amori totalizzanti, ai quali succube soccombi. Amori che trasformano e modificano il proprio essere per fondersi nell’altro. Poi un giorno ti risvegli dal coma e fuggi. O, meglio, vedi fuggire lei soprattutto.&lt;br /&gt;Lontani senza più voglia di aver a che fare l’uno dell’altra. Tanto ci si sentiva indispensabili prima quanto superflui e inutili poi. Ogni cosa ha il suo tempo e c’è il tempo giusto per ogni cosa. Dicono. Chi di saggezza popolare o luoghi comuni s’intende.&lt;br /&gt;La vedi mentre carezza e bacia la piccola che ora piange, forse ormai stanca di starsene in braccio.Tu osservi il tutto con il distacco scientifico di chi studia i gesti esatti di qualcosa che sarebbe potuto essere. Ti immagini al loro fianco. Al posto dell’uomo che ora sta stringendo e giocando con le piccole dita paffute.&lt;br /&gt;Sarebbe bastato davvero un nulla allora. Una distrazione fatale qualunque. Molti la chiamano provvidenza o così-ha-voluto-il-destino.&lt;br /&gt;Lei ha fatto sempre scudo a ciò sguainando tutto il repertorio medico farmacistico per evitare la sciagura. Perché così la considerava allora: una atroce sciagura. E te lo disse una sera con uno sguardo gelido e inesorabile: “Non provarci nemmeno che abortisco”.&lt;br /&gt;L’anno del referendum sulla 194 tu hai siglato una scheda, lei l’opposta. Non te l’ha mai perdonata.&lt;br /&gt;Oggi sei ancora un single con desideri da padre in un mondo di padri che vorrebbero tornar single. Lei, una femminista feroce che s’è ammansita dopo una gravidanza desiderata per anni. Dicono che abbia molto pregato ed ora è felice come una figliola prodiga.&lt;br /&gt;La Messa è finita e li vedi alzarsi sorridenti. Ti alzi pure tu e in fretta ti volti per non rischiare di doverla incrociare mentre, con due colpi secchi di fastidio, levi l’ultima traccia di cenere donata caduta sulle spalle. E vorresti quasi che fosse forfora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-2309011721326208115?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/2309011721326208115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=2309011721326208115&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2309011721326208115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2309011721326208115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2008/02/ceneri.html' title='Ceneri'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3187839599999320081</id><published>2007-12-21T00:12:00.000+01:00</published><updated>2007-12-21T00:26:32.774+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>Il tuo più bel regalo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/R2r6FoLWDAI/AAAAAAAAABM/CI1UHG0d2cE/s1600-h/gatto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146200498815503362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/R2r6FoLWDAI/AAAAAAAAABM/CI1UHG0d2cE/s200/gatto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La reticella che si stende sopra la balaustra del terrazzo di casa è ora in parte divelta. Da quel buco lui è passato e non è più ritornato. La tua testa, lì, ci arriva appena.&lt;br /&gt;Dicono che sia volato, ben quattro piani di morbidezza di salto, e prima o poi torna. E’ già più di una settimana che non si vede. Mamma continua a telefonare a “vetrinai” o “veternari” o come caspita si chiamano. L’ascolti parlare di immondizia e le vedi gli occhi lucidi.&lt;br /&gt;Il papà ha stampato la foto del suo bel muso bianco e nero ed è sceso in strada per attaccarla ad un palo sottocasa. Sei sceso ad aiutarlo anche tu.&lt;br /&gt;E’ l’ennesimo disegno che colori con il pastello nero. Nell’astuccio i rimanenti sono ancora intatti. Circiondolo, quel suo nome lunghissimo da imparare, hai impiegato tre buoni anni per riuscire a dirlo correttamente. All’udirlo lui, bene o male, si voltava lento e si lasciava docile afferrare. Zitto e buono, mai un lamento, un gemito infastidito, una unghiata che fosse una.&lt;br /&gt;Per lui eri il suo piccolo re e ti ubbidiva fiero malgrado fosse stato fino al tuo arrivo il principe più coccolato di casa.&lt;br /&gt;Le notti trascorse acciambellato davanti la culla. Nessuna gelosia di te. Magari qualche speranza di carezza in più, un po’ di fusa aggiunte per l’istintivo timore di sentirsi trascurato.&lt;br /&gt;Ti ha insegnato a camminare a “gattoni” e tu, lui, a “quattromani”.&lt;br /&gt;Le prime palline rotolate sotto le poltrone te le ha riportate lui.&lt;br /&gt;Parecchie volte ha rischiato di farsi calpestare la coda dalle ruote della tua macchinina a pedali.&lt;br /&gt;Oggi la stanza ti sembra vuota pur sommersa da peluches inanimati. Non c’è orso o cagnolino finto che possa sostituirsi al suo pelo caldo e pulsante.&lt;br /&gt;La maestra dice che sembri avere la testa da qualche parte. Bella scoperta! Vorresti ben vedere, lei, al tuo posto.&lt;br /&gt;Fuori, dalla finestra dell’aula, altri gatti in giardino ma lui non c’è. A te non piace lamentarti e quel magone che senti lo trattieni dentro.&lt;br /&gt;Solo ieri, esasperato, hai sgridato mamma: “Basta! Mi fai venire da piangere se parli ancora!” . Stop. Gli adulti sanno capire. Mamma ti ha guardato e ha capito che era ora di lasciarti da solo con questa cosa per te nuova e strana. Il dolore di aver perso qualcosa a cui si tiene come e più di se stessi. Non è un cartone animato questo dove ti basta schiacciare i tasti di un telecomando per spegnere e ripartire da capo come fosse successo nulla.&lt;br /&gt;Sulla letterina sai bene quale desiderio vorresti scrivere anche se mamma ti inviterà a chiedere altro.&lt;br /&gt;Chissà perché a Natale si finisce sempre per esaudire i desideri sciocchi e inutili. Quelli veri che senti nascere dal cuore non li regalano mai..&lt;br /&gt;E’ solo un dannato grosso gatto sbilenco dal nome impossibile che, nel breve tempo di un graffio di vita, ti ha lasciato solo senza un perché.&lt;br /&gt;E’ così che vorresti tanto pensarla.&lt;br /&gt;Poi un giorno lontano capiterà di ripensare a lui inghiottito dal buio di una notte a pochi giorni da Natale. Comprenderai quanto la sua presenza fedele ti abbia aiutato in seguito a riconoscere e capire le persone vere, che sono quelle che, come ha fatto lui, sanno volerti bene senza chiedere nulla in cambio.&lt;br /&gt;E, credi, nessun dono da amico potrà mai essere più prezioso di questo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3187839599999320081?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3187839599999320081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3187839599999320081&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3187839599999320081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3187839599999320081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/12/il-tuo-pi-bel-regalo.html' title='Il tuo più bel regalo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/R2r6FoLWDAI/AAAAAAAAABM/CI1UHG0d2cE/s72-c/gatto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-8364779768012405300</id><published>2007-11-11T18:41:00.000+01:00</published><updated>2007-11-27T19:04:54.454+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='writing'/><title type='text'>coperta d'autunno</title><content type='html'>La circonvallazione ovest è, come ogni mattino, un serpente infinito di auto e odore di fumo di scarico. La donna avverte un dolore fastidioso al collo del piede. Sono i crampi di una che calza scarpe con il tacco e si costringe a lavorare, di punta e tallone, sulla frizione. A fianco il figlio di otto anni, cinturato, gioca con il game boy. Il suono dei bottoni si mescola alle voci provenienti dall’autoradio. Dietro, la figlia di tre anni, cinturata, tiene in grembo una bambola avvolta in una piccola coperta di lana e si porta continuamente il dito alla bocca.&lt;br /&gt;Piove fuori. Non in modo forte, ma piove. E fa freddo come sa fare freddo una autunnale giornata qualunque. Il tergivetro viaggia e pulisce il parabrezza con il suo ritmico gemito di spazzole consunte.&lt;br /&gt;La coda delle auto è lenta come sempre. Esasperante più che mai. Per fare mezzo chilometro e entrare in città ci vogliono una quarantina di minuti sicuri. La donna lo sapeva che non avrebbe dovuto uscire di casa più tardi del solito in quanto si sarebbe trovata imbottigliata nel sicuro, abituale, ingorgo di pendolari del volante. Ma la piccola aveva pianto perché voleva la coperta per la bambola e nessuno riusciva a ricordare dove fosse finita dentro casa.&lt;br /&gt;Ora, con un gomito appoggiato al finestrino e con il palmo della mano a sostenere il capo, la donna cerca di trattenere il desiderio di chiudere gli occhi e di addormentarsi dov’è. Pensa tra sé a quanto sarebbe bello che le auto, con qualche diavoleria elettronica, si regolassero tra loro autonomamente mantenendo le distanze di sicurezza e permettendo ai conducenti così, la libertà di movimento, di riposo o di lettura simile a come quando si viaggia in treno. Aveva letto qualcosa di questo in un articolo scientifico ma esso diceva che sarebbe potuto avvenire tra non meno di una quindicina d’anni.&lt;br /&gt;Una quindicina d'anni di code quotidiane.&lt;br /&gt;Il suono del clacson dell’auto dietro la sua la distoglie bruscamente dalle fantasticherie. Il semaforo, che si vede cinquanta metri avanti, è tornato verde e le macchine stanno rimettendosi in movimento. La donna spera intensamente di fare in tempo ad attraversare l’incrocio. Ma è un desiderio vano perchè il semaforo è già tornato rosso e questo la costringe a stare in pole position per il prossimo giro. Dietro di lei ancora il suono del clacson, a rimprovero infastidito, per non essersi buttata in mezzo l’incrocio lo stesso.&lt;br /&gt;Trattiene dentro di sé l’imprecazione per non turbare i bambini e poi posa lo sguardo sul deflettore laterale.&lt;br /&gt;“Ecco, ci mancava pure questa”. Dice tra sé.&lt;br /&gt;Un ammasso di stoffe colorate coprono ora la visuale del finestrino. Una mano scura e lorda inizia a colpire la superficie di vetro mentre l’altra, la donna se ne accorge, conserva stretto al petto un corpicino piangente di pochi mesi.&lt;br /&gt;Un senso di pena e orrore pervade la donna.&lt;br /&gt;Come diavolo si fa ad andare per le strade con una creatura del genere in braccio? Verrebbe da prenderle a schiaffi queste qui!&lt;br /&gt;L’ammasso di stoffa colorata emette un ghigno sdentato mentre invita la donna ad abbassare il finestrino.&lt;br /&gt;La donna si chiede con ansia cosa può fare. Fuori piove con un freddo umido che ti entra nelle ossa. La borsetta, poggiata sul sedile posteriore, è irraggiungibile se non costringendosi ad uscire dall’auto. La donna pensa disperatamente ad una soluzione, a qualcosa che la giustifichi e la perdoni per quell’immobilismo costretto o, forse, nemmeno tanto. Il semaforo pare non essere mai stato rosso così a lungo. Il piede è poggiato sulla frizione pronto ad ingranare la marcia per scappare via lontano da quell’insostenibile imbarazzo.&lt;br /&gt;S’avvede non subito del finestrino abbassato sul proprio lato mentre una mano si infila all’interno passandole davanti al viso. Trattiene l’urlo dentro di sé mentre vede il figlio consegnare, a quella mano disgustosamente puzzolente, la coperta precedentemente rubata alla bambola.&lt;br /&gt;La donna riesce solo a dire: “Martino…”. Poi si volta dietro e incrocia gli occhi sgranati della bambina con in mano, tra le dita, il game boy .&lt;br /&gt;Un moto di stizza le sale immediato. Il semaforo ritorna finalmente verde. Allora richiude il finestrino, ingrana la prima e a metà dell’incrocio inizia a gridare: “Martino!! Non ti permettere mai più…”&lt;br /&gt;Il suono urticante del tergivetro la costringe ad agire sull’interruttore di spegnimento.Il bambino guarda oltre, lo sguardo serafico verso il cielo, e commenta: “Mamma, che bello, oggi mi sa che a ricreazione giochiamo fuori. E’ uscito un raggio di sole.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-8364779768012405300?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/8364779768012405300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=8364779768012405300&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/8364779768012405300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/8364779768012405300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/11/coperta-dautunno.html' title='coperta d&apos;autunno'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3770099875546871332</id><published>2007-10-29T18:24:00.000+01:00</published><updated>2007-11-12T19:33:29.272+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>respiri di scuola</title><content type='html'>Impugni la matita colorata e con uno sguardo al quaderno ed uno alla lavagna provi a far stare le ampie lettere in stampatello, come chioccioline un po' costrette, dentro i quadrettoni della pagina. Le dita bianche ti fanno un po’ male per lo sforzo di non sbordare troppo. Il giorno prima la maestra ti aveva accarezzato il capo e detto: "sei bravissimo, continua così" e ti ha fatto un bel sorriso.&lt;br /&gt;A te piace la maestra di scrittura. Certo, non gioca con te come facevano le maestre della scuola materna, perché questo, da meno di una settimana, è ora davvero per te un mondo nuovo e anche un po’ strano.&lt;br /&gt;A differenza di prima, di &lt;em&gt;ieri&lt;/em&gt;, di quando eri&lt;em&gt; piccolo&lt;/em&gt;, si stà molto più seduti al banco per ascoltare e se ti viene il bisogno di alzarti, anche solo per andare a fare pipì, devi prima alzare la mano e poi aspettare il tuo turno. Qui mica puoi saltellare all’improvviso urlando, con la mano sulla patta dei calzoni a stringere il pisello, come eravate abituati a fare prima. Come non puoi nemmeno decidere di vagare nella stanza dove ti pare o di andare ad infilarti dentro qualche accogliente lettino per un pisolino ristoratore.&lt;br /&gt;Ma in fondo questo è anche un bel posto nuovo dove si possono fare tante nuove amicizie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è, per esempio, il compagno di banco biondino con il quale ti trovi anche ad andare a calcio assieme, in un campo di gioco vero, con le porte da gioco vere, e i birilli disposti sull’erba da poter calciare in aria per scherzo e le casacche colorate da mettere, da togliere, da stropicciare e poi lanciarsele addosso per dispetto.&lt;br /&gt;C’è l’altro compagno, anche lui simpatico, che stà una fila avanti a te e tiene la pelle più scura della tua, quello con il quale ti trovi per giocare al parco nel pomeriggio, quello che il primo giorno fuori dai cancelli ti si è presentato dicendo: "Come ti chiami?", e tu gli hai detto il tuo nome e poi lui ancora: "Vuoi essere mio amico?", e tu hai risposto: "si". Così, semplici e diretti. E poi siete entrati assieme tenendovi per mano e tu non hai mica visto che la mamma dietro te aveva le lacrime agli occhi.&lt;br /&gt;E poi ci sarebbe pure quella compagna con i capelli ricci come i tuoi, che stamane ti ha consegnato un biglietto colorato a mano come invito a partecipare alla sua festa di compleanno in quel posto che anche a te diverte sempre tanto. A lei tu piaci ma mica ti ricordi subito bene il suo nome difficile ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, però, la maestra ha chiesto la vostra attenzione per comunicare una cosa a tutti quanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vedi poi scomparire oltre la porta e inizi ad eseguire quello che vuole preciso come un soldato. Ti guardi intorno e t’aspetteresti che pure gli altri facessero altrettanto ma non sembra così. Poco importa. Tu sei uno che quando vuole essere ubbidiente ci tiene a far vedere che le cose siano fatte come si deve. Ti senti quasi più orgoglioso e superiore agli altri bambini. O forse magari no, esageri a pensarlo davvero, perché non ti senti mai superiore a nessuno. Però questo gioco (ma sarà un gioco poi?) lo fai anche se non ti piace molto. Anche se non è una cosa che ti fa proprio &lt;em&gt;buffire&lt;/em&gt; come quando giochi con lo zio quando ti viene a trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tu guarda gli altri come si stanno muovendo disordinati che sembrano quasi scimmie del &lt;em&gt;libro della giungla&lt;/em&gt;! Tu, al contrario, ti costringi a stare fermo e immobile senza muovere un dito. Ti chiedi chissà mai perché la maestra vi avrà chiesto di fare questa cosa. Forse per valutare chi ha i polmoni più grandi e capaci? Se sapessero, loro, quanto tempo potresti rimanere così! Al campeggio, quando ti tuffi in piscina, hai imparato bene a come stare completamente immerso nell’acqua senza bere.&lt;br /&gt;Certo è che la scuola è proprio strana, pensi. Qui se la maestra non si sbriga a rientrare... Senti di avere il petto pronto a scoppiare, le guance sono gonfie come due arance e il cuore batte fortissimo. Ti chiedi se riuscirai a farcela a rimanere così ancora un po’. Per aiutarti nello sforzo provi a immaginare il sorriso della maestra, la sua carezza in capo e lo sguardo invidioso dei compagni.&lt;br /&gt;C’è che però…C’è che i tuoi compagni lì attorno a te, adesso, li stai vedendo parecchio maluccio invece, ti giungono sfocati alla vista mentre ti fischiano fortissimo le orecchie. C’è che è strano che ora tutti ti stiano a guardare in silenzio e immobili. Ora qualcuno si agita e apre la bocca, ma tu non odi uscire alcun suono. Tutti tengono la bocca spalancata e ti vien quasi da ridere perché paiono tutti tanti &lt;em&gt;Nemo&lt;/em&gt; nell’acquario. Credi che ti vogliano applaudire mentre dietro loro appare finalmente l’alta figura che attendevi e che però non pare mica così sorridente come ti saresti aspettato. Eppure è talmente chiaro che solo tu, unico tu, hai mantenuto fede all’ordine dato. Ora speri tanto di ricevere un bel giudizio scritto da mostrare felice alla mamma una volta a casa. Già avverti in bocca, per questo, il gusto dell’ovetto di cioccolato in premio.&lt;br /&gt;Non riesci più a pensare oltre. Stremato apri le labbra, lasci la tua fronte precipitare sul banco e, boccheggiante e paonazzo, mentre aspiri famelico l’aria attorno, ti ritorna il ricordo lucido e preciso della esatta frase udita dalla tua maestra di scrittura prima di uscire: &lt;em&gt;"… e mi raccomando bambini vi lascio soli un istante, rimanete perciò seduti buoni buoni, ognuno al proprio banco, e fino al mio ritorno non …FIATATE!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3770099875546871332?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3770099875546871332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3770099875546871332&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3770099875546871332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3770099875546871332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/10/respiri-di-scuola.html' title='respiri di scuola'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-895045597216804104</id><published>2007-10-04T20:22:00.000+02:00</published><updated>2007-10-10T20:25:28.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='writing'/><title type='text'>Prendi il tuo volo</title><content type='html'>Fiumicino. Aeroporto internazionale. Il solito immutabile caos di valigie che trascinano persone ai banchi d’accettazione con gli altoparlanti che ululano informazioni di orari e numeri di gates per l’imbarco.&lt;br /&gt;C’è solo il nastro del metal detector che separa il ragazzo dalle sale d’attesa dell’area partenze.&lt;br /&gt;Lui guarda i genitori, osserva l’amico del cuore, stringe a sé la fidanzata.&lt;br /&gt;-Sei sicuro allora di avermela venduta ad un prezzo giusto? Non preferivi forse ricavarci qualcosa di più?-&lt;br /&gt;L’amico tiene tra le mani un mazzo di chiavi con il simbolo di una moto di lusso. E’ di un modello sportivo di grossa cilindrata.&lt;br /&gt;-Non ti preoccupare, va bene così. Ho sempre saputo che ti sarebbe piaciuto averla così, piuttosto che attendere un acquirente qualsiasi e sconosciuto, ho preferito venderla ad un buon prezzo a te che sei mio amico.-&lt;br /&gt;Risponde il ragazzo con un sorriso.&lt;br /&gt;L’amico abbassa gli occhi un po’ arrossendo.&lt;br /&gt;-Certo, grazie, è che però, non capisco… -&lt;br /&gt;-Se è per questo non capisco nemmeno io! -&lt;br /&gt;Alza la voce il padre a vincere il brusio confuso causato dal via vai dell’ampia sala.&lt;br /&gt;-Quella moto te l’ho regalata nemmeno un anno fa come premio per la tua laurea ed ora hai deciso improvvisamente di rinunciarvi vendendogliela a lui incredibilmente sottocosto, ma lo sai che le quotazioni di &lt;em&gt;Tuttoruote&lt;/em&gt; la danno… -&lt;br /&gt;-Papà -&lt;br /&gt;Lo interrompe il ragazzo.&lt;br /&gt;-Non avrei avuto comunque il tempo necessario per attendere un acquirente più vantaggioso. Debbo partire ora e mi serve denaro urgente per starmene via un bel po’. -&lt;br /&gt;-Ma avrei potuto finanziarti io questo tuo capriccio no? Lo sai che domani basta che faccia un salto in banca, che mi incontri con il direttore… -&lt;br /&gt;-Papà, ti prego, lascia stare. E’ venuta l’ora che pensi a me stesso con i miei mezzi. Avete già fatto molto per me fino ad oggi e vi ringrazio immensamente. -&lt;br /&gt;-E cosa dovrei fare invece con l’HiFi? E il notebook di ultima versione, il televisore al plasma , l’Home Theatre e tutti i tuoi cd che sono parecchie centinaia? -&lt;br /&gt;Chiede di nuovo l’amico.&lt;br /&gt;-Ti ho lasciato il numero di cellulare da chiamare. Lui è un tipo in gamba. Cura un negozio di prodotti ecosolidali e non solo. Ti dirà esattamente cosa fare di tutte le mie cose. Dice che troverà senz’altro il modo di ricavarne un altro bel po’ di soldi dalla vendita. E il tutto, come d’accordo, lo verserà poi in beneficenza. -&lt;br /&gt;-Insomma, vuoi liberarti proprio di ogni tua cosa. Amico, tu hai preso una gran bella botta in testa, lasciatelo dire. -&lt;br /&gt;-Tesoro… -&lt;br /&gt;Il ragazzo volge lo sguardo verso la madre. Attendeva il momento per il quale la donna avrebbe preso la parola.&lt;br /&gt;-Tesoro, ma nemmeno uno dei tuoi bellissimi costosi maglioni ti sei portato in valigia? Ora vestito così sembri quasi uno straccione nudo. -&lt;br /&gt;Il ragazzo si avvicina e le lascia un bacio amorevole sulla guancia.&lt;br /&gt;-E non sai quanto si sta meglio così, più liberi, mamma. -&lt;br /&gt;Il padre fa cenno nervosamente ad una figura in attesa presso il nastro trascina oggetti.&lt;br /&gt;-E’ solo colpa di quello là. Non capisco cosa ti ha detto per convincerti a questo. -&lt;br /&gt;Il ragazzo si volta verso l’uomo che lo guarda sorridendo appartato.&lt;br /&gt;-Padre Bernardo è mitico papà. Non lo conosci. Nessuno di voi lo conosce. Ma sappiate che sono sicuro di andare a vivere un’avventura e un’esperienza bellissima in sua compagnia, ovunque vorrà condurmi. -&lt;br /&gt;L’altoparlante inizia ad emettere, gracchiando, una serie di lettere e numeri e ognuno avverte dentro sé un tuffo al cuore. Il ragazzo si volta verso la ragazza che fino ad ora gli era rimasta accanto stringendogli la mano.&lt;br /&gt;-Credo che sia venuta ora che io mi avvii. Allora tutto deciso come d’accordo? -Le dice.&lt;br /&gt;-Si. Ti raggiungo dopo Natale, lo prometto Francè. - Lei risponde.&lt;br /&gt;La stringe a sé per non far vedere le sue lacrime di gioia. Avvicina la bocca all’orecchio e le sussurra :&lt;br /&gt;-Allora conterò i giorni fino al tuo arrivo. Ti amo da impazzire, Chiara. -&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-895045597216804104?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/895045597216804104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=895045597216804104&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/895045597216804104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/895045597216804104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/10/prendi-il-tuo-volo.html' title='Prendi il tuo volo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-2216312766902108294</id><published>2007-08-31T23:19:00.000+02:00</published><updated>2007-09-10T18:48:18.005+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Famiglie</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RtiIPXTk4XI/AAAAAAAAAA0/pEcD-FpGBTY/s1600-h/camosci.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104979975159996786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 173px" height="155" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RtiIPXTk4XI/AAAAAAAAAA0/pEcD-FpGBTY/s320/camosci.jpg" width="249" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Giorni di ferie, di riposo montano, il sole s’appresta all’eterna quotidiana immersione dietro la sagoma delle vette nell’ora del tramonto. C’è un piccolo ruscello che scorre parallelo ad una cinquantina di metri dalla strada asfaltata che stai percorrendo.&lt;br /&gt;In mezzo si frappone un breve pezzo di terreno boschivo di giovani ornielli.&lt;br /&gt;Tra i chiari ed esili tronchi si muovono dodici zampe affusolate. Una famigliola di camosci è scesa dall’alto del monte per venire a dissetarsi proprio lì.&lt;br /&gt;Può capitare di incontrarne, dicono, durante le prime ore dell’alba o un po’ prima che venga sera. Se tieni fortuna ovviamente.&lt;br /&gt;Così oggi è proprio una di quelle giornate fortunate, pensi, appena ti appresti ad invertire il senso di marcia dell’auto per ritornare veloce al punto dell’avvistamento.&lt;br /&gt;Fermi l’auto, indichi gli animali al bambino seduto al tuo fianco, e iniziate ad osservarli assieme, in silenzio, sperando che non s’accorgano della vostra invadente presenza.&lt;br /&gt;Il cucciolo di camoscio drizza le orecchie e volge il muso alla strana creatura materializzata davanti a sé. Gli animali adulti paiono indifferenti e incuranti di ciò continuando invece a brucare l’erba o masticare qualche foglia dai rami bassi.&lt;br /&gt;Il bambino con gli occhi sgranati e il naso incollato al vetro li osserva trattenendo il fiato.&lt;br /&gt;Per un attimo lo sguardo del cucciolo e quello del bambino sembrano incrociarsi. Ma è solo un attimo perché l’animale, con uno scarto improvviso, gli volge le spalle e va ad affondare il muso sotto la pancia della madre in cerca di protezione.&lt;br /&gt;Non appena la famigliola scompare definitivamente alla vista giri la chiave e riaccendi il motore.&lt;br /&gt;"Hai visto allora che belli?" dici al bambino che ruota la testa all’indietro sperando di poterli rivedere ancora una volta.&lt;br /&gt;"Si", ti risponde.&lt;br /&gt;"Stasera a casa facciamo un bel disegno con i pennarelli di quello che hai visto ora. Ti va?"&lt;br /&gt;"Si, e poi quando torniamo in città lo mostro anche a papà".&lt;br /&gt;"Bravo. E’ una bella idea, così gli racconti che belle giornate di vacanze stai facendo qui in montagna".&lt;br /&gt;"Si, mi piace tanto stare in montagna con te. Ma anche il mare dell’anno scorso, con papà, mi piace. Potrebbe venire a trovarmi qui?"&lt;br /&gt;"Certo che può. Puoi chiedergli di venire, per una volta, se vuoi."&lt;br /&gt;" E deve venire anche l’amica di papà?".&lt;br /&gt;"Beh, penso che il tuo papà la voglia con sè non credi?"&lt;br /&gt;"Allora saremo…" e inizia con le dita a contare, "tu con mamma,io, papà e lei. Poi anche i nonni?"&lt;br /&gt;Sospiri.&lt;br /&gt;"Va bene, pure i nonni. Ma allora li voglio tutti, d’accordo? Hai contato quanti sono?"&lt;br /&gt;Sottovoce ripassa i nomi e si tocca di nuovo le dita poi dà la soluzione.&lt;br /&gt;"Sono sette".&lt;br /&gt;"Sette? Sicuro, sicuro?". Riprende a contare.&lt;br /&gt;"No. Sono sei. I nonni sono sei. E cosa faremo poi?", dice.&lt;br /&gt;"Oh, beh, magari ci cuciniamo un bel po’ di carne alla griglia come l’altro giorno. Ti piace la carne alla griglia mi pare. Vero?"&lt;br /&gt;"Si. Ok".&lt;br /&gt;Con la coda dell’occhio lo osservi che guarda un punto lontano fuori dal finestrino.&lt;br /&gt;Sul sedile posteriore la borsa con la spesa del supermercato s’affloscia e fa scivolare tra i sedili il pacco di biscotti per la colazione.&lt;br /&gt;Il bambino si volta per raccogliere.&lt;br /&gt;"Posso mangiare uno di questi? Ho davvero un po’ di troppa fame."&lt;br /&gt;Tu sorridi divertito per lo strafalcione linguistico e gli carezzi il capo dolcemente mentre l’auto supera il cartello di entrata al paese.&lt;br /&gt;"Dai, un secondo di pazienza che siamo arrivati davanti casa e mi sa che la mamma ci sta già aspettando con la cena in tavola".&lt;br /&gt;Il bambino ripone il pacco di biscotti nella borsa e porta la mano al pulsante di slaccio della cintura di sicurezza. Chiede:&lt;br /&gt;"Anche quel piccolo camoscio, ora, è andato a cena?"&lt;br /&gt;Da fermo ingrani la retro e mentre ti appresti a parcheggiare rispondi con lo sguardo fisso al lunotto posteriore:&lt;br /&gt;"Naturalmente. Tutte le famiglie e gli animali della terra, la sera, si riuniscono per la cena". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-2216312766902108294?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/2216312766902108294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=2216312766902108294&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2216312766902108294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2216312766902108294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/08/famiglie.html' title='Famiglie'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RtiIPXTk4XI/AAAAAAAAAA0/pEcD-FpGBTY/s72-c/camosci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4505696885294438985</id><published>2007-07-07T19:55:00.000+02:00</published><updated>2007-08-31T23:54:47.683+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>coppiette e doppiette</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RtiNPXTk4YI/AAAAAAAAAA8/bHqPyBY6yc8/s1600-h/fiat.jpeg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104985472718135682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" height="198" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RtiNPXTk4YI/AAAAAAAAAA8/bHqPyBY6yc8/s320/fiat.jpeg" width="251" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi venivi a prendere e già ti sentivo rombante arrivare prima che ti vedessi parcheggiare dall’alto del terrazzo di casa.&lt;br /&gt;Tu mi sembravi davvero bella e lei lo era di più.&lt;br /&gt;Quando ti salivo sopra amavo quello spazio angusto che mi concedevi, tra i sedili e il lunotto, per potermi stringere meglio al suo fianco.&lt;br /&gt;Abituati oggi a SUV ampi come stanze d’albergo mi chiedo ancora come sia riuscito a stare in modo così confortevole lì dentro.  E per così tante volte e ore di seguito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quella di due astronauti dentro la capsula del LEM, così ci sembrava la vita.&lt;br /&gt;Stretti dentro l’abitacolo intimo che ci ha visto condividere segreti inconfessabili e le prime tenerezze.&lt;br /&gt;Dentro lo spazio dove si è vissuto il tempo delle mele, delle verdi foglie e dei fogli rosa convertiti in agognate patenti di guida.&lt;br /&gt;Ricordo l’odore muschiato e mischiato dell’arbre magique con quello della tua finta pelle scaldata dal sole; l’assordante tlac-tlac delle frecce incautamente attivate; il singulto dello spruzzetto d’acqua che mai è riuscito a lavarti decentemente il parabrezza perennemente sporco.&lt;br /&gt;Ricordo il cigolio dei tuoi schienali impegnati a sorreggermi gementi; il dolore acuto della leva del cambio a premere dietro il mio ginocchio; l’avvolgente morbida apertura delle sue labbra che riuscivano sempre a farmelo dimenticare.&lt;br /&gt;Ricordo il gelo di inverni, ai quali t’abbiamo costretto a sostare, con il riscaldamento a palla, e i nostri fiati impegnati ad appannare i vetri e i minuscoli deflettori.&lt;br /&gt;"Va bene così", mi diceva lei rassicurata, "ora nessuno ci vede".&lt;br /&gt;Ricordo l’agitazione, che a lei prendeva sempre alla fine, di rientrare a casa in tempo malgrado un motorino d’avviamento sempre troppo pigro.&lt;br /&gt;Abbiamo scherzato e sterzato sopra bisiache sabbie d’autunno; esplorato argini che si perdevano tra i casoni al tramonto; sostato tra nugoli di zanzare nervose; sconfinato nel buio di casuali pioppeti; ammirato vele sull’acqua dall’alto di stradine del carso.&lt;br /&gt;E lo abbiamo fatto assieme a te.&lt;br /&gt;Quanto mi sarebbe piaciuto conservare una foto del tuo piccolo, buffo, muso che rimanda all’obiettivo la luce di due splendidi fanali: i suoi occhi azzurri.&lt;br /&gt;Non ricordo come fu che ti persi di vista molto prima che perdessi di vista lei.&lt;br /&gt;So solo che ti tradì per una tedesca alla moda. Più affidabile, certo, ma anche molto più anonima.&lt;br /&gt;Peccato solo di non essere riuscito mai a guidarti da solo. Sarebbe stato un onore per me.&lt;br /&gt;Ma non ero bravo come lei, te lo confesso, ad innestare doppiette per vincere la resistenza delle tue ruvide marce.&lt;br /&gt;E ancora oggi, a distanza di un quarto di secolo da allora, mi rimane in ricordo la meraviglia delle sue gambe, lunghe e bianche, impegnate a spingere decise: frizione, acceleratore-cambio, acceleratore …&lt;br /&gt;Oggi che nasci polacca e ti hanno sincronizzata, però, sei soltanto una tra le tante. Rassegnati è la globalizzazione.&lt;br /&gt;Bentornata comunque.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4505696885294438985?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4505696885294438985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4505696885294438985&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4505696885294438985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4505696885294438985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/07/coppiette-e-doppiette.html' title='coppiette e doppiette'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RtiNPXTk4YI/AAAAAAAAAA8/bHqPyBY6yc8/s72-c/fiat.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-985419612063464494</id><published>2007-07-04T19:15:00.000+02:00</published><updated>2007-07-05T22:10:42.354+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Sagra (post per un'amica)</title><content type='html'>Allora c’è ogni tanto al mondo qualcuna che ce la fa ad ascoltarti e pure a comprenderti. Lo capisci da come ti escono facili le parole tra un sorso di vino e un risucchio di bigolo. Lo intuisci dallo sguardo attento su di te. Pupille nere che interpretano le tue labbra per tentar di vincere il frastuono della musica e delle voci.&lt;br /&gt;Lo capisci da come riesce a farti sentire in pace anche durante i tuoi silenzi momentanei. Senza imbarazzo o necessità di aggiungere parole inutili.&lt;br /&gt;E ti pare di conoscerla già da una vita, questa qui, mica da poco più di un anno appena.&lt;br /&gt;Così, mentre ti parla, ripensi a tutte quelle amicizie femminili succedute nel passato che, malgrado il ben più lungo tempo condiviso, si sono dimostrate distratte e poco interessate a capire davvero chi sei e cosa vuoi.&lt;br /&gt;Sempre e solo ricercato in quanto involucro di incontestabile simpatia, contenitore di battute improvvisate buone per una serata spicciola in pizzeria o un dopo cinema svogliato. Di qualcuna hai pensato persino di esserne innamorato pur di sembrare qualcosa di più di ciò che ti facevano sentire.&lt;br /&gt;Questa qui invece ti raschia nel profondo, ogni frase è un colpo d’accetta che sbriciola certezze maschie e solitarie con la levità di un sorriso complice. Nemmeno un’ora fa, appena arrivata, ti aveva osservato e intuito che avevi un turbamento per qualcosa.&lt;br /&gt;Empatia la chiamano.&lt;br /&gt;Tu le avevi risposto che non era nulla ma ti eri domandato come diavolo l’avesse capito. E sì che ti ritieni uno bravo a "nascondersi". Sai che non potresti mai ingannare tua madre ma certo le altre, beh, insomma.&lt;br /&gt;E’ da un po’ che vi hanno lasciato seduti al tavolo da soli e vorresti tanto cogliere l’occasione per rovesciarle addosso, tra il tempo di uno scherzo e una presa per i fondelli, una zavorra di cose da dire come usassi la benna di un escavatore. Lei pare non aspettare altro, paziente. In fondo è bella l’idea di una che stia consumando parte del suo tempo con te. Per ascoltare te.&lt;br /&gt;Tiene una voce chiara, squillante, che ti trasmette sincera allegria. Da lei, sai che mai riceveresti messaggi e atteggiamenti ambigui o opportunisticamente interessati.&lt;br /&gt;Sotto il tendone l’odore di cibo aleggia e lei pilucca l’ennesima patatina fritta dalla vaschetta di plastica. Più in là suonano un valzer vivace e avresti voglia di invitarla a ballare. E pensi che si, forse varrebbe persino la pena di riprovare passi ormai scordati, rischiando goffe figuracce in pista, pur di non perdere quest’occasione.&lt;br /&gt;Per un istante le vostre dita si fronteggiano impegnate nel contendersi la medesima ultima patatina. Con una falange la sfiori e avverti immediato il freddo di un anello.&lt;br /&gt;E’ un fuggevole tocco ritratto, ma necessario, nel mentre sorridi divertito a vederla addentare, gongolante, la superstite preda unta e croccante per questo conquistata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-985419612063464494?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/985419612063464494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=985419612063464494&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/985419612063464494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/985419612063464494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/07/sagra.html' title='Sagra (post per un&apos;amica)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-2919342342893406419</id><published>2007-06-20T17:43:00.000+02:00</published><updated>2007-06-29T22:44:18.563+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>AFORImachISMI</title><content type='html'>Ogni donna attende per sé l’uomo che ama farsi attendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo intelligente ha bisogno di donne che lo facciano sembrare tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo spiritoso cerca donne che possano ridere delle sue battute anche se non le capiscono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo sa riconoscere una donna amica. E’ quella che non gli fa immaginare del sesso assieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un uomo vi dice che crede nell’amicizia con una donna sappiate che mente spudoratamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un uomo vi dice che siete "un tipo" non fatevi illusioni credetegli pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un uomo vi fa i complimenti, anche quando pensate di non meritarli davvero, forse è in astinenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se sentite il bisogno disperato di stare con un uomo basta solo che glielo diciate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se desiderate stare in armoniosa solitudine lontane da qualunque uomo c’è solo un modo sicuro: mostrarsi per nulla attraenti. Ma proprio per nulla. Forse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un uomo vi invita a cercarvi un uomo significa che o non gli piacete o forse è gay. In caso contrario ci avrebbe provato prima lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanticismo di un uomo si ferma di solito alla seconda cena a due. Se prosegue offrendovi una ulteriore o è un po’ timido o molto paziente o decisamente fin troppo generoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pochissimi uomini rimangono astemi con una donna. Dell' alcool ne hanno bisogno per darsi coraggio prima o per consolazione dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando al ristorante un uomo sfoglia un menù davanti a voi lo fa con un occhio al consommè, uno al vostro decolleté e il pensiero a ciò che si aspetta da voi dopo il caffè.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per un uomo comprate un bellissimo e costoso abito sexy da sfoggiare vi dirà: "Bello. Ma cosa aspetti ora a levartelo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un uomo l’amore è davvero eterno almeno fintanto che gli pare duro. Punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto dal libro: "&lt;em&gt;Anche gli aforismi, nel loro piccolo, s’incazzano. Parte seconda&lt;/em&gt;" &lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Oscarjota Wilde&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-2919342342893406419?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/2919342342893406419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=2919342342893406419&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2919342342893406419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2919342342893406419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/06/aforimachismi.html' title='AFORImachISMI'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3842174010102755591</id><published>2007-06-19T19:01:00.000+02:00</published><updated>2007-06-20T17:58:25.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>AFrOditeRISMI</title><content type='html'>La donna che attendi da una vita finisce sempre a quello che non s'attende nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna è troppo intelligente per innamorarsi di uno che si crede altrettanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna sa riconoscere con molta facilità un amico. E’ sicuramente uno che si rassegna ad offrirle solamente una spalla su cui piangere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seduzione tra un uomo e una donna è quell’intrigante gioco tra le parti che vengono condotte a turno prima da lei e poi da lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c’è un tempo in cui senti il bisogno disperato di qualcuna che ti ami predisponiti ad una vita ascetica e solitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci sarà un tempo in cui desidererai stare in pace con te stesso e in armoniosa solitudine è quello l’esatto momento in cui ti capiterà di incontrare una donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se una donna ti invita a cercarti una donna sappi che lo fa solo per ipocrito altruismo, o solidarietà finta, verso altre donne. Di certo a lei non interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si dice che le donne si facciano ammaliare da chi sa ben scrivere ma avete mai visto un poeta felice?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non esistono donne astemie, solo donne che non vogliono "lasciarsi andare" con te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se una donna ti chiede: "quanti anni mi daresti?", beh, sappi allora che sei molto, molto sfortunato a dover rispondere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ad una donna compri un abito troppo stretto la metterai in imbarazzo. Se le compri uno troppo ampio penserà che l’hai immaginata troppo grassa. Se le compri un abito che le stà a pennello ti dirà: "Allora? Come ti sei fatto questo occhio così giusto per le misure?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E per finire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amore è eterno finchè dura e nel mentre dovremmo sforzarci di viverlo al meglio che possiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratti dal libro: &lt;em&gt;"Anche gli aforismi, nel loro piccolo, s’incazzano"&lt;/em&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Oscarjota Wilde&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3842174010102755591?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3842174010102755591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3842174010102755591&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3842174010102755591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3842174010102755591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/06/afroditerismi.html' title='AFrOditeRISMI'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-7212152773031033593</id><published>2007-06-06T11:31:00.000+02:00</published><updated>2007-06-07T17:53:15.437+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Giostre</title><content type='html'>Con quel suo respiro da tempo faticoso la donna guardava fissa in silenzio davanti a sé un orologio a pendolo sulla parete. Sembrava aspettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai acquistato il biglietto d’ingresso, convinto finalmente dagli amici, per entrare a prenderti quel tanto di emozioni in vendita. Dopo una fila eterna sotto il sole cocente ti lasci sommergere da una marea vociante di bambini e adulti in festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna tendeva l’orecchio, tra un respiro affannoso e l’altro, forzandosi di ascoltare il cinguettio del suo canarino in gabbia. Sorrideva al piccolo volatile che, con i suoi buffi saltelli, riusciva a darle ancora scampoli di emozione e tanta compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stai passeggiando nei viali con uno zainetto sulle spalle tra il frastuono di mille rumori e musiche pompate ad alto volume. Un cocktail di colori ti ubriaca gli occhi e odi, persistente, lo sferragliare di carrelli veloci come razzi su rotaie che s’innalzano al cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna amava stare ore sola dentro la stanza in ombra con le finestre lievemente socchiuse per lasciar filtrare l’aria fresca dall’esterno. Da quanto tempo non vedeva più il cielo? Forse da nemmeno così tanto ma lei non ricordava e importava già più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima giostra che hai fatto hai creduto di morire. Il cuore in gola dallo spavento, lo stomaco sottosopra, il volto e la maglietta fradici d’acqua, la pacca sulla spalla degli amici che ora ridono assieme a te. Basta poco, a volte, per sentirsi vivi e contenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna amava trascorrere le sue giornate in due modi: seduta sulla sedia a guardare una porta o rannicchiata sul letto con gli occhi chiusi. Non necessariamente dormiva. Se qualcuno passava a farle visita amava starsene così, ferma, immobile a sentire ciò che gli altri si dicevano nella stanza quando non la costringevano a parlare. Bastava davvero poco per sentirsi altrove e giocare a fare la morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda giostra che hai fatto ti ha innalzato in cielo per un centinaio di metri e ti ha fatto ruotare il mondo davanti gli occhi. Lentamente. Molto lentamente, poi, sei ridisceso giù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna era stanca del mondo, ne aveva visto molto, aveva vissuto tanto, voleva togliere il disturbo come una che dice all’ospite di casa:"E' davvero ora che io vada, mi sono già trattenuta fin troppo". Solo che colui che avrebbe dovuto venire a prenderla ancora tardava ad arrivare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza giostra è quella d’attesa per decidere assieme agli altri quale altra fare. E’ un classico dei classici. State lì, tutti, a farvi dondolare sulla sella di cavallini leziosi con una musica struggente mitteleuropea, un valzer, che accarezza l’aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La donna sognava. Sognava spesso la guerra. Come può sognare solo chi l’ha vissuta davvero. Come chi si è trovata a subirla da piccolissima e poi anche da ragazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giostra che simula il volo dell’aereo militare è da levare il fiato. Dicono. La coda per salirci è lunghissima. Hai la fantastica occasione di provare ciò che sente un vero Top Gun. Tu fermamente rifiuti l’invito a salire e rimani a terra a guardare gli altri sfrecciare. Ti senti un po’ vigliacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo sogno della donna è un albero in mezzo al prato. Si trova seduta all’ombra di grossi rami frondosi. Una brezza fresca le accarezza il viso. Si sente bene. Ogni ramo sopra di lei porta un cartello con un nome conosciuto. I rami più grossi sono i suoi figli, poi a seguire i figli e figlie dei suoi figli, le mogli dei suoi figli fino al più esile dei rami, quello del più piccolo, l’ultimo, che vorrebbe tanto accarezzare ancora una volta. Osserva una radice vicino a sé ormai quasi totalmente immersa nel terreno con inciso su di essa un nome: il suo.&lt;br /&gt;Sorride sollevata ora come una che finalmente si vede arrivare, alla fermata della pensilina, una corriera fin troppo attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultima giostra che fai non vorresti fosse questa. Una giostra per bambini che entrano dentro un tronco avente grossi rami e foglie di prezzemolo. Stai in coda paziente quando ti vibra la tasca. Leggi il nome sullo schermo del cellulare e subito capisci. E capisci anche quanto si può essere tirchi di gesti a volte, di quelli che non sai perché non li fai e che lasciano un rimpianto. Come a ricordare l’ultima volta che ti sei chinato su quella fronte antica per dare un bacio che ora sai è stato troppo breve.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-7212152773031033593?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/7212152773031033593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=7212152773031033593&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/7212152773031033593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/7212152773031033593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/06/giostre.html' title='Giostre'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4255217584908154894</id><published>2007-05-31T19:59:00.000+02:00</published><updated>2007-05-31T20:02:44.665+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Il buio nella mente</title><content type='html'>Da quanto va avanti tutto ciò? Ti pare qualche settimana, o forse sarà un mese, forse persino da un bel po’ più di tempo. Si, è certamente molto di più. Subisci uno stillicidio di domande senza risposta che gocciolano tra i pensieri e vorresti tanto lasciarle lì, buone, nascoste. Vorresti non subirle nei suoi gesti quotidiani che sembrano trapassarti quasi le fossi trasparente. Nei suoi sguardi ormai senza alcun interesse. Nelle sue puntuali frecciatine sarcastiche con gli amici. La misura della sua lontananza l’avverti attraverso il silenzio rotto dal volume di un televisore acceso, l’indifferenza nella scelta di un film, l’accavallarsi delle belle gambe lontane e l’incrociare delle sue braccia. Vorresti tanto agitare l’aria con una felice battuta delle tue ma non ti esce più tanto bene neanche questo. Lei non sorride né ride più, ghigna.&lt;br /&gt;Ma cosa succede tra voi?&lt;br /&gt;Ci pensi e non riesci a capire o ricordare nulla. E allora così è pure peggio. Preferiresti un motivo concreto al quale aggrapparti. Spereresti ci fosse un altro da qualche parte perché almeno ci sarebbe una logica a tutto ciò. E magari ci sarà anche viste le numerose volte che si apparta da te per telefonare o da quanto ama pigiare i tastini di quel dannato telefonino che porta gelosamente sempre con sé.&lt;br /&gt;Vorresti dirle qualcosa, rovesciarle a cuore aperto ciò che provi e liberarlo da quella morsa fredda che l’opprime. Non trovi coraggio nemmeno a sfiorarle le dita che giacciono posate sul cuscino lì vicino al telecomando. Gesti una volta disinvolti ora sono divenuti quelli di due estranei. Non c’è nulla di più lontano al mondo di due amanti divenuti estranei. Devi chiarire, devi decidere di parlarle prima che lo faccia lei perché se non lo fai rischieresti persino di passare per vigliacco e insensibile ai suoi segnali che probabilmente ti sta lanciando.&lt;br /&gt;Apri le labbra incollate e ingoi l’aria mentre l’osservi alzarsi e dirigersi in cucina. La segui e l’attendi fuori. Lei ti guarda uscendo col bicchiere in mano un po’ stupita. Sorseggia mente tu le dici che vorresti parlarle, che dovreste parlarvi. Lei ingoia l’acqua con faccia sofferente e allunga la mano verso il tuo petto come per allontanarti. Ti dice che tiene un forte mal di testa e: "non è proprio il caso stasera, guarda".&lt;br /&gt;E’ il segnale che temevi, l’interruttore che scatta e spegne il cervello. Afferri quella mano, poi le sue braccia, e la spingi a sbattere la schiena violentemente sulla parete più volte, più volte, più volte ancora come a voler far uscire quell’alieno che si è impossessato di lei e che te l’ha fatta cambiare nel tempo. Si, non può essere questa cosa, no davvero, non può essere lei stà maledetta stronza!!!&lt;br /&gt;Ti svegli improvviso, torni cosciente con il fracasso del bicchiere in frantumi sul pavimento, il petto ansante, le mani ancora a stringere le sue braccia bianche, prima di lasciartele cadere inerti lungo il tuo corpo mentre ti esce un flebile e imbarazzato: "scusami tanto non volevo". Lo sguardo fugge ovunque da lei non sapendo proprio dove posarsi.&lt;br /&gt;Lei, in silenzio, si osserva ora le macchie blu che iniziano ad affiorare sulla pelle, che sai delicata, con ostentato disgusto. Chissà per quanti giorni se le porterà addosso ora. Alzi le tue mani in segno di resa e la vedi sussultare impaurita come se la volessi di nuovo toccare. Il suo sguardo ti ferisce mille volte più di uno sputo sul volto. E solo ora comprendi che non è certo lei, tra voi due, il mostro nascosto dentro casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4255217584908154894?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4255217584908154894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4255217584908154894&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4255217584908154894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4255217584908154894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/05/il-buio-nella-mente.html' title='Il buio nella mente'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5923439275568802963</id><published>2007-05-12T13:37:00.000+02:00</published><updated>2007-05-13T19:29:32.115+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Sfumature, di piazze</title><content type='html'>L’uomo passeggia un po’ svogliatamente. E’ sabato e fa caldissimo. Non è ancora esattamente estate ma si avverte una canicola simile a ferragosto. Sulle dita di una mano tiene un cono gelato, sull’altra stringe le piccole dita di una bambina, sua figlia. Alle sue spalle il cigolio delle ruote del passeggino è una tortura per lui. Gli ricordano che avrebbe dovuto oliarle prima di uscire. Infatti sua moglie glielo stà rinfacciando tra uno sguardo e l’altro alle vetrine dei negozi. Il piccolo non pare disturbato dal rumore, ne sembra cullato. Si limita a borbottare qualcosa agitando le braccine con gli occhi chiusi. L’uomo cammina quasi trascinando con sé la bambina che ogni tanto corre per affiancarsi. Si sente stanco e spossato. La manifestazione è stata più lunga e faticosa del previsto. Nella piazza, gremita di persone vocianti e urlanti, frotte di bambini correvano dovunque ad osservare i palloncini nel cielo. Un palco di personalità che, da dove si trovavano, a malapena si udiva ciò che dicevano. Applausi. Un cardinale al termine ha dato la benedizione a tutti in nome dell'Altissimo e della Famiglia. Poi tutti via, come si poteva zigzagando tra le auto della polizia e le transenne, tra gli stretti vicoli delle strade, a defluire come apostoli inviati per una missione da compiere e testimoniare. Bella giornata non c’è che dire. Il cuore gonfio d’orgoglio, colmo dell’esatta consapevolezza di sentirsi nel giusto, lungo la strada maestra, la retta via. Colonne portanti della società e dell’umana vita quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due ragazze passeggiano molto gioiose. Chiacchierano tra loro fittamente. Camminano a balzi. Hanno l’età dei sogni e delle utopie. Si tengono per mano. Provengono dall’altra parte della città, da un’altra piazza gremita, un altro palco, altri discorsi a malapena ascoltati, smorzati dal suono di chitarre scordate e dal ritmo allegro di danze irlandesi. Applausi. Slogan in rima. Slogan contro l’Autorità. Slogan contro tutto ciò ti sembra stia sopra. Pur se fosse anche l'Altissimo o qualche suo Vicario in terra. E pugni alzati contro il cielo avvertito come oppressore. Poi al termine tutti via, come si è potuto, zigzagando tra gli elmetti e i manganelli e le transenne. Felici per aver fatto nuove conoscenze, i cuori gonfi di voglia di vivere e l’esatta consapevolezza di essere nel giusto contro la mediocrità e la tristezza del vivere quotidiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La moglie è intenta ad osservare l’ennesima vetrina di abiti firmati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo non ne può più, guarda disperatamente la gente passare attorno. Lo sguardo si ferma e seleziona. Le ragazze camminano verso di lui. Le osserva tenersi per mano. Non gli sembra una stretta tra amiche per la pelle, quella, gli sembra qualcosa di più, di molto più intimo. E’ un modo di tenersi la mano come faceva un tempo lui con sua moglie quando non lo era ancora. Quando i loro sguardi si perdevano in paesaggi e orizzonti più ampi di un angusto negozietto con vetrina.&lt;br /&gt;I suoi occhi mirano l’apertura della leggera camicetta di una delle due ragazze, poi vanno a seguire i morbidi balzi dei seni, malamente coperti dalla piccola canottiera, dell’altra.&lt;br /&gt;Le ragazze ora sono a pochi metri da lui e le ode ridere e scherzare tra loro. Nell’attimo in cui si vede passato i loro due volti si avvicinano rapidi e le labbra s’incontrano, poi riprendono a parlare fitto come nulla fosse.&lt;br /&gt;Le vede ora di spalle allontanarsi, lo sguardo segue e s’incolla ancora a ciò che furtivo appare da sopra la cinta dei loro jeans a vita bassa. Le osserva e le vede sparire, nascoste alla vista, tra i passanti.&lt;br /&gt;Inconsciamente con la lingua si bagna le labbra mentre il cono gelato suda e cola tra le dita. Sente un freddo improvviso dietro la nuca. Si volta e incrocia lo sguardo spento, o forse rassegnato, di sua moglie che gli fa cenno di riprendere la passeggiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui sa già per certo, che tra meno di cento metri, si fermeranno ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5923439275568802963?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5923439275568802963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5923439275568802963&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5923439275568802963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5923439275568802963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/05/tutti-in-piazza.html' title='Sfumature, di piazze'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-6067442134079462681</id><published>2007-04-27T18:47:00.001+02:00</published><updated>2007-05-03T19:37:25.328+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Le ragazze dell'est - 2</title><content type='html'>"Cosa vuoi fare?"&lt;br /&gt;Osservo le sue spalle nude e l’apertura del maglione che lascia maliziosamente intravedere ciò che ogni uomo adora vedere.&lt;br /&gt;"Beh, visto che sono appena rientrato sarei già pronto per uscire, data l’ora di cena. Conosci tu qualche buon posto dove poterci fermare?", dico, sforzandomi di convincermi che sia buona cosa non rimanere in casa.&lt;br /&gt;"Come io? E’ uomo che deve scegliere no?", dice lei fintamente scandalizzata.&lt;br /&gt;Bene. La fanciulla mi concede l’onore, e il piacere, di condurre la danza. Mica accade così spesso ormai. C’è un analfabetismo del protocollo d’approccio uomo-donna, in queste latitudini, da sconforto.&lt;br /&gt;"Conosco un posto carino per mangiare non lontano da qui se a te va bene", consiglio.&lt;br /&gt;Lei mi guarda e quasi con fatalità scrolla le spalle e accetta: "Va bene".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Usciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce esterna è ancora più strepitosa di come l’avevo incontrata dentro casa quando, girata la chiave nella toppa, m’ero meravigliato di trovarmela ancora dentro, seduta sulla poltrona del salotto, a far finta di leggere con lo stereo acceso.&lt;br /&gt;"Stai attendendo di entrare dal dentista?", le avevo detto con tono sornione.&lt;br /&gt;"No, aspettavo te come d’accordo", mi aveva risposto continuando a leggere.&lt;br /&gt;"Scusami per questo mio ritardo causa lavoro ma ero convinto che te ne fossi già andata".&lt;br /&gt;"Come potevo andarmene se ti avevo promesso che ti avrei aspettato?", mi aveva ribattuto simulando stizza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero una ragazza fedele alla parola data.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ristorante il cameriere, mentre l’aiuta ad accomodarsi al tavolo consegnandole il menù, non le leva lo sguardo di dosso.&lt;br /&gt;La cosa mi irrita e sento montare in me, piacevolmente sorpreso, una gelosia e desiderio di possesso, dimenticati da tempo.&lt;br /&gt;Il locale le piace molto e lo trova davvero elegante. Non troppo affollato per fortuna mia, con un caminetto vicino a fare calda atmosfera. Ovviamente spento vista la stagione.&lt;br /&gt;Faccio fatica a scorrere il menù e ci lasciamo consigliare dal cameriere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi aveva spiegato e confidato, chi me l’aveva all'epoca presentata e ben referenziata come ragazza per le pulizie, che fosse una di quelle tipe che tendono ad essere esasperatamente controllate con il cibo e le bevande. "Quando lavora da me non prende nulla. Né una bibita, né tantomeno un caffe". Mi aveva detto tanto per farmi comprendere il tipo.&lt;br /&gt;Non so perché ma avevo pensato allora che non fosse un buon segno. Normalmente prediligo le buone forchette in quanto le considero donne, con cui aver a che fare, più vitali e gioiose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi aspetto perciò un’ordinazione degna di una salutista triste ed invece la odo ordinare una robusta tagliata all’aceto balsamico con contorno abbondante di patate fritte.&lt;br /&gt;Mi sento alquanto sollevato.&lt;br /&gt;Quando una donna al ristorante decide di mangiare vuol dire che si sente rilassata e sinceramente vogliosa di trascorrere una serata come si deve.&lt;br /&gt;Mi unisco alla sua scelta pure io con un contorno di verdure crude.&lt;br /&gt;Il vino, mi confida lei, lo gradisce solamente dolce per cui, per il pasto, si deve accontentare della semplice acqua sul tavolo. Io rinuncio con dispiacere a scegliere la bottiglia che già avevo adocchiato e mi limito a far portare un quarto di litro cabernet sfuso locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre trascorre la cena penso a come certe volte le cose nascano in modo inaspettato.&lt;br /&gt;Era nato tutto da una sua telefonata, la sera antecedente il 25 aprile, che mi informava del suo problema nel venire a farmi le pulizie di casa causa assenza di mezzi pubblici. Io, quale sciocco ripiego, mi ero offerto di passare a prelevarla in macchina, e poi riportarla, nel caso avesse deciso di venire comunque. Poteva essere in fondo l’occasione, le dissi, per fare assieme i lavori casalinghi, vista la mia giornata di libertà dall'ufficio, e poter sfruttare la cosa per far un po’ di chiacchiere più a fondo.&lt;br /&gt;Alla mia curiosa proposta l’avevo udita sorridere dicendomi che ci avrebbe pensato.&lt;br /&gt;Il mattino del venticinque mi era poi giunto puntuale l’sms con le sue scuse e la comunicazione che avrebbe preferito rimanere a casa. Stavo già per cancellare il messaggio un po’ deluso quando mi ero accorto che il testo proseguiva oltre. Mi proponeva, in alternativa, la pulizia per il giorno seguente. Inoltre aveva aggiunto che sarebbe arrivata più tardi del solito per potersi fermare a chiacchierare con maggior calma e che, in quel caso, avrei dovuto riportarla a casa come le avevo proposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, seduti al tavolo, conversiamo piacevolmente incuranti degli sguardi degli altri avventori.&lt;br /&gt;La stanchezza della giornata ha lasciato posto alla loquacità delle migliori occasioni. Ogni risata sua è carburante per nuove mie battute. La ragazza riesce a farmi da spalla adeguatamente e gli aneddoti suoi sono parecchio divertenti.&lt;br /&gt;Al termine della cena, alla consegna della ricevuta, la proprietaria del locale mi sorride con l’aria di chi voglia complimentarsi per la evidente bellezza di chi sta al mio fianco. Sento le pareti della sala far rimbalzare ovunque il solito dannato monito-mantra che mi perseguita da giorni: "Ma non vedi che potrebbe essere tua figlia?". Lo leggo anche nello sguardo dell’uomo seduto al tavolino vicino l’uscita. Stringo nervoso le chiavi della macchina nella tasca dei pantaloni.&lt;br /&gt;Una volta fuori la lascio camminare elegante davanti a me, verso il parcheggio, con l’orecchio incollato al telefonino.&lt;br /&gt;La serata è bella e fresca e francamente non mi sta importando un dannato fico secco di cosa e con chi stia davvero conversando sottovoce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta a destinazione davanti la sua abitazione, prima che scenda dall’auto, la ringrazio sinceramente per la divertente serata. Lei ricambia con un sorriso e mi da appuntamento per il prossimo turno di pulizie nel mio appartamento.&lt;br /&gt;La seguo con lo sguardo mentre apre e chiude il cancelletto di casa sua dietro sé.&lt;br /&gt;Verifico se c’è un ultimo suo sguardo o saluto.&lt;br /&gt;Non faccio tempo a formulare il pensiero che le sue spalle si dissolvono inghiottite dall’ombra del vialetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-6067442134079462681?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/6067442134079462681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=6067442134079462681&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6067442134079462681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6067442134079462681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/04/le-ragazze-dellest-2_27.html' title='Le ragazze dell&apos;est - 2'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4427566956133043253</id><published>2007-04-11T22:14:00.001+02:00</published><updated>2007-04-14T07:16:13.522+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Le ragazze dell'est</title><content type='html'>Riposto il telefono, uscito dalla stanza, intento con piccoli balzi a non toccare con le scarpe le zone di pavimento non ancora perfettamente asciutte, riprendendo il dialogo momentaneamente interrotto, lei mi fa:&lt;br /&gt;"E con le donne invece?".&lt;br /&gt;Guardo i suoi occhi sorridenti che mostrano un che di malizioso.&lt;br /&gt;"Quali donne?", rispondo come fosse la cosa più stupefacente di questo mondo.&lt;br /&gt;"Oh, mica sarà difficile per &lt;em&gt;lei&lt;/em&gt; trovare donna. Ce ne sono così tante in giro".&lt;br /&gt;Dico: "Ma darmi del &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; una buona volta per tutte, no? Questo &lt;em&gt;lei &lt;/em&gt;insistente mi fa sentire davvero poco giovane. Mi aumenta l’età di almeno una decina d’anni!".&lt;br /&gt;"Ma è difficile a me dare del &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; a chi non è della mia famiglia! Da noi non si usa questo", mi dice quasi sconsolata.&lt;br /&gt;"Allora da voi esiste una pessima abitudine, lasciatelo dire. E sappi pure che noi italiani ci siamo evoluti in esseri così altamente maleducati da evitarci qualunque formalità".&lt;br /&gt;Ride.&lt;br /&gt;"Allora provo ancora di nuovo a darti il &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt;. E mi fa tanto piacere anche che &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; ti senta giovane. Perché, è vero, &lt;em&gt;tu&lt;/em&gt; sei uomo giovane."&lt;br /&gt;Ecco, in effetti la ragazza sa come &lt;em&gt;dare il tu&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;tirare su&lt;/em&gt; un uomo da una giornata di palloso lavoro d’ufficio.&lt;br /&gt;Lei continua: "Io quando esco la sera con amici italiani mi dicono tutti di avere problemi con proprie donne. "&lt;br /&gt;"Ma pensa", dico io. "E lo confidano a te?"&lt;br /&gt;"Si. E capita spesso che ci sono donne con noi in ristorante di trenta, trentacinque anni, e sono tutte sole. Così se tu vuoi venire una volta te le presento".&lt;br /&gt;"Beh, grazie allora, terrò presente il tuo gentile invito per approfittarne appena possibile" e mi sfugge nel dire ciò un filino di sarcasmo nel tono di voce.&lt;br /&gt;"Guarda che mica sono donne vecchie, quelle, per te!", dice lei prontamente.&lt;br /&gt;"E ti pare che lo nego? Quella, per me, è l’età migliore e più seducente di una donna! Siamo sicuri però che siano donne davvero sole, senza uomini segreti in testa o lasciati da qualche parte temporaneamente? Perché sai, a volte, succede".&lt;br /&gt;Rimane perplessa dalla mia osservazione mentre con la scopa in mano s’avvicina sino a sfiorare i miei piedi.&lt;br /&gt;"Attenta! Una cosa a cui credono qui è che se ci si fa toccare da quella finisce che non ci si sposa più", sorrido sornione.&lt;br /&gt;"Oh, beh, allora perché tu allunghi tuo piede proprio verso questa?" E ritira la scopa fermandosi e guardandomi negli occhi.&lt;br /&gt;"Da noi una donna quando arriva a ventisette anni senza essere ancora sposata rischia di rimanere sola per sempre", dice.&lt;br /&gt;"Da noi invece donne che si sposano prima dei ventisette anni sono una vera rarità, credimi, soprattutto qui al nord", asserisco.&lt;br /&gt;Tempo prima mi aveva confidato di avere venticinque anni così inizio d’un tratto a veder apparire, sopra la sua testa, una spia accesa di colore rosso ad indicare: &lt;em&gt;emergenza&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;"Però non ci sono solo italiane qui ma anche tante straniere se tu vuoi. E poi so che molti italiani vengono in mio paese e conoscono donne del posto e sono contenti. Qui le donne vostre piace invece solo uscire con il &lt;em&gt;Porsche&lt;/em&gt; la sera e avere tanti vestiti belli."&lt;br /&gt;Mentre mi dice questo la osservo: scarpe eleganti, pantaloni di ottima marca e fattura, cintura griffata, borsetta in vera pelle abbandonata sul tavolo. Sarà critica con le italiane, non so quali compagnie altolocate frequenti, ma la ragazza nello shopping pare optare molto facilmente per l’acquisto &lt;em&gt;expensive&lt;/em&gt; piuttosto che al &lt;em&gt;cheap&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Prosegue:&lt;br /&gt;"Un anno fa ho lavorato in grande villa con piscina, non lontano da qui, dove c’era una coppia, marito e moglie, separati in casa con ciascuno il proprio amante fuori. Per fortuna ci ho lavorato poco lì perchè sapessi cosa si urlavano tutte le mattine pensando che non capivo bene l'italiano. Ma come fanno a vivere ancora assieme così se loro non si amano più?"&lt;br /&gt;Intuisco così che la ragazza oltre a ben spendere è pure una gran &lt;em&gt;romanticona&lt;/em&gt; così mi appresto a stimare adeguato numero di carati infilabili sul suo esile anulare.&lt;br /&gt;Rimango ancora a chiacchierare del più e del meno mentre l’orario volge al termine.&lt;br /&gt;Mi ci è voluto tempo per accettare l’idea di lasciarle tranquillamente la mia casa a completa disposizione per qualche ora alla settimana. Adesso però mi piace l’idea di entrare in casa al termine del lavoro e di sentire la radio accesa su una stazione di musica. Mi intriga la posizione alternativa dei centrini di stoffa sopra il mobilio, che lei predilige lasciare sghembi appositamente per dare un tocco diverso e meno conformista. Sarò cretino ma mi piace persino la sua recente disinvoltura nel rispondere alle chiamate sul suo cellulare senza costringersi a conversare appartata da me. Tutto ciò mi dona una sensazione di forte calore umano e maggior confidenza.&lt;br /&gt;Quando me la rivedo davanti vestita con gli abiti per uscire penso che non potrà certo avere problemi a trovarsi un ragazzo qui in Italia graziosa e alta com’è.&lt;br /&gt;Confesso che i primi tempi avevo scelto di rimanere fuori di casa, fino a che non avesse terminato, un po’ per timidezza, un po’ per non intralciarla con la mia inutile presenza, e perché disabituato alla coabitazione, moltissimo per la sua fresca età che sento pericolosa come la nitroglicerina.&lt;br /&gt;Forse il candore che ostenta se l’è costruito ed enfatizzato per avvicinare meglio le persone.&lt;br /&gt;Perché trovarsi a vivere soli in luoghi lontani dagli affetti famigliari è un’esperienza che, seppur non vissuta da straniero, posso in parte comprendere per averla in qualche misura provata anche io alla sua stessa età.&lt;br /&gt;La seguo sul pianerottolo. Un attimo prima di imboccare la seconda rampa di scale a scendere alza il viso in alto e mi saluta con la mano dicendomi: "Con le donne, mi raccomando però, datti da fare".&lt;br /&gt;Le rispondo con un sorriso muto di riconoscenza, per il modo scherzoso di porgermi quel consiglio, e le invio una strizzata d’occhio complice.&lt;br /&gt;Chiudo la porta dell’appartamento dietro me e ad occhi chiusi mi ripeto: "&lt;em&gt;potrebbe essere mia figlia, potrebbe anche essere mia figlia…&lt;/em&gt;"&lt;br /&gt;E’ una frase mantra che decido da subito di non seguitare a ripetere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4427566956133043253?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4427566956133043253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4427566956133043253&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4427566956133043253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4427566956133043253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/04/ragazze-dellest_11.html' title='Le ragazze dell&apos;est'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3960232003061705638</id><published>2007-03-08T20:33:00.000+01:00</published><updated>2007-03-08T20:56:07.458+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>attesa</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RfBpDZzwzUI/AAAAAAAAAAM/q-MBI1pzYhY/s1600-h/mimosa.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039643490216103234" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RfBpDZzwzUI/AAAAAAAAAAM/q-MBI1pzYhY/s200/mimosa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]" align="center"&gt;&lt;em style="styleDocument: [object]"&gt;Oggi c’è un fiore ad una donna&lt;br /&gt;a ricordare che l’attendo&lt;br /&gt;come altra parte di cielo&lt;br /&gt;solcato da nuvole lievi&lt;br /&gt;di sguardo complice&lt;br /&gt;e improvvisato sorriso&lt;br /&gt;di rabbia trattenuta&lt;br /&gt;e rossore sul viso.&lt;br /&gt;Un fiore ad una donna a ricordare&lt;br /&gt;quante volte potremmo finire lontano&lt;br /&gt;col desiderio di volerci ritrovare&lt;br /&gt;fosse solo per dirsi un : ti amo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3960232003061705638?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3960232003061705638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3960232003061705638&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3960232003061705638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3960232003061705638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/03/attesa.html' title='attesa'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RfBpDZzwzUI/AAAAAAAAAAM/q-MBI1pzYhY/s72-c/mimosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-409444371423581213</id><published>2007-03-07T23:01:00.000+01:00</published><updated>2007-03-13T01:49:30.117+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Cyrano du Nip&amp;Tuck</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;Molti anni fa una amica mi fece prendere un mezzo colpo.&lt;br /&gt;Mi si presentò davanti con un look rinnovato e francamente a dir poco scioccante. Non portava capelli tagliati nè un trucco pesante, né tantomeno unghie da rapace ma aveva, semplicemente, il suo naso rifatto. Confesso che a quella vista ne rimasi deluso. Il naso precedente che ricordavo, come si suol dire in questi casi con facile eufemismo, era un naso importante e a me piaceva e mi intrigava moltissimo. Quella nuova ostentata piccola protuberanza alla francese, vezzosamente sollevata all’insù, mi procurò invece non poco fastidio e disappunto. Quasi fosse divenuto un assoluto corpo estraneo che mi costringesse, d’ora in poi, a mutare la mia percezione intima di lei.&lt;br /&gt;Avrei voluto persino chiamarla con un nuovo nome.&lt;br /&gt;Lei però mi confessò sin da subito di ritenersi finalmente soddisfatta e felice di ciò che aveva compiuto e non ebbi il coraggio di dirle mai nulla.&lt;br /&gt;Questo breve aneddoto per dire che capita molto spesso di incontrare persone che si odiano per un naso prominente o per un loro perenne sovrappeso, o perché frustrati per la scarsa altezza o i radi capelli. Devo anche aggiungere che dovrei trovare altrettanto terribile il fatto che, per esempio, io possegga tutte queste cose assieme. Ma fa nulla.&lt;br /&gt;Si dice sempre che conta solo ciò che si ha dentro, la sostanza dell’animo vero, il lato B del proprio essere (come lo definisce la mia cara amica blogger &lt;a style="styleDocument: [object]" href="http://www.bimbajet.blogspot.com/"&gt;BimbaJet&lt;/a&gt;) ma sappiamo tutti che purtroppo non è del tutto così per la stragrande maggioranza di umani comprendendovi in essi sia le donne, ovviamente, quanto gli uomini in rapida ascesa di vanità similfemminile.&lt;br /&gt;Certamente il maturare dell’età può aiutare a farsene una ragione delle proprie piccole o grandi imperfezioni, ma cosa realmente accade quando si è invece ancora giovani? Quando il proprio corpo cresce e si modella e la personalità lentamente segue e s’adegua pur sembrando andare da un’altra parte?&lt;br /&gt;In una società come la nostra, che della selezione visiva e della omologazione fisica fa il proprio esasperato credo, sarebbe fin troppo ingiusto giudicare indistintamente chiunque ricorra alla chirurgia plastica. E ciò senza comprendere la differenza tra chi si rivolge ad essa per sconfiggere un tormento quotidiano, causato da un difetto fisico evidente, da coloro che vi accedono per imbottirsi un seno, spesso già molto grazioso sin dalla giovane età, o per farsi levigare la pelle avvizzita cercando un’eterna giovinezza apparente, in preda ognuno ad una ansiosa rincorsa ai canoni di bellezza imposti dai media.&lt;br /&gt;D’altronde ormai bastano poche migliaia di euro per un’operazioncina chirurgica dall’impatto lieve quanto un’estrazione dentale.&lt;br /&gt;Questa è una società che, negli ultimissimi decenni, con un progresso tecnico e scientifico rapidissimo, ha scelto di spezzare l’inseparabile da millenni: la stretta e intima comunione dell’anima con il corpo a favore esclusivo della esibizione dell’ultimo.&lt;br /&gt;Ci hanno ridotto a credere di esistere per il mondo solo in quanto contenitori di carne grezza che necessita di essere costantemente modellata con una siringata qui, un’aspirazione lì, la limatura di un osso, il tiraggio della cute, l’innesto, l’autoinnesto e il trapianto di un capello, fino alla ossessiva depilazione definitiva attraverso l’uso di laser, o l’inserimento sottocutaneo di materiale inorganico come il bottox e il silicone. E la tendenza per tutto ciò è quella di coinvolgere sempre più spesso, purtroppo, soprattutto i giovani e i giovanissimi che invece avrebbero bisogno, forse, di essere semplicemente accettati, naturalmente accolti, sospinti e sostenuti, nel loro primo affacciarsi alla vita adulta così come sono realmente. Ma soprattutto nell’aiutarli ad accettare il proprio originale aspetto fisico quale somma di fattori ereditari e genetici che rendono ogni persona un pezzo unico e inimitabile.&lt;br /&gt;Poi succede magari che la maggioranza non si lasci condizionare dall’amore per la facile clonazione parziale e che un’altra buona parte decida di mettersi nelle mani di un qualsiasi chirurgo &lt;em&gt;rimestaplastico&lt;/em&gt; e, per fortuna, gli possa andar bene. Ma può anche succedere invece che a qualcuno, purtroppo, seppur rarissimo caso, possa al contrario andar storta. Ma storta davvero. Com'è accaduto in questi giorni al ragazzo diciannovenne che, per arresto cardiaco proprio durante un'intervento di chirurgia estetica al naso per lui imbarazzante, lo attende il cimitero con una foto sulla lapide. Una di quelle foto, magari, che ha odiato da tutta una vita e che avrebbe voluto celare ed invece lo mostreranno al mondo così com'era. Esattamente. Immobile e immutabile. Per l’eternità. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-409444371423581213?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/409444371423581213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=409444371423581213&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/409444371423581213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/409444371423581213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/03/cyrano-du-nip.html' title='Cyrano du Nip&amp;Tuck'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-1299670722554319705</id><published>2007-02-27T23:02:00.000+01:00</published><updated>2007-03-13T01:47:30.057+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Sanremolo (Il festival della musica da Camere)</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;strong&gt;Grazie dei fior &lt;/strong&gt;canta: Vladimiro Luxuria&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Non ho l’età &lt;/strong&gt;canta: Giulio Andreotti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mistero&lt;/strong&gt; canta: Francesco Cossiga&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Chi non lavora non fa l’amore &lt;/strong&gt;canta: Fausto Bertinotti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il mio cuore è uno zingaro &lt;/strong&gt;canta: Roberto Calderoli&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fiumi di parole &lt;/strong&gt;(senza bavaglio) canta: Mark Pannella&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si può dare di più &lt;/strong&gt;canta: Visco Rossi&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Montagne verdi&lt;/strong&gt; canta: Pecoraro Scanio&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bella da morire &lt;/strong&gt;canta: Silvio Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vita spericolata &lt;/strong&gt;canta: Mara Carfagna&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ti lascerò &lt;/strong&gt;canta: Veronica Lario&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Solo noi &lt;/strong&gt;canta il duo: Rossi-Turigliatto&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sarà quel che sarà &lt;/strong&gt;canta il complesso: Parlament Reunion Swing&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Adesso tu &lt;/strong&gt;(Romano) canta: Tarantella Napolitano&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rose Rosse &lt;/strong&gt;suonano: D’Alema piano solo &amp; Condoleezza Rice Orchestra&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Se stiamo insieme &lt;/strong&gt;danzano i CCD-UDC Rap band&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vorrei incontrarti tra cent’anni &lt;/strong&gt;canta il coro de: I Senatori a vita&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amici come prima &lt;/strong&gt;canta il quartetto: Casini-Follini-Fini &amp;amp; Mr B.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Luce (Tremonti a nord est)&lt;/strong&gt; canta: Giulio Tremonti&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ci sarà &lt;/strong&gt;suona la: US Base Vicenza Jazz Band&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oggi un Dio non ho&lt;/strong&gt; canta: Raf Ruini&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Storie di tutti i giorni &lt;/strong&gt;cantano (piangendo) tutti gli: Italian Massive Attack&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-1299670722554319705?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/1299670722554319705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=1299670722554319705&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1299670722554319705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1299670722554319705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/02/sanremolo.html' title='Sanremolo (Il festival della musica da Camere)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5896822790163283844</id><published>2007-02-01T23:24:00.000+01:00</published><updated>2007-02-07T16:40:54.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>La Repubblica delle lettere</title><content type='html'>Egregio Direttore, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso degli anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, Presidente degli USA prima, marito in pensione ora, come lo è quel bellimbusto piacione di mio marito Bill. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da egli nel corso della ennesima cena mondana organizzata dall’Esercito della Salvezza dove, rivolgendosi ad alcune delle stagionate stagiste presenti, tra le quali una certa formosa Monica, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili (fumando sempre l’eterno sigaro peraltro): “O my darling, se non fossi già sposato con Hillary ti sposerei subito per poterlo rifare ancora sopra il tavolo del mio studio". &lt;br /&gt;A mio marito chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come accade nei romanzi gialli di Patricia Cornwell, debba considerarmi: "La metà sezionata di niente". &lt;br /&gt;Lo faccio per tutelare la mia dignità di donna, di futura Presidente della più grande Nazione del mondo nonchè avvocato aspirante alla Corte Suprema degli Stati Uniti (e ciò spero non vi sembri, la mia, ambizione eccessiva come commentano sempre quegli odiosi comunisti del Post).  &lt;br /&gt;RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La saluto cordialmente. &lt;br /&gt;Hillary Rodham Clinton&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Direttore, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso degli anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, Principe designato prima, Principe perenne ancor ora, ovvero quel tontolone con le orecchie a sventola di mio marito Carlo. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da egli nel corso della battuta di caccia nella consueta dimora estiva dove, osservando alcune pellicce di volpe indossate da certe nobildonne, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " Well!! Se non fossi già sposato con Camilla ti sposerei subito e libererei quella volpe che indossi per poter meglio ammirare cosa porti sotto". &lt;br /&gt;A mio marito chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come ne: “Lo strano caso del dr Jekyll e Mr Hyde “ di Stevenson non debba rassegnarmi ad essere, immutabilmente per lui, solo e sempre la sua sexy Mrs Hyde (per farvi meglio capire sarei come una specie di: Fantozzi’s daughter). &lt;br /&gt;Lo faccio per tutelare la mia dignità di futura Regina in attesa che schiatti quella megera di suocera Elisabetta che tengo sul trono.&lt;br /&gt;RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La saluto cordialmente&lt;br /&gt;Camilla Parker Bowles&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Direttore, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso degli anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, Presidente dell’IRI prima, Presidente del Consiglio ora, ovvero quella bonaria mortadella di mio marito Romano. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da egli nel corso della tavolata in sagra a chiusura della ciclomarcia: “pedalando sui colli bolognesi”, dove, rivolgendosi ad alcune delle cicliste presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: "Sochmel ! Se non fossi già sposato con la Flavia ti sposerei subito e quelle tue chiappe sul sellino le seguirei ovunque anche in una corsa a tappe in montagna in mezzo la tormenta di neve". &lt;br /&gt;A mio marito chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come ne: “L’avvelenata” di Guccini, non debba davvero cantargliele e suonargliele di santa ragione (dopo aver ingurgitato d’un fiato un fiasco di sangiovese). &lt;br /&gt;Lo faccio per tutelare la mia dignità di donna del Premier di quel ramo secco d’Ulivo che tiene tra le gambe.&lt;br /&gt;RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La saluto cordialmente. &lt;br /&gt;Flavia Franzoni Prodi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Direttore, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso degli anni trascorsi accanto ad un uomo (uomo?), stilista single prima, stilista in coppia (sperabilmente in pacs) ora, ovvero: quella adorabile "dolce" crapa pelata del mio compagno Domenico. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da egli nel corso della sfilata d’Alta moda milanese, dove, rivolgendosi ad alcune delle modelle (modelle?) presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: "O Vladi… se non fossi già accompagnato a Stefano ti abbvacevei subito, subitissimo. Tu sei in gvado di indossave abiti meglio di qualunque modella. Il tutto con uno stile, un savoiv fave così... onovevole! uh, uh, battutona!". &lt;br /&gt;Al mio compagno ed all´uomo (uomo?) pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come ne la canzone : “Il triangolo” di Renato Zero non debba ormai davvero considerarmi il terzo incomodo. &lt;br /&gt;Lo faccio per tutelare la mia dignità di donna (donna?) sempre al passo con la moda dei tempi.&lt;br /&gt;RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La saluto cordialmente. &lt;br /&gt;Stefano Gabbana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Direttore, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso degli anni trascorsi accanto ad un uomo, che ricordo dolcissimo e romantico un tempo, come fidanzato, e ora mutato, da marito, in un sacco russante sul divano. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle conversazioni svolte da egli, origliate nel corso del suo consueto zapping televisivo notturno, con alcune lascive telefoniste impudiche e svergonate in video, nelle quali si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: "Micetta, se non fossi già sposato con quella sfiorita pallosa di mia moglie ti sposerei anche domani. Se non altro, almeno, per risparmiare sulla bolletta del telefono”. &lt;br /&gt;A mio marito chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come accade nelle scenette finali di Casa Vianello, io non debba limitarmi a sgambettare ripetutamente, visibilmente infastidita, sotto le lenzuola. &lt;br /&gt;Lo faccio per tutelare la mia dignità di moglie ferita in attesa del prossimo intervento a casa mia di quel fustacchione dell’idraulico che ho visto l'atro giorno dalla mia amica.&lt;br /&gt;RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La saluto cordialmente.&lt;br /&gt;Una moglie qualunque&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5896822790163283844?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5896822790163283844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5896822790163283844&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5896822790163283844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5896822790163283844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/02/la-repubblica-delle-lettere.html' title='La Repubblica delle lettere'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5736823347255363955</id><published>2007-01-13T12:27:00.000+01:00</published><updated>2007-01-15T20:04:23.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>erbaccia</title><content type='html'>No, non si può andare avanti così. Ma su di sopra che fanno? E meno male che c’è un uomo solo in casa. Li chiamano single quelli lì. Si, single, capirai, scapolone piuttosto, zitellaccio! Ecco, si, &lt;em&gt;zitello-che-non-se-lo-piglia-nessuna&lt;/em&gt;. Anche perché, ma che avrà? Quaranta? Si, vabbè, cinquanta anni almeno? Con quella pancetta e quel grumo di capelli in testa poi. Eppure ci sono donne, anche ragazze giovani, che suonano alla sua porta, che si attardano fino a notte inoltrata. Una l’ho vista salire una volta con una bottiglia di whisky in mano. La svergognata! &lt;br /&gt;E poi lo stereo, o il televisore, acceso sempre senza interruzioni quando sta in casa. Si è scusato una volta, lui, di essersi bellamente addormentato sul divano e di essersi svegliato alle tre del mattino con il telecomando impazzito sotto la pancia. Si scusa sempre, lui! Come quell’altra volta che credevo ci fossero i carrarmati di sopra, tremavano i muri, e invece era un dvd ad alto volume. Stava provando il nuovo apparecchio collegato all’impianto di casa con il film: “Salvate il soldato Ryan", mi disse il mattino seguente non senza imbarazzo, non immaginando che si sentisse così forte il suono delle mitragliatrici fuori della porta. Ma salvate me, piuttosto, da questa sciagura di vicino d’appartamento! Non dormo più la notte! Tengo ormai la lingua impastata di sonniferi! Mio marito mi lascia sempre sola in casa per il suo lavoro. Mi torna appena una volta al mese si e no. Magari sarò un pochino avanti con gli anni, non nego, ma riesco ad esser piacente ancora, eh? Che credete. Tengo una vestaglia bianca in armadio che fa resuscitare i morti. L’ho indossata l’ultima volta che sono andata al piano di sopra, a mezzanotte, a suonargli il campanello per dirgli che era ora di smetterla di spostare continuamente i tavoli e le sedie del suo soggiorno. L’ho notato il suo sguardo, stranito e incollato al mio  decollete in mostra, mentre balbettava che lui stava solamente scrivendo sul computer e che tutto era in ordine e non stava spostando nulla. E’ un furbone bugiardo quello. Ma io ogni tanto mi precipito in sua assenza ad infilargli sotto la porta i miei velenosi bigliettini. Specialmente ogni volta che si  scorda di assolvere al turno previsto di pulizia delle scale condominiali. Veramente è capitato una volta sola, ma io vigilo, oh si che vigilo. Gli faccio fare una vera collezione di foglietti! Una volta sola si è permesso pure di rispondermi sfacciatamente con un altro biglietto, ironico, sferzante, persino firmato, che ha appeso sulla bacheca di condominio. Per settimane ho avvertito dietro le spalle gli sguardi divertiti e i sorrisini dei condomini ogni volta che ne incrociavo uno. Maledetti! Mi infastidite tutti! Ma perché non sono andata a vivere in una bella villa solitaria? Invece di stare assieme a questi burini. E i bambini poi? Fastidiooosi! Con i loro squittii, gli urletti, i gridolini, i cigolii delle biciclette. E la ragazzina adolescente che mi fa i festini di compleanno la domenica pomeriggio? No, dico, la domenica pomeriggio! E io quando riposo da una settimana di lavoro? Basta! Devo calmarmi ora. Devo prendere ancora la pastiglia. Finisco di tagliare la cipolla e…, ahia! Accidenti a me mi sono tagliata il polpastrello con questo coltellaccio troppo affilato. Guarda il sangue che esce… Ecco, metto il dito sotto il rubinetto… Cos’è che dicono di là in tv?… Ah, c’è il prologo del notiziario… sentiamo, sentiamo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“…apriamo l’edizione del telegiornale con una sconcertante notizia di cronaca nera…”&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5736823347255363955?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5736823347255363955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5736823347255363955&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5736823347255363955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5736823347255363955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/01/erbaccia.html' title='erbaccia'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116735943828312153</id><published>2006-12-29T03:17:00.000+01:00</published><updated>2006-12-29T18:25:32.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Zii di fatto</title><content type='html'>&lt;div style=""&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1053/1645/1600/39241/Bambino%20e%20uomo%20primitivo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left;" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1053/1645/200/725355/Bambino%2520e%2520uomo%2520primitivo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Daniele caracolla posando goffamente i piedi sul morbido tappeto del soggiorno schivando insidie di giocattoli sparsi dovunque. Cade, si rialza, incespica, s’aggrappa ai mobili o s’arrampica sulle ginocchia del primo adulto che trova sottomano. Ride e gorgheggia sbavando un po’. Poco più di dodici mesi di vita. Occhi azzurri, biondissimo e paffuto. Una controfigura di Gesù bambino tra le lucine dell’albero illuminato e il presepio vicino al tavolo da pranzo.&lt;br /&gt;Lo vediamo correre verso zio Claudio e affondare il viso tra le sue gambe nell’intento di dare una testata a quella cosa che sa essere morbida. Zia Checca e zia Monica pigolano alternandosi e lo chiamano a sé. Zio Mauro lo abbranca e lo rovescia più volte a capo in giù per poi passarlo, neanche fosse un pallone da rugby, ancora a zio Claudio che lo proietta in alto. Il tutto in un parossismo di attenzioni e giochi improvvisati che nemmeno a Gardaland. Daniele sembra quasi frastornato da ciò che gli accade ma, educato, sorride a tutti. Coppie sulla quarantina che si combattono l’attenzione di un frugoletto figlio di una terza coppia di amici, i padroni di casa, che tranquilli stazionano di là, in cucina. Coppie senza figli che, più tardi, saluteranno e rientreranno nelle loro confortevoli case silenziose e ordinate. Con le suppellettili preziose ben allineate, l’arredamento di design firmato, i bagni che quando entri hai paura a sporcare tanto sono specchiati.&lt;br /&gt;Si coricheranno con il suono delle sirene e dei fischi dei giocattoli ancora nelle orecchie. E forse qualcuna si addormenterà con un po’ più di fatica. Forse. &lt;/div&gt;&lt;div style=""&gt;&lt;br /&gt;Ho tranquillizzato e consegnato Daniele a sua madre dopo averlo tenuto per un po’ in braccio, davanti la finestra, a mostrargli la luna nel cielo. Si era messo ad indicarmela con il dito incrociando i miei occhi e sorridendomi ipnotizzato dal naso.&lt;br /&gt;Poi, mentre si stava tutti seduti attorno al tavolo del soggiorno, sazi, con i cartoni delle pizze vuoti, intenti ad ascoltare in silenzio ancora un po’ la voce metallica del bambino, in attesa di addormentarsi nella culla, scivolare fuori dal piccolo altoparlante monitor poggiato sullo scaffale della libreria, una delle donne si è girata verso me, unico single in stanza, e mi ha detto: "Ma lo sai che come padre ti vedremmo davvero bene?".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116735943828312153?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116735943828312153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116735943828312153&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116735943828312153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116735943828312153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/12/zii-di-fatto.html' title='Zii di fatto'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116457906557247817</id><published>2006-11-25T12:03:00.000+01:00</published><updated>2006-12-05T02:40:52.106+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='writing'/><title type='text'>Corteggiamento tarocco</title><content type='html'>&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1053/1645/1600/872822/Poster.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1053/1645/320/962678/Poster.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;em style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;span style="styleDocument: [object];font-size:85%;" &gt;A seguire l’evento qui riportato, in serata stasera, ci sarà lo Spettacolo "Sull’Amore e non solo", Poesie e racconti in musica in collaborazione con MacAdam – MacAdemia di Scritture e Letture di Padova, per la IX Festa Annuale di the Andromeda Society.&lt;br /&gt;Lì, assieme ad altri, avrei dovuto partecipare allo spettacolo con un racconto scelto che riporto qui sotto. E’ il mio modesto modo di contribuire da qui, seppur in piccolissima misura, alla pubblicità della cosa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;Racconto &lt;/div&gt;&lt;div style="styleDocument: [object]"&gt;&lt;br /&gt;"Lascia stare Marco a me pare francamente una stupidaggine"&lt;br /&gt;"Alex, ma che ci costa? Ci vorranno cinque minuti e poi hai visto che carina?"&lt;br /&gt;"Ok, ma vediamo di non far tardi sennò poi ti raccomando la fila per i biglietti del concerto. Da quando non stai più con Adriana non pensi ad altro che attaccare conversazione con ogni ragazza".&lt;br /&gt;"E mi vorresti dar torto forse?".&lt;br /&gt;I due giovani s’avvicinarono alla ragazza seduta a terra davanti ad un foulard steso e un mazzo consunto di carte poggiato sopra.&lt;br /&gt;Marco le sfoggiò il suo miglior sorriso accovacciandosi di fronte. Alessandro infilate le mani in tasca si diresse con rassegnazione alle vetrine dall’altra parte del marciapiede.&lt;br /&gt;"Beh, cosa desideri sapere? Qualcosa sulla salute, il lavoro o l’amore?", disse lei.&lt;br /&gt;"Qualcosa di bello sull’amore", le propose Marco.&lt;br /&gt;La ragazza iniziò a mescolare le carte squadrandolo con attenzione.&lt;br /&gt;"Non dovresti essere un tipo che ha problemi con le donne, sembri piuttosto carino"&lt;br /&gt;Marco trovava la ragazza davvero bella. Il suo accento esotico e la pelle ambrata tradiva una possibile vera origine gitana.&lt;br /&gt;"Se piaccio come dici mi lascio volentieri corteggiare da te allora"&lt;br /&gt;La ragazza sorrise ed iniziò a stendere il primo gruppo di carte.&lt;br /&gt;"Riguardano il tuo passato", disse, e iniziò a spiegare:&lt;br /&gt;"Fai il disinvolto con me ma sei piuttosto timido e sei stato per lungo tempo con una donna parecchio decisa e forte di carattere. Vedi? è uscita la donna di bastoni assieme ad alcune spade. Mi sa che la ferita ti duole ancora molto vero?".&lt;br /&gt;Marco arrossì imbarazzato, non se l’aspettava tanta schiettezza.&lt;br /&gt;"Beh, si, ancora ci penso un po’ a lei, c’è altro?"&lt;br /&gt;La ragazza distese il secondo gruppo di carte.&lt;br /&gt;"Queste invece mostrano il tuo presente, ci sono denari per cui attento alle spese quotidiane, mentre l’arcano maggiore del viandante potrebbe indicare per te un lungo viaggio".&lt;br /&gt;"E’ vero" Marco era impressionato. "Io e il mio amico Alessandro stiamo infatti girovagando in autostop come ai bei tempi ed oggi siamo arrivati qui".&lt;br /&gt;"Naturalmente non sono mica una cieca o cretina ho visto i vostri zaini, ma intendevo un altro genere di &lt;em&gt;viaggio&lt;/em&gt;. Ad ogni modo ora distendo le ultime due carte: quella del futuro immediato e quella del futuro più remoto. Posso mostrarti solo una di queste però, quale vuoi vedere?".&lt;br /&gt;"L’immediato. Indubbiamente. Ho intenzione di invitare una bella ragazza mora qui seduta a mangiare qualcosa assieme. Vediamo se accetta."&lt;br /&gt;La ragazza con un sospiro paziente voltò la carta lentamente poi, osservata, frettolosamente la ripose coperta sul tavolo con una certa agitazione.&lt;br /&gt;"Faresti meglio ad alzarti e raggiungere il tuo amico. Chiudiamo qui" disse, quasi balbettando.&lt;br /&gt;"Ehi, un momento che ti prende? Non volevo mica offenderti, dai! Finiamo la tua previsione."&lt;br /&gt;La ragazza s’alzò infilando alla meno peggio le sue cose dentro la borsa a tracolla e s’allontanò rapidamente, fuggendo senza salutare.&lt;br /&gt;Marco basito la vide sparire dietro l’angolo del portico mentre, dall’altro lato della strada, Alessandro ora gli faceva ampi cenni di raggiungerlo.&lt;br /&gt;Era già sulla riga di mezzarìa della carreggiata, Marco, quando vide il bambino intento a raccogliere una carta da terra nei pressi del luogo in cui prima sostava la ragazza.&lt;br /&gt;Fu un’attimo di distrazione fatale.&lt;br /&gt;L’auto in arrivo, ormai in procinto a mordere con il proprio muso le gambe di Marco, coprì con l’assordante stridio dei suoi freni la voce del bambino impegnato nell’atto di gridare: "Mamma, guarda! Una figurina di Skeleton!"&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116457906557247817?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116457906557247817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116457906557247817&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116457906557247817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116457906557247817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/11/corteggiamento-tarocco.html' title='Corteggiamento tarocco'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116412608150830598</id><published>2006-11-21T17:13:00.000+01:00</published><updated>2006-11-21T17:21:21.523+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='writing'/><title type='text'>Fuori registro</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/scuola%20media%20aula%20di%20artistica.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/320/scuola%20media%20aula%20di%20artistica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con un braccio già occupato a stringere il plico di fotocopie e libri schiacciò il soffice tasto del&lt;br /&gt;telecomando e i contatti della serratura, in blocco, avvinghiarono la portiera. Rimase un attimo a vedere la propria immagine riflessa sul vetro prima di voltarsi dirigendosi all'edificio. L'ampia scalinata bianca pareva una sorridente dentiera pronta ad inghiottire nelle sue fauci chiunque osasse avvicinarsi.&lt;br /&gt;L' interno del mostro profumava di detergente a basso costo per pavimenti. Ombre indistinte le transitavano davanti e s’accorse di non essersi levata gli occhiali da sole. Lo fece, e si sentì immediatamente nuda e indifesa.&lt;br /&gt;Ieri mattina il colloquio con il dirigente le era sembrato fin troppo cordiale. Aveva ricevuto i migliori auguri di ripresa del lavoro e l'appoggio pronto per ogni sua eventuale difficoltà. Le era parso di avvertire una nota di falsità e scetticismo in quella voce istituzionale e un po' melliflua.&lt;br /&gt;Il rumore dei suoi tacchi rimbalzavano tra le pareti del corridoio. Riconobbe e sorpassò l'anziana segretaria che, senza nemmeno risponderle al saluto, sussurrò qualcosa all'orecchio di un uomo indossante un grembiule scuro. Sentì un brivido salirle alla schiena rendendosi conto dello sguardo persistente dell'uomo su di lei. Si rassettò istintivamente la gonna del tailleur e pensò che forse sarebbe stato meglio indossare un capo d'abbigliamento che mettesse meno in risalto le gambe.&lt;br /&gt;Anche se non più giovanissima il suo aspetto rimaneva degno ancora di sguardi concupiscenti. Il fatto che si sentisse, però, sfiorita dentro e per nulla vogliosa d'apparire e mostrarsi le fece salire una improvvisa voglia di pianto.&lt;br /&gt;La bianca porta socchiusa le si stagliò davanti.&lt;br /&gt;Lesse la targhetta vicina allo stipite per verificare di essere nel posto esatto.&lt;br /&gt;All'interno della stanza un brusio di voci e movimento di figure che si stavano rincorrendo. Rumore di oggetti a colpire pareti e poi precipitare sul pavimento.&lt;br /&gt;Uno sgradevole suono metallico esplose alle spalle che le fece sobbalzare il cuore. Inghiottì la saliva&lt;br /&gt;portandosi la mano al petto che batteva all'impazzata e s'apprestò a varcare l'uscio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116412608150830598?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116412608150830598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116412608150830598&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116412608150830598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116412608150830598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/11/fuori-registro.html' title='Fuori registro'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116346216384640069</id><published>2006-11-14T00:54:00.000+01:00</published><updated>2006-11-14T00:56:03.870+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Ospitalità</title><content type='html'>Ci sono volte in qui ti chiedi cosa stai davvero a fare. Dentro lenzuola sconosciute alle tue solitarie abitudini. Mix di alcool e di fumo passivo in gola. Un leggero cerchio alla testa. Ad occhi aperti ascolti il ritmo del respiro di chi ti dorme a fianco e pensi che è un suono a cui sei disabituato. I piedi, intrecciati ai suoi, provano a fare conoscenza. Il resto del tuo corpo preferisce rimanere sulle sue. La conosci da non molto tempo in fondo. Tu, al contrario, ti conosci fin troppo. E allora stavolta ti trattieni e rinunci. Stoico. Sia mai che il suo invito a fermarti la notte da lei, dopo una cena tra amici, fosse solo per una cortesia, per evitarti un rientro notturno di una cinquantina di chilometri in macchina sapendoti stanco e non lucido. E un po’ di piacere ti fa questa sua cortese attenzione alla tua incolumità. Stavolta si risparmia sui punti patente e si evitano probabili controlli pericolosi.&lt;br /&gt;Domani saprai, da come ti guarderà una volta aperti gli occhi, se hai fatto bene o forse tanto valeva giocarsi tutto con un atto meno ragionato e più istintivo. Ai più persino ovvio.&lt;br /&gt;Magari ti credi di essere un romantico e non lo sei. Sei solo un uomo, solo, con una fiacca e pigra passione per ciò che lo circonda, compreso un corpo caldo di donna. Però sai quanto poco ci vorrebbe perché tu possa risorgere dalle macerie. Forse anche grazie ad un abbraccio al buio, casuale, come quello di lei, ora, che ti si stringe addosso e ti soffia sul collo il suo sonno lontano e profondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116346216384640069?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116346216384640069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116346216384640069&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116346216384640069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116346216384640069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/11/ospitalit.html' title='Ospitalità'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116251514336503748</id><published>2006-11-02T23:40:00.000+01:00</published><updated>2006-11-03T01:52:23.383+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Scherzetto (senza dolcetto)</title><content type='html'>Avrei voluto volentieri scrivere una cosa su Hallowen ma c'è chi l'ha fatto meglio e mi ha preceduto per cui mi sono limitato a leggere &lt;li&gt;&lt;a href="http://www.bimbajet.blogspot.com/"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116251514336503748?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116251514336503748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116251514336503748&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116251514336503748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116251514336503748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/11/scherzetto-senza-dolcetto.html' title='Scherzetto (senza dolcetto)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116232815811588686</id><published>2006-10-29T21:50:00.000+01:00</published><updated>2006-11-01T09:10:28.153+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Qui o là?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/9.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/320/9.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’etichetta, inequivocabile, indicò dove dovesse entrare.&lt;br /&gt;Vinse la resistenza dell’anta che immediata si richiuse una volta varcata la porta. All’interno della stanza le luci automatiche mostrarono l’incanto di grigie venature di marmo, di cromature d’ottone sposate a candide ceramiche e floreali arabeschi su maioliche in tinta pastello.&lt;br /&gt;S’avvicinò alla monumentale specchiera e iniziò ad osservarsi.&lt;br /&gt;Aggiustò alcune ciocche dei capelli fuori posto, strinse un orecchino che rischiava di cadere, s’aggiustò la camiciola di seta allargata sullo scarno petto, si rassettò la gonna. Il rossetto sulle labbra era ormai quasi impercettibile per cui prelevò dalla borsetta il cilindro argenteo e, ruotando la piccola ghiera alla base, fece uscire la guizzante punta rossa di un minuscolo pene morbido e profumato. Lo stese con sapienza sulle labbra attenta a non sbordare.&lt;br /&gt;Analizzò il risultato: si sentiva davvero bella.&lt;br /&gt;Spinse un ulteriore porta e, dopo qualche secondo, si lasciò andare al piacere dell’ascolto del proprio fiotto intimo cozzante sulle lucide pareti della tazza.&lt;br /&gt;Esaurito, mentre s’apprestò ad alzarsi sui talloni, le mani sulle ginocchia, lo spigolo della porta dell’angusto vano la colpì improvviso in fronte. Udì, con gli occhi serrati dal dolore, un suono di voce acuta a scusarsi, poi un singulto di sorpresa, infine il rumore di tacchi di donna fuggire e un grido di raccapriccio farsi strada sempre più lontano, lungo il corridoio.&lt;br /&gt;Pensò all’ultima volta che le capitò una cosa del genere. Pensò a quanto in fondo non si riesca mai ad abituarsi al tutto. Pensò a una vita, la sua, sin da bambina, fatta di compromessi e sotterfugi, di ammiccamenti e sussurri alle spalle. Pensò a questo, a tutto questo una volta di più, mentre riponeva, stretto amorevolmente tra le dita, l’assurda appendice floscia e ancora gocciolante dentro il confortevole pizzo dello slip griffato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116232815811588686?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116232815811588686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116232815811588686&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116232815811588686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116232815811588686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/10/qui-o-l.html' title='Qui o là?'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-116129933834832288</id><published>2006-10-16T00:54:00.000+02:00</published><updated>2006-11-01T09:10:07.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Banchieri di Dio</title><content type='html'>Dal 1975 al 1982 si compì la parabola di un famoso, allora, presidente di Banca. Parlo del Banco Ambrosiano per intenderci.&lt;br /&gt;In quei tempi era abitudine, per chi volesse contare e avere un inequivocabile potere in Italia, tenere con sé una tessera P2 come noi portiamo in tasca quella dell’Esselunga, della CGIL o di un qualunque club di scambisti.&lt;br /&gt;Furono anni di riciclaggio di denaro sporco e mafioso, di finanziamenti illegali e innominabili, di operazioni internazionali spregiudicate e assai poco etiche. Si parlò persino di un coinvolgimento del Vaticano attraverso la propria banca, lo IOR, presieduta allora dalla buonanima del Monsignor Marcinkus.&lt;br /&gt;Il presidente in questione si chiamava Roberto Calvi e all’epoca ricevette dai media l’impegnativa e responsabilizzante etichetta di: "Banchiere di Dio".&lt;br /&gt;Infatti concluse i suoi giorni quasi come nostro Signore: appeso anche lui non ad una croce sul Colgota ma ad una arcata di un ponte sul Tamigi. Dissero suicidio ma grazie all’aiuto solerte di un qualche Giuda sconosciuto.&lt;br /&gt;M viene da ricordare tutto ciò perché leggo di un certo economista originario del Bangladesh che dal 1983, attraverso la sua &lt;em&gt;Grameen Bank&lt;/em&gt; (Banca dei "grami" verrebbe da dire), è riuscito a creare un sistema di finanziamento, tramite microcrediti ad interesse nullo ed esente da garanzie, utile a finanziare poveri nei loro legittimi sogni e desideri di riscatto dalla loro condizione di vita inaccettabile.&lt;br /&gt;Il bello è che il sistema ha funzionato sin da subito e i crediti concessi sono stati sempre restituiti nel tempo previsto senza alcuna perdita sostanziale da parte della Banca.&lt;br /&gt;Tutto ciò ha meritato la consegna del Nobel per la pace 2006 e, stavolta, alla commissione di Oslo, dò il mio più gradito e sincero plauso.&lt;br /&gt;Il premiato si chiama Muhammad (ma pensa un po’ che beffa di stì tempi) Yunus e ha devoluto ulteriormente grossa parte del suo bel lauto premio al finanziamento di un ospedale specializzato in oculistica per poveri, nonchè alla produzione di cibo a basso costo ma ad alto valore nutrizionale.&lt;br /&gt;A differenza del primo, descritto qui sopra, il signor Muhammad Yunus sta ancora perfettamente in salute ed è davvero felice. E non solo per se stesso.&lt;br /&gt;Nessuno ancora, però, ha pensato di chiamarlo "&lt;em&gt;Banchiere di Dio&lt;/em&gt;" pur essendone, lui si certamente, in possesso di ben migliori credenziali e titoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-116129933834832288?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/116129933834832288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=116129933834832288&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116129933834832288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/116129933834832288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/10/banchieri-di-dio.html' title='Banchieri di Dio'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-115876520532056768</id><published>2006-09-20T17:11:00.000+02:00</published><updated>2006-09-21T01:24:30.726+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>L'insostenibile leggerezza dell'essere Papa</title><content type='html'>Si può accusare il Papa attuale di amare troppo la finezza intellettuale e di prediligere i simposi della cultura accademica a differenza del predecessore che si beava del calore di folle oceaniche e festanti con un occhio al sagrato di San Pietro e l’altro alla telecamera.&lt;br /&gt;Non voglio sembrare qui irriverente.&lt;br /&gt;Ma, davvero, accusare il Pontefice attuale di scarsa sensibilità politica e diplomatica per ciò che ha detto, o meglio, letto, nel suo viaggio apostolico in Germania, visto quello che rappresenta, mi lascia francamente perplesso. &lt;br /&gt;Estrapolare da un discorso di sei pagine un paragrafo di una ventina di righe per scatenare un’&lt;em&gt;iraddidio&lt;/em&gt; strumentale in mezzo pianeta, con tanto di fantocci e immaginette del Papa bruciate nella pubblica piazza; aggiungere al tutto l’ennesimo religioso (o religiosa in quest’ultimo caso) freddamente ammazzato per strada da misteriosi sicari , fa andare col pensiero alla analoga gaffe (per dire) delle vignette satiriche di alcuni mesi fa.&lt;br /&gt;Non si può certo accettare che la Democrazia Occidentale esporti i suoi valori con le invasioni preventive ma nemmeno si può rimanere ignavi e passivi a questo disegno provocatorio del terrorismo islamico che piano piano sta modellando le giovani generazioni musulmane che vivono soprattutto qui in Europa.&lt;br /&gt;E’ inderogabilmente necessaria una presa di posizione della comunità musulmana moderata, che ha scelto di vivere in occidente, che sia chiara e ferma a difesa dei valori democratici comuni.&lt;br /&gt;Poi il burka si continui a indossarlo pure non pretendendo di imporlo a chi non lo desidera, atteggiandosi pure a ipocrita vittima perseguitata, se la sua visione nei giardinetti delle nostre scuole e nei rimanenti ambienti del vivere quotidiano reca inquietudine e fastidio. L’arroganza in questo caso non abita certo qui né tantomeno il razzismo (parola di cui ci si riempie facile la bocca soprattutto a sinistra).&lt;br /&gt;Gli amici musulmani sappiano che, almeno per ora e non sappiamo per quanto, qui in occidente, nelle scuole e nelle famiglie (ma dateci tempo) si sta provando a far lo sforzo di arrivare ad una integrazione, tra una partita su Sky e Desperate Housewives, spiegando ai nostri figli (che si dice siano impauriti) che il mondo non è fatto solo di playstation, Coca Cola e merendine del Mulino Bianco, ma forse è un tantino più complesso.&lt;br /&gt;Poi per finire mi chiedo anche: ma quanti di noi, stimati cattolici che partecipiamo alla S.Messa domenicale con la medesima passione di una coppia trentennale di coniugi al sabato sera, avrebbero compreso l'allusivo discriminatorio messaggio ostile alla religione musulmana nel discorso di Ratzinger all’Università di Regensburg il 12 settembre u.s.? Ma poi stò Regensburg (Ratisbona), che pare il nome di una casa di giocattoli, dove stà? E la storiella dell’imperatore bizantino e del persiano colto avvenuta nel 1391 è alla fine così scandalosa o c’è tanto anche di ovvio (almeno per noi credenti di oggi)?&lt;br /&gt;Che nel passato l’imposizione della Fede sia stata spesso accompagnata al clangore del ferro delle armature e delle spade, da entrambe le parti, lo si trova scritto da decenni su tutti i libri di storia (compreso il testo ormai sacro dell’apostolo Dan Brown).&lt;br /&gt;Eppure…&lt;br /&gt;Eppure non si può far a meno di pensare che se in un angolo polveroso di una via di Islamabad, o Teheran, un qualsiasi bambino dodicenne, magari in questo esatto momento, davanti la telecamera compiacente di una TV di parte, sta bruciando una foto di Ratzinger con il sorriso sulle labbra …&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-115876520532056768?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/115876520532056768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=115876520532056768&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115876520532056768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115876520532056768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/09/linsostenibile-leggerezza-dellessere.html' title='L&apos;insostenibile leggerezza dell&apos;essere Papa'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-115434807425887513</id><published>2006-07-31T14:10:00.000+02:00</published><updated>2006-08-01T10:10:42.916+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Cana</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/giotto_cana.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/giotto_cana.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci fu un matrimonio.&lt;br /&gt;A un certo punto mancò il vino.&lt;br /&gt;C’erano lì sei recipienti di pietra di circa cento litri ciascuno.&lt;br /&gt;Qualcuno disse: "Riempiteli d’acqua!"&lt;br /&gt;Qualcuno disse ancora: "Adesso prendetene un po’ e portatelo ad assaggiare al capotavola".&lt;br /&gt;Il capotavola, che se ne intendeva, assaggiò l’acqua divenuta un vino di colore rosso, vitale, e di corpo giovane.&lt;br /&gt;Quando l’ebbe assaggiato, guardò i presenti e tutti gli invitati con labbra stirate in una smorfia di disgusto e disse:&lt;br /&gt;"Ha il sapore del sangue!".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-115434807425887513?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/115434807425887513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=115434807425887513&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115434807425887513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115434807425887513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/07/cana.html' title='Cana'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-115150197126155869</id><published>2006-06-28T15:36:00.000+02:00</published><updated>2006-06-29T13:17:58.610+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Forza Gianluca</title><content type='html'>Sarà che lui è stato sempre uno schivo e modesto ai tempi in cui giocava, ha concluso da poco la carriera sui prati di calcio e non conservo una sua figurina panini (che certamente non scambierei con quella di Totti nè Del Piero).&lt;br /&gt;Sarà che giocava nei medesimi ruoli nei quali ho giocato anche io da ragazzo: polmone mediano di centrocampo (stile canzone di Ligabue) o pendolare esterno di fascia, o a volte persino terzino tampona falle. Uno di quelli che sputano saliva e sudore senza gloria manifesta, utili solo a far risplendere sull’erba i fighetti con i calzettoni ribassati e con il Ferrarino fuori dello stadio.&lt;br /&gt;Ma perché un ragazzo di poco sopra i trenta anni, friulano della bassa, nato a Latisana, dopo vent’anni di sport, anche ad altissimo livello (ha vinto almeno sei scudetti con la Juve), con una bella moglie e due dolcissime figlie, si spenga dentro al punto di gettarsi da una finestra rimarrà per tutti un mistero che non necessita svelare per il rispetto che si deve a cose così sconvolgenti e che segnano l’esistenza.&lt;br /&gt;Voglio solo dire che lui, più che la playstation e il biliardo o le carte, nei suoi momenti liberi, magari dentro una stanza d’albergo durante una trasferta, preferiva star solo a leggere un libro, e a volte persino si dilettava a scrivere. E guarda un po’ io, in fondo, lo capisco pure. Che mi sembra persino di conoscerlo.&lt;br /&gt;Dalla lettura di un articolo odierno riporto un suo breve scritto poetico:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Affrontare un avversario&lt;br /&gt;è come affrontare le difficoltà quotidiane&lt;br /&gt;a volte ti supera&lt;br /&gt;a volte riesci a bloccarlo&lt;br /&gt;sapendo che non devi mai smettere di correre&lt;br /&gt;Grazie calcio&lt;br /&gt;Per avermi insegnato a vivere giocando&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ecco, magari ha pensato semplicemente che il gioco fosse finito una volta appesi gli scarpini al chiodo, ed ora si trova su un letto d’ospedale a duellare con la morte.&lt;br /&gt;Grazie a Dio i medici informano che ancora non ha perso. Io spero con il cuore che ritorni al più presto a quella sua vita a colori oggi smarrita. Perché è proprio “la parte buia di te” il peggiore e più pericoloso avversario che ti possa mai capitare di affrontare, prima o poi, per poi lasciartelo dietro le spalle, senza smettere di correre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-115150197126155869?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/115150197126155869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=115150197126155869&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115150197126155869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115150197126155869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/06/forza-gianluca.html' title='Forza Gianluca'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-115140799533005930</id><published>2006-06-26T13:32:00.000+02:00</published><updated>2006-06-28T15:41:31.786+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Signori, paga il Banco</title><content type='html'>Quando il buon parroco del mio paese, una volta esaurita l’oratoria delle autorità convenute, ha chiuso il momento solenne con la benedizione, molti dei presenti tra la folla nell’assolata piazzetta di mezzodì, provati dalla martirio del sole a picco, hanno creduto di veder apparire sul tetto dell’edificio, tra le sagome dei nuovi pannelli fotovoltaici installati, il volto mistico della Beata Vergine dei Risparmiatori Pazienti.&lt;br /&gt;E la calca impressionante che si è formata davanti l’ingresso per il taglio del nastro era solo per la disperazione di trovar refrigerio quanto prima all’insopportabile calura afosa.&lt;br /&gt;Questa idea di far entrare nell’edificio del Banco Credito Cooperativo, in un giorno di festa domenicale, coloro che durante la settimana vengono a deporre sogni e desideri dentro libretti di risparmio al portatore o sui conti correnti e BOT, permettendo chiunque di aggirarsi liberamente tra le vetrate divisorie e l’arredamento nuovo di zecca come si andasse a spasso tra il mobilio di un negozio IKEA, mi ha restituito un effetto di famiglia e di voglia di sentire come proprio qualcosa che in fondo dovrebbe davvero esserlo.&lt;br /&gt;Perchè assieme al confessionale del prete, al registro dell’Anagrafe, alla guardiola del carabiniere, diciamocelo, lo sportello della banca sotto casa è l’indispensabile tassello che completa la vita quotidiana di un cittadino e di una famiglia innanzitutto.&lt;br /&gt;E a chi importa poi se alla fine i media parlano quotidianamente di: scalate di potere nei Consigli d’Amministrazione, OPA, fusioni spregiudicate, sfrenata concorrenza internazionale. Un potere economico sempre più incontrollato che, grazie alla tecnologia, è capace di trasferire interi PIL di nazioni da una parte e l’altra del pianeta nel tempo esatto che noi impieghiamo a pagare una tazzina di caffè al bar.&lt;br /&gt;Ma poi, sarà mica roba che riguarderà proprio noi, piccoli risparmiatori, questa? Noi che conserviamo ancora in qualche baule dimenticato il primo maialino di porcellana con la fessurina per le monetine da accantonare.&lt;br /&gt;Così, confortati dalla bellezza dell’involucro che abbiamo potuto toccar davvero con mano, assicurati a parole una volta di più sulla affidabilità e funzionalità dei servizi che ci verranno offerti, si può ben entrare finalmente felici e distesi dentro il tendone bianco innalzato lì vicino, a consumare tutti assieme il sontuoso pranzo offerto comprensivo di: antipasti a buffet, aperitivi, bottiglie di vino sui tavoli in bella mostra, orchestra sul palco e torta multipiano stile nuziale.&lt;br /&gt;Il tutto incrociando di nascosto le dita perché non sia mai che: “&lt;em&gt;con tuto stò bendiddio magari i finisse che i ne ritòca anca gli interessi&lt;/em&gt;”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-115140799533005930?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/115140799533005930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=115140799533005930&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115140799533005930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115140799533005930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/06/signori-paga-il-banco.html' title='Signori, paga il Banco'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-115106996956498567</id><published>2006-06-23T15:27:00.001+02:00</published><updated>2006-07-27T16:59:43.546+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Gino</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/interno.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/interno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci è capitato di incontrarlo che stava da solo quella volta che facemmo conoscenza di lui lassù, al rifugio, al termine di una &lt;em&gt;ciaspolata&lt;/em&gt; sulla neve, attorno un tavolo già apparecchiato per la cena, coccolati dal tepore di una stufa e la cortesia di una tenutaria sorridente.&lt;br /&gt;Si sedette tra noi un po’ perché non c’era altro posto, un po’ perché forse eravamo il gruppo più gioviale lì dentro.&lt;br /&gt;Portava occhiali da Geppetto, Gino, e la barba incolta spruzzata di grigio. Sembrava avere un’età indefinita, forse quaranta anni, su per giù, o forse sessanta dalla maniera compassata che aveva di ascoltarti parlando poco.&lt;br /&gt;Teneva la faccia mesta tipica di colui che preferisce fuggire da un mondo troppo vorticoso e tecnologico per i propri gusti.&lt;br /&gt;Iscritto al CAI, apparteneva alla schiera di legionari delle montagne che amano rifugiarsi in mezzo le dolomiti a respirare la frescura delle cime magari fumandosi un’aromatica pipa o puzzolenti cigarillos. Come fece in effetti quella sera, a cena conclusa, isolandosi a guardare le stelle.&lt;br /&gt;E ci son volute parecchie grappe per farlo parlare un po’ più di sé e scoprire finalmente per chi batte davvero il suo cuore.&lt;br /&gt;Perché lui, ai piedi delle montagne, laggiù nelle valli del Cadore, conserva dentro casa nientemeno che un raggio di sole cubano. E ti chiedi quale alchimia possa essersi creata tra una donna caraibica, che probabilmente mai le era capitato di toccare la neve fino allora, e quella specie di orso burbero e solitario che troverebbe già incredibilmente esotico recarsi al mare grigio di Chioggia.&lt;br /&gt;E' come aspettarsi di veder accoppiato un baffuto bruno picciotto della piana d’Agrigento con una pallida ragazza di San Pietroburgo nata ai confini gelidi della steppa. Una cosa così.&lt;br /&gt;A Gino sarebbe molto piaciuto presentare quella sua donna, ci disse. Peccato che lei, come ogni anno già da un po’, si trovasse dall’altra parte dell’oceano a far visita ai suoi parenti. E ne doveva avere certamente molti, di parenti s’intende.&lt;br /&gt;Ce lo disse con la tipica noncuranza di uno che vorrebbe convincerti che la cosa gli è davvero indifferente, che tanto tiene le sue belle ed eterne montagne a fargli compagnia. Così, con un sospiro e uno sguardo fugace al calendario appeso sulla parete, e l'ennesima ultima grappa trangugitata un'attimo prima di scendere e rientrare tutti a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-115106996956498567?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/115106996956498567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=115106996956498567&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115106996956498567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115106996956498567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/06/gino_23.html' title='Gino'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-115089037856575279</id><published>2006-06-21T13:45:00.000+02:00</published><updated>2006-06-21T13:46:18.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Simpatica come la varechina</title><content type='html'>Spesso capita che tra singles si parli di cose quotidiane.  Come il cibo per esempio.&lt;br /&gt;Il frigo di un single, si sa, è facile trovarlo desolatamente vuoto e molto di quel poco di cibo sugli scaffali risulta scaduto. Come le uova per esempio.&lt;br /&gt;Io mi limito di solito ad acquistare un cartone di sole quattro unità e sempre mi ritrovo con almeno un uovo da dover gettare nella spazzatura perché oltrepassa la data di conservazione stampigliata.&lt;br /&gt;Di questo stavo parlando l’altra sera in trattoria, tra un fritto misto e un’insalata, con una bella amica bionda seduta di fronte durante una cena di compleanno.&lt;br /&gt;Lei mi fa: “Come fai a non consumare uova? Ti fai un bell’ovetto sbattuto ogni mattino così…”&lt;br /&gt;E agita le mani come a sostenere o soppesare qualcosa.&lt;br /&gt;Appoggio il gomito sul tavolo, mi metto lievemente di traverso e imposto la tipica voce roca da macho:“Non ritengo proprio di aver bisogno di mangiar uova, bella”&lt;br /&gt;Lei mi sorride guardandomi beffarda: “Eh, già, appunto”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-115089037856575279?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/115089037856575279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=115089037856575279&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115089037856575279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/115089037856575279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/06/simpatica-come-la-varechina.html' title='Simpatica come la varechina'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114847193221753568</id><published>2006-05-23T13:57:00.000+02:00</published><updated>2006-05-31T15:08:36.843+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Volley</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/volley.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/volley.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Osservo il pallone bianco scavalcare la rete. Le mie pupille seguono la traiettoria della palla che rimbalza sui polpastrelli delle mie compagne. Alcune di loro si tuffano sul cemento del cortile senza timore di sbucciarsi i gomiti o le ginocchia protette dalle ginocchiere. E’ giusto che stia al momento in panchina, sono l’ultima arrivata e in fondo mi hanno pure accolto bene. Malgrado tutto. Dal fondo del cortile, recintato da un muro altissimo, una telecamera sta filmando. Non amo essere filmata, mi è già successo troppe volte. Alcune religioni credono che l’obiettivo di una macchina tolga l’anima alla persona ripresa. Lo penso anche io. Per fortuna c’è il sacerdote, che ogni settimana incontro, a rassicurarmi.&lt;br /&gt;Oggi sarei in fondo anche abbastanza serena, forse felice no, ma stò piuttosto bene e mi viene da ridere come da tanto non mi succedeva. D’altronde è già molto il fatto che sia qui, convocata in squadra, senza un serio allenamento. E’ bello risentire su di sé la fiducia degli altri. Fa sembrar buono persino questo odore di acrilico della maglietta con il numero stampigliato dietro.&lt;br /&gt;Vedo le mie compagne sudare ed urlare. Stiamo in svantaggio e provo ad incitarle. La capitana mi sorride e fa un cenno all’arbitro: “Time out!”.&lt;br /&gt;Capisco che ora è il mio turno. Il cuore si ferma e mi formicolano le dita dall’emozione. Spero tanto di fare bella figura e di non sbagliare al primo passaggio che poi tutto dovrebbe essere più semplice. C’è solo una cosa che vorrei tanto in questo momento: che potesse vedermi giocare mia madre.&lt;br /&gt;Guardo le labbra della capitana:&lt;br /&gt;“Erica, forza dai entra, tocca a te!”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114847193221753568?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114847193221753568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114847193221753568&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114847193221753568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114847193221753568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/05/volley.html' title='Volley'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114777163043262425</id><published>2006-05-16T11:15:00.000+02:00</published><updated>2006-05-16T11:27:10.446+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Foto ad un bambino mai nato</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Trovare sulla prima pagina di un quotidiano la foto di un bambino morto è inevitabilmente intollerante. Se poi&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;dovesse trattarsi di un bambino neonato morto allora diviene estremamente scioccante. Se poi quel presunto neonato si scopre essere un bambino non-nato, beh, qui ci troviamo davanti una svolta sconcertante alla quale dovremmo provare a fare i conti.&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La foto pubblicata sui quotidiani della povera creatura, estratta dal pietoso ventre materno durante un atto autoptico, con in capo un vezzoso berrettino di lana bianca, è divenuta, a mio giudizio, il miglior colpo basso per tutti coloro (me compreso) che si riempiono facilmente la bocca di laicismo e concetti libertari e responsabilità personale nel disporre (secondo i termini di legge vigenti ovviamente) del destino di chi abita nel grembo materno.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La sensazione che si prova è che la foto sembra diventare il miglior manifesto di propaganda di una moltitudine di creature che rivendicano il loro diritto ad essere considerate persone giuridiche, a tutti gli effetti, pur rimanendo ancora immersi nel loro buio liquido amniotico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Potenza di una immagine discutibile e di un copricapo volutamente imposto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Perché proprio di fronte a quel bambino&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;  &lt;/span&gt;(impossibile non chiamarlo così) estirpato dal grembo, lavato, vestito, esposto alle luci dei flash senza alcuna minima protezione della privacy (non possiede ancora un proprio codice fiscale), che d’ora in poi rimarrà certamente conservato su un supporto elettronico, o album cartaceo quanto un vero neonato in culla o in procinto di battesimo, sale prepotente il monito di chiederci una volta di più cosa siamo veramente.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Poi ognuno è libero di fare storia a sé, di pensare ciò che vuole sui confini dell’esistenza e su come e quando la si voglia intendere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Se questo era un ultimo disperato omaggio di una nonna al suo nipotino non giunto a compimento o, forse, nelle intenzioni del giornale, una maniera provocatoria di riproporre una controversa questione legislativa, non si sa.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;   &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Può succedere però, che il nostro senso della legalità e della laicità, a volte fin troppo pragmatico e cinico, si possa rivedere parecchio davanti ad una scelta di tal genere che ha oscurato persino l’atroce fatto di cronaca che ne è stato la causa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114777163043262425?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114777163043262425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114777163043262425&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114777163043262425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114777163043262425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/05/foto-ad-un-bambino-mai-nato.html' title='Foto ad un bambino mai nato'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114727100397047532</id><published>2006-05-10T16:21:00.000+02:00</published><updated>2006-05-31T15:50:17.116+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Praglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/iti_g3_p_002.1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/iti_g3_p_002.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il canto gioioso degli uccelli mattutini scomparve appena varcammo l'imponente portone lasciando alle nostre spalle l’ampia scalinata e il bianco sagrato. Ci lasciammo dietro di noi il cielo rossastro dell’alba e la frescura dell’aria ancora umida della notte. Per un attimo non vidi nulla finchè le pupille registrarono e focalizzarono le fiammelle vicine delle candele accese. Un lieve odore d’incenso, non forte né particolarmente persistente, aleggiava tra le volte e le colonne dell’antico edificio. Un monaco girava tra i banchi a posare i foglietti della Messa prevista più tardi. Praticamente tranne me e il mio amico non c’era nessun altro seduto tra le fila. Ci sedemmo su una panca nel mezzo del salone vicini al corridoio centrale. Tenevo le palpebre lievemente cadenti per le ore di sonno non sufficientemente godute. Fabio invece pareva già sveglio e arzillo perché più abituato di me a dormire poco. Dal fondo della navata, attraverso una porta, apparvero una ventina di figure scure e incappucciate che, ordinate come formiche laboriose, si disposero mute lungo le due fila di troni adiacenti l’altare. Da dove stavamo si vedevano a malapena i volti e dalla lunghezza e colore delle barbe, o dalla assenza, si potevano intuire le loro età. Alzai lo sguardo alle vetrate dipinte della volta: i raggi del sole diffondevano all’interno una luce calda e morbida. Uno dei monaci iniziò a leggere i primi versi del salmo cantilenando con voce gutturale subito imitato dal coro dei presenti. Non so Fabio ma io ne approfittai per lasciarmi immergere dentro quel mantra della profonda cristianità. Mi ritrovai ad alzarmi e a sedermi più e più volte quasi inconsciamente. Avrei voluto tenere tra le mani pure io un libro delle laudi per meglio partecipare assieme a loro senza sentirmi un semplice visitatore curioso. Avrei voluto fare tante altre cose in questi due giorni trascorsi in abbazia. Vedere la biblioteca dove si restaurano libri antichi, avere la forza di svegliarsi ancor più presto per assistere al mattutino, dare una purificata ai pensieri che vagano nella testa di un uomo che non fa della spiritualità la sua principale ragione d’esistere. Però qualche volta ci prova. Ma è andata bene comunque così. Perché ho condiviso una cena semplice e una colazione più che sostanziosa assieme a persone con le quali sto bene. Perché mi sono riappropriato per due giorni di ritmi di vita atavici scanditi dal sorgere e cammino del sole. Ho passeggiato nel chiostro illuminato solo dalla luce bonaria della luna. Ho dormito nelle medesime ore in cui i monaci riposano e attendono l’avvento del nuovo giorno, dono del Signore a tutti coloro che sanno apprezzare. Perché amare la letteratura è voler giocare con la vita e perché ogni vita può diventar letteratura. Ed è questo che forse ognuno di noi ha portato con sé, e ha forse pensato osservando con la coda dell’occhio, i contorni del monastero rimpicciolire fino a scomparire del tutto dallo specchietto retrovisore, posizionato sopra il cruscotto, delle nostre auto rombanti di ritorno a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114727100397047532?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114727100397047532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114727100397047532&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114727100397047532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114727100397047532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/05/praglia.html' title='Praglia'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114545741049184394</id><published>2006-04-19T16:35:00.000+02:00</published><updated>2006-06-01T09:57:58.896+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>Punto di vista</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/15665.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/15665.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guarda giù il bambino. Lo sguardo a cogliere l’orizzonte. Lo stomaco in subbuglio per la salita. L’abitacolo dove sta seduto è un guscio sospeso tremolante nel vuoto. Osserva giù il bambino le formiche. Perché è di questo che si trattano. Un brulichio di formiche dalle testoline colorate che entrano ed escono da porte e gallerie di costruzioni di cartapesta altrettanto colorate e che formano lunghissime code sui sentieri e i vialetti illuminati a festa. Ha già fatto conoscenza, il bambino, con mezzo universo di personaggi animati visti in tv. E ora sa per certo lui dove tutti si riuniscono ogni qualvolta mamma spegne l’apparecchio della cucina e lo schermo diventa tutto nero carbone. Di un paio di essi tiene persino una foto tra le dita con lui immortalato in mezzo a loro a sorridere e salutare.&lt;br /&gt;Aspetta che questa la mostri ai miei amichetti dell’asilo e chissà le facce!&lt;br /&gt;Guarda giù col naso gocciolante di meraviglia mentre il guscio, sospeso ed appeso all’immensa ruota girevole, prosegue nella lenta discesa dal culmine in cui si trova.&lt;br /&gt;Improvviso sente mancargli il respiro quando le dita del padre stringono il suo naso neanche fosse una nocciolina da rompere dentro quella tela bianca, morbida, profumata che sa essere il fazzolettino di carta.&lt;br /&gt;Una volta libero dalla fastidiosa morsa, con la narice ancora incollata e il respiro a metà potenza, può liberare finalmente la voce voltandosi verso il torturatore: “Papà! Guadda! IL MONDO!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114545741049184394?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114545741049184394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114545741049184394&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114545741049184394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114545741049184394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/04/punto-di-vista.html' title='Punto di vista'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114494387015160218</id><published>2006-04-13T17:56:00.000+02:00</published><updated>2006-06-01T11:28:54.070+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Mr Provenzano, I suppose</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/foto01.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/foto01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi pare di vederlo, chino sulla macchina da scrivere Brother con le dita sporche di terriccio, di sterco, di latte rinsecchito di capra.&lt;br /&gt;Mi pare di udirlo picchiettare, con le unghie spezzate, i tastini elettrici e morbidi.&lt;br /&gt;Poi, dal giorno dell’acquisto di quella macchina oggi obsoleta e dalla testina ormai consunta, è stato sempre un infilare ed estrarre fogli a simulare arcaici sms di carta a basso costo.&lt;br /&gt;Frasi secche, perentorie anche nell’ordinare ad una moglie lontana la consegna di una cesta di mutande pulite e profumate.&lt;br /&gt;Per ogni foglio inchiostrato un ammazzato chissà dove.&lt;br /&gt;Nemmeno il tempo di studiare un po’ d’italiano, uno straccio di sintassi e grammatica che per uccidere non servono parole dette, o scritte, forbite.&lt;br /&gt;Più facile certamente solcare i campi con “u’ tratturu” che incidere un foglio con la punta di una penna.&lt;br /&gt;Per quasi mezzo secolo gli è bastato evitare quello che nessun criminale riesce più a fare oggi e cioè: di abbandonare in giro tutti quei residui filamentosi di files che il nostro quotidiano crea in ogni dove grazie alla nostra moderna tecnologia comunicativa.&lt;br /&gt;Niente tracce elettroniche di telefono, cellulare e tantomeno pc.&lt;br /&gt;Per lui “Echelon” avrebbe potuto anche significare “Sucaminchia” per quello che gli è mai importato di sapere.&lt;br /&gt;Infine è accaduto semplicemente che uno o due picciotti si siano decisi a “cantare” (e questo è stato per lui la vera imprevedibilità e forse l’unico suo vero fatale errore).&lt;br /&gt;Quando ha sentito aprire la porta con violenza s’è alzato dalla sedia e, rimanendo immobile con la mente a ricordare dove mai fosse finita la pistola arrugginita, depositata e dimenticata da qualche parte nella masseria, ha lasciato che il soggiorno s’innondasse di uomini col passamontagna e giubbotto antiproiettile DIA.&lt;br /&gt;Ha persino sorriso senza opporre resistenza alcuna mentre, uno dei poliziotti con le manette in mano, si stava avvicinando a lui dicendo: “Don Provenzano, suppongo?”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114494387015160218?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114494387015160218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114494387015160218&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114494387015160218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114494387015160218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/04/mr-provenzano-i-suppose.html' title='Mr Provenzano, I suppose'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114402290177672633</id><published>2006-04-03T02:07:00.000+02:00</published><updated>2006-04-05T00:56:00.796+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Tommy</title><content type='html'>Quella foto, il tuo viso, i tuoi grandi occhi ci hanno fatto compagnia per settimane. Un paese intero in attesa di riabbracciarti in festa con i palloncini già pronti da sventolare in piazza. Una nazione ti aveva adottato trepidante di speranza e paura. Chissà quante mamme si saranno avvicinate la sera a rimboccare le coperte dei propri bambini in questi giorni d’angoscia. E non c’è mai limite al peggio. Il Male sempre più spesso si mostra con un volto famigliare, conosciuto. Fosse anche quello di un restauratore di case.&lt;br /&gt;Chissà cosa avrai pensato quando ti hanno portato via da mamma e papà. Il tuo pianto zittito in un colpo. Forse dopo molti colpi. Da oggi un badile non è più quella cosa che era.&lt;br /&gt;Poi, il Male che si fa intervistare in TV con mogliettina al fianco un attimo prima di essere catturato. L’ennesimo copione mediatico. Un po’ giallo, molto noir. E ci troviamo ad aver sperato che il tutto potesse essersi trattato soltanto di pura e semplice fiction o l’ennesimo tarocco innocuo di un reality show. Delle fiabe spaventose raccontate, noi adulti una volta cresciuti, ne ridiamo. Ma oggi sappiamo che c’è un bambino, tu, che l’orco l’hai incontrato e visto in faccia davvero. Perché l’Uomo nero esiste ed è sempre esistito. E dovremmo farcene una ragione di ammetterlo prima di costringerci a dimenticare un'altra volta e sopravvivere all’ennesimo inconcepibile disgusto. Per poi sperare di tornare a vivere, non per sempre, per un po’, insieme felici e contenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114402290177672633?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114402290177672633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114402290177672633&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114402290177672633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114402290177672633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/04/tommy.html' title='Tommy'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114320989380195611</id><published>2006-03-24T15:15:00.000+01:00</published><updated>2006-06-01T09:44:37.950+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='writing'/><title type='text'>Pantelleria</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/dammuso-belvedere-all-interno-della-villa.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/dammuso-belvedere-all-interno-della-villa.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho raccolto fichi secchi e seminato pensieri&lt;br /&gt;in questa nera terra pantesca&lt;br /&gt;dove il vento sodomizza alberi e case&lt;br /&gt;dove scultorei fichi d’india s’aggrappano all’ossidiana&lt;br /&gt;e strisciano capperi ed ulivi&lt;br /&gt;dove gli orti occlusi dei dammusi fioriscono&lt;br /&gt;di gelsomini e limoni&lt;br /&gt;e uno strampalato gallo risuona a mezzogiorno&lt;br /&gt;dove il cielo e il mare si scambiano riflessi con violenza&lt;br /&gt;e martirizzano gli uomini e le coste&lt;br /&gt;dove i boschi sempreverdi di pino marittimo&lt;br /&gt;si stendono allo sguardo e precipitano verso il mare&lt;br /&gt;assieme alle macchie d’arbusto di scappuccino&lt;br /&gt;e un profumo inebriante di rosmarino&lt;br /&gt;aleggia sospeso e trasportato dal vento&lt;br /&gt;dove guizzanti sarmuscele fanno capolino&lt;br /&gt;tra le pietre candide spennellate dal sole cocente&lt;br /&gt;dove si sente permanente il sapore passito&lt;br /&gt;dell’ambrato zuccheroso zibibbo&lt;br /&gt;nettare gradito agli dei&lt;br /&gt;agli uomini con le nocche consunte&lt;br /&gt;dalla canapa delle reti da pesca&lt;br /&gt;alle donne procaci dal seno mal coperto&lt;br /&gt;da una cammisa sbracciata&lt;br /&gt;in eterna attesa sulla riva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(&lt;span style="font-size:85%;"&gt;testo scritto a quattro mani con Luciana&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114320989380195611?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114320989380195611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114320989380195611&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114320989380195611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114320989380195611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/03/pantelleria.html' title='Pantelleria'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114294928264410362</id><published>2006-03-21T14:51:00.000+01:00</published><updated>2006-03-21T14:54:42.660+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Medaglia</title><content type='html'>Ci sono cose che andrebbero dette.&lt;br /&gt;Ci sono riconoscimenti che vanno concessi. Non a tutti, non sempre, ma qualche volta a qualcuno sì. Magari a qualcuno che fino a qualche settimana prima lavorava in un paese straniero, pericoloso, lontano dagli affetti più cari, che riscuoteva un lauto stipendio (comprensivo di indennità di trasferta, diaria giornaliera, voci contrattuali a compensare disagio e rischi per la vita  ecc.). Che ne spendeva o spandeva parte di esso in rassicuranti bevute con i commilitoni (meglio, magari, chiamarli colleghi di lavoro), in tabacco, o forse con qualche donna del posto. Non lo so.&lt;br /&gt;Si dice che bisogna essere fascisti per fare quel lavoro lì (e dire lavoro mi va bene, mercenario no). Ne ho conosciuti di tipi così nella mia vita, che ti raccontano la loro vita rigorosamente manichea dove il male viene solo da una parte, le donne al secondo appuntamento si scopano, e l’offesa quando si lava, lo si fa magari con un pugno ben assestato o una bottigliata in testa.&lt;br /&gt;Non posso dire che mi siano simpatici tipi così e non cercherei l’amicizia con nessuno di loro ma, lo ammetto, affascinato, ho compreso che è gente che affronta l’esistenza di petto e non si pone dubbi di sorta che possano fiaccarne l’impeto. Nemmeno sotto minaccia di una canna di pistola o fucile.&lt;br /&gt;Appunto. Pensiamoci un istante.&lt;br /&gt;C’è un uomo, inginocchiato sotto lo sguardo di una nemica telecamera, davanti una fossa e alla sua esecuzione. L’ultima cosa che manda, bendato, negli ultimi dieci secondi della sua ancor giovane vita, non è un messaggio alla moglie, agli eventuali figli, agli affetti più cari, ma ad un Paese. Mi sono chiesto: cosa diavolo può  passare nella testa di un uomo quando desidera mostrare ai suoi carnefici come sa morire un italiano? E’ un gesto che sa di Risorgimento, di irredentismo, di carneficina carsica. Sembra una frase da tramandare ai posteri quanto il lancio della stampella di Enrico Toti.&lt;br /&gt;E cosa volete che la più alta istituzione della Patria, il Presidente della Repubblica Italiana, possa fare se non concedere, per questo, la più alta onorificenza civile?  Non per il suo lavoro, valido come quello di chiunque altro, ma per il suo modo di congedarsi da noi, con questa maniera di assecondare la propria buonuscita forzata da questo mondo.&lt;br /&gt;Poi questo rimane il solito Paese che ama polemizzare su ogni cosa.&lt;br /&gt;Esiste una banalità ed ovvietà della morte, in guerra, che esula da particolari forme di riconoscimento istituzionale. Forse non l’abbiamo capito o forse ce l’hanno spiegato male. I figli che noi abbiamo inviato laggiù non sono angeli della pace ma soldati armati in territorio straniero e, quindi, occupanti. Le bombe non hanno occhi né pietà per distinguere. E l’eroe è colui che, in anticipo sul suo destino, dimostra un coraggio fermo ed irriducibile, scevro da facili pietismi interessati, in nome di un ideale alto e condiviso.&lt;br /&gt;Quattrocchi ormai è questo. Un uomo comune in mezzo ai tanti fino a dieci secondi dalla fine.&lt;br /&gt;Ora, lui, è già Storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114294928264410362?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114294928264410362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114294928264410362&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114294928264410362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114294928264410362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/03/medaglia.html' title='Medaglia'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114174070841108680</id><published>2006-03-07T15:10:00.000+01:00</published><updated>2006-03-08T19:34:47.903+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>bip bip</title><content type='html'>La comunicazione verbale, quella più naturale e atavica, ogni giorno di più si sta incamminando verso l’estinzione a favore dell’uso sempre più massiccio di supporti tecnologici. Il bello è che uno se lo aspetterebbe, questo, causato solo dai giovani e invece non è proprio così. C’è una abbondante fascia di trentenni e quarantenni, in maggioranza donne abbondantemente esperte delle cose della vita, diabolicamente ammaliate dall’uso smodato di sms o e-mail. Quello che si potrebbe dire seduti ad un comune tavolo lo si deve, quasi per forza ormai, far rientrare sempre più spesso nell’angusto spazio concesso dal software del proprio telefonino. Siamo tutti lì, perennemente con l’occhio pendulo allo schermo e l’orecchio ansioso, in attesa spasmodica di un trillo amato. E’ una gara olimpica a mostrare agli altri il cellulare più pigolante perché è così che vuole lo status di chi si senta cercato e desiderato. Un’inesorabile fuga dal confronto e da qualunque possibile chiarimento in presa diretta. Un’incapacità, sempre più cronica, di fornire risposte immediate e non filtrate da una tempistica da trasmissione morse: invio, ricezione, reinvio, ricezione…&lt;br /&gt;Si manifestano già evidenti e preoccupanti ansie da prestazione come quella che sale ad ogni mancata risposta (fosse pure un semplice: ok).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma perché non mi risponde ancora? Avrà frainteso? Forse manca campo…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Si subiscono i primi dolori, traumi ed epilessie ai pollici impazziti, vere malattie sociali che accomunano nel medesimo triste destino gli appassionati di playstation.&lt;br /&gt;Si stanno sempre più aprendo ed avviando: specializzazioni ad hoc per la riabilitazione ortopedica della falange usurata; ambulatori di sostegno psicologico causa abbreviazione forzata di testo; centri di trattamento e recupero, simili ai SERT, per la fuoriuscita dalla tossicodipendenza dovuta ad abuso di “k”.&lt;br /&gt;Mi è capitato personalmente, perchè non voglio sembrare esterno a questa follia, di passare delle ore a picchiettare sui tastini gommati a colpi di sms quando sarebbe bastata una semplice chiamata diretta di cinque secondi.&lt;br /&gt;Eppure non c’è nulla da fare. Tutti ubriachi del gioco dell’attesa. Di un segno di conferma che in fondo, in questo mondo, ancora esisti pur sempre almeno per qualcuno. Perché non c’è nulla di più semplice, economico e gratificante, di un breve suono emesso da quel rassicurante oggettino lucido agganciato ad un girotondo di antenne sparse nel pianeta. Ed ora, che con semplici invii senza testo si possono persino donare vagonate di euri in beneficenza, in ogni dove e per ogni occasione, beh, allora, ci sentiamo persino molto più buoni e teniamo pure la nostra bella coscienza a posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114174070841108680?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114174070841108680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114174070841108680&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114174070841108680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114174070841108680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/03/bip-bip.html' title='bip bip'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114158703587102544</id><published>2006-03-05T20:26:00.000+01:00</published><updated>2006-03-06T14:16:23.300+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Noè parade</title><content type='html'>Vince: VORREI AVERE IL BECCO e a seguire:&lt;br /&gt;AliceAttenti al lupoCanzone del servo pastoreCervo a primaveraCicaleDomenica bestialeFarfallina Furia cavallo del WestHanno ucciso l’Uomo RagnoKobraIl ballo del qua quaIl dono del cervoIl gatto e la volpeIl gorillaIl walzer del moscerinoLa gattaLa mula de ParenzoLa pulce d’acquaLa tartarugaLe cinque anatreL’elefante e la farfallaL’era del cinghiale biancoMoby DickNella vecchia fattoriaQuarantaquattro gattiQuattro caniSotto il segno dei pesciVola colombaUna zebra a pois&lt;br /&gt;.... (chi vuole aggiunga) ...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114158703587102544?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114158703587102544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114158703587102544&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114158703587102544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114158703587102544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/03/no-parade.html' title='Noè parade'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-114104867622418879</id><published>2006-02-27T14:54:00.000+01:00</published><updated>2006-02-27T14:57:56.240+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>Lezione olimpica</title><content type='html'>Stà lì che osserva il fumante fiato freddo della mamma, china ai suoi piedi, impegnata a sollevargli i scarponcini fosforescenti. Prima uno, poi l’altro. Al suono dell’attacco son divenuti ora due binari lunghi lunghi che paiono non finire mai.&lt;br /&gt;Si riguarda i piedi e lo slittino abbandonato più in là con il quale ha appena smesso di giocare. Chissà perché ma gli sembra di essere un po’ la stessa cosa. In mano due bastoni ad infilzare la neve come forchette sui rigatoni. Casco, occhiali e guanti. Sciarpetta no, dice mamma, che potresti avere caldo. In un attimo si trova in mezzo ad un vociante mazzo di chiodini colorati a festa. Una abbronzata e sorridente ragazza, vestita come loro, sembra pronta a giocare assieme.&lt;br /&gt;Ora saluta la mamma con un ciao non del tutto convinto poi, per un’ora, il suo mondo diventa goffaggine e cadute, intralcio e timore; come in un passato tempo non lontano che già più non ricorda: quello dei suoi primi passi nel salotto di casa a ciondolare tra una mano e il divano a braccia aperte.&lt;br /&gt;Quando avverte per la prima volta il pezzo dello skilift tra le gambe, e il conseguente strappo avanti a sé, si spaventa. La paura durante la salita si scioglie grazie al caldo di un sole che carezza la visiera protettiva.&lt;br /&gt;La prima breve discesa dalla collinetta candida avviene scivolando giù lento ma inesorabile, a gambe e braccia allargate, come da spiegazione. Il tutto senza nemmeno il bisogno della confortevole protezione dell’abitacolo di un bob con papà dietro.&lt;br /&gt;Una volta fermo, tremolante ma miracolosamente in piedi, può sentire i complimenti della maestra che lo invita a riprovare un’altra volta. Lui le sorride con il petto che batte ancora. Non sa nulla di vittorie e medaglie olimpiche, lui, ma oggi ha comunque già vinto la prima, quella più coraggiosa e bella.&lt;br /&gt;In gola una frase-ritornello è pronta e in attesa di uscire appena vedrà papà e mamma: “Ma è… MERAVIGLIOSO!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-114104867622418879?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/114104867622418879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=114104867622418879&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114104867622418879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/114104867622418879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/02/lezione-olimpica.html' title='Lezione olimpica'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113957607287131599</id><published>2006-02-10T13:53:00.000+01:00</published><updated>2006-02-10T13:57:13.196+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Confessione di una vanitosa</title><content type='html'>Beh, anche per questa volta sono arrivata puntuale all’appuntamento per la serata di gala di stasera. Devo risistemarmi la chioma rossastra e dovrei cercare di non mettermi a fumare proprio ora. E’ una questione di correttezza e di responsabilità per il ruolo da star che mi spetta. Come sempre sono esausta ma è l’ultimo sforzo ormai questo. Ancora pochi gradini tra le luci e i flash degli ammiratori e sentirò il boato fragoroso. L’adoro quel boato è una cosa da scaldare i cuori ed io, questo, modestamente, lo so fare bene. Di scaldare intendo. No, non pensate male sono solo una brava signora, un po’ attempata, che ama viaggiare e stare al centro dell’attenzione, soprattutto tra due ali di folla. Non sono un gran bellezza, direi piuttosto un tipo. Ogni viaggio mi vesto diversa e stilisti e designer modellano il mio corpo con linee davvero sinuose. Pensate che quest’anno è toccato ad un italiano l’onere di trasformarmi. Il massimo, per qualunque donna!! Mi piace da morire essere afferrata, toccata, condotta perché so essere femmina caldissima e chi non ci sa fare con me… beh, finisce che si scotta e poi magari causo dolore che non vorrei davvero. La gente al mio passaggio mi saluta, mi sorride, i bambini si beano dei giochi che faccio quando il vento mi carezza e mi muove, i vecchi vi leggono in me la nostalgia di un tempo andato, trascorso, fatto di caminetti accesi e di amori sotto calde coperte in fredde giornate d’inverno. Ho viaggiato per i cinque continenti e amo percorrere migliaia di miglia e di chilometri e yards ad ogni chiamata. Non mi risparmio, è sempre una gioia ogni volta. In fondo sono ambasciatrice di Pace tra i popoli e simbolo di fratellanza universale. No, non mi sto dando un tono esagerato, davvero è così, malgrado qualcuno ne approfitti per ostacolarmi in questo con ogni mezzo. Non ci posso far nulla, io dò visibilità eccelsa a chi mi accompagna e non chiedo molto in cambio. Direi nulla se non alla fine distendermi su un giaciglio di paglia e restare lì, sveglia e tranquilla sotto le stelle per giorni e giorni. Anche una paio di settimane se necessario. Dicono che qui c’è la neve. A me è sempre piaciuta la neve peccato che ogni volta che mi avvicino ad essa finisce sempre per squagliarsela via spaventata. Non saprei perché mostri di avercela così con me, magari è solo perché è intimidita dal mio carattere troppo caliente.&lt;br /&gt;Poche ore, dicevo, poche ore ancora e tutte le televisioni mi trasmetteranno ai quattro angoli della Terra. Che fatica essere l’Unica. Ogni volta mi ci vogliono almeno un paio d’anni per riprendermi dallo stress. Ma è il mio unico compito questo nella vita da quel giorno lontano in Grecia quando iniziò per la prima volta tutto ciò.&lt;br /&gt;Ah, dimenticavo un’ultima cosa, io mi chiamo: &lt;em&gt;Fiamma&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113957607287131599?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113957607287131599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113957607287131599&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113957607287131599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113957607287131599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/02/confessione-di-una-vanitosa.html' title='Confessione di una vanitosa'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113931449359713894</id><published>2006-02-07T13:12:00.000+01:00</published><updated>2006-06-01T14:28:41.776+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Satira preventiva</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/censura.0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/censura.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ridere fa bene al cuore&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Il riso abbonda sulla bocca degli stolti&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Morir dal ridere&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;... Si muore... per il ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sta succedendo in questi giorni non è lo scontro tra civiltà ma è il montare drammatico di una reazione e controreazione causata da una gaffe che chiamarla “diritto di satira” sarebbe troppo far complimento.&lt;br /&gt;Le vignette danesi, almeno quelle presentate alla stampa di mezza Europa ormai, sono piuttosto brutte e ben poco fanno ridere. Lo dico perché credo personalmente di essere dotato di un discreto umorismo e di una buona dose di ironia anche graffiante se necessaria.&lt;br /&gt;E se la colpa di aver creato vignette satiriche bolse è solo danese, l’idiozia di certa nostra stampa nazionale, nel volerle ripubblicare gonfiando il petto e sbandierando il vessillo della irrinunciabile libertà di espressione, è di una stupidità senza pari.&lt;br /&gt;Ma quanto siamo bravi tutti noi a sentirci puri e duri con le vignette degli altri deridendo chi s’offende. Magari siamo gli stessi che montiamo campagne allarmate se solo qualcuno osa rimuovere dagli ambienti pubblici il crocefisso dalle pareti, offesi dall’idea che uno Stato si faccia garante di una forma di tolleranza tra credenti di diverse religioni.&lt;br /&gt;C’è da darsi una regolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il muro di Berlino è caduto ma lo stiamo sostituendo con nuovi reticolati e una visione manichea del pianeta. I buoni, occidentali, importatori di sana democrazia ovunque (un pochino inquinanti magari), che mostrano un paradiso in terra accompagnato da visioni (tele) popolate di pubblicità levigata e suadente, sesso e ninfette accattivanti. I cattivi, con i mitra e i turbanti, intransigenti, intolleranti che si fanno esplodere con la convinzione di accedere ad un loro personalissimo paradiso pieno di vergini. In mezzo una terra di nessuno, di gente che crepa di fame e vive di stenti, e che di questa guerra “ideologica” non avverte nemmeno l’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi c’è la discussione sulla satira. Sul suo diritto di esistere e graffiare sempre e comunque.&lt;br /&gt;C’è da capirsi.&lt;br /&gt;Una satira che colpisce il Potere e lo ferisce e lo irrita mi entusiasma. Una satira che se la prende con la Fede di qualche centinaio di milioni di persone in nome di una presunta superiorità morale occidentale mi infastidisce. A chi giova?&lt;br /&gt;Deridere un Premier (qualsiasi) e farlo camminare sulle acque del Naviglio o “ascenderlo” in cielo con l’ausilio di un Executive diverte. Far dire a nostro Signore intento a scendere dalla croce: “Mi consenta ma questo è il mio nuovo miracolo italiano”, beh, chissà, magari a tutti non piace. Magari Ruini un po’ se la prende. No?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco. Questo per capire. A volte è questione solo di cattivo gusto ed opportunismo maldestro. Non c’è nessuna Santa Crociata da intraprendere. Purtroppo ci stiamo tutti invischiando in strumentalizzazioni sempre più esasperate e pericolose. Intanto, per reazione o per pretesto, si bruciano ambasciate e si sparano ai preti cattolici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provate a far una battuta idiota ad una persona da voi incautamente offesa precedentemente e che ancora non gli è passata del tutto e sappiatemi dire. A me è successo. Ed è quello che sta succedendo nella nostra parte di mondo in questi giorni. Un mondo che mostra sempre più di avere i nervi pericolosamente scoperti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113931449359713894?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113931449359713894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113931449359713894&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113931449359713894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113931449359713894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/02/satira-preventiva.html' title='Satira preventiva'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113835836691966538</id><published>2006-01-27T11:36:00.000+01:00</published><updated>2006-06-01T14:14:32.066+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Sono andato in bianco</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/Solo%20neve%20e%20gelo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/Solo%20neve%20e%20gelo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La radiosveglia ti gracchia suoni dapprima incomprensibili. Fonemi che scavano varchi dentro il cervello ancora intorpidito dal sonno. Poi i tuoi circuiti mentali una volta riscaldati si avviano e comprendi (più o meno):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Pandemia aviaria: due polli, un galletto e una faraona detronizzata trovati a letto febbricitanti nell’Anatolia meridionale. Il governo vara un decreto anti importazione. Passano solo danzatrici del ventre.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gas siberiano: stretti i rubinetti delle forniture verso l’Europa. Il governo italiano invita la popolazione a predisporsi all’acquisto (tramite sovvenzione governativa) del moderno “nucleare terrestre”, ovvero di una mini centralina a scissione atomica alternativa alle caldaie condominiali. Nel frattempo si chiede ai fumatori di economizzare con gli accendini.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Emergenza freddo: le autorità allarmate dalla glaciazione imminente invitano i cittadini a coprirsi bene per un po’. Il governo vara un decreto di conversione cani da passeggio in cani Husky omologati Euro 5 con pisciata catalitica. Periodo previsto di glaciazione: diciannove generazioni umane. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Emergenza criminalità: niente carcere per "eccesso di difesa"? Allora finalmente si spara, si spara, si spa... &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;BAM!!!&lt;/p&gt;Può bastare. Spegni la radio. Ti alzi, esci dalle coperte e barcollando vai a sollevare la saracinesca della porta finestra che dà sul terrazzino della camera da letto. Guardi fuori e vedi una incredibile distesa di bianco. C’erano sul parcheggio delle macchine rosse e gialle fiammanti ieri ed ora sono ancora lì, ma ricoperte completamente di bianco come appetitose meringhe.&lt;br /&gt;Non si distingue la strada dal marciapiede. Tutto bianco. Gli alberi bianchi. Un innaturale, ovattato, bianco silenzio. E rimani fermo sulla finestra a guardare. Lasciando che il tuo sguardo s’inebri del bianco, che i pensieri vengano sommersi da tutto quel latte disceso dal cielo. Una candida lavagna linda e mondata di tutti i pensieri e le ansie. Cancellati così, di colpo. Ipnotizzato, lo sguardo non trova riferimenti su dove posarsi in tutto quel nulla cromatico. Un tempo sospeso sul niente. Eterno fintantoché il giorno ti afferra, finalmente, e ti costringe con un badile di neve a spalare il cortile per uscire. A riprenderti la vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113835836691966538?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113835836691966538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113835836691966538&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113835836691966538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113835836691966538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/01/sono-andato-in-bianco.html' title='Sono andato in bianco'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113802250524827765</id><published>2006-01-23T14:18:00.000+01:00</published><updated>2006-06-01T13:41:20.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>Linea d'ombra</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/LunaSole.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/LunaSole.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;C’è sempre un pennarello a scivolare sul foglio bianco. Ghirigori di colori simili ad un quadro di Basquiat. A suo modo arte, la sua, non c’è che dire. Fantasie e sogni sedimentati in appena quattro anni e mezzo di vita che scivolano fuori da una punta umida impregnata di colore. Ama i colori vivi, lui. Il rosso dell’automobilina a pedali, il blu elettrico della copertina del gatto, il giallo del sole. &lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;A proposito del sole: i suoi raggi filtrano dalla finestra del soggiorno e raggiungono il tavolo per posarsi tra i suoi rossi riccioli e sulle piccole "tintiggini" del viso che paiono accendersi. Lo osservo dall’altro lato del tavolo disegnare in silenzio con la linguetta in fuori per la grande concentrazione. Lui alza lo sguardo su di me e mi sorride. Io rispondo al suo sorriso. Ritorna a disegnare mentre il foglio s’illumina con uno dei tanti raggi di quella lampada naturale ed eterna. Stringe gli occhi, colpa il riflesso, mentre mi chiama. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Zio?”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Si?” gli rispondo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Non alza nemmeno il capo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"&gt;&lt;span lang="IT" style="mso-ansi-language: IT"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;“Mi fai ombla?”.&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113802250524827765?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113802250524827765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113802250524827765&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113802250524827765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113802250524827765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/01/linea-dombra.html' title='Linea d&apos;ombra'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113682465707862807</id><published>2006-01-09T17:31:00.000+01:00</published><updated>2006-06-01T13:29:09.566+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>giro del mondo in ottanta sequestri</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/yemen.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/yemen.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Ovvero: ci sarebbe ben poco da scherzare).&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Buon giorno&lt;br /&gt;-Buon giorno, posso esserle utile?&lt;br /&gt;-Sono qui per un pacchetto viaggio&lt;br /&gt;-Benissimo, non poteva scegliere una agenzia migliore. Che viaggio vorrebbe fare?&lt;br /&gt;-Beh, non so... lei che mi consiglia?&lt;br /&gt;-Oh, beh, Europa o fuori?&lt;br /&gt;-Fuori&lt;br /&gt;-Continente?&lt;br /&gt;-Asia&lt;br /&gt;-Asia dove? Sa, è un po’ esteso il territorio.&lt;br /&gt;-Yemen&lt;br /&gt;-Ah, bellissimo luogo, complimenti. Viaggia solo?&lt;br /&gt;-Beh, parto da solo certo, ma non ci sarebbe un gruppo al quale aggregarsi in corsa?&lt;br /&gt;-Certamente, guardi, tra una settimana è in partenza una comitiva composta da un chirurgo rinoplastico, tre insegnanti di lettere antiche, un assicuratore dell’unipol e una coppia di boy scout in luna di miele. Ci sarebbe ancora un posto per lei se vuole. La aggiungo?&lt;br /&gt;-Aggiunga.&lt;br /&gt;….&lt;br /&gt;-Scusi un’altra cosa.&lt;br /&gt;-Si? Dica.&lt;br /&gt;-La proposta prevederebbe nel pacchetto un mio sequestro, vero?&lt;br /&gt;-Ma che domande fa?!!! Ovviamente si.&lt;br /&gt;-Ah, bene, perché sa, pare sia molto trendy la cosa oggi.&lt;br /&gt;-Non me lo dica, sapesse le richieste. Tutti vogliono provare l’emozione di un assalto all’automezzo nel deserto, il prelievo coatto tramite minaccia di arma e il trasporto bendato, presso un luogo segreto ed impervio.&lt;br /&gt;-Oh, fantastico. Meglio di Gardaland!&lt;br /&gt;-Preferisce voce o video?&lt;br /&gt;-Scusi?&lt;br /&gt;-Dico… Preferisce fare il suo appello ai parenti via radio o anche tramite TV?&lt;br /&gt;-Tramite TV.&lt;br /&gt;-Allora le costerà qualcosa in più naturalmente. Si porti con sé una benda per gli occhi perché capita che a volte i rapinatori ne siano sprovvisti al momento. Non tutti sanno organizzarsi come si deve.&lt;br /&gt;-C’è altro che devo sapere?&lt;br /&gt;-Guardi. Per esperienza le dico che non occorre che si porti del vestiario lo riduca al minimo che, tanto, più sgualcito e vissuto è meglio fa il suo effetto. Poi, non sia troppo schizzinoso sul mangiare che tanto si trovera a piluccare alcune ciotole di cus-cus. Lo prenda come un momento di beauty-farm per farsi una linea che vedo, per lei ora, piuttosto appesantita.&lt;br /&gt;-Va bene&lt;br /&gt;-Parla qualche lingua?&lt;br /&gt;-Un po’ l’inglese perché?&lt;br /&gt;-No, lasci stare l’inglese che è poco ben visto. Semmai per il suo annuncio si porti un cartello con l’appello già scritto in italiano. Se vuole le forniamo uno noi ad hoc. C’è ne sono ancora di belli a disposizione. Basta riempire con un pennarello gli spazi liberi, segnati dai puntini, con i suoi dati e nomi di suoi conoscenti.&lt;br /&gt;-Bene. E quanto mi costa il tutto?&lt;br /&gt;-Nulla&lt;br /&gt;-Nulla?&lt;br /&gt;-Nulla. Oddio, ci sarebbe solo il viaggio d’andata low-cost. Una cifra abbordabilissima però.&lt;br /&gt;-Solo andata? E per il viaggio di ritorno?&lt;br /&gt;-Che domande! Ci pensa lo Stato no? Paga tutto lui, sull’unghia. Ovviamente noi si trattiene una commissione. Sappia che il periodo di sequestro comprende, da parte sua, alloggio e vitto gratuito.&lt;br /&gt;-Bene, allora iniziamo pure con il compilare le carte e le formalità. Non vedo l’ora di partire.&lt;br /&gt;-Guardi, le assicuro che la nostra agenzia non la deluderà. Abbiamo contattato per questo suo viaggio una banda di sequestratori veramente professionale. Ne sarà strabiliato della loro competenza sul campo.&lt;br /&gt;-Allora la saluto e speriamo bene. Mi sento così elettrizzato!!&lt;br /&gt;-Ma lo sa che l'invidio? Se potessi verrei con lei. Vedrà i festeggiamenti che predisporremo per il suo ritorno comprensivi di banda e accoglienza delle autorità. Potrebbe scapparci persino una intervista ad un giornale locale se non addirittura nazionale. Si giochi bene le sue carte. In bocca al lupo.&lt;br /&gt;-Crepi. E grazie di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-n’giorno&lt;br /&gt;-Buon giorno. Posso esserle utile?&lt;br /&gt;Vorrei vedere assieme a voi una possibilità di personalizzarmi un emozionante viaggio in Afghanistan.&lt;br /&gt;-Benissimo, si sieda pure. Non poteva scegliere una agenzia migliore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113682465707862807?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113682465707862807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113682465707862807&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113682465707862807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113682465707862807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2006/01/giro-del-mondo-in-ottanta-sequestri.html' title='giro del mondo in ottanta sequestri'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113569400845705287</id><published>2005-12-24T15:31:00.000+01:00</published><updated>2006-06-01T13:21:19.676+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Forse Babbo Natale usa un navigatore satellitare?</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/ec_2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/ec_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci sono molte maniere per chiudere con un passato. Uno fra i tanti che hai. Nemmeno forse il più importante. Il ricordo di lei ti ha accompagnato per anni, assieme a quello dello scarno biglietto sul tavolo, trovato all’uscita dalla doccia, un mattino d’inverno.&lt;br /&gt;Attorno a te solo il silenzio dei muri e quello del battito di un cuore. Il tuo.&lt;br /&gt;Le donne quando vogliono sanno colpire sporco. E da lei non te lo saresti aspettato questo. Ma forse, a pensarci un po’, si.&lt;br /&gt;Per anni l’ultimo ricordo di lei, dell’ultima notte, ti è rimasto dentro galleggiante come una boa che s’immerge e inesorabile riaffiora. Da anni hai rinunciato ad un perché ma non a chiederti dov’è. Dov’è andata dall’ultima sua casa in cui abitava. Una curiosità inutile la tua certamente. In fondo se ti capitasse di nuovo d’incontrarla cosa potresti mai dirle? Ti ridurresti a celarle per orgoglio il tuo piacere di vederla terrorizzato dall’idea di ricevere in cambio uno sguardo, o tono della voce, indifferente.&lt;br /&gt;Però l’indirizzo suo, quello nuovo, poi l’hai scoperto. E’ stato un giorno, per gioco, in ufficio. Internet è micidiale in questo grazie agli elenchi telefonici in web che permettono, tramite chiavi di ricerca ed un click, di scovare dati in un lampo.&lt;br /&gt;La città riportata nell’indirizzo è la stessa ma quella precisa via non la conosci. Un tempo la sua città ti era divenuta familiare quasi quanto la tua, se non di più. E’ stata lei che, con amorevole attenzione, ti aveva guidato attraverso i vicoli e mostrato gli scorci più suggestivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sei in macchina. Hai chiuso casa per qualche giorno e stai guidando lungo la statale che porta all’autostrada. Stai andando in Friuli, a casa dei tuoi famigliari, per il Natale. La macchina è lavata per l’occasione e per questo pare andar più veloce e silenziosa. Le gomme, nuove, invernali, accarezzano l’asfalto tranquillo. Sul cruscotto, infilato sull’apposito supporto, fa bella vista il navigatore satellitare da taschino che hai comprato, concedendoti un lussuoso regalo per le feste, giusto pochi giorni prima. Una voce di donna gradevole ma un po’ metallica, ti sta dando alcune istruzioni di svolta. Ti sembra quasi di averla seduta al tuo fianco. Anzi, decidi di abbassare il volume della radio per lasciarla meglio emergere quella voce. Fa quasi compagnia.&lt;br /&gt;Poi, arriva l’idea. Mica tanto assurda.&lt;br /&gt;Rallenti e fermi l’auto sul ciglio della strada. Prendi tra le mani il navigatore e con il pennino in dotazione inizi a sfiorare lo schermo colorato. Ci metti un attimo a impostare un indirizzo. Riponi il navigatore al suo posto vicino al parabrezza e attendi l’aiuto di sei o sette satelliti pronti a radunarsi e a guidarti a destinazione come solerti angeli dello spazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ l’ultimo tratto di strada che stai osservando con attenzione. E’ quello che non conosci. Dal finestrino osservi una zona periferica e residenziale con un bel parco per bambini. C’è poco traffico. Non è zona di transito intenso questa. Da qui si parte per il mondo tutti i mattini e si rientra dal mondo la sera. Zona di televisori e pantofole nel dopocena, di calde minestre serali, di lenzuola e libri sul comodino, di tappeti davanti le librerie e peluches dentro stanze colorate.&lt;br /&gt;Scendi dall’auto e a piedi ti avvii a seguire la numerazione della via che sai. Preferiresti arrivare in un punto che rimanga esposto al via vai dei passanti, giusto per non dare troppo nell’occhio. Istintivamente hai assunto un’aria meno naturale, più circospetta. Ti alzi il bavero del giaccone e ti aggiusti gli occhiali da sole sul naso. La numerazione sale. Ancora un paio di palazzine condominiali non particolarmente lussuose ma dignitose diresti e, a suo modo, eleganti. Ecco, finalmente il numero civico che stai cercando. Ti avvicini e il cuore ti batte un po’ mentre la plafoniera dei pulsanti accanto il cancello aumenta di dimensione. L’occhio scorre le targhette fino a fermarsi su un nome. E’ il suo. In basso, giusto una riga sotto, sulla medesima targhetta un altro nome che non hai mai conosciuto.&lt;br /&gt;Sorridi stupido ma non stupito.&lt;br /&gt;“Piacere di conoscerti amico”.&lt;br /&gt;Strano, pensi, ora ti senti persino meglio. L’aria del mattino punge fresca e piacevole. C’è un bel sole in questa vigilia di Natale. Guardi in alto i terrazzi e immagini bambini dietro le finestre in attesa, stanotte, di una slitta colma di doni. Chissà come fa ad orientarsi tra le case e gli indirizzi quel omone dal cappotto rosso che scende dal cielo.&lt;br /&gt;Avrà pure lui un navigatore satellitare?&lt;br /&gt;Prendi dalla tasca il pacchetto di sigarette e te ne accendi una. Aspiri lentamente e davvero senti di star bene. Decidi infine di gettare mezza sigaretta a terra. Volti le spalle al cancello mentre l’ultimo sbuffo di fumo si cura di coprire, per te, una parte del tuo passato ritrovato. Per sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113569400845705287?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113569400845705287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113569400845705287&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113569400845705287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113569400845705287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/12/forse-babbo-natale-usa-un-navigatore.html' title='Forse Babbo Natale usa un navigatore satellitare?'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113500114057224114</id><published>2005-12-19T14:35:00.000+01:00</published><updated>2005-12-19T16:55:52.473+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>doni e auspici sotto l'albero</title><content type='html'>Al Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio: &lt;em&gt;Una definitiva poltrona a dondolo&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;All’attuale Premier: &lt;em&gt;Una bottiglia di amabile vino Picolit da sorseggiare senza i tacchi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’aspirante futuro Premier dell’opposizione: &lt;em&gt;una leva del "cambio" per bicicletta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Agli abitanti della Val di Susa: &lt;em&gt;una TAVoletta di cioccolato da sgranocchiare sul posto&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ai Disobbedienti/No-global: &lt;em&gt;mi devo far venire un'idea prima&lt;/em&gt; che &lt;em&gt;si arrangiano &lt;/em&gt;&lt;em&gt;da soli con gli espropri proletari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al medico della Juventus riabilitato dalle accuse di doping: &lt;em&gt;un&lt;/em&gt; &lt;em&gt;armadietto di medicinali omeopatici&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ai magistrati del Processo Cogne: &lt;em&gt;il faldone conclusivo degli atti processuali comprensivo della sceneggiatura fantastica predisposta dalla difesa per la TV&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutte le vallettine, letterine, veline: &lt;em&gt;due morbide bocce di silicone da appendere all’albero&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti gli attori di fiction televisiva: &lt;em&gt;una parte da statuina nel presepe&lt;/em&gt; &lt;em&gt;per&lt;/em&gt; &lt;em&gt;recitare meglio&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Agli insegnanti di ogni ordine e grado: &lt;em&gt;maggior Letizia e meno Moratti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente della RAI: &lt;em&gt;un libro &lt;/em&gt;&lt;em&gt;di Paolo Maurensig,&lt;/em&gt; &lt;em&gt;"Canone Inverso"&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Al proprietario delle reti Mediaset e del Milan : &lt;em&gt;meno poppe&lt;/em&gt; &lt;em&gt;e più coppe&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dei Campioni&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutti i partecipanti ai reality: &lt;em&gt;una serena notte in grotta (Cueva) con stella cometa rigorosamente spenta&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A tutti i parlamentari: &lt;em&gt;una “mangiatoia” vuota da riempire&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai giovani figli di papà dell’Alta Società: &lt;em&gt;un badile per spalare “piste di neve” durante le prossime Olimpiadi invernali&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ai giovani lavoratori precari e/o assunti a “progetto”: &lt;em&gt;impossibile inviare loro qualcosa sono tutti in perenne “mobilità”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;A TUTTI COLORO CHE PASSANO DI QUI PORGO I MIEI MIGLIORI AUGURI DI BUONE FESTE&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113500114057224114?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113500114057224114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113500114057224114&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113500114057224114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113500114057224114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/12/doni-e-auspici-sotto-lalbero.html' title='doni e auspici sotto l&apos;albero'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113455927839852771</id><published>2005-12-14T12:20:00.000+01:00</published><updated>2005-12-14T14:26:52.946+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Ma che bel Castelli ...</title><content type='html'>Non importa capire se c’è o meno conflitto istituzionale. Se vincerà alla fine Ciampi o Castelli. Se festeggerà l’intellighenzia di sinistra (ma non solo) o i forcaioli. Questo è un Paese che oggi discute sulla concessione di una grazia per un uomo condannato cinque anni fa, con sentenza definitiva, in quanto riconosciuto mandante di un delitto commesso trenta anni fa (anno più, anno meno).&lt;br /&gt;Questo è un Paese diviso che chiede la concessione della grazia per un uomo già in regime di libertà vigilata e, attualmente, con pena sospesa causa gravi condizioni di salute.&lt;br /&gt;Questo è un Paese diviso dove la parte opposta chiede, per voce dell’attuale Guardasigilli, rispetto per tutti gli altri condannati rinchiusi non baciati da un tale appoggio e solidarietà mediatica (che nobiltà d’animo ministro!).&lt;br /&gt;La storia è nota da decenni. La vedova e la famiglia del commissario assassinato allora, con molta dignità, si è sempre negata alle telecamere e limitato al minimo indispensabile i commenti e le interviste. Meno male e gran rispetto per questo opportuno comportamento che, di questi tempi, la Rai sarebbe capace di inviare loro magari qualche stridula e urticante intervistatrice della scuderia Cucuzza.&lt;br /&gt;Io penso però che sarebbe ora di chiudere la pagina con un gesto simbolico esemplare. Io penso che una grazia presidenziale avrebbe molti significati e tutti nobili e positivi.&lt;br /&gt;Graziare Adriano Sofri, al di là di un’appartenenza partitica o di pensiero, significherebbe innanzitutto riconoscere un cammino di redenzione compiuto da un uomo che si è sempre comunque dichiarato innocente dall’accusa di responsabilità nei confronti dell’omicidio Calabresi.&lt;br /&gt;Significherebbe un gesto finale e pacificatore di un’epoca che ha visto scorrere troppo sangue “politicizzato” e che ha bruciato una generazione di ragazzi, divisa in due schiere feroci, che hanno scelto di togliere i fiori della pace hippy dai cannoni per usarli sparandosi addosso.&lt;br /&gt;Significherebbe soprattutto un gesto nobile che assicurerebbe la conclusione altrettanto nobile di un settennato da parte della più Alta carica dello Stato.&lt;br /&gt;Poi, il ministro Castelli, una volta soppesato e valutato ciò, può ben rimanere fermo nella sua motivata scelta di fermezza democratica. Ne ha tutto il diritto e il Diritto di Legge glielo consente. Alla fine di questa legislatura si concluderà il suo mandato, si faccia da parte quel giorno e speriamo che colui che assumerà il nuovo incarico abbia la voglia, e la sensibilità istituzionale di uno Stato garantista e attento al recupero del condannato (qualunque fosse), di avviare una seria riforma carceraria, nonché un attento vaglio dell’attuale situazione dei condannati in Italia.&lt;br /&gt;Ci sono destini di umani appesi ad una penna in ogni parte del mondo. Amnesty International raccoglie ovunque nostre firme mentre, ad ogni mezzora che trascorre in questa terra, un condannato s’avvia a farsi togliere la vita da un suo simile. L’ultimo, portato a conoscenza dai media, da un Governatore di stato americano boia e per il potere tronfio e gonfio di muscoli anabolizzati. Davvero un brutto film già troppo replicato. Grazie Hollywood.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113455927839852771?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113455927839852771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113455927839852771&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113455927839852771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113455927839852771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/12/ma-che-bel-castelli.html' title='Ma che bel Castelli ...'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113352931580001636</id><published>2005-12-02T14:11:00.001+01:00</published><updated>2005-12-02T14:15:15.800+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>bresaola animata</title><content type='html'>La mano, furtiva, s’infilò da dietro e raccolse lesta la fetta di bresaola posata sul piatto.&lt;br /&gt;Sulla superficie candida di ceramica altre fette, accuratamente piegate a fagottino, erano disposte secondo un disegno già ben presente e composto nella mente del bambino. Il televisore era acceso e la consunta videocassetta del &lt;em&gt;Libro della Giungla&lt;/em&gt; mostrava immagini di &lt;em&gt;Baloo&lt;/em&gt; per la millesima volta.&lt;br /&gt;Le scimmie sul video inghiottivano banane allegramente. Il bimbo era felice. Quella era l’ora in cui mangiavano tutti. Lui, mamma e papà, e tutta l’allegra variopinta compagnia di buffi personaggi di cartone.&lt;br /&gt;Si voltò di scatto e fece appena in tempo a vedere il padre inghiottire con soddisfazione la fetta di salume appena rapinata. &lt;em&gt;Mowgli&lt;/em&gt; ora teneva le braccia conserte nella tipica posa da imbronciato mentre una gragnuola di noci di cocco tempestava il suo capo. Pareva aver visto pure lui la delittuosa scena e sembrò mantenere quella posa per solidarietà con l’amico di carne ed ossa.&lt;br /&gt;Il bambino lo imitò incrociando nel medesimo modo le braccia e, immusonito, gridò al padre con tutto il fiato alzando al cielo con le dita un rosso vessillo di bresaola sbrindellata: “Ma… papà, cofa fai?!! Vuoi ploplio che io limanga femple piccolo?”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113352931580001636?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113352931580001636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113352931580001636&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113352931580001636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113352931580001636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/12/bresaola-animata_02.html' title='bresaola animata'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113328141448547075</id><published>2005-11-29T17:22:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T13:53:24.603+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Capitàno, o mio Capitàno</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/zoro-704406.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/zoro-704406.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eh sì, a quello il Pallone d’oro alla fine, come previsto, l’hanno consegnato. Che bravo. Che campione. Lo dicevano tutti che quest’anno lo poteva vincere solo lui. Un premio ambito da chiunque di noi del mestiere. Una consacrazione mondiale per pochissimi eletti e fruttifera di nuovi e sempre più ambiti contratti con gli sponsor. Multinazionali che ti cercano e ti gonfiano le tasche di denaro incalcolabile ad ogni tuo sorriso, per ogni tua sillaba, per ogni banalissimo gesto tecnico ripreso dalle telecamere durante un allenamento.&lt;br /&gt;E pensare che una grande occasione per far parlare il mondo intero l’avrei avuta anche io domenica scorsa, il pomeriggio, durante lo svolgimento della settimanale partita di campionato.&lt;br /&gt;Stavo aggiustandomi la fascia bianca che porto al braccio quando al mio orecchio sono pervenuti i soliti rumori dalle tribune e boati dalle curve. Centinaia di voci accordate in un unico assordante suono. E tutte sincronizzate e rivolte all’indirizzo di un unico giocatore. Un nostro avversario.&lt;br /&gt;Ad ogni suo tocco di palla: un lamento d’insofferenza.&lt;br /&gt;Improvvisamente l’ho visto fermarsi. Con le lacrime agli occhi pronte a cadere sulle guance scure e una smorfia mista di dolore e di rabbia, l’ho visto chinarsi sul pallone e, tenendoselo sottobraccio, dirigersi verso gli spogliatoi con l’aria di chi par dica, come un qualunque ragazzino bizzoso di un campetto di periferia: “Me ne vado. Non gioco più con voi e porto via con me questo pallone”.&lt;br /&gt;Ho visto il suo capo ricciuto scomparire attorniato da una selva di teste di giocatori della mia squadra. Tutti a tentare di fermarlo e convincerlo a desistere da ciò che stava facendo. Ho visto l’arbitro con il fischietto in mano incapace di prendere una decisione. Ho visto diversi miei compagni guardarsi l’uno con l’altro e portarsi il dito alla tempia in segno di scherno.&lt;br /&gt;Lo stadio si è ammutolito. Ma è stato un breve attimo poi, i “buhhh”, sono ricominciati più forti di prima.&lt;br /&gt;Avrei voluto fare qualcosa. Ho davvero pensato a una cosa.&lt;br /&gt;Che avrei potuto levarmi la fascia di capitano dal braccio e consegnarla ad un compagno. Che sarei potuto andare vicino a quel giocatore avversario, così ferito per il colore della sua pelle e, assieme sottobraccio, dirigerci verso gli spogliatoi. Che avrei dovuto gridare allo stadio, all’allenatore e all’arbitro: “Continuate la partita in dieci contro dieci. E’ più leale. Io sono il capitano e rappresento la squadra e pure questa vergogna di nostri sostenitori”.&lt;br /&gt;Immaginatevi i titoloni e le foto il giorno dopo! Avrebbero fatto il giro del mondo. Saremmo stati esempio vivente di solidarietà razziale in tutte le scuole.&lt;br /&gt;No, alla fine lui si è lasciato convincere dagli altri e ha fatto scivolare il pallone a terra. Il gioco è ripreso e la partita è stata giocata regolarmente fino alla fine.&lt;br /&gt;Ma c’è una cosa che dal fischio di chiusura mi tormenta e non mi lascia tregua. Stanotte non ho nemmeno dormito per il pensiero ricorrente, quasi ossessivo.&lt;br /&gt;Ma, dico io: “Dove accidenti ho lasciato il cerchietto per i capelli?”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113328141448547075?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113328141448547075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113328141448547075&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113328141448547075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113328141448547075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/11/capitno-o-mio-capitno.html' title='Capitàno, o mio Capitàno'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113223617673322522</id><published>2005-11-17T14:51:00.003+01:00</published><updated>2006-12-30T13:54:52.902+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Fogli rosa d'autunno</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/B31251.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/B31251.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A diciassette anni mi infilai sul sedile dell’auto di mio padre (una nostalgica Ford Escort 1100 del ‘73, credo, color simil granata), con le agognate chiavi in mano. Non attesi nemmeno che egli chiudesse la portiera, a seguito della sua concessione ad un cauto giro nel cortile di casa che, causa emozione, avviato il motore, mi s’imbrogliarono i piedi tra l’acceleratore e la frizione con il risultato di slittare con l’auto in retromarcia, ruggendo sulla ghiaia, velocissimo. La portiera sul mio lato, ancora aperta, sbattè sul corpo di mio padre piegandosi come un’ala spezzata. Feci in tempo a reagire piantando i piedi sul pedale centrale e riuscii a fermare l’auto prima che finisse addosso al muretto del cortile. Con meritevole gran spirito, e con il fianco indolenzito dalla botta contro la portiera, mio padre mi rincuorò complimentandosi vivamente per la prontezza di reazione avuta (e soprattutto tirò un sospiro di sollievo per i danni all’auto limitati).&lt;br /&gt;A diciannove anni, poi, conseguii finalmente l’ambita patente di guida, al termine dell’esame da privatista, e la prima sera che uscii con l’auto, sempre quella, riuscii ad agganciare il paraurti a quello di un altro veicolo in un parcheggio deserto. Comunque quella sera fu decisiva per l’acquisizione di una pratica sicura di guida in quanto mi improvvisai tassista ed accompagnai, ad una ad una, uno stuolo di amichette alle loro rispettive case. Ovviamente tutte mi lasciarono, una volta a destinazione prima di scendere, un gradito bacio finale per lo scampato pericolo.&lt;br /&gt;Narro ciò perché vengo ad apprendere di una norma di legge, ora approvata tra un articolo e l’altro di riforma costituzionale, che prevede la consegna del foglio rosa già dopo il compimento dei diciassette anni. L’uso dell’automezzo a quella età diviene possibile pertanto solo se accompagnati da un quarantenne con almeno dieci anni di esperienza di guida.&lt;br /&gt;Immagino così situazioni del tipo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Papà monta in macchina che si va a prendere Micaela per portarla al parco. Oh, naturalmente resta inteso che vai a fare un giro a piedi mentre restiamo in macchina a pomiciare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure:&lt;br /&gt;“Beh, ragazzi, sappiate che tengo in macchina sul cruscotto roba forte. Usciamo assieme da questa discoteca con le ragazze e rechiamoci tutti al parcheggio qui fuori. Mi raccomando, però, non mettetevi a far casino lì che sono ormai le tre del mattino e sapete che c'è mio zio addormentato sul sedile posteriore in attesa di riaccompagnarci a casa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Robe così. Nel frattempo i platani sulle strade ringraziano. Speriamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113223617673322522?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113223617673322522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113223617673322522&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113223617673322522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113223617673322522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/11/fogli-rosa-dautunno_113223617673322522.html' title='Fogli rosa d&apos;autunno'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113197857803582499</id><published>2005-11-14T15:22:00.000+01:00</published><updated>2006-02-24T10:08:12.543+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Al mondo fa sapere quanto piace il perito con le pere</title><content type='html'>In un Istituto Tecnico Industriale di Udine una alunna s’è spogliata per farsi eleggere capoclasse. E sorrido davvero alla notizia perché quella scuola la conosco bene in quanto lì ho studiato e, vi assicuro, un istituto che si fregi di una tale aurea di severità leggendaria, come l’Arturo Malignani di Udine, è difficile trovarne in giro.&lt;br /&gt;Ad ogni modo trovo che, riguardo l’episodio avvenuto, ci sia ben poco di scandaloso in fondo. E’ frutto della nostra società occidentale che alimenta (e si alimenta) del culto del corpo. Lo esalta, ti convince a prenderne cura sin dalla più tenera età, attraverso spot e riviste, e ti inocula l’insistito messaggio, sessualmente allusivo, di sfruttamento dello stesso onde ottenere favori in contropartita. E sembrerebbe che per parecchie donne e ragazze (ma anche maschietti ormai) delle ultime generazioni ciò sia diventata una comune e concreta arma per farsi strada nella vita.&lt;br /&gt;Quello che esibivano le femministe degli anni settanta, durante i cortei, quale “visibile” messaggio politico di libertà e uguaglianza col maschio, oggi è divenuto semplice veicolo di contrattazione puramente personale e qualunquista: io mi mostro a te in cambio di un benevolo favore o diritto comunque spettante (nel caso in questione, un legittimo voto per una candidatura di rappresentanza scolastica).&lt;br /&gt;Diamocene una ragione una volta per tutte: nella giungla della sopraffazione carrieristica e della competizione esasperata ogni arma diventa lecita. E’ fatale e inutile opporsi. Sarebbe in fondo come dire ad un leone che sbrana la gazzella: “Sei una cattiva bestiaccia”.&lt;br /&gt;Comunque, in contraddizione con la sempre più competitiva società esistente, questo rimane ancora il Paese che abbisogna di quote rosa al Parlamento per garantirsi un’adeguata rappresentanza femminile e dove una donna, per poter esibire un apprezzato intelletto e credito politico, deve essere almeno candidata ad un Nobel o sexy quanto una sedia di legno. Al contrario, le eventuali avvenenti colleghe, ottengono immediata visibilità nei salotti televisivi dove, al fianco di improvvisate soubrette siliconate, vanno a dibattere argomenti perlopiù sapidi e di costume.&lt;br /&gt;Il maschio, malgrado quello che si pensa comunemente oggi, e lo dico seriamente in quanto dipendente in una Azienda, conserva ancora in toto il potere reale, quello che conta davvero, e le occasioni importanti di carriera per una donna si creano solo a determinate condizioni. Poi, è vero, ci sono pure quelle che, nel brodo siffatto, ci sguazzano alla grande.&lt;br /&gt;Ma il mondo va così, e andrà così ancora per un bel po’, ne sono convinto.&lt;br /&gt;E questo mio non sembri un moralismo da quattro righe perchè: non vi è nulla di così ineluttabile e irrisolvibile quanto il rimanere prigionieri e vittime, tutti, dei propri comodi e opportunistici cliché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113197857803582499?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113197857803582499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113197857803582499&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113197857803582499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113197857803582499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/11/al-mondo-fa-sapere-quanto-piace-il.html' title='Al mondo fa sapere quanto piace il perito con le pere'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113154207997291284</id><published>2005-11-09T14:10:00.000+01:00</published><updated>2005-11-09T14:14:39.980+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>fiori e scuse</title><content type='html'>Ti arriverà un fiore oggi&lt;br /&gt;sulla bocca di ogni cannone&lt;br /&gt;che fermi lo sparo del tuo silenzio  &lt;br /&gt;sulla mia stupidità&lt;br /&gt;su quella di ieri, su quella di oggi&lt;br /&gt;su quella che forse ancora verrà&lt;br /&gt;per ciò che rimane&lt;br /&gt;di un’amicizia spenta&lt;br /&gt;che un giorno spero&lt;br /&gt;sappia riaccendersi lenta&lt;br /&gt;lasciando decidere al tempo solo&lt;br /&gt;come riprendere per noi&lt;br /&gt;un diverso miglior volo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113154207997291284?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113154207997291284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113154207997291284&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113154207997291284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113154207997291284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/11/fiori-e-scuse.html' title='fiori e scuse'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113137740269101864</id><published>2005-11-07T16:29:00.000+01:00</published><updated>2006-12-30T13:55:55.977+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Real TV (politik)</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/andreotti.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/andreotti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarà un caso o forse no. Sarà che la televisione avviluppa tutti nelle sue spire come un implacabile immenso serpente (e mi vien da pensare al pitone Kaa, un personaggio di Kipling del libro della Giungla, che stringe a sé, ipnotizzando col proprio sguardo magnetico, le scimmie Bandar-log) ma ormai pare non esserci davvero scampo per nessuno. E la dignità di chiunque, per un piatto di lenticchie di visibilità televisiva, finisce inesorabile sotto le scarpe.&lt;br /&gt;Io capisco la fatica del vivere del “vippame” modaiolo ed isolano pieno di tristi storie private (forse) esposte tra uno spot ed un applauso comandato ma, la presenza leggera in Tv di personalità pubbliche vere, quelle che rappresentano il Paese o sono l’emblema della sua Storia, anche non recente, no. Non è possibile che si sia arrivati fino a questo punto.&lt;br /&gt;Già mi è rimasta sul gozzo (l’indispensabile?) partecipazione, al teatrino del “ti ritrovo e poi piango” condotto dalla De Filippi, dell’onorevole Fassino che, come un qualunque Ignazio la Russa ormai si è reso disponibile alla giostra del “volemose tanto bene”. Anzi, tra poco mi aspetto una sfida canora proprio con quest’ultimo con scambio di motivetti tra: “Bella Ciao” e “Faccetta nera”.&lt;br /&gt;Ma, e lo dico veramente con serio sconcerto, vedere in questi giorni la campagna martellante di una rampante società telefonica che, “videochiama” noi telespettatori attraverso il contributo (e sembra saper pure recitare meglio della fronteggiante bionda popputa) dell’onorevole ex “mammasantissima” Giulio Andreotti, mi destabilizza alquanto. Non riesco a darmi pace.&lt;br /&gt;Per generazioni di giovani e non, allergici all’ideologia di governo dell’epoca e dei suoi istituzionali rappresentanti (parliamo di DC e pentapartiti vari durante la prima Repubblica), il nome di Giulio Andreotti rappresenta oggi il simbolo e la memoria di un quarantennio di Storia Repubblicana, dal dopoguerra in poi, fatto di grandi scelte ideali, o anche ciniche e necessarie, di trame e depistaggi, di armadi pieni di documenti segreti e misteriose morti, di pragmatici rapporti col Vaticano, di innumerevoli nomine a capo di gabinetto in estenuanti governi di transizione, di collusione con ambienti mafiosi, di condanne cadute in prescrizione.&lt;br /&gt;Insomma, a farla breve, questo po’ po’ di personaggio istituzionale, che ha lavorato al fianco di De Gasperi, divertito Kissinger con il suo humor gelido, moderato Gheddaffi e l’intero medio oriente, accolto con reverenza nelle stanze pontificie, salvaguardato i confini nazionali durante la guerra fredda dall’invasione dei cosacchi alle fontane di San Pietro, sfuggito al rapimento negli anni di piombo costringendo i brigatisti a “ripiegare” su Aldo Moro, che ha fatto dell’arte diplomatica e dell’opportunismo politico il suo credo machiavellico, alla sua veneranda età di non sappiamo più quanti anni, ha ceduto alle lusinghe del mercato pubblicitario come un qualunque Gerry Scotti.&lt;br /&gt;Ed ora provo terrore. Ho il terrore anche di rendermi conto di provarlo da solo e che tutti siano ormai già assuefatti a tutto ciò. Ho terrore di vedermi apparire un giorno il Presidente della Repubblica Ciampi, una volta in pensione, sponsorizzare filetti surgelati di triglie alla livornese; sorbirmi D’Alema presentare risotti in compagnia di una sempre più pettoruta Antonella Clerici (ah, già, qualcosa del genere lo ha già fatto all’ombra dei nei di Vespa); oppure ancora: osservare un qualunque ex presidente della Camera dei Deputati vestirsi sadomaso e presentare programmi televisivi triviali.&lt;br /&gt;Come dite voi? Già fatto anche questo? Ed è successo con una donna? Che peccato.&lt;br /&gt;Pensare che per molti di noi l’aumento della presenza di onorevoli donne al Parlamento e nelle poltrone dei ministeri rappresenterebbe una espressione concreta di civiltà giuridica ed equilibrio istituzionale. Perché siamo tutti certi che, a differenza di noi maschietti eternamente bambini, almeno loro, un volgare, provocatorio dito medio in pubblico, non penserebbero certamente di sollevarlo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113137740269101864?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113137740269101864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113137740269101864&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113137740269101864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113137740269101864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/11/real-tv-politik.html' title='Real TV (politik)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113102977463590343</id><published>2005-11-03T15:52:00.000+01:00</published><updated>2005-11-03T16:03:22.100+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Il mio bacio è come un rock (lento)</title><content type='html'>In attesa di addormentarsi tutti beatamente stasera sui propri divani durante i letali monologhi di Celentano (altro che pastiglie contro l’insonnia) sul sito Rai (www.Rai.it), cliccando sul banner sponsor della trasmissione &lt;em&gt;Rockpolitik&lt;/em&gt;, si informano i telespettatori riguardo gli ospiti previsti: Benigni e Ramazzotti (già apparsi la settimana scorsa).&lt;br /&gt;Ma si sa che la Rai è &lt;em&gt;lenta&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo ne approfitto per giocare un po’ "celentanizzandomi" così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le televisioni locali sono rock&lt;br /&gt;le nazionali paiono sempre lente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i telefilms americani sono rock&lt;br /&gt;le fiction nostrane sono davvero lente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la radio a valvole sa di rock (n’roll)&lt;br /&gt;ma si accende lenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lo sguardo dal buco della serratura è una malizia dei tempi del rock&lt;br /&gt;quello da voyeur televisivo è una porcata odierna che ti inquina lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la pera è rock (in tutti i sensi)&lt;br /&gt;la mela è lenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il seno a pera è rock&lt;br /&gt;le poppe a melone sono lente (e cadenti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il gel sui capelli fa assai rock&lt;br /&gt;il gelato tra i capelli si squaglia lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la spiaggia rocciosa triestina è rock&lt;br /&gt;quella sabbiosa veneta è lenta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le montagne friulane della Carnia sono aspre come l’hard-rock&lt;br /&gt;ma il &lt;em&gt;frico&lt;/em&gt; che fanno lì (formaggio fuso con patate e cipolla) lo digerisci lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giocare a &lt;em&gt;briscola&lt;/em&gt; in bar è rock&lt;br /&gt;ma se il &lt;em&gt;tressette&lt;/em&gt; non lo capisci sei lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i mezzi calvi sono rock&lt;br /&gt;i capelloni &lt;em&gt;freak&lt;/em&gt; sono lenti (ok, ok, sto barando)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i lavori di casa li faccio ascoltando musica rock&lt;br /&gt;ma per qualunque donna spolvero e riordino lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un neonato strilla quanto un cantante rock&lt;br /&gt;ma poi sorride e ti carezza lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il posteriore di una donna rimane rock&lt;br /&gt;anche se il tuo anteriore reagisce lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la moto on the road è spaventosamente rock&lt;br /&gt;lo scooter in mezzo al traffico è penosamente lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il sorpasso in auto funziona a suon di rock&lt;br /&gt;se ci provano con te stai andando lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il costume da spiaggia intero è rock&lt;br /&gt;il topless ormai annoia lento (e spesso delude)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il sesso è: emozione rock&lt;br /&gt;ma pretende amore lento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la gioventù di tutti è e sarà sempre rock&lt;br /&gt;è a quella mia di allora, adesso, che voglio ripensare lento&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113102977463590343?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113102977463590343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113102977463590343&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113102977463590343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113102977463590343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/11/il-mio-bacio-come-un-rock-lento.html' title='Il mio bacio è come un rock (lento)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-113045976212932395</id><published>2005-10-28T02:34:00.000+02:00</published><updated>2005-10-28T02:38:49.896+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Breve scritto sullo scrivere</title><content type='html'>A pensarci è da un bel po’ che scrivo. Ero ragazzo quando iniziai a sfidare le prime pagine bianche di un quaderno. Oggi proseguo con lo sfidare pagine elettroniche di un wordprocessor. Questo non vuol dire che abbia scritto, o scriva, tantissimo, anzi. Ma ciò rimane comunque una parte di me, un modo di esprimermi e spiegare cose. E’ un angolo del mio cervello sempre in caldo, un battito aggiuntivo del cuore, un aritmico respiro ulteriore.&lt;br /&gt;Ho scoperto, nel tempo, molte altre persone fare questo. Molte più di quanto mi sia immaginato.&lt;br /&gt;E’ un filo di metaforico inchiostro quello che ci unisce con il quale avvolgiamo il nostro quotidiano e i nostri sogni segreti o raccontati.&lt;br /&gt;Capita anche che ci si conosca concretamente. Può capitare nelle aule di una scuola di scrittura o attraverso i link dei rispettivi blog.&lt;br /&gt;Qualcuno si chiede perché così tanti scrivano. Molti amano pensare che lo si faccia per l’ambizione di diventare scrittori noti, e per il sogno di poter vedere un giorno una copertina con il proprio nome stampigliato sopra e la gente pronta a spendere una qualche decina di euro pur di acquistare la copia. E, se il desiderio non dovesse essere questo, saremmo invece solo degli inspiegabili mediocri "artisti" che preferiscono "volare basso" accontentandosi di letture in circolo e di vicendevoli compiacenti giudizi.&lt;br /&gt;Pare ci sia oggi un discreto proliferare di scuole di scrittura e molti oramai annusano il potenziale florido business. Dicono che si spenda quasi più per scrivere che per leggere. E’ un’amabile battuta perchè chi scrive è uno che ama certamente leggere, leggere molto e con sfrenata passione. Non solo. I migliori lettori adorano leggere di tutto, sono onnivori e, prima o poi, decidono inevitabilmente di mettersi in gioco.&lt;br /&gt;Dapprima lo si fa da soli, all’interno dei quattro muri di una confortevole stanzetta, infilando i propri scritti dentro un cassetto segreto. Poi si inizia ad avvertire dentro sè una impellente voglia di confronto e visibilità e così si attiva un blog su internet, si partecipa a qualche raduno amatoriale, si spediscono pagine dattiloscritte ad un concorso letterario fino ad arrivare, se si vuole proprio migliorare e perfezionarsi, a seguire un eventuale corso di scrittura, creativa o meno.&lt;br /&gt;E qui si potrebbe disquisire parecchio sul termine "creativa" quale aggettivazione di predetti corsi.&lt;br /&gt;Molti pensano che attraverso tali proposte si finisca per apprendere chissà quali ricette magiche utili a trasformare chiunque in novello Dan Brown o in uno degli altri analoghi scrittori di fama planetaria. E’ fin troppo ovvio che non sia così poiché se così fosse nascerebbero un tale numero di scuole di scrittura da competere con quello delle scuole di danza latino-americana (e, vista la moda imperante, è tutto dire).&lt;br /&gt;Ad ogni modo avere l’opportunità di seguire lezioni dove: si venga ad apprendere la corretta struttura di un testo narrativo; si provi a giocare con le parole e il loro significato esatto o alternativo; si analizzi il conformismo creativo di un’idea o di un progetto di trama; si tenti di lavorare su sviluppi narrativi impensabili; si confronti assieme ai compagni d’avventura i propri lavori con proficuo interscambio di pareri (anche spiacevoli se necessario); vale innegabilmente molto più che determinare con esattezza se una scuola debba etichettarsi "creativa" o meno, o se essa debba sfornare al termine dei corsi presunti, agognati, patentini da scrittore in erba (brucata).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-113045976212932395?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/113045976212932395/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=113045976212932395&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113045976212932395'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/113045976212932395'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/10/breve-scritto-sullo-scrivere.html' title='Breve scritto sullo scrivere'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-112954661595808535</id><published>2005-10-17T12:56:00.000+02:00</published><updated>2005-10-17T12:56:55.966+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Questo mezzo paese</title><content type='html'>Questo mezzo paese alle urne che ha tanta voglia di un leader legittimato da investitura popolare.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese schizofrenico, umiliato e ottimista, suddito e orgoglioso.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese che alza la testa e muove le gambe, e sono tantissime, per recarsi ad apporre una firma che indichi con chiarezza una direzione.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese che rifugge dai sotterfugi e dai giochi di potere tra i corridoi e dentro le stanze di abitazioni non istituzionali.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese stanco di sopportare le furbate e i giochini di disperata sopravvivenza.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese che ha capito, e vuol far capire a tutti, anche all’altra metà del paese, che conta solo la democrazia, quella vera, alta, che viene dal popolo tutto attraverso l’uso di una matita e una scheda.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese che se ne frega di maggioritario, proporzionale, uninominale, doppio turno ma ci tiene ad esprimere un nome vero e sincero con il quale identificarsi per un po’, almeno fino alla prossima regolare scadenza elettorale.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese che vede cadere dall’alto la pioggia, la neve , la grandine e un premier astuto e non molto democratico.&lt;br /&gt;Questo mezzo paese che non è così malato e che mostra di gradire una “mortadella” piuttosto che essere costretto ad assumere un caldo brodino rassegnato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-112954661595808535?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/112954661595808535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=112954661595808535&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112954661595808535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112954661595808535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/10/questo-mezzo-paese.html' title='Questo mezzo paese'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-112928761680197853</id><published>2005-10-14T12:58:00.000+02:00</published><updated>2005-10-14T13:00:16.806+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Questo paese</title><content type='html'>Questo paese dove in diretta nazionale tv ti mostrano (e se solo provi ad evitarlo te lo ripropongono in replica ad orari diversi) uomini che preferiscono rimanere su una isola stile &lt;em&gt;Truman show&lt;/em&gt; piuttosto che correre a casa da una moglie che ha fatto le valigie e portato via con sé i figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese dove una domenica si radunano migliaia di cittadini in piazza e spendono del loro tempo per ascoltare un po’ di candidati alle democratiche primarie di uno schieramento politico, e la settimana dopo l’altro schieramento , attualmente al governo, vanifica tutto con una opportuna riforma elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese che ci dicono in preda ai raptus, dove tutti sniffano tutto e s’accoppiano la sera come conigli con i transessuali lasciando a casa le mogli e le fidanzate a guardarsi &lt;em&gt;Desperate Housewives.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questo paese che si è tanto commosso per la “&lt;em&gt;Vita è bella&lt;/em&gt;” ma poi s’illude che la “&lt;em&gt;vita è sballo&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese sempre in guerra da qualche parte, ma pacifico mi raccomando, che si difende con esercitazioni sul proprio territorio simili a set cinematografici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese dove il senso dello Stato a molti fa senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese dove ormai si tengono più scheletri che armadi. Più giudici inquisiti che inquirenti. Più arbitri di parte che imparziali (ma pagati dallo sponsor).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese che fa della voglia di riunirsi (dall’iscrizione alla bocciofila, alla visione delle partite con tessera sky, fino a quelle della P2) la propria identità nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese dove non si nega un giro di ballo a nessuno. Nemmeno ad un argentino evasore fiscale per qualche decina di milioni di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese di così scarsa attività sportiva e sprofondato sulle poltrone (soprattutto di potere)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese svilito ed estenuato da tanti troppi incomprensibili referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese del contrabbando e del mercato nero (dalle sigarette alle bistecche fiorentine).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese dei condoni e dei perdoni, del recupero del criminale recidivo e dei punti-patente a pagamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese che dopo il prete e il medico di famiglia è costretto sempre più ad aggiungersi una figura ormai indispensabile: l’avvocato di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo paese è il mio, il vostro e vogliamogli bene davvero. Come ad un papà … Un papà che…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SIAMO UN PAESE DI ORFANI !!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-112928761680197853?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/112928761680197853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=112928761680197853&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112928761680197853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112928761680197853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/10/questo-paese.html' title='Questo paese'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-112912672726941964</id><published>2005-10-12T16:06:00.000+02:00</published><updated>2005-10-13T17:46:48.010+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Fumo</title><content type='html'>Una volta il pakistano per noi occidentali non era un abitante del pianeta ma significava, nel linguaggio slang: il fumo, il materiale da bruciare assieme al tabacco in una canna.&lt;br /&gt;Una volta si fumava pakistano e la cocaina era roba per élite. Una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni pakistano sappiamo bene che significa.&lt;br /&gt;C’è un punto della Terra dove c’è stata una scossa tremenda ed è avvenuta un’ecatombe. Ha ucciso, per ora, ventimila pakistani e un italiano a sentire le notizie. Che si vorrebbero più precise. Sull’italiano, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni abbiamo appreso che la cocaina è roba ormai per tutti.&lt;br /&gt;Ci fanno credere che tra non molto l’acquisteremo persino in tabaccheria e che ce la gusteremo impastata assieme al cioccolato degli ovetti per bambini.&lt;br /&gt;Ci fanno credere che i festini dei nostri figli, una volta abietto ricettacolo di spacciatori di tartine e di pomiciatori invadenti, ruttanti coca-&lt;em&gt;cola&lt;/em&gt; al buio, si siano ormai trasformati in bui centri di smistamento di cannucce per l’aspirazione nasale di candide piste di coca-&lt;em&gt;ina&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ci fanno credere che fuori dalle scuole i sorridenti distributori di bustine di figurine omaggio siano stati soppiantati da oscuri venditori di bustine di polvere bianca e che, a breve, inizieremo a cospargere sulla pelle delicata dei nostri bebè, già sotto stress, la coca-&lt;em&gt;mentolata&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo i nostri media ci vogliono far credere.&lt;br /&gt;Tutto ciò, probabilmente, solo per aiutarci a meglio compiangere o giustificare qualche giovane erede lentigginoso e sventato, o un attoruccolo di terz’ordine o una modella dal seno rifatto e il naso sfatto, incappati nelle maglie della giustizia per atti quotidiani a noi deprecabili ma in fondo pur sempre liberi (finchè non ci scappa il morto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sta montando un pietismo insopportabile e uno stupore da emerite facce toste. Il ritornello deresponsabilizzante è quello del: &lt;em&gt;“Che volete? Ma non sapete che oggi lo fanno quasi tutti?”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sarà anche vero ma intanto con l’esposizione mediatica di questa &lt;em&gt;“centovetrine”&lt;/em&gt; del bel mondo, dove si fa a gara a prender le distanze, e si preferisce allargare il vergognoso (a detta loro) vizio anche sulle casalinghe disperate nostrane e sugli adolescenti da pub serale, non si fa certo un bel servizio alla nostra quotidiana società.&lt;br /&gt;Mi illudo di pensare che la gente attorno, il mio vicinato, si limiti ancora solo ad assumere semplicemente qualche bicchiere di alcool in più, o a fumare sul terrazzo e fuori le porte dei locali le abituali bistrattate comuni sigarette, e che la gran parte di noi è vero che in fondo ha una personale tendenza viziosa ad assumere porcherie varie, ma rimane ben cosciente della ampia differenza esistente tra esse. Almeno a livello di quantità ed effetti collaterali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non vuole sembrare facile e ingenuo moralismo questo.&lt;br /&gt;Come nemmeno intendo soffermarmi una riga (riga?) di più sui tormenti di alcuni sopravalutati semidei mediatici che diverranno, tra meno di un mese, fumo stantio per qualunque produttore di news. Fumo etereo, irrecuperabile quanto, e questo sì merita sgomento anche se per molti sarà banale retorica, l’ intera generazione di bimbi pakistani sepolta e scomparsa tra i fumi delle macerie delle aule di scuola, in un apocalittico giorno d’ottobre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-112912672726941964?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/112912672726941964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=112912672726941964&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112912672726941964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112912672726941964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/10/fumo.html' title='Fumo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-112842070499100910</id><published>2005-10-04T12:10:00.000+02:00</published><updated>2005-10-07T22:28:30.033+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Breve rap poco etero</title><content type='html'>Si vomita musica&lt;br /&gt;a ritmo ancestrale&lt;br /&gt;scorre il sudore&lt;br /&gt;sul tuo corpo sensuale&lt;br /&gt;e ti vedo laggiù&lt;br /&gt;nell’angolo buio scovata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;una porcellana bagnata&lt;br /&gt;da squarci di luce&lt;br /&gt;le nude tue spalle&lt;br /&gt;che sinuose si muovono&lt;br /&gt;e ondeggiano&lt;br /&gt;poi ti fermi e riprendi&lt;br /&gt;e danzi messaggi&lt;br /&gt;che nascon dentro di te&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e condividere questo tuo gioco&lt;br /&gt;certo non oso e mai lo farei&lt;br /&gt;ma bella mi sembri lo stesso&lt;br /&gt;pur se ti vedo alquanto geloso&lt;br /&gt;baciare adesso&lt;br /&gt;le labbra di… lei!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-112842070499100910?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/112842070499100910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=112842070499100910&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112842070499100910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112842070499100910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/10/breve-rap-poco-etero.html' title='Breve rap poco etero'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-112809920651770808</id><published>2005-10-01T03:51:00.000+02:00</published><updated>2006-06-01T13:15:06.120+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>Intuizione di una megera</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/strega.1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/200/strega.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi trovo sul marciapiede davanti la porta di una farmacia stringendo tra le mani il manubrio di un passeggino. La mia amica è entrata lasciandomi il pupo da accudire con il solito: “Così ne approfitti per far pratica. Che ti servirà prima o poi”. Le avevo restituito una doverosa smorfia scettica.&lt;br /&gt;Mi guardo intorno spaesato. I ghè-ghè del piccolo si mescolano al rumore delle auto che passano. Muovo il passeggino su e giù, più per sembrare disinvolto che per necessità. Il piccolo pare comunque apprezzare. La gente passa rivolgendogli sorrisi che lui ricambia con borbottii gutturali. Si apre la porta della farmacia e mi appresto a riconsegnare il tutto alla legittima proprietaria. Ne esce invece una spettinata vecchina, brutta e sdentata. Alla vista del bambino si ferma e inizia a riempirlo di complimenti: “ma che bello!”, “ma che colore di capelli!”, “ma guarda tu che occhioni lucenti”.&lt;br /&gt;La vecchia, mentre gli parla da sopra, un po’ sputacchia così mi frappongo tra il pupo e lei onde proteggerlo con il mio corpo dai fendenti salivati. Chissà perché poi, improvvisamente, mi sale una sensazione di orgoglio per quel bambino e, neanche fossi io il padre, inizio a gonfiare il petto con una qual certa soddisfazione. La vecchia sembra concentrarsi meglio su di esso, stringe gli occhi, che divengon due fessure, e posa definitivamente il suo sguardo su di me. Io son lì, davanti a lei, che par dica: “già, che roba eh?”.&lt;br /&gt;Mi fa: “No, no, non l’è mica roba sua questa”.&lt;br /&gt;Poi se ne va via così, senza nemmeno un saluto.&lt;br /&gt;La vedo voltare l’angolo basito e la immagino alle prese con un lucchetto e una catena avvolta sul manico di una spelacchiata scopa volante, poco più in là legata al palo dell'insegna del parcheggio. La strega !!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-112809920651770808?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/112809920651770808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=112809920651770808&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112809920651770808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112809920651770808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/10/intuizione-di-una-megera.html' title='Intuizione di una megera'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-112781697679943539</id><published>2005-09-27T21:27:00.000+02:00</published><updated>2005-10-01T13:50:46.496+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Commozione granata</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/1600/Grande%20Torino1.jpeg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/1053/1645/320/Grande%20Torino.jpeg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera mi è capitato di fare uno zapping curioso. Ho seguito l’ultima mezzora della fiction in due puntate sul Grande Torino. Mi sono commosso, non mi vergogno a dirlo, al pensiero di una squadra di calcio leggendaria schiantata sulla collina di Superga. Mi sono soprattutto commosso durante la scena che vedeva il presidente di allora (che considerava quei ragazzi atleti suoi figli) incitare la squadra Primavera a farsi onore nelle ultime quattro partite che rimanevano prima del termine del campionato. Non lo sapevo che, sportivamente, anche le altre squadre partecipanti a quel disgraziato torneo avessero scelto di schierare le loro squadre giovanili. E mi chiedo se accadesse mai una cosa del genere oggi, i nostri attuali presidenti-affaristi-marpioni, che mai farebbero? Già c’è stato il dramma-vergogna dell’Heysel, e di una Coppa Campioni bagnata di sangue a ricordarci quanto l’opportunismo affaristico e di potere la faccia da padrone.&lt;br /&gt;Al termine della fiction ho giocato con il telecomando e sono finito, forse per assonanza, su una trasmissione sportiva che vedeva tra gli ospiti, guarda un po’, il nuovissimo presidente appena insediato del Torino calcio. La trasmissione era quella becera simulazione di bar sport chiamata: &lt;em&gt;Processo del lunedì&lt;/em&gt;. Quale differenza di classe tra le urla e gli strepiti di una banda di striduli giornalisti d’accatto e le immagini rievocate di una generazione vissuta negli anni del dopoguerra che stava iniziando a rialzare la testa con fatica, dignità e gloria soprattutto sportiva (calcio, ciclismo). Ho avuto i brividi ad immaginare quale cronaca, quale "gomblotto ecezzionale", avrebbe potuto raccontare il rosso Biscardi in una possibile trasmissione come quella di ieri sera se fosse vissuto in quegli anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-112781697679943539?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/112781697679943539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=112781697679943539&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112781697679943539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/112781697679943539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/09/commozione-granata.html' title='Commozione granata'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-1098367433104661093</id><published>2005-09-23T02:41:00.000+02:00</published><updated>2007-06-14T02:46:56.282+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Un' IKEA romantica</title><content type='html'>La cena non è male. Nulla di trascendentale, per carità, ma è guarnita con quel apprezzabile gusto da rivista di cucina di mamma. Una pasta leggera leggera, con i pomodorini e poco aglio, e la fogliolina di basilico a guarnire; una insalatina mista prelavata; due o tre spezie giuste; la crepes dolce, scongelata, con i ricciolini leziosi di panna spray sui bordi del piatto.Il vino l’ho portato io, però. Bianco, secco, friulano doc. Tintinniamo i bicchieri con una malizia che mi stuzzica alquanto. L’invito è stato piuttosto inaspettato ma le cose belle, si sa, nascono e vengono meglio se sono spontanee.Nell’avvicinare i bicchieri le sfioro le dita. Lei indugia quel tanto che basta per farmi salire un brivido al collo. L’orologio della sala segna le dieci e trenta della sera e il caffè gorgoglia sul fuoco pronto già a fuoriuscire con impeto dal beccuccio della moka. Lei s’alza e mi avvicina la tazzina sul tavolo iniziando a versarmelo. Mi indica l’armadietto dove ci sarebbe una bottiglia di grappa che mi attende e, con un sorriso, mi dice: “Serviti pure, vado un attimo di là a mettermi ora qualcosa di comodo”. Rimango da solo nella stanza a rimestare, vagamente emozionato, il cucchiaino nella tazzina provando ad immaginare la maniera che avrà scelto di ripresentarsi in salotto. Ripasso mentalmente un suo possibile guardaroba sexy e propendo per un sperabile baby-doll semitrasparente, simile ad uno che avevo notato in una vetrina di intimo per donna del centro. Quando sollevo gli occhi dalla tazzina il caffè si ferma in gola bruciandomi l’esofago come un tizzone ardente. Mi viene da tossire. Sulla porta il suo corpo si staglia dalla penombra del corridoio. Indossa una felpa pesante, ampia e lacera, che le arriva alle ginocchia. Le gambe indossano un pigiamone a fiori dai colori che non s’accompagnano per nulla. Trascina con sé uno scatolone grande quanto lei e, sputando a terra un cacciavite che stringeva in bocca, mi chiede con lo sguardo più seducente che le è concesso in quella condizione: “Mi daresti una mano adesso a montare la libreria? Dalle istruzioni qui allegate non ci ho proprio capito un bel nulla".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-1098367433104661093?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/1098367433104661093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=1098367433104661093&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1098367433104661093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1098367433104661093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/06/un-ikea-romantica.html' title='Un&apos; IKEA romantica'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-860822356387327198</id><published>2005-09-20T02:54:00.000+02:00</published><updated>2007-06-14T02:56:35.781+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Una breccia di commento uggioso</title><content type='html'>Curioso. Oggi è il 20 settembre. E il 20 settembre 1870 è avvenuta la breccia di Porta Pia. E il 20 settembre (stanotte all’una per la precisione) è stata eletta Miss Italia. Guarda un po’: una piemontese. E oggi leggo che il cardinale Ruini (forse memore del fatto che un tempo il potere del Vaticano era pure temporale oltre che spirituale) non perde l’occasione per ribadire ciò che pensa la Chiesa riguardo le coppie di fatto o gay (che già metterle assieme nel medesimo calderone in questa diatriba è grottesco). Io, ovviamente, porto rispetto alla sua opinione (chiamiamola così) ma se tali concetti i sacerdoti li esprimessero meglio e solo durante le loro omelie, ai fedeli raccolti tra i banchi di una chiesa, o durante gli incontri di catechismo o prematrimoniali, sarebbe più opportuno. Lo Stato pensi invece a non farsi influenzare e, in tutta serenità, si adopri a creare tutele e democrazia per tutti sperando magari che qualcuno non si azzardi a chiedere firme per un ennesimo referendum. Abbiamo già dato recentemente, anzi, no, la maggior parte di noi ha dato proprio un bel nulla restandosene beatamente a casa in pantofole e spacciando la cosa per cosciente scelta civile.Per tre serate la RAI (televisione di stato) ci ha ammorbato, come da immutabile tradizione, con la visione di fanciulle in bikini costrette a sfilare avanti e indietro, a stare ore e ore in piedi, immobili, sorridenti, sopra una scalinata, a rispondere alle più insulse domande e a presentarsi al pubblico come nemmeno la più deficiente delle bambine di sei anni può fare (e ne hanno ben venti di anni!!).Pare che la maggior parte di loro sia disposta ad ammettere che il desiderio più alto sia sposare un imprenditore (oltre naturalmente a sfondare come attricette e velinette). Accidenti che concrete ambizioni hanno queste qui. E gli organizzatori ci vorrebbero convincere che queste rappresentano la parte solare e sana del Paese. Confesso che a me fanno soprattutto tanta tenerezza i fidanzatini di queste miss. Quelli che le accompagnano (o che rimangono a casa con la famiglia allargata ai teorici suoceri sul divano davanti il televisore). Sembra sempre che non si rendano mai conto che questi sono gli ultimi giorni di gloria per loro al fianco di tali bravi bambine tutto mamma, papi e nonni meravigliosi. Verranno tutti lasciati da esse (o le lasceranno) appena si accenderanno i riflettori di una qualunque sagra paesana e il primo scalzacane di procuratore inizierà ad aggirarsi con qualche contrattino pubblicitario di seconda scelta in mano. Ma si vuole mai criticare qui il giusto Sogno ad una fanciulla baciata dalla beltà donata dal Signore? Ne conviene anche lei cardinal Ruini, vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-860822356387327198?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/860822356387327198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=860822356387327198&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/860822356387327198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/860822356387327198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/09/una-breccia-di-commento-uggioso.html' title='Una breccia di commento uggioso'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3885250368996877412</id><published>2005-09-12T03:00:00.000+02:00</published><updated>2007-06-14T03:06:17.346+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='il bambino (e lo zio)'/><title type='text'>giorno d'estate in camper</title><content type='html'>Il bimbo osserva i fogli bianchi sparsi sul tavolino e raccoglie dalla scatola una matita colorata. Inizia a disegnare con tratti precisi. Ogni tanto la punta della matita si spezza così dalla scatola ne afferra subito un’altra incurante del colore. Il disegno variopinto prende, a poco a poco, forma: una testa sbilenca, linee di capelli arruffati, un corpo tronco, due rettangoli divaricati stretti, lunghi lunghi, simili a gambe, una mano di tre dita, l’altra monca.“Difegno papà”, dice.Fuori piove da ore, l'ennesimo temporale d'estate accende saette all'orizzonte. Il bimbo alza la testa verso la piccola finestra del camper e vede le chiome degli alberi scosse dal vento.“Ftiamo al siculo qui vero mamma?”. E rimane in attesa di una risposta mordendo la matita.“Certo tesoro, siamo al sicuro qui. Vedrai che torna poi papà e ci sarà il sole così potrai giocare fuori assieme a lui”.Il bimbo guarda la madre, ritta davanti al piccolo ripiano del cucinino mentre è intenta a tagliare una cipolla, e le sorride. Si sente proprio siculo ora. Più volte la osserva strofinarsi con il dorso della mano il volto. Guarda lei, guarda fuori, riguarda i suoi occhi ora parecchio arrossati, guarda ancora fuori.Rivoli d’acqua scivolano sul vetro in sentieri improvvisi che il suo sguardo curioso accompagna.Il bimbo posa un dito appena sotto la palpebra inferiore dell' occhio e lentamente lo fa scivolare giù lungo la guancia, poi lo punta al vetro e esclama: “Mamma! Guarda! Le lacrime della pioggia!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;lacrime di pioggia &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;il tuo ricordo mi parla&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;dalla mia finestra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;io guardo il mondo che passa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ed ogni giorno ci sarai&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ogni minuto che vorrai&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ad ogni passo della vita&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e quale strada sceglierai&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;che direzione mi consiglierai&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;ad ogni passo della vita …&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(da : Lacrime di pioggia di Antonello Venditti)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3885250368996877412?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3885250368996877412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3885250368996877412&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3885250368996877412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3885250368996877412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/09/il-bimbo-osserva-i-fogli-bianchi-sparsi.html' title='giorno d&apos;estate in camper'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-6625785095267309554</id><published>2005-08-29T23:57:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T00:03:31.092+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>corsi, ricorsi e concorsi di colpa</title><content type='html'>Nella tradizione del cinema americano esiste il genere del cinema impegnato che tocca temi importanti. Penso ad esempio al nucleare (Sindrome cinese), all’inquinamento ambientale (Erin Brockovich), al giornalismo politico d’inchiesta (Tutti gli uomini del Presidente).Sono, questi, tutti esempi di temi ispirati a fatti reali e trattati in modo serio, rigoroso e senza indulgere al facile macchiettismo.In Italia, purtroppo, non c’è gran tradizione per il cinema di tal genere. L’italiano, sin dal dopoguerra, fatta salva la gloriosa parentesi del neorealismo, è stato nutrito con la commedia, l’avanspettacolo e le storielle amene, o struggenti, aventi l’atteso e inevitabile lieto fine.Durante i tempi del fascismo ci si distraeva con i films definiti: dei telefoni bianchi; poi vennero i drammoni commoventi dell’accoppiata Matarazzo-Nazzari; poi seguì la saga quarantennale dell’ italiano medio e dell’ italiano pittoresco e picaresco dei Sordi, Manfredi, Tognazzi e Gassman; fino a giungere alla comicità facile e di pancia dei fratelli Vanzina, di quella tragicomica di Villaggio e del filone toscano capitanato da Pieraccioni.Le uniche eccezioni davvero impegnate sono venute da films sulla mafia (da Salvatore Giuliano di Rosi, fino ai più recenti riguardanti i martiri Falcone e Borsellino) e dai films sul periodo nero dei cosiddetti anni di piombo ovvero degli anni che hanno quale epicentro il delitto Moro.Ed è proprio in riferimento a questo ultimo periodo che nelle sale (preciso: nella unica sala cittadina che ha avuto un’affluenza, sabato sera ultimo scorso, di ben tre spettatori compreso il sottoscritto) si proietta la vicenda di un commissario (Francesco Nuti) alle prese con un caso di presunto suicidio di un sindacalista dei giorni nostri a seguito di un prologo ambientato pochi giorni prima del sequestro del presidente della DC.Qui la storia non la racconto che, per chi la volesse scoprire, non sarebbe nemmeno male, sennonchè dal regista (Claudio Fragasso, vedi: La casa 5, Non aprite quella porta 3, Palermo-Milano sola andata) mi sarei aspettato un film con più tensione e ritmo.Ho avuto invece l’impressione che il cast fosse totalmente inadeguato nella rappresentazione dei personaggi e nella recitazione davvero poco credibile. Mi è sembrato che Nuti e Benvenuti assieme facessero ancora ricordare i tempi dei “Giancattivi” e ci si aspettasse sempre, da un momento e l’altro, l’entrata in scena di Athina Cenci.Sul film aleggiava un’aria da thriller grottesco, non si sa quanto voluta, che mi ha ricordato in parte le atmosfere e la caratterizzazione dei personaggi di David Linch, quello dei tempi di Twin Peaks per capirci. Se così fosse: chapeau.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo il periodo a cavallo del ‘77 rimane ancora una ferita troppo aperta per mantenere le dovute necessarie distanze. Forse sarà stato giusto evidenziare quanto poco oggi sia rimasto degli ideali di quegli anni e quanti “convinti rivoluzionari” di allora siano oggi degli stimati borghesi ben inseriti nei gangli del potere politico-mediatico-culturale odierno. Forse sarà inevitabile questo gettar fango "revisionista" verso chi nelle piazze auspicava “un mondo migliore e più giusto” con il pugno alzato contro chi “manteneva l’ordine costituito” con il manganello sfilato. Quelli sono stati anni duri e dolorosi, pieni di idee e programmi divulgati con il ciclostile e oscurati da nuvole di lacrimogeni e ammaccati dai colpi delle sbarre di ferro. Anni che hanno trovato l’inevitabile culmine e sfogo nelle canne fumanti delle P38 pronte a mordere con i loro proiettili le gambe (e poi molto altro) di malcapitati presunti, innocenti, nemici del popolo. Anni da dimenticare o forse da ricordare e analizzare con una migliore e più opportuna onestà storica. Anni di rabbioso disordine e di guerre civili cittadine delle quali proprio Padova, all’epoca, risultò essere uno dei focolai più accesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è, a chiudere, una delle scene finali dove si vede il figlio black-block soccombere ed implorare, sotto la gragnuola di manganellate dei poliziotti, l’intervento del padre commissario a protezione e difesa dopo che, ad una cena famigliare precedente, l’avesse offeso vomitandogli addosso slogan triti contro il potere schiavizzante delle multinazionali. E’ una scena che non fa certo ben sperare che la storia non si ripeta e che le colpe, gli eccessi e i voltafaccia opportunistici e meschini dei padri, non ricadano, ancora e sempre come al solito, sui figli. In fondo nemmeno loro tanto innocenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-6625785095267309554?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/6625785095267309554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=6625785095267309554&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6625785095267309554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6625785095267309554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/08/corsi-ricorsi-e-concorsi-di-colpa.html' title='corsi, ricorsi e concorsi di colpa'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-1363516509543728406</id><published>2005-08-20T00:04:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T00:39:40.644+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Lavare un elefante</title><content type='html'>Nel mio paese, Staranzano, vi risiedono circa tredicimila anime comprendendovi in esse gli animali tra cui le raze (anatre) vive almeno fino al giorno della sagra omonima.Scrivo del mio paese perchè è lì che risiede l'autrice del libro dal titolo: Lavare un elefante.Ed è un titolo che trovo bellissimo.Qui non si parla di savane e continenti africani ma di una coppia di coniugi che hanno fatto dell'apertura agli altri, dell'ascolto e dell'accoglienza, il proprio progetto comune di vita.L'autrice è originaria della provincia padovana, triestina d'adozione prima e poi residente, con il marito, a Staranzano nel cuore della &lt;a href="http://www.bisiacaria.com/"&gt;bisiacaria&lt;/a&gt;.Nel libro si narra, inizialmente, di come sia nata la scintilla che ha portato alla scelta coraggiosa, anticonformistica e, forse per molti, sconcertante di radunare dal nulla, dentro le proprie mura di una mansarda, prima, e di una fattoria "alternativa", in seguito, giovani al di fuori delle comuni aggregazioni già esistenti (parrocchia e associazionismo vario).Si narra di anni condivisi assieme a ragazzi vivi e altruisti, di convivenza tra figli naturali e in affido, di problemi giovanili, di esperienze con l'handicap, di girandole di innamoramenti, di linee d'ombra lasciate alle spalle.Si narra anche di animali allevati ed accuditi con amore materno, di un "focoso" becco, di masorini innamorati, di una gatta eterna in vita e poi nella memoria.E si narra anche del dolore, di momenti estremamente intimi e di sensazioni profonde attraverso episodi struggenti e commoventi che raggiungono la poesia.Un libro che pare una saga magica dal sapore vagamente sudamericano, che abbraccia quasi quaranta anni di vita, scritta da una Isabel Allende dell'Isontino.Un libro autobiografico che è anche piuttosto divertente, dove ci sono parti che sembrerebbero frutto di sola fantasia se non fosse che alcune persone descritte io le abbia conosciute personalmente in altri momenti e contesti.Sono pagine che trasudano gioia di vivere, voglia di donarsi in cambio anche di un solo semplice sorriso. E' la storia di un amore coniugale intenso cementato dal desiderio di incontrarsi a vicenda e di accettarsi per quello che si è. E' la storia di un cammino spirituale e personale chissà mai se concluso pienamente. E' una maniera, credo, di invitarci a bere assieme a loro il buon latte genuino e prezioso di una capra provvidenziale e generosa.E mi piace credere che ciò che insegna questo libro è che nella vita non ci si debba fermare davanti a nulla perchè nulla è davvero impossibile se lo si desidera intensamente. Semplicemente potrà essere soltanto un pochino più faticoso. O terribilmente complicato qualche volta.Come lavare un elefante, per l'appunto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-1363516509543728406?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/1363516509543728406/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=1363516509543728406&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1363516509543728406'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1363516509543728406'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/08/lavare-un-elefante.html' title='Lavare un elefante'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5190587645521659519</id><published>2005-08-16T00:24:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T00:26:35.101+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Giù i calzoni, entra l'insegnante</title><content type='html'>Tanto per riprendere la mano una volta rientrati dalle ferie e visto che siamo ancora in agosto con la gente beata sulle spiagge, c’è questa cosa reiterata che accade un po’ dappertutto nel mondo e che i giornali riportano puntuali. Mi pare si sia già almeno al terzo o quarto caso in breve tempo.Parliamo di attentati terroristici? Tsunami o terremoti? Aerei che precipitano? No. Parliamo di insegnanti giovani e piacenti che istruiscono i propri studenti con particolari lezioni “private”. Finora l’andazzo se lo spartiscono i paesi anglosassoni (USA e GB) ma nulla impedisce che possa accadere altrove. In Italia, patria della maestrina dalla penna rossa, finora ancora nulla. D’altronde immaginare il personaggio deamicisiano avviluppato carnalmente con un Garrone o un Franti fa un certo effetto non c’è che dire.Ricordo che ai tempi della scuola l’insegnante faceva parte dei sogni proibiti di ogni studente maschio che si rispettasse. Mi sono sempre chiesto quanto coscienti fossero le giovani insegnanti, sugli effetti turbativi causati dai loro vestitini primaverili, quando entravano in classe e salivano sulla pedana per sedersi in cattedra. Ricordo una insegnante di matematica (a pensarci ora piuttosto nanetta e rotondetta ma con una minigonna mozzafiato) che sapeva sfoggiare un sorriso così coinvolgente che, per lei, avrei innalzato la migliore campana di Gauss in cambio di una sua derivata (carezza) o integrale (nudo).Sono di una generazione che è stata svezzata con le rotondità conturbanti delle varie Fenech, Guida e Cassino in un periodo di filmografia trash che si attende oggi di essere rivalutata persino da un Ghezzi in Fuori orario, e pensare a tutti questi imberbi studentelli brufolosi sedotti realmente da procaci ed avvenenti professoresse c’è da morire d’invidia per loro altro che per Alvaro Vitali.Poi, magari, mentre i fanciullini minorenni passano il tempo al bar a ruttare taniche di birra e fumare sigarette (o peggio) con gli amici raccontando loro le peripezie amorose subite, le donzelle in questione vengono bruciate, assieme ai loro registri di classe, al rogo mediatico e finiscono pure in galera. Qui ovviamente si scherza e si comprende benissimo tutte le possibili nefaste implicazioni dal punto di vista pedagogico, educativo, psicoevolutivo, eccetera.Ma sarà un caso che poi, in fondo, un libro dal titolo: “Lolito” scritto da una qualche penna femminile non sia ancora mai uscito fuori?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5190587645521659519?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5190587645521659519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5190587645521659519&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5190587645521659519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5190587645521659519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/08/gi-i-calzoni-entra-linsegnante.html' title='Giù i calzoni, entra l&apos;insegnante'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5489683211420914999</id><published>2005-08-01T00:30:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T00:32:44.546+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Mandi Maddy</title><content type='html'>C’è quel pensiero che si insinua e ti afferra dentro. Non si toglie, non se ne va. La sera precedente l’hai trascorsa guardando i suoi biondi capelli, con sorriso sornione pensando che tiene meno della metà dei tuoi anni, sparando battute spiritose a raffica per bearti ogni volta della sua risata. Probabilmente ha giocato con te, anzi, ne sei certo. Ma il gioco le è piaciuto e l’hai condotto bene. Probabilmente ventanni fa, anzi, certamente ventanni fa, nell’identica situazione avresti iniziato a pensare a come stringere e provarci. Oggi, no. Sarebbe ridicolo, tanto ridicolo. O forse no. Non hai voglia di cadere in facili trappole solo perché hai troppa voglia di donare, oltre a ricevere. Così ti rimane solo di scroccare sigarette e sorseggiare vino e grappa alternati. Ma stai in vacanza e allora goditi il salutismo montano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è la strada asfaltata e dal parabrezza dell’auto osservi le montagne della Carnia. Hai appena accompagnato alcuni amici, tra i quali anche lei, alla stazione dei pulman per il rientro in città. Tra le dita avverti ancora il calore della sua mano che ha indugiato un po’ prima di staccarsi dalla tua al termine del saluto. Una fatica evitare le sue labbra e i suoi occhi azzurri. Ingrani la quinta nell’unico tratto rettilineo di una strada che attraversa minuscoli paesi abitati da gente semplice e sincera, dove puoi passare a prelevare una bombola del gas in un negozio e ripassare quando ti pare per il pagamento. Qui è tutto così semplice e vorresti che fosse semplice anche innamorarsi. Finalmente. Senza se e senza ma. Accadrà prima o poi. Intanto per questo paesaggio ci vorrebbe un po’ di buon jazz. Tieni Coltrane in macchina ma sai già che opterai per il pop di Robbie Williams. Le note di Rock DJ ripartono e, istintivo, butti lo sguardo sorridente allo specchietto retrovisore e ti sembra di vederla ancora, dietro te, con le sue spalle danzare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5489683211420914999?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5489683211420914999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5489683211420914999&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5489683211420914999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5489683211420914999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/08/mandi-maddy.html' title='Mandi Maddy'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-8117260650197951601</id><published>2005-07-22T23:22:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T23:27:22.061+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>La pantera sul divano</title><content type='html'>A volte capita di incontrare persone sconosciute, delle quali continuerai tranquillamente a farne a meno in seguito, ma che in un momento particolare della vita riescono persino ad entrare nella tua sfera privata più intima ovvero: la tua casa.Era l’anno della “pantera” (detta così sembra un titolo di un film) e dei movimenti di protesta che allora nascevano e mugugnavano in Padova nei primi anni novanta.Ci fu una sera, quindi, che mi arrivò in casa uno stuolo di ragazzi universitari (invitati da chi allora teneva in affitto da me una stanza) per una di quelle riunioni di coordinamento politico-carbonaro alle quali, sin dalla metà degli anni settanta, parecchi di noi almeno una volta hanno avuto l’orgoglio o la sventura di assistere e partecipare.Ricordo che subito mi auto-relegai, quale mero lavoratore non universitario, nel mio cucinotto a preparare la cena per tutti mentre il mio soggiorno espropriato fu, per qualche ora, consegnato al manipolo di studenti proletari (si fa per dire) del movimento nascente. Credo che quella sera abbiano tratteggiato le prime linee guida della cosa per cui, quell’appartamento già di mia proprietà (concetto molto borghese), è da considerarsi luogo “storico” per certi versi.Dico questo perché mi è capitato tra le mani, sistemando la mia modesta biblioteca, un libro di poesie acquistato non ricordo più quando, scritto dall’allora fascinoso capopopolo di quella serata, della quale porto ancora lo struggente e affettuoso ricordo dei costi di riparazione del divano e della poltrona che non hanno retto del tutto l’impatto con il sogno rivoluzionario.Però devo dire che le sue poesie sono tutte molto belle e mi permetto di postare una qui sotto in quanto fotografa un medesimo mio ricordo condiviso. Poche righe ma che mi fanno pensare al mare di casa nativa. E alle vacanze che là mi attendono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;GABBIANI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I gabbiani stanno sempre nel cielo, che è il loro solo mondo. Quando il vento è più freddo si fanno portare su in alto e si lasciano andare, così da sembrare più fermi e sicuri dei loro fratelli dal volo più mosso, che rischiano contro la bora schiantandosi, pare, a momenti e faticosamente sulle facciate delle case.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Stefano dal Bianco da: Ritorno a Planaval, Mondadori)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-8117260650197951601?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/8117260650197951601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=8117260650197951601&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/8117260650197951601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/8117260650197951601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/07/la-pantera-sul-divano.html' title='La pantera sul divano'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-7318346326217571313</id><published>2005-07-19T23:30:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T23:31:58.530+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Letteratura in ottanta caratteri</title><content type='html'>Ad ogni nuova volta divento più cinico e disincantato. Se c’è una cosa che ha rivoluzionato la telefonia mobile è il contatto tra gli umani. Si comunica tutto entro gli ottanta caratteri di un sms.Ottanta caratteri per provare a chiarirsi, litigare e decidere di smettere definitivamente con una conoscenza decennale. Inutile specificare che è con una donna.La sera prima, sul mio terrazzo di casa al chiar di luna, malgrado la tavola imbandita e l’ottimo vino californiano, non m’è riuscito di dar voce e un senso compiuto ai miei pensieri schiacciati dal suo sguardo ostile ed irritato. Non importa qui il perché di ciò ma so solo che, dopo, mentre se ne tornava a casa in macchina, ottanta chiari caratteri inviati a lei sono usciti e via. Fine. Stop. The end.Per me, già dopo un quarto d’ora, non era più così ma l’unico ormai inutile contatto che ora mi rimane sarebbe il suo cellulare con il mio nome illuminato sopra assieme al suono insistente di una chiamata a vuoto. Qualcuno ha detto che “letteratura” è anche una lista della spesa. Forse anche questa roba qui?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-7318346326217571313?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/7318346326217571313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=7318346326217571313&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/7318346326217571313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/7318346326217571313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/07/letteratura-in-ottanta-caratteri.html' title='Letteratura in ottanta caratteri'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-2241723170064162242</id><published>2005-07-12T23:36:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T23:39:05.245+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>La guerra dei tonti</title><content type='html'>Qual è il sogno recondito di un padre separato se non quello di riabilitarsi agli occhi della propria ex-consorte attraverso la cura amorevole dei propri figli momentaneamente lasciati a lui in custodia? E come potrebbe farlo uno scapestrato operatore alle gru (non sembra casuale la cosa) che tiene l’appartamento peggio del più lercio single della galassia (nemmeno la citazione cosmica è casuale)? Quali gesta eroiche deve compiere? Accompagnare un figlio allo stadio? Concedere una uscita serale alla propria figlia? Per un padre qualunque forse, ma non certo per un Tom Cruise vestito come un adolescente che pare essere diventato padre all’età delle prime sue polluzioni notturne.Lui, come minimo, deve trovarsi a fronteggiare un attacco alieno in scala planetaria.Così lo vediamo fuggire, saltellando e zigzagando tra crateri che si aprono e raggi mortali, portando con sé i due figli (un ragazzo vagamente problematico e una bambina che soffre già di suo, come se non bastasse quello che le sta per accadere, di frequenti crisi di panico ed è allergica nientemeno che al burro d’arachidi!).Gli alieni sbucano fuori dall’asfalto cittadino come cocomeri nei campi e sono E.T piuttosto infastiditi dal costo elevato delle telefonate interurbane verso casa. Difatti ora s’impegnano a disintegrare quelle terrestri. Camminano come gru malferme (appunto) sembrando però davvero invincibili.Si prospetta al pubblico in sala la fine dell’Umanità prima degli spot dell’intervallo. Non finirà così e chi ha letto il classico libro omonimo di &lt;em&gt;HG Wells&lt;/em&gt; lo sa già il perché.Hollywood è maestra indiscussa degli effetti speciali e qui si diverte come non mai. Come accade con tutti i film del genere catastrofico però, il gusto per la storia raggiunge il suo climax nella prima parte, per poi discendere inesorabile all’edificante e tranquillizzante finale borghese.Spielberg scatena, come sa ben fare, l’intero immaginario cinematografico che va da: &lt;em&gt;Terremoto&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Titanic&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Apocalipse Now&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Alien&lt;/em&gt;, fino alla &lt;em&gt;Scelta di Sophie&lt;/em&gt; (si, giuro, Tom Cruise si trova ad un certo punto drammaticamente a scegliere quale dei due figli salvare).La battuta più strana del film è comunque proprio quella del figlio che all’asserzione del padre che un pericolo immane stia giungendo da fuori dei confini risponde: "Da dove? Dall’Europa?". Figuriamoci. Al Qaeda, in tal caso, ringrazia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-2241723170064162242?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/2241723170064162242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=2241723170064162242&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2241723170064162242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2241723170064162242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/07/la-guerra-dei-tonti.html' title='La guerra dei tonti'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5204125978006841410</id><published>2005-07-04T23:41:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T23:45:20.859+02:00</updated><title type='text'>Parodie</title><content type='html'>C’è questa tendenza molto spiritosa (ironica o satireggiante è pretendere troppo) di parodiare famosi best sellers. Penso ad esempio al Signore dei tranelli o ai due libri di Baricco, Seta e Senza Sangue rispettivamente mutati in Setole e Senza sugo, già pubblicati (tutti) nell’elegante formato mignon per sdilinguite lettrici da pausa caffè.Ovviamente poteva forse mancare la parodia del Codice da Vinci? No di certo. Infatti mi è capitato di rischiare l’abbattimento distratto di una torre di libri piantati presso l’ingresso della libreria Feltrinelli di Largo Torre Argentina a Roma. La copertina di essi recava il titolo, quasi ovvio dirlo, di: Il codice Stravinci.Coinvolto pure io, perciò, da questa moda imperante inizio qui a gettare giù qualche possibile o teorica idea aggiuntiva non mancandomi la faccia tosta di scrivere stupidaggini.&lt;br /&gt;Allora inizio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL NOME DELLA SPOSA – Romanzone medievalpopolare dove un frate indaga sull'identità e sullo stato di presunta illibatezza di una agognata fanciulla di un villaggio, nei pressi di una misteriosa abbazia, dove l' avido e inquietante sovrano di quelle terre già l’attende per il matrimonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OCEANO PARE – Poetico e lirico romanzo ambientato sul lago di Como quando ancora si pensava fosse molto più esteso di quello che risulta ora. Pare che il Manzoni l’abbia considerato il vero romanzo ispiratore per la sua opera più tarda e famosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PARADISO DEI PORCHI – Fa parte della quadrilogia che vede la famiglia Melassenne all’opera in improbabili, stucchevoli e dolciastre avventure colanti prosa zuccherina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CINQUE SETTIMANE NEL PALLONE – Un misterioso individuo vaga errabondo e smemorato per l’Europa. Verrà rintracciato dall’Interpol e si scoprirà essere un famoso arbitro di calcio che ha perso la bussola per un rigore a torto negato durante la prossima finale di Coppa del Mondo che avverrà in Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA DUNA E IL FALO’ – Storie scottanti di teppismo e furti d’auto anni ottanta (della stessa collana anche: IL DELTA DI CENERE)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SIGNORE DEI PANNELLI – Dall’ est il regno del Male avanza oscurando la Terra di mezzo. Compito di un tecnico elettronico hobbit installare, in gara col tempo, su tutte le case della contea, i pannelli solari per l’accumulo dell’energia fornita dagli ultimi raggi di sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA BRUNA DEL LAGO – Spy story che vede una splendida killer mora mozzafiato alla ricerca, per conto di una intraprendente multinazionale di borsette e cinture fabbricate in Cina, del luogo dove si nasconde e giace il mitico serpentone di Loch Ness.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I POLLASTRI DELLA TERRA – Significati reconditi e mistici per una storia avvincente e molto ruspante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CRONACA DI UNA CORTE ANNUNCIATA – Biografia di un irresistibile latin-lover sudamericano che risponde al nome di: Casanova Buendia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL GRANDE NONNO e IL TALCO MALTESE – Gialli noir di qualità che piacciono ad anziani e poppanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ORLO DELLA RIFONDAZIONE – Partito robotico di estrema sinistra che sale al potere nella Galassia dominata dalle armate robot-centriste. Fantascienza fin troppo spinta persino per i gusti estremi di chi ama il genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER CHI SUONA LA CAMPANELLA – Amore tormentato di un eroico bidello che ama, segretamente ricambiato, l’ algida Preside di un istituto spagnolo durante i movimenti studenteschi del sessantotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CENTOMILA GAVETTONI DI GHIACCIO – Le strana rimpatriata di una allegra e goliardica spedizione polare stanziata in Antartide raccontata dalla fantasiosa voce narrante di un pinguino perplesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5204125978006841410?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5204125978006841410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5204125978006841410&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5204125978006841410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5204125978006841410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/07/parodie.html' title='Parodie'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-6624463051087078366</id><published>2005-06-26T23:52:00.000+02:00</published><updated>2007-06-15T23:55:14.367+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Chi ha ucciso Biancaneve nel parco?</title><content type='html'>Me l’avevano detto che non avrei visto qualcosa di molto canonico ma la favola di Biancaneve, insomma, beh, magari ci si aspetta di vedere l’originale rivisitato di Perrault, o qualcosa di un po’ meno conosciuto della versione planetaria e mitigata di Disney e invece. Entro in sala all’apertura del sipario e sopra un palco estremamente scarno c’è uno schermo per proiettare diapositive e filmati, un tavolino con due seggiole, un’altalena e una musica ossessiva, che non mancherà un secondo di accompagnare ciò che accade. Il tutto in puro stile off-Brodway con i brani di Laurie Anderson, o roba analoga, un cenno di Casta Diva e il bandoneon di Astor Piazzola.Gli attori? Bambini mischiati ad un gruppo di ragazzi down che mi son parsi davvero in armonia gli uni con gli altri. Hanno recitato monologhi in molisano, dondolando sopra un’altalena, rovesciati a testa in giù; hanno mimato marionette legate ai polsi con nastri color rosso sangue ancorati al soffitto; hanno danzato e saltellato sul palco con movenze istintive. Vestiti tutti in modo brechtiano, con calzoni e maglie monocolori, o nudi con indosso chalopette rosse.Infine assieme a loro ha recitato un colore: il bianco. Il vero filo conduttore dell’intero spettacolo che ha cercato di esprimere il senso di castità e purezza ma anche la freddezza di una perfomance tutta cerebrale che per nulla indulge alle facili scorciatoie sentimentali.Il risultato è stato davvero inquietante da inchiodare alla seggiola. Ci sono state scene cruente (una bambina si contorceva sul pavimento con un uomo sopra a simulare lo squartamento con un pugnale), una biancaneve (in tuta nera da matrigna) ha divorato una mela sbriciolandosela sul viso e tra i capelli, e ad un’altra nel finale (stesa all’interno di una teca trasparente in plexiglass) le hanno versato e innaffiato una quindicina di litri di latte. Lo schermo si alternava alle scene sul palco rimandando immagini surreali che ricordavano molto la videocassetta assassina di "The Ring" (per chi l’ha visto).Nessuna relazione univoca tra gli interpreti e i personaggi ma uno stesso personaggio è stato interpretato da più ragazzi. Come dice l’autore, Walter Sabato, il suo è l’elogio del frammento narrativo e del gesto minimale. E c’è stato, forse fin troppo, un esasperato uso della metafora e del simbolismo. E’ stato uno spettacolo di bambini per soli adulti. Per chi l’innocenza l’ha ormai perduta definitivamente e dentro di sé conserva i brandelli macerati dal tempo delle belle favole ascoltate nell’infanzia. Ieri sera ad una delle più belle di esse dei bambini sul palco le hanno levato la maschera e ce l’hanno mostrata com’è, sparsa sul pavimento di legno, mescolata ai bocconi di mela rigettati. E senza nemmeno il piacere consolatorio di un bacio dal principe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PICCOLI PALCOSCENICI&lt;br /&gt;&lt;em&gt;10° Rassegna Concorso per Laboratori di Giovani Dilettanti e delle Scuole&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Teatro del Parco di Bissuola – Mestre&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;BIANCANEVE&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;di Walter Sabato&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-6624463051087078366?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/6624463051087078366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=6624463051087078366&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6624463051087078366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6624463051087078366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/chi-ha-ucciso-biancaneve-nel-parco.html' title='Chi ha ucciso Biancaneve nel parco?'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-438458966541989871</id><published>2005-06-25T23:55:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:07:42.070+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>SpazioTempo</title><content type='html'>Quando il tempo manca&lt;br /&gt;e una mano stanca&lt;br /&gt;sul grembo si posa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando il tempo sposa&lt;br /&gt;gli amanti rimpianti&lt;br /&gt;e quella strada non finita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando il tempo più attende la vita&lt;br /&gt;ma solo un sorriso senza fretta&lt;br /&gt;e una voce leggera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorrei viaggiar con te stasera&lt;br /&gt;assieme sin dove hai vissuto&lt;br /&gt;dal presente già pronto a mutare&lt;br /&gt;nel tuo futuro compiuto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RnMMkwvKmjI/AAAAAAAAAAk/J9WzoirsQN0/s1600-h/space+granma.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076415030674233906" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RnMMkwvKmjI/AAAAAAAAAAk/J9WzoirsQN0/s320/space+granma.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-438458966541989871?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/438458966541989871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=438458966541989871&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/438458966541989871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/438458966541989871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/06/spaziotempo.html' title='SpazioTempo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RnMMkwvKmjI/AAAAAAAAAAk/J9WzoirsQN0/s72-c/space+granma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4863623831758813296</id><published>2005-06-20T00:08:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:11:36.774+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Perplessità di un blogger inesperto</title><content type='html'>Vediamo se ho capito bene.Se un blogger senza pretese particolari recensisce a modo suo un’opera, nel caso un libro, stroncando senza pietà un autore famoso (o famosissimo) non succede nulla. In fondo il blogger nulla è più di una minuscola briciola sconosciuta ed evitabile rispetto l’autorevolezza di quest’ultimo.Ma se lo stesso blogger si mette in testa di recensire benevolmente, o difendere da recensioni negative altrui, un autore ancora non perfettamente del tutto inserito nella società artistica, magari uno di quelli per cui la gran parte dei blogger si identifica e forse, sotto sotto invidia perché, è evidente, tale autore è uno che inizia a uscire dalla massa indistinta e anonima degli frustrati aspiranti scrittori, allora, apriti cielo! Scoppiano accuse di: partigianeria, supposta amicizia non dichiarata con lo stesso o con chi gli fa da editore, faziosità o appartenenza ad una claque o clan acriticamente osannante.Per conoscere maggiori particolari di ciò che sto scrivendo, e che qui non ripeto, è sufficiente andare &lt;a href="http://www.perceber.com/"&gt;qui&lt;/a&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mai, mi chiedo, tanto facile livore? Perché essere aggressivi, offensivi e sprezzanti in questo modo? Nel caso in questione nulla di catastrofico s’intende, ma di lievemente fastidioso sì, di cui comunque, si può benissimo far spallucce come ben sta facendo ora chi la piccola aggressione l’ha subita.Certo è che questo mi chiarisce meglio, se ce n’era bisogno, cosa s’intende per comunità virtuale. Essa è nulla più di una normale comunità di umani in carne ed ossa che si relazionano e interagiscono. Qui vigono le stesse comuni regole di convivenza di tutti, si subiscono i medesimi comportamenti istintivi dei molti e, purtroppo, le identiche meschinità dai pochi. Si ha davvero voglia a credere che un testo scritto possa avere una funzione da filtro tale da permettere una miglior cautela e buonsenso tra tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4863623831758813296?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4863623831758813296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4863623831758813296&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4863623831758813296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4863623831758813296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/perplessit-di-un-blogger-inesperto.html' title='Perplessità di un blogger inesperto'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-7187117112554641274</id><published>2005-06-18T00:14:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:16:25.118+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Radici</title><content type='html'>Non lo sapevo, non ci avevo in effetti pensato ma ora che l’ho scoperto (dopo che amici me l’hanno detto) mi sembra fin troppo ovvio che ci sia. Vivo da troppi anni lontano (anche se ci torno a volte, oh, si che ci torno) e, all’epoca, quando a vent’anni me ne andai con la mia valigetta di cartone per trasferirmi in Veneto (metà degli anni 80) imperava il Commodore 64 e lo Spectrum Sinclair e i telefoni erano mattonazzi che potevano essere utili come scaldavivande oltre che a telefonare (per i pochissimi che se lo potevano permettere).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisiacaria è un luogo e una filosofia di vita. Una terra a metà tra due fiumi: l’Isonzo caro alla Patria e il sotterraneo Timavo che sfocia alla luce qualche chilometro più a est; una terrà a metà tra due fiumi di vino: il bianco e il rosso; tra due tipologie di donne: la goriziana autoctona e la slava oltreconfine.Così da oggi, tra i preferiti qui a lato, troverà un posto d’onore anche questo link: &lt;a href="http://www.bisiacaria.com/"&gt;Bisiacaria&lt;/a&gt; che mi riporta con un rapido click ad informarmi riguardo il mio amato luogo natio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-7187117112554641274?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/7187117112554641274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=7187117112554641274&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/7187117112554641274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/7187117112554641274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/radici.html' title='Radici'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-6601826375694319257</id><published>2005-06-16T00:16:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:25:51.589+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>grammatica e preghiere</title><content type='html'>Mi capita frequente di incontrare preti (il nome che ho scelto per questo blog a molti dovrebbe far intuire perché ciò succede) e mi capita di scoprire che con diversi di essi ci si intenda. L’altro ieri sera ho incontrato uno di quelli ben inseriti nel tessuto sociale e tra i giovani. Uno di quelli a cui piace davvero “sporcarsi” le mani assieme a chi non si ritiene in possesso necessariamente di una qualche Verità rivelata o dogmatica. Uno di quelli che, certamente, storce il naso se incontra un irritante puritano o uno sdegnoso moralista. Perché le vite e le storie delle persone, lui, pare le osservi e le capisca davvero e sa che sono tante e tutte diverse l’una dall’altra. Come lo sono i dubbi, le debolezze e le paure di noi tutti.&lt;br /&gt;Aveva tra le mani un libro che ho chiesto di mostrarmi e del quale ho letto rapidamente alcune righe. Folgorato.&lt;br /&gt;Il titolo è &lt;em&gt;Avverbi in preghiera&lt;/em&gt; ed è scritto da &lt;em&gt;Gennaro Matino&lt;/em&gt;, un parroco e docente di teologia di Napoli.&lt;br /&gt;Stamane poi ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che sul sito della &lt;a href="http://www.feltrinelli.it/"&gt;Feltrinelli&lt;/a&gt; l’autore tiene un suo blog recante il breve titolo di: &lt;em&gt;In cerca della speranza perduta&lt;/em&gt;.Ne ha già scritti una mezza dozzina di libri (anzi l’ultimo pure, pensate che roba, in collaborazione con quell’ex rivoluzionario rosso di Erri De Luca, lo scrittore) il don Gennaro.&lt;br /&gt;Ma è questo libro che io trovo curioso e singolare. Sono preghiere che confinano con la poesia ed ognuna è ispirata ad una singola parola che nella grammatica italiana si definisce “avverbio” (di luogo, di tempo, di modo, di quantità…).&lt;br /&gt;Ho voluto riportare qui una di esse. Tra le diverse che sono riuscito a leggere un po’ di fretta questa è quella che sento più mia. E di certo mi comprerò il libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;POCO&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poco,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;poca roba, quasi niente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;le mie reti sono vuote,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;le mie mani ancor di più.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poco,ho cercato nei fondali,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ho aspettato il vento giusto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma nessuno ha detto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ecco, sono pronto,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;arrivo io a riempire&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;le attese tue.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poco e con quel poco&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mi presento,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;con che faccia, che figura&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;proprio storta questa vita&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tanto impegno e pochi frutti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma davvero è così bella,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;così ricca l’avventura?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poco,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;amore, amici, cari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tutti entrati nella rete,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;grande festa nell’issarla,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e poi l’amara meraviglia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nella barca più nessuno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Forse errore nel tirarla,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;qualche falla nella stiva,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;fatto sta che questo poco&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;solo questo mi ritrovo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e con questo mi presento&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;qui davanti al tuo cospetto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cosa dici, non importa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ciò che ho fatto fino ad ora,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;importante è azzeccar la direzione?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quella giusta tu conosci,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mi dai il senso, orientamento?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Potrei dirti che è una vita&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che ho pescato, poco ho preso&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma se tu scegli la mia scia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;quella sola ora seguirò: le reti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sulla tua parola getterò.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(da Avverbi in preghiera, Matino Gennaro, ed. EDB, € 12.50)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-6601826375694319257?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/6601826375694319257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=6601826375694319257&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6601826375694319257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/6601826375694319257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/grammatica-e-preghiere.html' title='grammatica e preghiere'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-2743014264697478211</id><published>2005-06-13T00:26:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:30:31.334+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Mi astengo</title><content type='html'>Ed ora potrei astenermi finalmente anch’io?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già. Lo faccio volentieri e quindi, ora, parto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi astengo dal commentare chi si è astenuto e coloro che ad astenersi mi hanno invitato.&lt;br /&gt;Mi astengo dall’ammettere che astenersi sia stato lecito (perché non sempre significa giusto).&lt;br /&gt;Mi astengo dall’ammettere che la materia fosse difficile (non sempre tutto deve essere facile).&lt;br /&gt;Mi astengo dall’ascoltare una volta di più Bonino e Palombelli, Giovanardi o Rutelli.&lt;br /&gt;Mi astengo dal recarmi al “capezzone” dell’ennesimo referendum radicale defunto.&lt;br /&gt;Mi astengo dal gridare: “l’embrione è grande e Ruini è il suo profeta”.&lt;br /&gt;Mi astengo dal credere sia stata: “una battaglia tra civiltà”.&lt;br /&gt;Mi astengo dal comprendere le donne che non sono andate a votare.&lt;br /&gt;Mi astengo dal compiangere le donne che hanno voluto votare.&lt;br /&gt;Mi astengo dal considerare una donna un semplice contenitore uterino senza diritto di parola.&lt;br /&gt;Mi astengo dal prevedere una revisione della 194 (spero ci siano donne che sappiano ancora cos’è).&lt;br /&gt;Mi astengo, dannazione, dal capire che siamo sempre meno a non sapere quanto sia comodo e rassicurante attendersi che ci siano sempre altri a decidere per te.&lt;br /&gt;Mi astengo ancora dall’accantonare l’amata matitina di una celebre canzone di Gaber anche se deve aver avuto davvero poco bisogno del temperamatite ieri.&lt;br /&gt;Mi astengo dall’immaginare cosa avrebbe cantato Gaber.&lt;br /&gt;Mi astengo dal rilevare che per un’affluenza del 25,9 % si sono spese ben 700.000.000.000 delle vecchie lire (l’ha detto Bonolis? No, Emilio Fede proprio ora mentre scrivo).&lt;br /&gt;Mi astengo dal maledire chi specula elettoralmente, chi fa del sarcasmo militante e festeggia e brinda sulla pelle di chi sta invece soffrendo quotidianamente. Davvero. Senza se e senza ma.&lt;br /&gt;Mi astengo dal sentirmi un cattolico progressista ma miscredente semplicemente perchè desidero vivere in uno Stato laico con diritti e doveri pubblici equidistanti da tutti (anche a me fa soffrire il sacrificio di un embrione, come quello di un qualunque feto, ma vorrei che ognuno facesse i conti con la propria coscienza liberamente).&lt;br /&gt;Mi astengo dal dire ancora una volta di più che un cattolico sa già benissimo cosa fare senza il bisogno di una normativa parlamentare che lo sostenga nel suo credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine mi astengo dal pensare (ci provo almeno) agli occhi innocenti di quel bellissimo bimbo di quattro anni che so io, perché mi si stringe il cuore al pensiero di quanto si sia fatta ancora più stretta e difficile la strada della sua giovane vita malata da oggi, definitivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi astengo dal scusarmi per tutto quanto scritto sopra (questo è un post fuori dalle mie regole che mi sono imposto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi astengo dal proseguire oltre e la chiudo qui. Democraticamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-2743014264697478211?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/2743014264697478211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=2743014264697478211&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2743014264697478211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/2743014264697478211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/mi-astengo.html' title='Mi astengo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4807709392365739931</id><published>2005-06-03T00:34:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:36:18.676+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Confessione sullo scritto</title><content type='html'>Si, ho letto molto&lt;br /&gt;ho provato lo stupore&lt;br /&gt;bambino sul volto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi ho violato vergini fogli con una penna&lt;br /&gt;alitato sopra vetri appannati&lt;br /&gt;anonime carezze per una donna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho mostrato me stesso agli altri&lt;br /&gt;soppesando attento tutte le parole&lt;br /&gt;e il mio cuore dentro ogni mio scritto&lt;br /&gt;ha evitato loro il rumore di voci inutili&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4807709392365739931?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4807709392365739931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4807709392365739931&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4807709392365739931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4807709392365739931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/confessione-sullo-scritto.html' title='Confessione sullo scritto'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4912582606834786930</id><published>2005-06-02T00:36:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T01:03:32.635+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Blog (ovvero titolo rubato)</title><content type='html'>Posso confessare una cosa? Mi incuriosisce molto sbirciare, quasi fossi un voyeur, tra i blog (è una malattia ancor giovanile, credo, che prima o poi passerà come tutte) perchè trovo che ci sia molto da imparare e conoscere per chiunque s'affacci a questo mondo di creativi battitastiera (del quale ero scettico pure io). Tra i tanti un blog che mi regala sempre un "&lt;em&gt;uhm&lt;/em&gt;" e un "&lt;em&gt;mumble&lt;/em&gt;" pensoso è quello di una certa &lt;a href="http://www.cristinabottegal.splinder.com/"&gt;cristina bottegal&lt;/a&gt; che non conosco (e il bello forse è anche questo) e per la quale, quindi, non do giudizi influenzati da una qualche forma di rapporto più concreto. Trovo che il suo post di ieri, titolato &lt;em&gt;blog&lt;/em&gt;, sia la descrizione perfetta di quanto io pensi a riguardo.Quando si dice: "&lt;em&gt;mi hai tolto le parole dal blog&lt;/em&gt;". Leggetela. Son due o tre minuti che valgono davvero la pena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4912582606834786930?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4912582606834786930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4912582606834786930&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4912582606834786930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4912582606834786930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2007/06/blog-ovvero-titolo-rubato.html' title='Blog (ovvero titolo rubato)'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-1711633976591092090</id><published>2005-06-01T00:39:00.000+02:00</published><updated>2007-06-16T00:43:38.624+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>un anno è andato</title><content type='html'>Scusate ma ho pensato per l'occasione di fare esattamente l'opposto di quello che ha fatto &lt;a href="http://www.macadam.splinder.com/"&gt;Fabio&lt;/a&gt; per il suo compliblog (si dice così no?). Beh, insomma, senza esagerare naturalmente. Il fatto è che un anno è già passato fin troppo in fretta dal giorno in cui ho iniziato a scribacchiare giù il primo cauto post, un po' per scherzo, un po' per gioco.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E sempre per gioco (influenzato certamente dal programma Porta a Porta in corso ora che scrivo) ho fatto un rapido calcolo astrologico (usando data e ora del post d'esordio) e ho scoperto che questo blog è un Gemelli con ascendente in Sagittario. L'ascendente, poi, risulta essere il medesimo mio confermando così una affinità (che sospettavo) tra il mio modo di mostrarmi alla gente e lo stile che ha questo blog nel proporsi. In fondo non è così facile come si dice non essere quello che si è davvero. Nemmeno provando a mascherarsi dietro le righe di un post, di una chat o un banale sms.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunque non aggiungo altro per non tediarvi con retorici commenti autocelebrativi, chi dovesse passare di qua però mi lasci magari un omaggio. Vi assicuro che lo apprezzerei moltissimo e ciò mi farebbe sentire davvero, almeno per un giorno soltanto, un vero... RE !&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RnMVoAvKmkI/AAAAAAAAAAs/6AXjGNgujls/s1600-h/artÃ¹.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076424982113458754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RnMVoAvKmkI/AAAAAAAAAAs/6AXjGNgujls/s320/art%C3%B9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-1711633976591092090?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/1711633976591092090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=1711633976591092090&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1711633976591092090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/1711633976591092090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/06/un-anno-andato.html' title='un anno è andato'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Qy8gixbLkAk/RnMVoAvKmkI/AAAAAAAAAAs/6AXjGNgujls/s72-c/art%C3%B9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3778867353789816256</id><published>2005-05-25T14:12:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T14:19:58.327+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Te lo do io il TG</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Tanto per indicare buone letture accompagnate a televisione di qualità, mi è capitato di sentir dare dal TG5 di prima serata (ripeto: p-r-i-m-a s-e-r-a-t-a!) una di quelle notizione da entusiasmo incontenibile. Il servizio è durato almeno dieci minuti con tanto di intervista a editore e sceneggiatore, più filmato di repertorio dell’opera in costume già trasmessa alla quale ci si è ispirati. Da notare che fu uno strepitoso successo di ascolto all’epoca. Di che parlo? Ma dell’uscita su uno dei prossimi numeri di Topolino (ma che sia stato ripreso di nuovo dalla Mondadori?) della storia di:&lt;br /&gt;                                                   &lt;em&gt;PAPERINA DA RIVANDOSA !!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Ora il mio sogno è vedere tavole disegnate con:&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Minnie De Filippi e Costanzo Baffettoni&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Wow, che sinergie!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;A quando Giovanni Muciaccia al posto di Lamberto Sposini?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3778867353789816256?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3778867353789816256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3778867353789816256&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3778867353789816256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3778867353789816256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/te-lo-do-io-il-tg.html' title='Te lo do io il TG'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4776987320275947588</id><published>2005-05-23T14:23:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T14:26:31.239+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>PPM</title><content type='html'>No, non scriverò qui di Pier Paolo Masolini (capito la battuta? No? Non importa).&lt;br /&gt;A seguito della casuale lettura di un post di E.Assante su repubblica.it, il PPM (Portable People Meter) del titolo è un aggeggio elettronico abbastanza simile ad un comune cercapersone (tipo quelli che si vedono trillare sul più bello nelle camere da letto dei medici di E.R. mentre si sollazzano con disponibili e procaci infermiere) che dovrebbe servire ai pubblicitari per la misurazione dell’audience universale, ovvero di tutto ciò che riguarda il mondo del fruibile e desiderabile (dagli ascolti agli acquisti).&lt;br /&gt;E’ un minuscolo ma vorace registratore di dati che contribuirà a far lievitare le innumerevoli torte di grafici previsti per l’analisi statistica dei nostri gusti. Il tutto a seguito di un progetto chiamato Apollo. Non ho elementi ulteriori per la spiegazione ma mi documenterò.&lt;br /&gt;Il pensiero, invero piuttosto irritato che mi sovviene, è però questo: capisco l’ansia di chi produce qualsivoglia prodotto di voler conoscere il proprio mercato potenziale o reale, per meglio adattarsi e collocarsi in esso, ma i “campioni” (qui non in senso agonistico sportivo) deficienti patentati che si presterebbero a questo giochetto “terminale” li comprendo francamente molto meno.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe tanto capire cosa possa spingere un consumatore medio (fruitore di media) ad accettare il trasporto su di sé di tale eventuale oggetto. Suppongo che lo debba tenere persino sotto il cuscino la notte perché esso possa rilevare le frequenze della stazione radio impostata sulla radiosveglia, oppure impermeabilizzato sotto i testicoli mentre si lava sotto la doccia e ascolta, attraverso il getto dell’acqua, le news mattutine.&lt;br /&gt;Ovviamente questi aggeggi mica si pensa di consegnarli ad un Umberto Eco (Aiax, il Templare bianco) o alla Rita Levi Montalcini (Sky permettendo).&lt;br /&gt;Ma secondo voi qui vi chiedo accorato: li pagano tutti questi volontari della ammorbante dittatura del gusto medio/mediocre? Li mandano in vacanza premio ai caraibi? Gli promettono gloria televisiva attraverso un Reality Shopping?Ma conoscete voi almeno uno di questa segreta casta attuale (auditel) o futura (PPM)? Datemi un nome e la loro parola d’ordine perdiana! Ma chi sono? Dove abitano? Eppure sono tra noi, camminano tra noi mascherandosi peggio dei “visitors”.&lt;br /&gt;In fondo sono loro l’anello essenziale ed indispensabile al funzionamento della Macchina del Grande Fratello. Almeno lo saranno ancora per un po’. Almeno fintantochè non saremo tutti interattivamente connessi con l’amato digitale terrestre, satellitare o telefonico. E non saremo più persone, né avremo più nomi, divenendo al fine, per chi ci sta osservando gaudente da sopra le vette delle montagne di dati incrociati: null’altro che banali profili da profitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4776987320275947588?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4776987320275947588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4776987320275947588&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4776987320275947588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4776987320275947588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/ppm.html' title='PPM'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-963564731692495383</id><published>2005-05-18T14:30:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T14:34:22.713+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='divertissement'/><title type='text'>Croci(ate) e delizie</title><content type='html'>Dal Signore degli Anelli prelevate Legolas e vestitelo da Aragorn, trasformatelo in un recente vedovo di moglie suicida e, mentre piange e tempra i suoi muscoli nel caldo insopportabile di una fucina da maniscalco, fategli incontrare il proprio padre (Goffredo), mai fino allora conosciuto, che lo invita a seguirlo nientemeno che a cercar gloria assieme a lui in Terrasanta. Ci sarebbe da difendere la città di Gerusalemme dall’avanzata del feroce Saladino, perbacco! Naturalmente il bravo vedovo, prima riluttante, si decide a seguire il padre e, nel tempo scarso di una trentina di minuti (di pellicola) si trova nell’ordine: investito Cavaliere dal padre morente (col nome di Balian di Ibelin); sopravvissuto ad un naufragio; in mezzo le dune a duellare e risparmiare la vita al luogotenente di Saladino; a entrare nelle grazie del re di Gerusalemme, fratello di strepitosa donzella già sposa di infingardo prossimo successore (ed è inutile dire che scoppia l’ovvia attrazione tra i due giovani davvero bellini).&lt;br /&gt;Il film prosegue con scene di: bande templari dedite al saccheggio preventivo; orde di mori dalla compostezza british; battaglie con lanci di globi infuocati lungo il cielo stellato che fa tanto “guerra tra i mondi” (e in fondo lo è); armate cristiane massacrate in mezzo il deserto in stile “Little Big Horn”. Alla fine Fort Alamo Jerusalem cede all’assedio e finisce nelle mani degli infedeli. Dopo un accordo finale tra l’indomito difensore Balian e il feroce (?) Saladino (vagamente somigliante a Kabir Bedi) tutti i sopravissuti della città, fin troppo magnanimamente direi, possono rientrare mesti ma vivi in Europa.&lt;br /&gt;Il film si chiude con il maniscalco che ritorna a fare il suo mestiere accompagnato in patria dalla ex-regina, autospodestatasi per amore dopo aver perso il fratello re (morto di lebbra) e il marito re successore (già parecchio cornificato da lei in precedenza e definitivamente fatto prigioniero dai mori in battaglia poi).&lt;br /&gt;Ma il lieto fine vuole che il prode riceva pure un nuovo invito a quattr’occhi, da parte di Riccardo Cuor di Leone (ma passano tutti da lui?), ad aderire alla successiva imminente “santa” crociata per la riconquista di Gerusalemme. Balian rinuncia per amor dell’umile mestiere ma, se nel caso dovesse accettare davvero l’invito ripensandoci ancora una volta, lo sapremo solo se il Dio degli eserciti lo vorrà e soprattutto se la produzione hollywoodiana deciderà di finanziare un sequel . Nell’attesa egli e la sua bella scorazzano felici a cavallo lungo i sentieri in cima le scogliere di Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il film è di Ridley Scott ed è, per quanto riguarda la ricostruzione degli ambienti e le battaglie, una garanzia di accuratezza e spettacolarità. Il regista non sembra qui voler giocare sul facile luogo comune dello scontro tra civiltà ma pare mantenere un’equidistanza di valori tra le parti ed un rispetto tra i contendenti. Forse il messaggio migliore è proprio quello di far vedere la città di Gerusalemme quale centro fertile di vita che abbraccia fedi religiose diverse (ebrea, araba, cristiana) con all’interno delle sue mura gli edifici e costruzioni simbolo quali il Tempio, Il Muro e la Moschea, nonchè un popolo variegato e multirazziale che diviene per noi espressione di un’idea e un sogno comune forse mai davvero possibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-963564731692495383?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/963564731692495383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=963564731692495383&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/963564731692495383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/963564731692495383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/crociate-e-delizie.html' title='Croci(ate) e delizie'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4055563043022587160</id><published>2005-05-12T14:37:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T14:42:16.075+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>PPP</title><content type='html'>Italia: patria di santi, navigatori e di poeti… ammazzati!In questi giorni, dopo trenta anni esatti, si riparla di ciò che è successo ad un uomo. Una sconvolgente tragedia senza ancora una chiara risposta. Mezze verità celate, segreti, ritrattazioni, confessioni improvvise sotto l’occhio di una telecamera. Insomma l’eterno giallo italiano con tanto di mistero irrisolto come da sempre ci capita di sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui a seguire un omaggio ad un uomo che ha amato una terra non sua, nella quale non vi è nato, ma con la quale ha intrecciato un rapporto profondissimo di amore e rispetto reciproco. Perchè il friulano ama essere persona schiva, dura, legata alla terra ma pronta a dare calore e cordialità a chiunque ami la sostanza delle cose e la semplicità della vita. Fosse pure un buon bicchiere di vino tra amici o una partita di pallone su un campo spelacchiato di periferia. Come amava fare lui: PPP&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Timp furlan! Na scussa umida &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di sanbùc, na stela &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;nassuda nenfra il fun &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;dai fogolàrs, na sera pluvisina - un pulvìn di fen. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tai ciavièj o in tal sen &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;di un frut ch’al ven sudàt da la ciampagna &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ta la sera rovana.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;[…]&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tempo friulano! Una scorza umida di sambuco, una stella nata in mezzo al fumo dei focolari, in una sera piovigginosa – un pulviscolo di fieno nei capelli o nel petto di un ragazzo, che viene sudato dalla campagna nella sera infuocata. […]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(da La meglio gioventù) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4055563043022587160?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4055563043022587160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4055563043022587160&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4055563043022587160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4055563043022587160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/ppp.html' title='PPP'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5307251499797135966</id><published>2005-05-09T14:42:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T15:02:20.050+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Sogni torinesi</title><content type='html'>Come molti certamente sanno in questi giorni a Torino è in corso la Fiera del libro. Il tema conduttore è: &lt;strong&gt;il sogno&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco qui alcune definizioni, ricavate un po' a casaccio dall'inserto culturale allegato al corriere, di autorevoli esponenti della letteratura di ogni tempo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tutto ciò che vediamo o sembriamo non è altro che un sogno in un sogno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Edgar Allan Poe)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il sogno è l’infinita ombra del vero.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Giovanni Pascoli)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mi dice l’acqua che il sogno è svanito per sempre! La nebbia lo sostiene, e la nebbia è solo stanchezza della neve.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Edgar Allan Poe)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Ennio Flaiano)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Gigi Marzullo)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5307251499797135966?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5307251499797135966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5307251499797135966&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5307251499797135966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5307251499797135966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/come-molti-certamente-sanno-in-questi.html' title='Sogni torinesi'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-8426399174146551077</id><published>2005-05-07T14:53:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T14:55:48.244+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Naturalmente, un ringraziamento</title><content type='html'>17 eravamo, per &lt;em&gt;Il nome della Rosa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Diciassette persone che hanno snobbato una bella giornata di sole, e sfidato la scaramanzia, auto-esiliandosi all’interno di una stanza di un’abbazia (Praglia) per parlare di un libro che non è poi così antico nè recentissimo.&lt;br /&gt;Un libro che sembra a molti storico, ma sostanzialmente è di pura invenzione; che sembra a tutti un giallo, ma lo è più per il film (furbo) che ne è stato ricavato all’epoca; che è infarcito di mascherati codici ben più antecedenti di quelli pseudonarrati da discutibili bestsellers in serie che vanno dal Codice da Vinci al Codice della Strada. Un libro che è opera leggibile su così tanti piani e livelli che nemmeno le povere e rimpiante Twin Towers…Insomma, un po’ di noi ci siamo trovati riuniti ad ascoltare il bravissimo Fabio Fracas di Macademia, che ama definirsi scrivente (o scrivano?), il quale ha manifestato una volta di più quanto la sua curiosità viva, poliedrica e la innegabile capacità di dipanare i contorti fili di pensiero, ammonticchiati dentro le stanze della sua vasta memoria, riescano a creare agganci culturali e lo rendano un "divulgagiocatore" (ecco qui una bella definizione coniata e regalata) estremamente stimolante. E uso questo mio spazio per ringraziarlo a nome di tutti.&lt;br /&gt;Nel tempo di una mattinata e di un pomeriggio (senza irrevocabili limiti d’orario) abbiamo assieme condiviso la nostra immutata passione per questo romanzo di Eco che non finisce ancora, magari siano trascorsi più di vent’anni dalla sua prima edizione (e mi pregio di aver letto proprio l’edizione d’esordio), di regalarci seduzione, coinvolgimento e nuovi svelati significati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-8426399174146551077?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/8426399174146551077/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=8426399174146551077&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/8426399174146551077'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/8426399174146551077'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/naturalmente-un-ringraziamento.html' title='Naturalmente, un ringraziamento'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-415009297463422665</id><published>2005-05-06T15:02:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T15:10:38.907+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>HincipiT Parade</title><content type='html'>Leggo da Repubblica.it:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fandango offre gli inizi dei nuovi libri di 20 scrittori e 4 sceneggiatori da Baricco a Veronesi, da Stephen King a Scott Turow, a Margaret Atwood.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Il ricavato in beneficienza per le vittime dello tsunami in Sri Lanka.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ecco. Ora mi chiedo: ma stà idea a chi interessa davvero? Chi compra? Io mi ritengo un discreto lettore medio ma di acquistare un libro di incipit (tratti da opere reali e di pronta pubblicazione) francamente non mi intriga né interessa. E se fossi al contrario un lettore scarso, o quasi nullo, ovviamente tantomeno.&lt;br /&gt;Che significato editoriale può avere tutto ciò che non sia mero strumento per una opera di beneficenza? In futuro è pensabile che si possa arrivare ad una letteratura di genere fatta esclusivamente di incipit?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Cosa stai leggendo cara?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Oh, guarda, ho appena iniziato un’incipit della Allende e poi passo a “Cento righe di solitudine di Marquez” e tu?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Beh, a me intriga il giallo da obitorio per cui sto leggendo la Cornwell ma purtroppo so già che non scoprirò mai chi sarà il serial killer alla fine.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Cose così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero che l’incipit è, per molti versi, la chiave per aprire le porte di un romanzo e che da esso uno comprende già l’atmosfera di cosa lo può aspettare nel proseguo della lettura. Ma è una parte, appunto, non il tutto della fatica di un autore.&lt;br /&gt;E’ vero anche che di molti libri ci si ricordi alla fine solo le prime righe tanto sono noiosi. Soprattutto se letti la sera prima d’addormentarsi dove l’incipit (di ogni capitolo) diviene tanto più efficace quanto più assume la funzione di sostituto della tisana soporifera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ la filosofia da sommelier che prende corpo in libreria: &lt;em&gt;“testo iniziale deciso, breve, secco, con ambientazione lirico-struggente, ottimo per dono natalizio…”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E’ porre su mercato in un unico volume quello che tutti noi facciamo quando entriamo in una libreria per farci un’idea di cosa acquistare: passeggiare tra gli scaffali, piluccare libri qua e là, aprirli e iniziare a leggere le prime righe di testo per capire se ci prende. Ecco questa, mi par di capire alla fine, è probabilmente una benemerita operazione di razionalizzazione dei nostri sforzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che una operazione similare fu fatta negli anni settanta quando uscirono una serie di compilation su LP intitolate 30x60 dove si ascoltavano, in quegli angusti solchi, gli attacchi dei più famosi brani degli anni ruggenti. Fu un’operazione obrobriosa degna di quell’epoca segnata dall’estremismo scatolificeo (tutti gli alimenti erano in scatola), dalle bevande che uscivano dai colorifici, dai pantaloni a zampa d’elefante e le camicie attillate quanto il cellophane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi se la cosa, propongo, la estendessimo anche per buona parte della programmazione televisiva (zapping automatico ogni trenta secondi) o a certo cinema (limitandosi alla visione dei soli titoli di testa) avremmo, forse, finalmente, tanto tempo in più da spendere per relazioni vere e quanto mai logorroiche e prolisse con chi ci sta vicino. O forse no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-415009297463422665?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/415009297463422665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=415009297463422665&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/415009297463422665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/415009297463422665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/hincipit-parade.html' title='HincipiT Parade'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-5038871758640669593</id><published>2005-05-05T15:13:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T15:16:30.358+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Vent'anni dopo</title><content type='html'>A proposito di cura dei testi nelle canzoni ecco qui riproposto un esempio classico di cantautore famoso proprio per questa capacità.&lt;br /&gt;I versi mi sono giunti quale presentazione per un volantino d'invito ad una rimpatriata tra amici con i quali ho condiviso all'epoca delle bellissime esperienze umane e di comunità (non interessa qui quali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"…. E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un'esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai vent'anni dopo al punto di partenza. E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; non sai però se sono vere, o sono dentro all'anima soltanto; nei sogni che hai, sai che canterai di fiori che galleggiano sull'acqua. Nei giorni che avrai ti ritroverai vent' anni dopo sempre quella faccia."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Francesco Guccini &lt;em&gt;"Vent'anni dopo"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-5038871758640669593?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/5038871758640669593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=5038871758640669593&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5038871758640669593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/5038871758640669593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/ventanni-dopo.html' title='Vent&apos;anni dopo'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-9187073948242790582</id><published>2005-05-02T15:19:00.000+02:00</published><updated>2007-06-17T15:22:08.275+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Chi non lavora non fa l'amore</title><content type='html'>Se valesse il monito celentaniano ieri, in piazza San Giovanni a Roma, c’era una folla di mezzo milione di giovani che fanno della castità sessuale una fede più “imposta” di un qualunque aderente a Comunione e Liberazione. Questo per dire che il Primo Maggio più che una festa dei lavoratori è divenuta ormai la festa di chi il lavoro non riesce a trovarlo. Mega concerto con un pubblico oceanico di giovani disoccupati, o alla ricerca del primo decente impiego, e di giovani universitari (non solo giovani) più nobilmente definiti dalla società: “parcheggiati”.&lt;br /&gt;Ho tenuto il televisore di casa acceso in sottofondo per l’intero pomeriggio e devo dire che, malgrado l’evento sia stato relegato sulla rete pubblica cenerentola (e c’è chi probabilmente vorrebbe pure relegarne la diffusione solo per la regione Lazio), il concerto del Primo Maggio è divenuto il nostro piccolo Woodstock annuale. Ragazzi che, sin dalle prime ore del mattino giunti da ogni dove, s’accampano in piazza con i loro zainetti e le bottigliette d’acqua in paziente attesa, senza disordine alcuno, che mica sono quei deficienti di tifosi che vanno allo stadio. Vengono a vedere un concertone gratuito e sanguigno dove trova spazio la musica cantautorale e il rock allergico a San Remo e agli struggimenti demenziali tipo Music Farm. Si snocciolano canzoni e vicendevoli omaggi tra artisti liberi di essere quello che sono senza freni o paletti di opportunità televisiva. Il presentatore può far battute colorite e sparare innocue volgarità che diventano scherzosi “schiaffi del soldato” per il Potere. Non c’è satira pesante ma ironia intelligente e sottile che raggiunge l’apice soprattutto quando sul palco salgono i “sacerdoti” della canzone d’autore e della parola musicata colta. Ecco, se c’è una omogeneità tra cantanti e complessi multigenerazionali qui, è il loro gusto per il testo letterario e ben scritto, magari cantato e suonato in modo straniato e dissonante. Per dire che cultura si può fare anche con un manico di stratocaster o un piano elettrico. E ben si è inserito, quale scelta felice di proporlo in megaschermo, il videoclip di Bruce Springsteen “Demon and dust” davvero ficcante quanto sa esserlo un brano di sola chitarra ed armonica a bocca. Ed io, così ben stimolate le mie papille musicali, al termine ho chiuso la serata infilando sul lettore di cd, prima di andare a coricarmi, “Blue Valentine” di Tom Waits.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-9187073948242790582?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/9187073948242790582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=9187073948242790582&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/9187073948242790582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/9187073948242790582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/05/chi-non-lavora-non-fa-lamore.html' title='Chi non lavora non fa l&apos;amore'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4167755457738931570</id><published>2005-04-28T22:47:00.000+02:00</published><updated>2007-06-29T23:13:55.699+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Date simulator</title><content type='html'>In risposta al mio post riguardo il videogioco sui singles, il buon McAdam mi dice: “In Giappone, i &lt;em&gt;simulatori di appuntamento&lt;/em&gt; sono i giochi più venduti. Ci sarà un perché?”.&lt;br /&gt;Bella domanda. Intanto apprendo ora dell’esistenza di questo filone e ciò contribuisce alquanto a farmi sentire di tutt’altra generazione. Mi chiedo anche io: perché? Perché tutto ciò avviene nel paese che già, nel recente passato, ha lanciato la cultura del &lt;em&gt;tamagochi&lt;/em&gt; e dell’allevamento di bestiole elettroniche tramite invio di codici binari (appare a riguardo, proprio in questi giorni sul televisore, una martellante pubblicità che mostra un pulcino canterino che ci invita all’allevamento e accudimento tramite sms). E’ un caso che tutto ciò parta proprio dal Giappone? Poteva nascere in altre parti prima, in occidente per esempio? E’ davvero un gioco? Farà breccia e si estenderà a tutto il pianeta? Sarà una moda (come lo sono state le fracassone palline clic-clac degli anni settanta) o un fenomeno di costume che avrà ripercussioni persino sui rapporti tra i sessi? Non è che ci stiamo avviando a riempire le nostre esistenze future di acquari virtuali creando un’umanità che interagisce solo tramite i tasti di un pc? Esagero? Sono catastrofista? Non lo so. Chissà chi mi legge che ne pensa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4167755457738931570?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4167755457738931570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4167755457738931570&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4167755457738931570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4167755457738931570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/04/date-simulator.html' title='Date simulator'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-767895772635876896</id><published>2005-04-26T22:53:00.000+02:00</published><updated>2007-06-29T23:15:36.114+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>venticinqueaprile</title><content type='html'>Chiamare "teatro della politica" quello che viene rappresentato quotidianamente nel nostro Paese significa fare un complimento immeritato ai politici attuali e un’ingiuria all’Arte del Teatro.&lt;br /&gt;Chi fa teatro si nutre (metaforicamente perché le sovvenzioni sono quelle che sono) dei propri faticosi successi e vive di agognati applausi. I politici qui invece si beccano magari sonore bordate di fischi (risultati elettorali), da scappare a gambe levate sommersi da pomodori e uova, salvo essere premiati invece poi da un bel bis. Ed ecco così il nuovo tentativo di governo (bis appunto) pronto a ripartire quasi come nulla fosse. Qualche cambiamento? Si, certo, come no. Un esempio su tutti: al Ministero della Salute fuori un ministro medico e dentro un ex-governatore sonoramente sconfitto alle ultime regionali. Uno di quelli che (lo dico sottovoce sennò s’offendono) fino all’altro ieri avevano nostalgia delle sigarette da aspirare a pieni polmoni per poi spegnerle sulla pelle del corpo di recalcitranti oppositori. Va bene, non mi voglio arrabbiare troppo né fare il facile qualunquista. Certo è che vedere, la sera del 25 aprile sulla televisione di stato, un bel sceneggiato (lo so, ora si dice fiction) come quello sulla vita di De Gasperi sembra quasi incredibile. E diretto da una regista come la Cavani che "popolare" (inteso soprattutto come partito) proprio non è. Peccato che poi a seguire, purtroppo, si sconti tal piacere con l’immancabile noioso dibattito del giornalista salottiero.&lt;br /&gt;Ricordare le nobili gesta e gli ideali dei nostri lontani politici, i fondatori della nostra attuale Costituzione repubblicana, giunta già alla veneranda e decrepita età di (pensate) 58 anni, dà una sensazione di era remota simile a quella che si prova con le agiografie sui santi. Che poi la Costituzione americana di anni ne abbia appena 230, più o meno, e la Magna Charta si perda nei tempi da codice da Vinci, beh, son affari degli altri che non amano il modernismo e gli aggiornamenti puntuali in stile microsoft degli articoli, compiuti a colpi di maggioranze parlamentari.&lt;br /&gt;Continuare a ricordare (chissà se nelle scuole primarie lo si fa ancora o esiste ormai la par condicio del sussidiario) che sono esistiti uomini (di ogni colore politico tranne il nero) che hanno vissuto e manifestato ideali attraverso una progettualità politica "alta" e popolare (non populista), aliena da interessi personali e da personalismi, sotto l’incalzare dei bombardamenti americani a tappeto e delle rappresaglie tedesche, può solo aiutarci a far sembrare ancor più grotteschi e ridicoli (e pare non esserci limite) gli attuali "statisti" i quali vengono costretti (pensate un po’) a ripetitivi, spossanti e compiacenti interrogatori, accecati dai violenti fari di uno studio televisivo, o finiscono buona parte dell’anno in soggiorni clandestini sulle invivibili (ma vip-pibili) coste sarde (a volte rinchiusi dentro inaccessibili ville) o si espongono all’inaspettato pericolo di ricevere gragnuole di petardi piovuti dalle tribune di uno stadio durante un derby. E chissà quanto un giorno i nostri figli sapranno esser loro riconoscenti nel ricordo come lo siamo stati noi. Io ieri ho capito solo che da quel primo venticinque aprile son trascorsi ormai sessanta anni esatti e c’è chi pensa che sia venuta l’ora di riporre finalmente e definitivamente le bandiere e mandare l'odiata Libertà, nata dalla Resistenza, in pensione per raggiunti limiti d’età. In fondo l’Italia, lo sappiamo tutti, è pur sempre una Repubblica fondata sul lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-767895772635876896?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/767895772635876896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=767895772635876896&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/767895772635876896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/767895772635876896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/04/venticinqueaprile.html' title='venticinqueaprile'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-4536820037032565985</id><published>2005-04-22T22:55:00.000+02:00</published><updated>2007-06-29T23:16:56.079+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attorno a me'/><title type='text'>Vita (virtuale) spericolata</title><content type='html'>La rivista Focus di questo mese allega un curioso (nel senso che mi ha incuriosito e l’ho acquistato) gioco virtuale dal titolo “&lt;em&gt;Singles-Flirt up to your Life&lt;/em&gt;” e per dargli un tono vagamente sperimentale e scientifico è stato sottolineato come: “&lt;em&gt;il videogioco diventa realtà&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Non l’avrei notato se non fosse che tempo fa, sul blog di macademia, avevo partecipato assieme ad altri blogger ad un acceso e stimolante dibattito a riguardo.&lt;br /&gt;Ora. A parte il fatto che questo giochino prosciuga le risorse del mio notebook che pare esser stato creato in Transilvania, dopo tre giorni di prove di funzionamento ho capito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) che i personaggi (ne ho attivati solo due, ovviamente una coppia uomo e donna) sono degli emeriti scansafatiche che sbadigliano, mugugnano, pisolano, mangiano sempre pizze per asporto e sono eternamente in bagno per bisogni o a fare la doccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) che non mi riesce in nessun modo di farli convivere con un minimo di dialogo ed attenzione vicendevole e sembrano sempre perennemente arrabbiati se non furiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Che non capisco cosa ci sia di divertente in tutto ciò. In questo sentirsi quasi dei voyeur di personaggi fatti con i bit, ma che paiono tanto simili ai vip dei reality televisivi (ed infatti sarà un caso che il libretto allegato faccia un rapido escursus descrittivo delle più famose trasmissioni televisive andate in onda?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d) che un videogioco può risultare il peggior ricettacolo delle banalità e dei luoghi comuni verso un single. Per questi soggetti la vita è solo preoccupazione di: guadagnare, mangiare, divertirsi, flirtare (e oltre) e, alla fine spossati da cotanti fatiche quotidiane, dormire su lettoni matrimoniali acquistati con abbondanti euri perché il giochino, per default, ti concede al massimo un lettino ad una piazza minuscola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, alla fine, ieri sera dopo l’ennesimo tentativo di avviare (cliccando esausto) i miei ultimi insistenti approcci di intesa (conversazione, scherzo, romanticismo, regali…) conclusi a vuoto con decisi dinieghi dell’unica affascinante (ma molto stronza direi) creaturina femminile esistente, ho deciso, al colmo della frustrazione esistenziale, di inviare a lei una sonora imprecazione colorita e ho spento il computer.&lt;br /&gt;Appena ho udito la ventola di raffreddamento annegare nel silenzio della casa, grazie al cielo, è suonato il telefono (quello vero) e dallo schermo (reale) ho letto il nome di una carissima amica (vivente!) che mi cercava. Ho schiacciato il pulsante e con sollievo le ho gridato: “CIAO BELLISSSSIMA!!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-4536820037032565985?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/4536820037032565985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=4536820037032565985&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4536820037032565985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/4536820037032565985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/04/vita-virtuale-spericolata.html' title='Vita (virtuale) spericolata'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-17139372.post-3020929614019707788</id><published>2005-04-20T23:03:00.000+02:00</published><updated>2007-06-29T23:18:50.427+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dalla cronaca'/><title type='text'>Habemus... pararatzinger</title><content type='html'>Il titolo non sembri irriverente ma qualche anchorman televisivo già lo chiama così (ci faranno un bel rap tipo quelli dei Pittura Fresca prima o poi, garantito).&lt;br /&gt;Del suo avvento al soglio Pontificio c’è chi si mostra ora gioioso e chi si spaventa alquanto. C’è chi lo ha rispettato come cardinale e chi lo teme ora pontefice. Non lo conosco e, di quel poco che ne sono venuto a sapere in questi anni, so che è stato fermo custode dell’ortodossia cattolica (che non va confusa con il cattolico ortodosso). A sentire alcuni, questa, pare una brutta parola. A me no. Trovo che di ortodossia e chiarezza, per coloro che credono ovviamente, ai nostri tempi ci voglia. Come anche un po’ di quell’avversione (eufemismo) mostrata nell’ultima omelia prima dell’investitura, riguardo al “relativismo culturale imperante” che qualcuno ha già tradotto immediatamente in un attacco al pensiero laico e a Voltaire. Non credo sia proprio così ma questo è un blog simpatico e semplice che non vuole tediare oltre. Ci sono altri luoghi più illuminati e illuminanti per trattare ciò con indubbia e migliore competenza.&lt;br /&gt;Ad ogni modo ci sarebbero molti altri –ismi ai quali sarei personalmente avverso, e magari ne farò un elenco divertente più in là, ma penso che forse intanto sia venuta l’ora di avere un Papa (non che Woityla non l’avesse fatto intendiamoci) che chiarisca meglio (ai cattolici e pure ai laici) quali siano le vere regole del gioco per definirsi corretti , coerenti e ortodossi cattolici appunto. I precetti non li ha solo il Corano per dire.&lt;br /&gt;Certo, ovviamente la Chiesa manterrà l’imposizione del celibato ai sacerdoti, il divieto d’accesso per le donne alla alte cariche prelate, scomunicherà sicuramente chi aderisce a pratiche omosessuali (solo?) o addirittura gli omosessuali stessi, s’impegnerà a limitare all’estremo l’adesione alla procreazione assistita (è in arrivo il referendum), chiederà certamente la rivisitazione della 184 (anche se non si capisce ai cattolici cosa possa importare visto che già sanno cosa fare), continuerà ad impedire ai divorziati di accedere ai sacramenti e di risposarsi in Chiesa. E allora? Cos’è? Non piace? E’ la Chiesa bellezza, dico parodiando un celebre detto cinematografico.&lt;br /&gt;Poi lo Stato, per cortesia però, rimanga pure laico com’è, o perlomeno agnostico, perché ci sarebbero da tutelare pure le mille altre realtà dichiaratamente non-cattoliche e, almeno dal punto di vista darwiniano, dichiaratamente provenienti dal medesimo preistorico casuale e puzzolente ceppo animale (i cattolici, da Antico Testamento, credono in un’altra origine, ovviamente più Alta e nobile).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi voglio sbilanciare ancora di più e aggiungo questa cosa che mi frulla in testa da tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non capisco i timori, per il prossimo referendum sulla procreazione assistita, manifestati dai cattolici e dai promotori dello stesso.&lt;br /&gt;Questi messi in campo sono temi altissimi, fondamentali (come lo sono stati quelli sul divorzio e sull’aborto, come può esserlo la Vita e la Morte) a cui ognuno deve aderire impegnando al massimo se stesso, informandosi come meglio gli riesce, senza calcoli politici o speculativi. Credo fermamente che si possa decidere liberamente di andare a votare per il si, per il no oppure di astenersi dal farlo (magari anche solo per pigrizia) in quanto pure questo è previsto dalla legge referendaria (quorum o non quorum). Non amo le chiamate alle armi (o gli eufemistici inviti a disertare) e tutti siamo cittadini coscienti di avere il nostro bel senso civico. Non trasformiamoci in avvilenti ultras o in partigiani da guerra civile. Credo che proprio questa chiamata alle urne per il referendum diverrà invece un reale e serio banco di prova per i cattolici italiani. Qualcuno li costringerà a contarsi per poi giudicare. E’ un tosto e brutto referendum questo che ci è stato appioppato, divenuto scomodo per tutti quanti. Sia per coloro che la Fede conservano con orgoglio dentro di sé, o la manifestano con bella convinzione, sia per chi ritiene di vivere bene lo stesso senza tali trascendentali bisogni. E non parliamo, poi, per le donne. Tutte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/17139372-3020929614019707788?l=jotaeprosecco.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/feeds/3020929614019707788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=17139372&amp;postID=3020929614019707788&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3020929614019707788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/17139372/posts/default/3020929614019707788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://jotaeprosecco.blogspot.com/2005/04/habemus-pararatzinger.html' title='Habemus... pararatzinger'/><author><name>Flavio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
