Ceneri
Sei seduto sulla scomoda panca di legno verniciato. Il tuo sguardo si rivolge all’abside dell’edificio. La lunga fila di teste, che si chinano dinnanzi al sacerdote a ricevere il pizzico di cenere sul capo, sta per concludersi. Lei, mentre si volta per rientrare al suo posto, la riconosci. Un po’ a fatica visti gli anni ormai passati, il suo viso segnato dal tempo e il taglio dei capelli allora impensabile. In braccio porta una bambina, non più di un anno e mezzo. Gli occhi, luminosi, sono quelli suoi.
Hai ripreso a frequentare la Chiesa senza capire veramente il motivo. Forse solo per staccare da una quotidianità di giorni tutti uguali. O perché lì dentro, per un’ora almeno, lasci fuori i tuoi pensieri ossessivi e puoi abbandonarti ad ascoltare il cuore.
Una volta, fino ai vent’anni almeno, sei stato davvero più convinto ma poi ti sei perso.
Ci sono amori che ti assorbono carnalmente e mentalmente. Ci sono amori totalizzanti, ai quali succube soccombi. Amori che trasformano e modificano il proprio essere per fondersi nell’altro. Poi un giorno ti risvegli dal coma e fuggi. O, meglio, vedi fuggire lei soprattutto.
Lontani senza più voglia di aver a che fare l’uno dell’altra. Tanto ci si sentiva indispensabili prima quanto superflui e inutili poi. Ogni cosa ha il suo tempo e c’è il tempo giusto per ogni cosa. Dicono. Chi di saggezza popolare o luoghi comuni s’intende.
La vedi mentre carezza e bacia la piccola che ora piange, forse ormai stanca di starsene in braccio.Tu osservi il tutto con il distacco scientifico di chi studia i gesti esatti di qualcosa che sarebbe potuto essere. Ti immagini al loro fianco. Al posto dell’uomo che ora sta stringendo e giocando con le piccole dita paffute.
Sarebbe bastato davvero un nulla allora. Una distrazione fatale qualunque. Molti la chiamano provvidenza o così-ha-voluto-il-destino.
Lei ha fatto sempre scudo a ciò sguainando tutto il repertorio medico farmacistico per evitare la sciagura. Perché così la considerava allora: una atroce sciagura. E te lo disse una sera con uno sguardo gelido e inesorabile: “Non provarci nemmeno che abortisco”.
L’anno del referendum sulla 194 tu hai siglato una scheda, lei l’opposta. Non te l’ha mai perdonata.
Oggi sei ancora un single con desideri da padre in un mondo di padri che vorrebbero tornar single. Lei, una femminista feroce che s’è ammansita dopo una gravidanza desiderata per anni. Dicono che abbia molto pregato ed ora è felice come una figliola prodiga.
La Messa è finita e li vedi alzarsi sorridenti. Ti alzi pure tu e in fretta ti volti per non rischiare di doverla incrociare mentre, con due colpi secchi di fastidio, levi l’ultima traccia di cenere donata caduta sulle spalle. E vorresti quasi che fosse forfora.
Hai ripreso a frequentare la Chiesa senza capire veramente il motivo. Forse solo per staccare da una quotidianità di giorni tutti uguali. O perché lì dentro, per un’ora almeno, lasci fuori i tuoi pensieri ossessivi e puoi abbandonarti ad ascoltare il cuore.
Una volta, fino ai vent’anni almeno, sei stato davvero più convinto ma poi ti sei perso.
Ci sono amori che ti assorbono carnalmente e mentalmente. Ci sono amori totalizzanti, ai quali succube soccombi. Amori che trasformano e modificano il proprio essere per fondersi nell’altro. Poi un giorno ti risvegli dal coma e fuggi. O, meglio, vedi fuggire lei soprattutto.
Lontani senza più voglia di aver a che fare l’uno dell’altra. Tanto ci si sentiva indispensabili prima quanto superflui e inutili poi. Ogni cosa ha il suo tempo e c’è il tempo giusto per ogni cosa. Dicono. Chi di saggezza popolare o luoghi comuni s’intende.
La vedi mentre carezza e bacia la piccola che ora piange, forse ormai stanca di starsene in braccio.Tu osservi il tutto con il distacco scientifico di chi studia i gesti esatti di qualcosa che sarebbe potuto essere. Ti immagini al loro fianco. Al posto dell’uomo che ora sta stringendo e giocando con le piccole dita paffute.
Sarebbe bastato davvero un nulla allora. Una distrazione fatale qualunque. Molti la chiamano provvidenza o così-ha-voluto-il-destino.
Lei ha fatto sempre scudo a ciò sguainando tutto il repertorio medico farmacistico per evitare la sciagura. Perché così la considerava allora: una atroce sciagura. E te lo disse una sera con uno sguardo gelido e inesorabile: “Non provarci nemmeno che abortisco”.
L’anno del referendum sulla 194 tu hai siglato una scheda, lei l’opposta. Non te l’ha mai perdonata.
Oggi sei ancora un single con desideri da padre in un mondo di padri che vorrebbero tornar single. Lei, una femminista feroce che s’è ammansita dopo una gravidanza desiderata per anni. Dicono che abbia molto pregato ed ora è felice come una figliola prodiga.
La Messa è finita e li vedi alzarsi sorridenti. Ti alzi pure tu e in fretta ti volti per non rischiare di doverla incrociare mentre, con due colpi secchi di fastidio, levi l’ultima traccia di cenere donata caduta sulle spalle. E vorresti quasi che fosse forfora.
Etichette: Attorno a me


4 Comments:
Trasmette così tanta emozione, che sembra autobiografia...
Sinceramente molto meno di quanto possa sembrare. Però è utile saper ascoltare il mondo che ti vive attorno. Un saluto.
Spesso lasciamo fuggire l'attimo, per inerzia, paura, ragionamento; ma non riusciamo piu' raggiungere quell'attimo!
si..ci sono amori in cui ti annulli e che, totalizzanti, ti fanno diventare piovra che opprime, avvolge e "uccide" l'oggetto del suo desiderio.
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