31 agosto 2007

Famiglie


Giorni di ferie, di riposo montano, il sole s’appresta all’eterna quotidiana immersione dietro la sagoma delle vette nell’ora del tramonto. C’è un piccolo ruscello che scorre parallelo ad una cinquantina di metri dalla strada asfaltata che stai percorrendo.
In mezzo si frappone un breve pezzo di terreno boschivo di giovani ornielli.
Tra i chiari ed esili tronchi si muovono dodici zampe affusolate. Una famigliola di camosci è scesa dall’alto del monte per venire a dissetarsi proprio lì.
Può capitare di incontrarne, dicono, durante le prime ore dell’alba o un po’ prima che venga sera. Se tieni fortuna ovviamente.
Così oggi è proprio una di quelle giornate fortunate, pensi, appena ti appresti ad invertire il senso di marcia dell’auto per ritornare veloce al punto dell’avvistamento.
Fermi l’auto, indichi gli animali al bambino seduto al tuo fianco, e iniziate ad osservarli assieme, in silenzio, sperando che non s’accorgano della vostra invadente presenza.
Il cucciolo di camoscio drizza le orecchie e volge il muso alla strana creatura materializzata davanti a sé. Gli animali adulti paiono indifferenti e incuranti di ciò continuando invece a brucare l’erba o masticare qualche foglia dai rami bassi.
Il bambino con gli occhi sgranati e il naso incollato al vetro li osserva trattenendo il fiato.
Per un attimo lo sguardo del cucciolo e quello del bambino sembrano incrociarsi. Ma è solo un attimo perché l’animale, con uno scarto improvviso, gli volge le spalle e va ad affondare il muso sotto la pancia della madre in cerca di protezione.
Non appena la famigliola scompare definitivamente alla vista giri la chiave e riaccendi il motore.
"Hai visto allora che belli?" dici al bambino che ruota la testa all’indietro sperando di poterli rivedere ancora una volta.
"Si", ti risponde.
"Stasera a casa facciamo un bel disegno con i pennarelli di quello che hai visto ora. Ti va?"
"Si, e poi quando torniamo in città lo mostro anche a papà".
"Bravo. E’ una bella idea, così gli racconti che belle giornate di vacanze stai facendo qui in montagna".
"Si, mi piace tanto stare in montagna con te. Ma anche il mare dell’anno scorso, con papà, mi piace. Potrebbe venire a trovarmi qui?"
"Certo che può. Puoi chiedergli di venire, per una volta, se vuoi."
" E deve venire anche l’amica di papà?".
"Beh, penso che il tuo papà la voglia con sè non credi?"
"Allora saremo…" e inizia con le dita a contare, "tu con mamma,io, papà e lei. Poi anche i nonni?"
Sospiri.
"Va bene, pure i nonni. Ma allora li voglio tutti, d’accordo? Hai contato quanti sono?"
Sottovoce ripassa i nomi e si tocca di nuovo le dita poi dà la soluzione.
"Sono sette".
"Sette? Sicuro, sicuro?". Riprende a contare.
"No. Sono sei. I nonni sono sei. E cosa faremo poi?", dice.
"Oh, beh, magari ci cuciniamo un bel po’ di carne alla griglia come l’altro giorno. Ti piace la carne alla griglia mi pare. Vero?"
"Si. Ok".
Con la coda dell’occhio lo osservi che guarda un punto lontano fuori dal finestrino.
Sul sedile posteriore la borsa con la spesa del supermercato s’affloscia e fa scivolare tra i sedili il pacco di biscotti per la colazione.
Il bambino si volta per raccogliere.
"Posso mangiare uno di questi? Ho davvero un po’ di troppa fame."
Tu sorridi divertito per lo strafalcione linguistico e gli carezzi il capo dolcemente mentre l’auto supera il cartello di entrata al paese.
"Dai, un secondo di pazienza che siamo arrivati davanti casa e mi sa che la mamma ci sta già aspettando con la cena in tavola".
Il bambino ripone il pacco di biscotti nella borsa e porta la mano al pulsante di slaccio della cintura di sicurezza. Chiede:
"Anche quel piccolo camoscio, ora, è andato a cena?"
Da fermo ingrani la retro e mentre ti appresti a parcheggiare rispondi con lo sguardo fisso al lunotto posteriore:
"Naturalmente. Tutte le famiglie e gli animali della terra, la sera, si riuniscono per la cena".

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4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

E' dolce! E mi fa pensare con simpatia alle famiglie allargate...
In fondo, se fatto con amore, tutto può diventare ricchezza.
Clara

8:35 PM  
Blogger Writer said...

Grazie Clara. Hai colto nel segno. Non tutti condividono ma è una cosa sulla quale dobbiamo fare i conti ormai.

11:28 PM  
Anonymous Anonimo said...

Io invece provo ad immaginare lo stato d'animo del bambino, trapela la voglia (comunque)di condividere questo periodo con entrambi i genitori e per il vuoto che sente dentro include anche i nonni!

1:10 PM  
Blogger Writer said...

Sono punti di vista opposti ma naturalmente legittimi. La mia posizione è che in fondo molto sembra ormai diventato inevitabile e ciò che per i bimbi di un tempo era un trauma per quelli di oggi, grazie al senso di responsabilità di noi adulti, può diventare una aggiuntiva fonte di ricchezza e amore.

8:11 PM  

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