W i PC (Pensionati Competenti)
Ho passato un dopo pranzo domenicale di una sagra paesana a chiacchierare amabilmente con un logorroico pensionato al quale, poi, s’è aggiunto mio padre (pensionato pure lui ma molto meno logorroico ve lo assicuro). Di cosa credete abbiamo conversato? Di pensioni? Televisioni? Di panchine e piccioni? No. Di Computer. Quaranta minuti di informazioni e consigli (loro) sul miglior uso di word, excel, tabulati e calcoli automatici. Su come automatizzare la stampa di un’agenda di indirizzi sulle buste da lettera, su come fare i migliori fotomontaggi e i grafici a torta. Mi hanno raccontato dei loro corsi di informatica attivati dalle loro banche in quanto soci. Cosa fanno lì e quanto durano le lezioni. Quanto è bravo o meno l’istruttore rispetto loro autodidatti convinti o, spesso, per necessità. Ho avvertito un entusiasmo genuino e una passione vera. L’iconografia del pensionato al parco, o rimbambito davanti al televisore, è pura leggenda. Ma si sapeva. Questi hanno fame di conoscenza e voglia di mantenersi allenato il cervello anche con una creatività fatta di semplici uni e zeri. E fanno dell’uso sapiente della tecnologia informatica la loro bandiera. Noi giovani di belle speranze foraggiamo di RAM e Gigabyte i nostri PC per crearci realtà virtuali sempre più sofisticate. Viviamo di sparatutto, di fantasy e di sport simulato da un gamepad. Questi invece partono magari da Windows 3.1 e con esso crescono e perfezionano il loro piccolo ma concreto quotidiano fatto di conti e bollette da registrare, di foto di famiglia e filmini da riversare. C’è una saggezza ed una sapienza della vita che si rende manifesta anche seduti (canuti) davanti al monitor.
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