Le ragazze dell'est
Riposto il telefono, uscito dalla stanza, intento con piccoli balzi a non toccare con le scarpe le zone di pavimento non ancora perfettamente asciutte, riprendendo il dialogo momentaneamente interrotto, lei mi fa:
"E con le donne invece?".
Guardo i suoi occhi sorridenti che mostrano un che di malizioso.
"Quali donne?", rispondo come fosse la cosa più stupefacente di questo mondo.
"Oh, mica sarà difficile per lei trovare donna. Ce ne sono così tante in giro".
Dico: "Ma darmi del tu una buona volta per tutte, no? Questo lei insistente mi fa sentire davvero poco giovane. Mi aumenta l’età di almeno una decina d’anni!".
"Ma è difficile a me dare del tu a chi non è della mia famiglia! Da noi non si usa questo", mi dice quasi sconsolata.
"Allora da voi esiste una pessima abitudine, lasciatelo dire. E sappi pure che noi italiani ci siamo evoluti in esseri così altamente maleducati da evitarci qualunque formalità".
Ride.
"Allora provo ancora di nuovo a darti il tu. E mi fa tanto piacere anche che tu ti senta giovane. Perché, è vero, tu sei uomo giovane."
Ecco, in effetti la ragazza sa come dare il tu e tirare su un uomo da una giornata di palloso lavoro d’ufficio.
Lei continua: "Io quando esco la sera con amici italiani mi dicono tutti di avere problemi con proprie donne. "
"Ma pensa", dico io. "E lo confidano a te?"
"Si. E capita spesso che ci sono donne con noi in ristorante di trenta, trentacinque anni, e sono tutte sole. Così se tu vuoi venire una volta te le presento".
"Beh, grazie allora, terrò presente il tuo gentile invito per approfittarne appena possibile" e mi sfugge nel dire ciò un filino di sarcasmo nel tono di voce.
"Guarda che mica sono donne vecchie, quelle, per te!", dice lei prontamente.
"E ti pare che lo nego? Quella, per me, è l’età migliore e più seducente di una donna! Siamo sicuri però che siano donne davvero sole, senza uomini segreti in testa o lasciati da qualche parte temporaneamente? Perché sai, a volte, succede".
Rimane perplessa dalla mia osservazione mentre con la scopa in mano s’avvicina sino a sfiorare i miei piedi.
"Attenta! Una cosa a cui credono qui è che se ci si fa toccare da quella finisce che non ci si sposa più", sorrido sornione.
"Oh, beh, allora perché tu allunghi tuo piede proprio verso questa?" E ritira la scopa fermandosi e guardandomi negli occhi.
"Da noi una donna quando arriva a ventisette anni senza essere ancora sposata rischia di rimanere sola per sempre", dice.
"Da noi invece donne che si sposano prima dei ventisette anni sono una vera rarità, credimi, soprattutto qui al nord", asserisco.
Tempo prima mi aveva confidato di avere venticinque anni così inizio d’un tratto a veder apparire, sopra la sua testa, una spia accesa di colore rosso ad indicare: emergenza.
"Però non ci sono solo italiane qui ma anche tante straniere se tu vuoi. E poi so che molti italiani vengono in mio paese e conoscono donne del posto e sono contenti. Qui le donne vostre piace invece solo uscire con il Porsche la sera e avere tanti vestiti belli."
Mentre mi dice questo la osservo: scarpe eleganti, pantaloni di ottima marca e fattura, cintura griffata, borsetta in vera pelle abbandonata sul tavolo. Sarà critica con le italiane, non so quali compagnie altolocate frequenti, ma la ragazza nello shopping pare optare molto facilmente per l’acquisto expensive piuttosto che al cheap.
Prosegue:
"Un anno fa ho lavorato in grande villa con piscina, non lontano da qui, dove c’era una coppia, marito e moglie, separati in casa con ciascuno il proprio amante fuori. Per fortuna ci ho lavorato poco lì perchè sapessi cosa si urlavano tutte le mattine pensando che non capivo bene l'italiano. Ma come fanno a vivere ancora assieme così se loro non si amano più?"
Intuisco così che la ragazza oltre a ben spendere è pure una gran romanticona così mi appresto a stimare adeguato numero di carati infilabili sul suo esile anulare.
Rimango ancora a chiacchierare del più e del meno mentre l’orario volge al termine.
Mi ci è voluto tempo per accettare l’idea di lasciarle tranquillamente la mia casa a completa disposizione per qualche ora alla settimana. Adesso però mi piace l’idea di entrare in casa al termine del lavoro e di sentire la radio accesa su una stazione di musica. Mi intriga la posizione alternativa dei centrini di stoffa sopra il mobilio, che lei predilige lasciare sghembi appositamente per dare un tocco diverso e meno conformista. Sarò cretino ma mi piace persino la sua recente disinvoltura nel rispondere alle chiamate sul suo cellulare senza costringersi a conversare appartata da me. Tutto ciò mi dona una sensazione di forte calore umano e maggior confidenza.
Quando me la rivedo davanti vestita con gli abiti per uscire penso che non potrà certo avere problemi a trovarsi un ragazzo qui in Italia graziosa e alta com’è.
Confesso che i primi tempi avevo scelto di rimanere fuori di casa, fino a che non avesse terminato, un po’ per timidezza, un po’ per non intralciarla con la mia inutile presenza, e perché disabituato alla coabitazione, moltissimo per la sua fresca età che sento pericolosa come la nitroglicerina.
Forse il candore che ostenta se l’è costruito ed enfatizzato per avvicinare meglio le persone.
Perché trovarsi a vivere soli in luoghi lontani dagli affetti famigliari è un’esperienza che, seppur non vissuta da straniero, posso in parte comprendere per averla in qualche misura provata anche io alla sua stessa età.
La seguo sul pianerottolo. Un attimo prima di imboccare la seconda rampa di scale a scendere alza il viso in alto e mi saluta con la mano dicendomi: "Con le donne, mi raccomando però, datti da fare".
Le rispondo con un sorriso muto di riconoscenza, per il modo scherzoso di porgermi quel consiglio, e le invio una strizzata d’occhio complice.
Chiudo la porta dell’appartamento dietro me e ad occhi chiusi mi ripeto: "potrebbe essere mia figlia, potrebbe anche essere mia figlia…"
E’ una frase mantra che decido da subito di non seguitare a ripetere.
"E con le donne invece?".
Guardo i suoi occhi sorridenti che mostrano un che di malizioso.
"Quali donne?", rispondo come fosse la cosa più stupefacente di questo mondo.
"Oh, mica sarà difficile per lei trovare donna. Ce ne sono così tante in giro".
Dico: "Ma darmi del tu una buona volta per tutte, no? Questo lei insistente mi fa sentire davvero poco giovane. Mi aumenta l’età di almeno una decina d’anni!".
"Ma è difficile a me dare del tu a chi non è della mia famiglia! Da noi non si usa questo", mi dice quasi sconsolata.
"Allora da voi esiste una pessima abitudine, lasciatelo dire. E sappi pure che noi italiani ci siamo evoluti in esseri così altamente maleducati da evitarci qualunque formalità".
Ride.
"Allora provo ancora di nuovo a darti il tu. E mi fa tanto piacere anche che tu ti senta giovane. Perché, è vero, tu sei uomo giovane."
Ecco, in effetti la ragazza sa come dare il tu e tirare su un uomo da una giornata di palloso lavoro d’ufficio.
Lei continua: "Io quando esco la sera con amici italiani mi dicono tutti di avere problemi con proprie donne. "
"Ma pensa", dico io. "E lo confidano a te?"
"Si. E capita spesso che ci sono donne con noi in ristorante di trenta, trentacinque anni, e sono tutte sole. Così se tu vuoi venire una volta te le presento".
"Beh, grazie allora, terrò presente il tuo gentile invito per approfittarne appena possibile" e mi sfugge nel dire ciò un filino di sarcasmo nel tono di voce.
"Guarda che mica sono donne vecchie, quelle, per te!", dice lei prontamente.
"E ti pare che lo nego? Quella, per me, è l’età migliore e più seducente di una donna! Siamo sicuri però che siano donne davvero sole, senza uomini segreti in testa o lasciati da qualche parte temporaneamente? Perché sai, a volte, succede".
Rimane perplessa dalla mia osservazione mentre con la scopa in mano s’avvicina sino a sfiorare i miei piedi.
"Attenta! Una cosa a cui credono qui è che se ci si fa toccare da quella finisce che non ci si sposa più", sorrido sornione.
"Oh, beh, allora perché tu allunghi tuo piede proprio verso questa?" E ritira la scopa fermandosi e guardandomi negli occhi.
"Da noi una donna quando arriva a ventisette anni senza essere ancora sposata rischia di rimanere sola per sempre", dice.
"Da noi invece donne che si sposano prima dei ventisette anni sono una vera rarità, credimi, soprattutto qui al nord", asserisco.
Tempo prima mi aveva confidato di avere venticinque anni così inizio d’un tratto a veder apparire, sopra la sua testa, una spia accesa di colore rosso ad indicare: emergenza.
"Però non ci sono solo italiane qui ma anche tante straniere se tu vuoi. E poi so che molti italiani vengono in mio paese e conoscono donne del posto e sono contenti. Qui le donne vostre piace invece solo uscire con il Porsche la sera e avere tanti vestiti belli."
Mentre mi dice questo la osservo: scarpe eleganti, pantaloni di ottima marca e fattura, cintura griffata, borsetta in vera pelle abbandonata sul tavolo. Sarà critica con le italiane, non so quali compagnie altolocate frequenti, ma la ragazza nello shopping pare optare molto facilmente per l’acquisto expensive piuttosto che al cheap.
Prosegue:
"Un anno fa ho lavorato in grande villa con piscina, non lontano da qui, dove c’era una coppia, marito e moglie, separati in casa con ciascuno il proprio amante fuori. Per fortuna ci ho lavorato poco lì perchè sapessi cosa si urlavano tutte le mattine pensando che non capivo bene l'italiano. Ma come fanno a vivere ancora assieme così se loro non si amano più?"
Intuisco così che la ragazza oltre a ben spendere è pure una gran romanticona così mi appresto a stimare adeguato numero di carati infilabili sul suo esile anulare.
Rimango ancora a chiacchierare del più e del meno mentre l’orario volge al termine.
Mi ci è voluto tempo per accettare l’idea di lasciarle tranquillamente la mia casa a completa disposizione per qualche ora alla settimana. Adesso però mi piace l’idea di entrare in casa al termine del lavoro e di sentire la radio accesa su una stazione di musica. Mi intriga la posizione alternativa dei centrini di stoffa sopra il mobilio, che lei predilige lasciare sghembi appositamente per dare un tocco diverso e meno conformista. Sarò cretino ma mi piace persino la sua recente disinvoltura nel rispondere alle chiamate sul suo cellulare senza costringersi a conversare appartata da me. Tutto ciò mi dona una sensazione di forte calore umano e maggior confidenza.
Quando me la rivedo davanti vestita con gli abiti per uscire penso che non potrà certo avere problemi a trovarsi un ragazzo qui in Italia graziosa e alta com’è.
Confesso che i primi tempi avevo scelto di rimanere fuori di casa, fino a che non avesse terminato, un po’ per timidezza, un po’ per non intralciarla con la mia inutile presenza, e perché disabituato alla coabitazione, moltissimo per la sua fresca età che sento pericolosa come la nitroglicerina.
Forse il candore che ostenta se l’è costruito ed enfatizzato per avvicinare meglio le persone.
Perché trovarsi a vivere soli in luoghi lontani dagli affetti famigliari è un’esperienza che, seppur non vissuta da straniero, posso in parte comprendere per averla in qualche misura provata anche io alla sua stessa età.
La seguo sul pianerottolo. Un attimo prima di imboccare la seconda rampa di scale a scendere alza il viso in alto e mi saluta con la mano dicendomi: "Con le donne, mi raccomando però, datti da fare".
Le rispondo con un sorriso muto di riconoscenza, per il modo scherzoso di porgermi quel consiglio, e le invio una strizzata d’occhio complice.
Chiudo la porta dell’appartamento dietro me e ad occhi chiusi mi ripeto: "potrebbe essere mia figlia, potrebbe anche essere mia figlia…"
E’ una frase mantra che decido da subito di non seguitare a ripetere.
Etichette: Attorno a me


3 Comments:
Ecco, bravo, non recitare quel mantra!
Sei sicuro che non ti stia corteggiando?
Potrebbe essere tua figlia, eh?
Ad un amico che tempo fa stava per fare una mossa un po' azzardata, ho detto di pensare a come noi, a vent'anni, vedavamo quelli di quaranta. Vecchi.
;-)
@ anonimo: non credo mi stia davvero corteggiando ma quel mantra sono giorni che non me lo levo dalla testa.
@ cristina: le mie coetanee vent'anni fa desideravano uomini giusti per la loro età, di appena qualche anno superiori. Oggi, molte di quelle stesse coetanee, apprezzano o apprezzerebbero volentieri i ragazzotti ben, di molto, più giovani di loro. Vogliamo chieder a tali maschietti cosa pensano di queste? Patetiche
;-)
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