08 marzo 2007

attesa


Oggi c’è un fiore ad una donna
a ricordare che l’attendo
come altra parte di cielo
solcato da nuvole lievi
di sguardo complice
e improvvisato sorriso
di rabbia trattenuta
e rossore sul viso.
Un fiore ad una donna a ricordare
quante volte potremmo finire lontano
col desiderio di volerci ritrovare
fosse solo per dirsi un : ti amo

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3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Non posso essere sola,
mi viene a visitare
una schiera di ospiti,
non sono registrati,
non usano la chiave,
non han né vesti, né nomi,
né climi, né almanacchi,
ma dimore comuni,
proprio come gli gnomi,
messaggeri interiori
ne annunciano l'arrivo,
invece la partenza
non è annunciata, infatti
non sono mai partiti.
Emily Dickinson

11:26 AM  
Blogger Writer said...

Quanto mai appropriati questi versi. E poi una poesia della Dickinson non si rifiuta mai. Grazie

3:08 PM  
Anonymous Anonimo said...

Grazie a te..
La porta
(Simone Weil)
Aprite la porta, dunque, e vedremo i verzieri,
berremo la loro acqua fredda che la luna ha traversato.
Il lungo cammino arde ostile agli stranieri.
Erriamo senza sapere e non troviamo rifugio.
Vogliamo vedere i fiori. Qui la sete ci sovrasta.
Sofferenti, in attesa, eccoci davanti alla porta.
Se occorre l'abbatteremo con i nostri colpi.
Incalziamo e spingiamo, ma la barriera è troppo forte.
Bisogna attendere, sfiniti, guardare invano.
Guardiamo la porta; è chiusa, intransitabile.
Vi fissiamo lo sguardo; nel tormento spingiamo;
noi la vediamo sempre, gravati dal peso del tempo.
La porta è davanti a noi; a cosa serve desiderare?
Meglio sarebbe andare senza più speranza.
Non entreremo mai. Siamo stanchi di vederla.
La porta aprendosi liberò tanto silenzio.
Che nessun fiore apparve, né i verzieri;
solo lo spazio immenso nel vuoto e nella luce
apparve d'improvviso da parte a parte, colmò il cuore,
lavò gli occhi quasi cechi sotto la polvere.
Adoro la Weil..e riabbraccio l'antica serenità

11:14 AM  

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