08 marzo 2007

attesa


Oggi c’è un fiore ad una donna
a ricordare che l’attendo
come altra parte di cielo
solcato da nuvole lievi
di sguardo complice
e improvvisato sorriso
di rabbia trattenuta
e rossore sul viso.
Un fiore ad una donna a ricordare
quante volte potremmo finire lontano
col desiderio di volerci ritrovare
fosse solo per dirsi un : ti amo

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07 marzo 2007

Cyrano du Nip&Tuck

Molti anni fa una amica mi fece prendere un mezzo colpo.
Mi si presentò davanti con un look rinnovato e francamente a dir poco scioccante. Non portava capelli tagliati nè un trucco pesante, né tantomeno unghie da rapace ma aveva, semplicemente, il suo naso rifatto. Confesso che a quella vista ne rimasi deluso. Il naso precedente che ricordavo, come si suol dire in questi casi con facile eufemismo, era un naso importante e a me piaceva e mi intrigava moltissimo. Quella nuova ostentata piccola protuberanza alla francese, vezzosamente sollevata all’insù, mi procurò invece non poco fastidio e disappunto. Quasi fosse divenuto un assoluto corpo estraneo che mi costringesse, d’ora in poi, a mutare la mia percezione intima di lei.
Avrei voluto persino chiamarla con un nuovo nome.
Lei però mi confessò sin da subito di ritenersi finalmente soddisfatta e felice di ciò che aveva compiuto e non ebbi il coraggio di dirle mai nulla.
Questo breve aneddoto per dire che capita molto spesso di incontrare persone che si odiano per un naso prominente o per un loro perenne sovrappeso, o perché frustrati per la scarsa altezza o i radi capelli. Devo anche aggiungere che dovrei trovare altrettanto terribile il fatto che, per esempio, io possegga tutte queste cose assieme. Ma fa nulla.
Si dice sempre che conta solo ciò che si ha dentro, la sostanza dell’animo vero, il lato B del proprio essere (come lo definisce la mia cara amica blogger BimbaJet) ma sappiamo tutti che purtroppo non è del tutto così per la stragrande maggioranza di umani comprendendovi in essi sia le donne, ovviamente, quanto gli uomini in rapida ascesa di vanità similfemminile.
Certamente il maturare dell’età può aiutare a farsene una ragione delle proprie piccole o grandi imperfezioni, ma cosa realmente accade quando si è invece ancora giovani? Quando il proprio corpo cresce e si modella e la personalità lentamente segue e s’adegua pur sembrando andare da un’altra parte?
In una società come la nostra, che della selezione visiva e della omologazione fisica fa il proprio esasperato credo, sarebbe fin troppo ingiusto giudicare indistintamente chiunque ricorra alla chirurgia plastica. E ciò senza comprendere la differenza tra chi si rivolge ad essa per sconfiggere un tormento quotidiano, causato da un difetto fisico evidente, da coloro che vi accedono per imbottirsi un seno, spesso già molto grazioso sin dalla giovane età, o per farsi levigare la pelle avvizzita cercando un’eterna giovinezza apparente, in preda ognuno ad una ansiosa rincorsa ai canoni di bellezza imposti dai media.
D’altronde ormai bastano poche migliaia di euro per un’operazioncina chirurgica dall’impatto lieve quanto un’estrazione dentale.
Questa è una società che, negli ultimissimi decenni, con un progresso tecnico e scientifico rapidissimo, ha scelto di spezzare l’inseparabile da millenni: la stretta e intima comunione dell’anima con il corpo a favore esclusivo della esibizione dell’ultimo.
Ci hanno ridotto a credere di esistere per il mondo solo in quanto contenitori di carne grezza che necessita di essere costantemente modellata con una siringata qui, un’aspirazione lì, la limatura di un osso, il tiraggio della cute, l’innesto, l’autoinnesto e il trapianto di un capello, fino alla ossessiva depilazione definitiva attraverso l’uso di laser, o l’inserimento sottocutaneo di materiale inorganico come il bottox e il silicone. E la tendenza per tutto ciò è quella di coinvolgere sempre più spesso, purtroppo, soprattutto i giovani e i giovanissimi che invece avrebbero bisogno, forse, di essere semplicemente accettati, naturalmente accolti, sospinti e sostenuti, nel loro primo affacciarsi alla vita adulta così come sono realmente. Ma soprattutto nell’aiutarli ad accettare il proprio originale aspetto fisico quale somma di fattori ereditari e genetici che rendono ogni persona un pezzo unico e inimitabile.
Poi succede magari che la maggioranza non si lasci condizionare dall’amore per la facile clonazione parziale e che un’altra buona parte decida di mettersi nelle mani di un qualsiasi chirurgo rimestaplastico e, per fortuna, gli possa andar bene. Ma può anche succedere invece che a qualcuno, purtroppo, seppur rarissimo caso, possa al contrario andar storta. Ma storta davvero. Com'è accaduto in questi giorni al ragazzo diciannovenne che, per arresto cardiaco proprio durante un'intervento di chirurgia estetica al naso per lui imbarazzante, lo attende il cimitero con una foto sulla lapide. Una di quelle foto, magari, che ha odiato da tutta una vita e che avrebbe voluto celare ed invece lo mostreranno al mondo così com'era. Esattamente. Immobile e immutabile. Per l’eternità.

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