16 ottobre 2006

Banchieri di Dio

Dal 1975 al 1982 si compì la parabola di un famoso, allora, presidente di Banca. Parlo del Banco Ambrosiano per intenderci.
In quei tempi era abitudine, per chi volesse contare e avere un inequivocabile potere in Italia, tenere con sé una tessera P2 come noi portiamo in tasca quella dell’Esselunga, della CGIL o di un qualunque club di scambisti.
Furono anni di riciclaggio di denaro sporco e mafioso, di finanziamenti illegali e innominabili, di operazioni internazionali spregiudicate e assai poco etiche. Si parlò persino di un coinvolgimento del Vaticano attraverso la propria banca, lo IOR, presieduta allora dalla buonanima del Monsignor Marcinkus.
Il presidente in questione si chiamava Roberto Calvi e all’epoca ricevette dai media l’impegnativa e responsabilizzante etichetta di: "Banchiere di Dio".
Infatti concluse i suoi giorni quasi come nostro Signore: appeso anche lui non ad una croce sul Colgota ma ad una arcata di un ponte sul Tamigi. Dissero suicidio ma grazie all’aiuto solerte di un qualche Giuda sconosciuto.
M viene da ricordare tutto ciò perché leggo di un certo economista originario del Bangladesh che dal 1983, attraverso la sua Grameen Bank (Banca dei "grami" verrebbe da dire), è riuscito a creare un sistema di finanziamento, tramite microcrediti ad interesse nullo ed esente da garanzie, utile a finanziare poveri nei loro legittimi sogni e desideri di riscatto dalla loro condizione di vita inaccettabile.
Il bello è che il sistema ha funzionato sin da subito e i crediti concessi sono stati sempre restituiti nel tempo previsto senza alcuna perdita sostanziale da parte della Banca.
Tutto ciò ha meritato la consegna del Nobel per la pace 2006 e, stavolta, alla commissione di Oslo, dò il mio più gradito e sincero plauso.
Il premiato si chiama Muhammad (ma pensa un po’ che beffa di stì tempi) Yunus e ha devoluto ulteriormente grossa parte del suo bel lauto premio al finanziamento di un ospedale specializzato in oculistica per poveri, nonchè alla produzione di cibo a basso costo ma ad alto valore nutrizionale.
A differenza del primo, descritto qui sopra, il signor Muhammad Yunus sta ancora perfettamente in salute ed è davvero felice. E non solo per se stesso.
Nessuno ancora, però, ha pensato di chiamarlo "Banchiere di Dio" pur essendone, lui si certamente, in possesso di ben migliori credenziali e titoli

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4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

ben trovato.
finalmente aggiorni il post e devo farti i complimenti: le belle notizie si leggono sempre volentieri !
Spero tu stia bene
ti mando un abbraccio

lagradisca

6:44 PM  
Blogger Writer said...

Alcuni problemi tecnici mi hanno costretto ad un quasi esilio. Ora mi riesce di nuovo a farti visita ed è un piacere anche ritrovarti qui. Un bacio

6:40 PM  
Anonymous Anonimo said...

Scusa la polemica..
Perché ricorrere a un'entità trascendente per giustificare il bene? Quasi che ci fossero gli "unti del Signore".
Non è abbastanza fare del bene a nome dell'uomo?

3:30 PM  
Anonymous Anonimo said...

Infatti la mia polemica era sulle inopportune e a volte incaute etichette "trascendenti" che dà, molto spesso, la categoria alla quale aspiri di appartenere. Qui ho voluto solo evidenziare un paradosso, attraverso un cortocircuito temporale tra passato e presente, della mia memoria. Gli unti del Signore non c'entrano proprio nulla. Grazie a Dio (ops!)

5:44 PM  

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