20 settembre 2006

L'insostenibile leggerezza dell'essere Papa

Si può accusare il Papa attuale di amare troppo la finezza intellettuale e di prediligere i simposi della cultura accademica a differenza del predecessore che si beava del calore di folle oceaniche e festanti con un occhio al sagrato di San Pietro e l’altro alla telecamera.
Non voglio sembrare qui irriverente.
Ma, davvero, accusare il Pontefice attuale di scarsa sensibilità politica e diplomatica per ciò che ha detto, o meglio, letto, nel suo viaggio apostolico in Germania, visto quello che rappresenta, mi lascia francamente perplesso.
Estrapolare da un discorso di sei pagine un paragrafo di una ventina di righe per scatenare un’iraddidio strumentale in mezzo pianeta, con tanto di fantocci e immaginette del Papa bruciate nella pubblica piazza; aggiungere al tutto l’ennesimo religioso (o religiosa in quest’ultimo caso) freddamente ammazzato per strada da misteriosi sicari , fa andare col pensiero alla analoga gaffe (per dire) delle vignette satiriche di alcuni mesi fa.
Non si può certo accettare che la Democrazia Occidentale esporti i suoi valori con le invasioni preventive ma nemmeno si può rimanere ignavi e passivi a questo disegno provocatorio del terrorismo islamico che piano piano sta modellando le giovani generazioni musulmane che vivono soprattutto qui in Europa.
E’ inderogabilmente necessaria una presa di posizione della comunità musulmana moderata, che ha scelto di vivere in occidente, che sia chiara e ferma a difesa dei valori democratici comuni.
Poi il burka si continui a indossarlo pure non pretendendo di imporlo a chi non lo desidera, atteggiandosi pure a ipocrita vittima perseguitata, se la sua visione nei giardinetti delle nostre scuole e nei rimanenti ambienti del vivere quotidiano reca inquietudine e fastidio. L’arroganza in questo caso non abita certo qui né tantomeno il razzismo (parola di cui ci si riempie facile la bocca soprattutto a sinistra).
Gli amici musulmani sappiano che, almeno per ora e non sappiamo per quanto, qui in occidente, nelle scuole e nelle famiglie (ma dateci tempo) si sta provando a far lo sforzo di arrivare ad una integrazione, tra una partita su Sky e Desperate Housewives, spiegando ai nostri figli (che si dice siano impauriti) che il mondo non è fatto solo di playstation, Coca Cola e merendine del Mulino Bianco, ma forse è un tantino più complesso.
Poi per finire mi chiedo anche: ma quanti di noi, stimati cattolici che partecipiamo alla S.Messa domenicale con la medesima passione di una coppia trentennale di coniugi al sabato sera, avrebbero compreso l'allusivo discriminatorio messaggio ostile alla religione musulmana nel discorso di Ratzinger all’Università di Regensburg il 12 settembre u.s.? Ma poi stò Regensburg (Ratisbona), che pare il nome di una casa di giocattoli, dove stà? E la storiella dell’imperatore bizantino e del persiano colto avvenuta nel 1391 è alla fine così scandalosa o c’è tanto anche di ovvio (almeno per noi credenti di oggi)?
Che nel passato l’imposizione della Fede sia stata spesso accompagnata al clangore del ferro delle armature e delle spade, da entrambe le parti, lo si trova scritto da decenni su tutti i libri di storia (compreso il testo ormai sacro dell’apostolo Dan Brown).
Eppure…
Eppure non si può far a meno di pensare che se in un angolo polveroso di una via di Islamabad, o Teheran, un qualsiasi bambino dodicenne, magari in questo esatto momento, davanti la telecamera compiacente di una TV di parte, sta bruciando una foto di Ratzinger con il sorriso sulle labbra …

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