19 aprile 2006

Punto di vista


Guarda giù il bambino. Lo sguardo a cogliere l’orizzonte. Lo stomaco in subbuglio per la salita. L’abitacolo dove sta seduto è un guscio sospeso tremolante nel vuoto. Osserva giù il bambino le formiche. Perché è di questo che si trattano. Un brulichio di formiche dalle testoline colorate che entrano ed escono da porte e gallerie di costruzioni di cartapesta altrettanto colorate e che formano lunghissime code sui sentieri e i vialetti illuminati a festa. Ha già fatto conoscenza, il bambino, con mezzo universo di personaggi animati visti in tv. E ora sa per certo lui dove tutti si riuniscono ogni qualvolta mamma spegne l’apparecchio della cucina e lo schermo diventa tutto nero carbone. Di un paio di essi tiene persino una foto tra le dita con lui immortalato in mezzo a loro a sorridere e salutare.
Aspetta che questa la mostri ai miei amichetti dell’asilo e chissà le facce!
Guarda giù col naso gocciolante di meraviglia mentre il guscio, sospeso ed appeso all’immensa ruota girevole, prosegue nella lenta discesa dal culmine in cui si trova.
Improvviso sente mancargli il respiro quando le dita del padre stringono il suo naso neanche fosse una nocciolina da rompere dentro quella tela bianca, morbida, profumata che sa essere il fazzolettino di carta.
Una volta libero dalla fastidiosa morsa, con la narice ancora incollata e il respiro a metà potenza, può liberare finalmente la voce voltandosi verso il torturatore: “Papà! Guadda! IL MONDO!!

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1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Forse il bambino ha visto "The bug's life" ed ha pensato di essere Flic, che andava a conoscere il mondo!

8:33 PM  

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