Mr Provenzano, I suppose

Mi pare di vederlo, chino sulla macchina da scrivere Brother con le dita sporche di terriccio, di sterco, di latte rinsecchito di capra.
Mi pare di udirlo picchiettare, con le unghie spezzate, i tastini elettrici e morbidi.
Poi, dal giorno dell’acquisto di quella macchina oggi obsoleta e dalla testina ormai consunta, è stato sempre un infilare ed estrarre fogli a simulare arcaici sms di carta a basso costo.
Frasi secche, perentorie anche nell’ordinare ad una moglie lontana la consegna di una cesta di mutande pulite e profumate.
Per ogni foglio inchiostrato un ammazzato chissà dove.
Nemmeno il tempo di studiare un po’ d’italiano, uno straccio di sintassi e grammatica che per uccidere non servono parole dette, o scritte, forbite.
Più facile certamente solcare i campi con “u’ tratturu” che incidere un foglio con la punta di una penna.
Per quasi mezzo secolo gli è bastato evitare quello che nessun criminale riesce più a fare oggi e cioè: di abbandonare in giro tutti quei residui filamentosi di files che il nostro quotidiano crea in ogni dove grazie alla nostra moderna tecnologia comunicativa.
Niente tracce elettroniche di telefono, cellulare e tantomeno pc.
Per lui “Echelon” avrebbe potuto anche significare “Sucaminchia” per quello che gli è mai importato di sapere.
Infine è accaduto semplicemente che uno o due picciotti si siano decisi a “cantare” (e questo è stato per lui la vera imprevedibilità e forse l’unico suo vero fatale errore).
Quando ha sentito aprire la porta con violenza s’è alzato dalla sedia e, rimanendo immobile con la mente a ricordare dove mai fosse finita la pistola arrugginita, depositata e dimenticata da qualche parte nella masseria, ha lasciato che il soggiorno s’innondasse di uomini col passamontagna e giubbotto antiproiettile DIA.
Ha persino sorriso senza opporre resistenza alcuna mentre, uno dei poliziotti con le manette in mano, si stava avvicinando a lui dicendo: “Don Provenzano, suppongo?”.
Etichette: dalla cronaca


4 Comments:
Hai visto che stanza da bagno grande?
Forse non aveva le mani sporche di terriccio, ma solo di delitti.
Però c'era la Madonnina ed il rosario e la Bibbia...
Povero il mio Cristo in Croce!
Sai, mi fa pensare.
Il boss non lascia tracce. O almeno niente che, senza ombra di dubbio, possa essere riconducibile a lui.
Noi, con i nostri file sparsi ovunque, siamo passati dal modello di uomo animale sociale a quello di uomo animale pubblico. Non c'è rimasto un posto dove nascondere qualcosa.
@ anonimo: in fondo Gesù era pur sempre un boss con una sua "cupola" di apostoli "armati" dalla sua Parola (che ferisce più della spada)
@ Cristina: pensa a Profeta,
discutibile serial killer padovano, beccato in tempi brevi grazie alle tracce telefoniche.
Perché dovremmo nascondere qualcosa? E' così liberatorio non avere segreti!
E Gesù era (ed è) un "boss" che lasciava tracce ovunque: infatti gli sono bastati tre anni per essere catturato...
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