24 marzo 2006

Pantelleria


Ho raccolto fichi secchi e seminato pensieri
in questa nera terra pantesca
dove il vento sodomizza alberi e case
dove scultorei fichi d’india s’aggrappano all’ossidiana
e strisciano capperi ed ulivi
dove gli orti occlusi dei dammusi fioriscono
di gelsomini e limoni
e uno strampalato gallo risuona a mezzogiorno
dove il cielo e il mare si scambiano riflessi con violenza
e martirizzano gli uomini e le coste
dove i boschi sempreverdi di pino marittimo
si stendono allo sguardo e precipitano verso il mare
assieme alle macchie d’arbusto di scappuccino
e un profumo inebriante di rosmarino
aleggia sospeso e trasportato dal vento
dove guizzanti sarmuscele fanno capolino
tra le pietre candide spennellate dal sole cocente
dove si sente permanente il sapore passito
dell’ambrato zuccheroso zibibbo
nettare gradito agli dei
agli uomini con le nocche consunte
dalla canapa delle reti da pesca
alle donne procaci dal seno mal coperto
da una cammisa sbracciata
in eterna attesa sulla riva.


(testo scritto a quattro mani con Luciana)

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4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Molto bello peraltro...

4:40 PM  
Anonymous Anonimo said...

Buono il lavoro a quattro mani.
Io oggi sono tornata. Mi avevi chiesto di dirtelo se fosse successo.

10:14 PM  
Anonymous Anonimo said...

grandiii!

regalino per te :
Per ognuno c’è una spezia in grado di addolcire le difficoltà di una nuova vita lontano dal proprio paese. Ecco allora i semi di coriandolo per chiarire le idee, la curcuma per la speranza di rinascita, la trigonella per donare dolcezza al corpo e renderlo capace di amare.

Leggi tutto: http://www.letterariamente.it/Archivio/straniera/Divakaruni.htm

lagradisca

10:30 AM  
Anonymous Anonimo said...

@ Filippo: grazie, un esperimento.
@ cristina: grazie, ci tenevo.
@ gradì: corianmdolo per chiarire le idee? Devo farne massiccio uso allora. Bellissimo link. Grazie.

2:26 PM  

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