Satira preventiva

Ridere fa bene al cuore. Il riso abbonda sulla bocca degli stolti. Morir dal ridere…
... Si muore... per il ridere.
Quello che sta succedendo in questi giorni non è lo scontro tra civiltà ma è il montare drammatico di una reazione e controreazione causata da una gaffe che chiamarla “diritto di satira” sarebbe troppo far complimento.
Le vignette danesi, almeno quelle presentate alla stampa di mezza Europa ormai, sono piuttosto brutte e ben poco fanno ridere. Lo dico perché credo personalmente di essere dotato di un discreto umorismo e di una buona dose di ironia anche graffiante se necessaria.
E se la colpa di aver creato vignette satiriche bolse è solo danese, l’idiozia di certa nostra stampa nazionale, nel volerle ripubblicare gonfiando il petto e sbandierando il vessillo della irrinunciabile libertà di espressione, è di una stupidità senza pari.
Ma quanto siamo bravi tutti noi a sentirci puri e duri con le vignette degli altri deridendo chi s’offende. Magari siamo gli stessi che montiamo campagne allarmate se solo qualcuno osa rimuovere dagli ambienti pubblici il crocefisso dalle pareti, offesi dall’idea che uno Stato si faccia garante di una forma di tolleranza tra credenti di diverse religioni.
C’è da darsi una regolata.
Il muro di Berlino è caduto ma lo stiamo sostituendo con nuovi reticolati e una visione manichea del pianeta. I buoni, occidentali, importatori di sana democrazia ovunque (un pochino inquinanti magari), che mostrano un paradiso in terra accompagnato da visioni (tele) popolate di pubblicità levigata e suadente, sesso e ninfette accattivanti. I cattivi, con i mitra e i turbanti, intransigenti, intolleranti che si fanno esplodere con la convinzione di accedere ad un loro personalissimo paradiso pieno di vergini. In mezzo una terra di nessuno, di gente che crepa di fame e vive di stenti, e che di questa guerra “ideologica” non avverte nemmeno l’esistenza.
Poi c’è la discussione sulla satira. Sul suo diritto di esistere e graffiare sempre e comunque.
C’è da capirsi.
Una satira che colpisce il Potere e lo ferisce e lo irrita mi entusiasma. Una satira che se la prende con la Fede di qualche centinaio di milioni di persone in nome di una presunta superiorità morale occidentale mi infastidisce. A chi giova?
Deridere un Premier (qualsiasi) e farlo camminare sulle acque del Naviglio o “ascenderlo” in cielo con l’ausilio di un Executive diverte. Far dire a nostro Signore intento a scendere dalla croce: “Mi consenta ma questo è il mio nuovo miracolo italiano”, beh, chissà, magari a tutti non piace. Magari Ruini un po’ se la prende. No?
Ecco. Questo per capire. A volte è questione solo di cattivo gusto ed opportunismo maldestro. Non c’è nessuna Santa Crociata da intraprendere. Purtroppo ci stiamo tutti invischiando in strumentalizzazioni sempre più esasperate e pericolose. Intanto, per reazione o per pretesto, si bruciano ambasciate e si sparano ai preti cattolici.
Provate a far una battuta idiota ad una persona da voi incautamente offesa precedentemente e che ancora non gli è passata del tutto e sappiatemi dire. A me è successo. Ed è quello che sta succedendo nella nostra parte di mondo in questi giorni. Un mondo che mostra sempre più di avere i nervi pericolosamente scoperti
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10 Comments:
La satira non può esistere senza una forma di censura. Se l'unica censura è data dal mercato di un'idea, la satira non può esistere, e ciò che chiamiamo satira è in realtà uno sbracciarsi alla Panariello.
Non mi trovi d’accordo.
Per me la libertà di parola è santa quanto per un mussulmano Maometto, che peraltro e per inciso il corano non vieta di riprodurre, ma credo che nessuno di noi pretenda di imporre al resto del mondo la propria personale visione di santità. E uso la parola santità come commistione di stato, vita e religione.
Hai ragione, le vignette sono bruttine e non fanno ridere, non nel nostro comune sentire; ma sono convinta che il punto non sia la qualità dei disegni e degli sfottò. Ci si chiede se sia lecito sfottere o anche solo criticare una religione, un modo di intendere la religione stessa, come nella vignetta di maometto a occhi coperti e coltellaccio bello in vista, scortato da donne coperte di nero, annullate totalmente tranne per gli occhi, in un gioco di specchi dove ciò che viene imposto è ciò per il quale si uccide.
Noi occidentali abbiamo ormai superato tali manie e pregiudizi, visto che si può tranquillamente sfottere il nostro Dio, Santi, Madonne, il Papa e tutta l'allegra compagnia in tutte le salse possibili e immaginabili, e spesso anche in quelle nemmeno immaginabili. Ci si inchina all'Islam ma Cristo, il nostro Cristo, lo si può prendere a calci, a sputi, a bestemmie. Lo si può impunemente inchiodare o schiodare da quella croce, ridotta e considerata – a torto o a ragione nessuno di sognerebbe di imporre verità assolute -a simulacro vuoto e senza senso, se non per le signore ingioiellate e indiamantate che ne fanno generosa mostra sulle loro tette scoppiettanti. Si può porre l’altra guancia o affilare la lama, questione di scelte.
Non ho mai visto nessuno opporsi in modo plateale, ma nemmeno in modo pacato o fermamente indignato al vilipendio della nostra religione. Si da per scontato che si possa fare, come ritengo che ognuno sia libero di fare, senza riflettere, senza ragionare, proprio perchè si ha la presunzione che non vi sia più commistione tra religione e politica, tra dogmi e libere scelte. Alla nostra religione si chiedono aperture, concessioni, albe rosa al millennio che avanza, nuove epifanie nel nome della modernità. Si chiede. Si chiede. Si chiede. E se ciò non avviene, giù a spalar merda come pioggia bollente.
Concordo, invece, sul fatto che la democrazia non si possa regalare ai popoli come pezzi di pane fatti cadere dall’alto, ma si deve avere anche il coraggio di condannare e di non accettare in nessun modo non solo chi predica la sharia come fondamento di cività, ma chi pretende di imporla senza libertà di scelta e di ragionamento.
Vedere gli assalti alle ambasciate, i morti ammazzati da una fatwa sanguinosa e famelica per colpa di alcuni disegni pubblicati da un giornaletto danese, ha a mio avviso la stessa mostruosa gravità dei roghi dei libri nella germania nazista. Solo che ora per allora nessuno osa dubitarne l’infernale abominio, mentre ora per ora nessuno osa abbandonare il comodo cullarsi placido nel niente del quale ci siamo troppo mollemente abituati.
Giusi
@ Filippo: effettivamente Panariello non fa satira ed è cosciente di non farla. Forattini fa satira (spesso scomoda) e D'Alema lo sa bene.
@ Giusi: concordo sostanzialmente su ciò che dici. Ma trovo poco sensato accanirsi su questi luoghi comuni sull'Islam, almeno in questi tormentati tempi. Non serve a nulla se non dare uno sgradevole messaggio di superiorità occidentale un po' ipocrita. Non è poi così vero che si possa scherzare abitualmente con la Chiesa cattolica nè tantomeno scrivere bislacchi thriller di successo planetario (Codice da Vinci). Benigni per un suo lontano "woytilaccio" fece gran scalpore ad un Sanremo rischiando la messa al bando delle sue apparizioni sulle tv di Stato.
Ad ogni modo è un bivio cruciale questo. L'occidente deve interrogarsi e trovare una linea comune che salvaguardi i suoi valori senza farli pesare e calare in realtà non ancora pronte a ricevere. Volere seminare i valori della nostra democrazia nel mondo con i bombardamenti preventivi è una "fascinazione" della destra americana. Una volta i conflitti si scatenavano con attentati o invasioni. Oggi rischiamo escalation drammatiche con quattro tratti di matita. Poi ognuno scelga liberamente di fare ciò che vuole.
No no, davvero. Non mi convinci. E non che tu debba convincermi, mica dico convincere e intendo convincere veramente. Solo vorrei farti notare una piccola i congruenza, chiedendo di perdonare sin da subito la mia irruenza che spero non ti offenda. Luoghi comuni sull’Islam un par di balle. Primo non capisco dove sta il luogo comune, sta nel dire che tutti i mussulmani sono fanatici solo perché in questi giorni si assistono a scene da Apocalisse per colpa di quattro stronzetti che hanno osato sfidare Dio dipingendolo su tavole umoristiche? E’ vero, mica son tutti fanatici, i mussulmani. Certo che qualcuno dei moderati avesse condannato gli atti atroci e tremendi dei colleghi non ci avrebbero mica fatto una brutta figura, a mio modesto avviso. Invece di dire “ci sentiamo offesi due volte: dall’insulto e dal no alle scuse e reagiremo di conseguenza” avessero usato toni più calmi forse e dico forse aiuterebbero a superare i luoghi comuni. Superiorità occidentale un par di balle. Non si tratta di decidere chi sta sotto o chi sta sopra, che quello si può far anche un po’ per ciascuno, ma di decidere dei limiti. Non credo di voler sembrare superiore se dico che quello a cui sto assistendo è follia e follia che ha un bel preciso venire e un ben preciso andare.
Poi, per inciso, mentre Benigni rischia la messa al bando dalle tv di Stato, e rischia soltanto visto che me lo ritrovo in tutte le salse e in tutte le canottiere ovunque, Don Santoro ha rischiato la pelle e purtroppo ce l’ha rimessa nell’indifferenza generale, visto che ad accogliere il suo rientro si è fatto a gara a chi mancava. Non c’era Ciampi, forse ancora impegnato nel suo tour in giro per le province Italiane a portare tarallucci e vino per tutti. Non c’era Berlusconi, forse perché non c’erano le telecamere, chissà, non c’era nemmeno Veltroni, impegnato a fiaccolare per le ricamatrici del volga o i criceti del madagascar, non c’era nessuno. In fondo era solo un prete. Solo uno stupido prete testardo.
“senza farli pesare e calare in realtà non ancora pronte a ricevere” Il calare opposto è bello che iniziato. E se fossimo noi a non essere pronti a riceverlo?
Perché si da per scontato tutto di qua e niente di là? Perché ci deve essere un di qua e un di la? E’ meglio di qua? E’ meglio di la? Non lo so, so che posso scegliere, hai ragione. E ci mancherebbe, mi verrebbe da dire. Peccato. Qualcuno non lo può nemmeno dire.
Giusi
Bella infuocata Giusi, eh? Vedi. La nostra superiorità occidentale si evince dai toni dei discorsi dei TG, dai loro commenti, da buona parte della stampa, dal non ammettere di avere fatto forse una gaffe (non nel fare delle vignette, ma nel difenderle come baluardo acritico in nome della Libertà). Io mi sento libero di poter fare ciò che voglio ma se incautamente (o per volere) offendo il mio vicino con i nervi già belli scoperti perchè gli avevo già invaso in precedenza il soggiorno di casa, forse una reazione morbida non me l'aspetto. Poi lui sarà anche molto più stronzo di me, per sua natura e carattere, ma devo essere cosciente che mi sto incamminando verso qualcosa di spiacevole per me che potrei evitare non mettendomi a negativizzare anche tutta la sua famiglia. Gli islamici moderati a cui fai cenno, la maggior parte, credo vivano la cosa con molto disagio (molti si sentono e vogliono essere democratici quanto noi). Soprattutto quelli residenti in Europa ed è a quelli che dobbiamo avere cura di non offendere ulteriormente con incaute banalizzazioni. Poi la velocità di trasmissione globale delle notizie e delle immagini, a differenza del passato, non dà più il tempo necessario per avviare opprtuni processi di raffreddamento. Per cui ancor maggior cautela e responsabilità in ciò che si dichiara pubblicamente ci vorrebbe di questi tempi invece di cavalcar facili tigri di carta. Il prete assassinato è il frutto di questo allucinante circuito mediatico nel quale è caduto un ragazzo sedicenne turco avente già qualche problema di suo. Mi auguro che le autorità ecclesiastiche, piuttosto che quelle politiche di cui stendiamo un pietoso velo, diano l'onore che merita ad un martire della nostra fede. Almeno nel tempo che intercorre tra la discussione di una pillola abortiva e i pacs.
Ad ogni modo mi sento davvero onorato e per nulla offeso della tua "irruenza" in questo mio modesto luogo. E' sempre un piacere leggerti (oltre che conversare) per me. Ovunque.
Si, potevi agitarla e mirare ... porta fortuna, no ?
besos
lg
@ lg: mi è capitato una volta che un tappo di spumantino senza pretese, tirato da uno spiritoso, facesse almeno otto rimbalzi tra le pareti e il lampadario prima di piovermi in testa centrandomi in pieno. Una sfiga in amore pazzesca per otto mesi!!! Vuol dire allora che alla prossima bottiglia miro dritto ed userò almeno un Moet & Chandon solo per te, ciao.
Non mi sono espressa prima perché, neanche a farlo apposta, mi trovo assolutamente d'accordo con il tuo modo di pensare.
Amo trasgredire quando ritengo che questo possa produrre un eventuale "risveglio", una qualche meditazione; quando,insomma, possono sopraggiungere dei dubbi che aiutino a farci sentire più "fratelli", non più "nemici"...
Sono una utopista?
Clara
@ Clara: in questi tempi di provocazioni mediatiche più o meno fortuite e di reazioni scomposte più che strumentali, beh, forse si. Ciao
E' vero che le vignette erano di sei mesi fa...E' vero che qalcuno ha pensato bene di strumentalizzarle... E la strumentalizzazione si autoalimenta.E' vero che la contestazione che mira unicamente alla provocazione non può essere costruttiva. E' vero che un Benigni che dice"Woytilaccio" in TV fa sorridere ed anche ridere (almeno me) perché lo dice amando la persona e le sue "trasgressioni" sono sempre benefiche.
Clara
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