10 febbraio 2006

Confessione di una vanitosa

Beh, anche per questa volta sono arrivata puntuale all’appuntamento per la serata di gala di stasera. Devo risistemarmi la chioma rossastra e dovrei cercare di non mettermi a fumare proprio ora. E’ una questione di correttezza e di responsabilità per il ruolo da star che mi spetta. Come sempre sono esausta ma è l’ultimo sforzo ormai questo. Ancora pochi gradini tra le luci e i flash degli ammiratori e sentirò il boato fragoroso. L’adoro quel boato è una cosa da scaldare i cuori ed io, questo, modestamente, lo so fare bene. Di scaldare intendo. No, non pensate male sono solo una brava signora, un po’ attempata, che ama viaggiare e stare al centro dell’attenzione, soprattutto tra due ali di folla. Non sono un gran bellezza, direi piuttosto un tipo. Ogni viaggio mi vesto diversa e stilisti e designer modellano il mio corpo con linee davvero sinuose. Pensate che quest’anno è toccato ad un italiano l’onere di trasformarmi. Il massimo, per qualunque donna!! Mi piace da morire essere afferrata, toccata, condotta perché so essere femmina caldissima e chi non ci sa fare con me… beh, finisce che si scotta e poi magari causo dolore che non vorrei davvero. La gente al mio passaggio mi saluta, mi sorride, i bambini si beano dei giochi che faccio quando il vento mi carezza e mi muove, i vecchi vi leggono in me la nostalgia di un tempo andato, trascorso, fatto di caminetti accesi e di amori sotto calde coperte in fredde giornate d’inverno. Ho viaggiato per i cinque continenti e amo percorrere migliaia di miglia e di chilometri e yards ad ogni chiamata. Non mi risparmio, è sempre una gioia ogni volta. In fondo sono ambasciatrice di Pace tra i popoli e simbolo di fratellanza universale. No, non mi sto dando un tono esagerato, davvero è così, malgrado qualcuno ne approfitti per ostacolarmi in questo con ogni mezzo. Non ci posso far nulla, io dò visibilità eccelsa a chi mi accompagna e non chiedo molto in cambio. Direi nulla se non alla fine distendermi su un giaciglio di paglia e restare lì, sveglia e tranquilla sotto le stelle per giorni e giorni. Anche una paio di settimane se necessario. Dicono che qui c’è la neve. A me è sempre piaciuta la neve peccato che ogni volta che mi avvicino ad essa finisce sempre per squagliarsela via spaventata. Non saprei perché mostri di avercela così con me, magari è solo perché è intimidita dal mio carattere troppo caliente.
Poche ore, dicevo, poche ore ancora e tutte le televisioni mi trasmetteranno ai quattro angoli della Terra. Che fatica essere l’Unica. Ogni volta mi ci vogliono almeno un paio d’anni per riprendermi dallo stress. Ma è il mio unico compito questo nella vita da quel giorno lontano in Grecia quando iniziò per la prima volta tutto ciò.
Ah, dimenticavo un’ultima cosa, io mi chiamo: Fiamma.

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2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

La Fiamma, che tu hai così ben personalizzato, rischia di essere più generosa che vanitosa!
Clara

10:15 AM  
Anonymous Anonimo said...

Cara Clara ti confesso che mi aspettavo un tuo commento per il post precedente. Ciao

8:56 PM  

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