Linea d'ombra

C’è sempre un pennarello a scivolare sul foglio bianco. Ghirigori di colori simili ad un quadro di Basquiat. A suo modo arte, la sua, non c’è che dire. Fantasie e sogni sedimentati in appena quattro anni e mezzo di vita che scivolano fuori da una punta umida impregnata di colore. Ama i colori vivi, lui. Il rosso dell’automobilina a pedali, il blu elettrico della copertina del gatto, il giallo del sole.
A proposito del sole: i suoi raggi filtrano dalla finestra del soggiorno e raggiungono il tavolo per posarsi tra i suoi rossi riccioli e sulle piccole "tintiggini" del viso che paiono accendersi. Lo osservo dall’altro lato del tavolo disegnare in silenzio con la linguetta in fuori per la grande concentrazione. Lui alza lo sguardo su di me e mi sorride. Io rispondo al suo sorriso. Ritorna a disegnare mentre il foglio s’illumina con uno dei tanti raggi di quella lampada naturale ed eterna. Stringe gli occhi, colpa il riflesso, mentre mi chiama.
“Zio?”.
“Si?” gli rispondo.
Non alza nemmeno il capo.
“Mi fai ombla?”.
Etichette: il bambino (e lo zio)


1 Comments:
Un quadro veramente bello questo qui. C'è un'atmosfera di rarefazione.
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