27 gennaio 2006

Sono andato in bianco


La radiosveglia ti gracchia suoni dapprima incomprensibili. Fonemi che scavano varchi dentro il cervello ancora intorpidito dal sonno. Poi i tuoi circuiti mentali una volta riscaldati si avviano e comprendi (più o meno):

Pandemia aviaria: due polli, un galletto e una faraona detronizzata trovati a letto febbricitanti nell’Anatolia meridionale. Il governo vara un decreto anti importazione. Passano solo danzatrici del ventre.

Gas siberiano: stretti i rubinetti delle forniture verso l’Europa. Il governo italiano invita la popolazione a predisporsi all’acquisto (tramite sovvenzione governativa) del moderno “nucleare terrestre”, ovvero di una mini centralina a scissione atomica alternativa alle caldaie condominiali. Nel frattempo si chiede ai fumatori di economizzare con gli accendini.

Emergenza freddo: le autorità allarmate dalla glaciazione imminente invitano i cittadini a coprirsi bene per un po’. Il governo vara un decreto di conversione cani da passeggio in cani Husky omologati Euro 5 con pisciata catalitica. Periodo previsto di glaciazione: diciannove generazioni umane.

Emergenza criminalità: niente carcere per "eccesso di difesa"? Allora finalmente si spara, si spara, si spa...

BAM!!!

Può bastare. Spegni la radio. Ti alzi, esci dalle coperte e barcollando vai a sollevare la saracinesca della porta finestra che dà sul terrazzino della camera da letto. Guardi fuori e vedi una incredibile distesa di bianco. C’erano sul parcheggio delle macchine rosse e gialle fiammanti ieri ed ora sono ancora lì, ma ricoperte completamente di bianco come appetitose meringhe.
Non si distingue la strada dal marciapiede. Tutto bianco. Gli alberi bianchi. Un innaturale, ovattato, bianco silenzio. E rimani fermo sulla finestra a guardare. Lasciando che il tuo sguardo s’inebri del bianco, che i pensieri vengano sommersi da tutto quel latte disceso dal cielo. Una candida lavagna linda e mondata di tutti i pensieri e le ansie. Cancellati così, di colpo. Ipnotizzato, lo sguardo non trova riferimenti su dove posarsi in tutto quel nulla cromatico. Un tempo sospeso sul niente. Eterno fintantoché il giorno ti afferra, finalmente, e ti costringe con un badile di neve a spalare il cortile per uscire. A riprenderti la vita.

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23 gennaio 2006

Linea d'ombra


C’è sempre un pennarello a scivolare sul foglio bianco. Ghirigori di colori simili ad un quadro di Basquiat. A suo modo arte, la sua, non c’è che dire. Fantasie e sogni sedimentati in appena quattro anni e mezzo di vita che scivolano fuori da una punta umida impregnata di colore. Ama i colori vivi, lui. Il rosso dell’automobilina a pedali, il blu elettrico della copertina del gatto, il giallo del sole.

A proposito del sole: i suoi raggi filtrano dalla finestra del soggiorno e raggiungono il tavolo per posarsi tra i suoi rossi riccioli e sulle piccole "tintiggini" del viso che paiono accendersi. Lo osservo dall’altro lato del tavolo disegnare in silenzio con la linguetta in fuori per la grande concentrazione. Lui alza lo sguardo su di me e mi sorride. Io rispondo al suo sorriso. Ritorna a disegnare mentre il foglio s’illumina con uno dei tanti raggi di quella lampada naturale ed eterna. Stringe gli occhi, colpa il riflesso, mentre mi chiama.

“Zio?”.

“Si?” gli rispondo.

Non alza nemmeno il capo.

“Mi fai ombla?”.

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09 gennaio 2006

giro del mondo in ottanta sequestri


(Ovvero: ci sarebbe ben poco da scherzare).

-Buon giorno
-Buon giorno, posso esserle utile?
-Sono qui per un pacchetto viaggio
-Benissimo, non poteva scegliere una agenzia migliore. Che viaggio vorrebbe fare?
-Beh, non so... lei che mi consiglia?
-Oh, beh, Europa o fuori?
-Fuori
-Continente?
-Asia
-Asia dove? Sa, è un po’ esteso il territorio.
-Yemen
-Ah, bellissimo luogo, complimenti. Viaggia solo?
-Beh, parto da solo certo, ma non ci sarebbe un gruppo al quale aggregarsi in corsa?
-Certamente, guardi, tra una settimana è in partenza una comitiva composta da un chirurgo rinoplastico, tre insegnanti di lettere antiche, un assicuratore dell’unipol e una coppia di boy scout in luna di miele. Ci sarebbe ancora un posto per lei se vuole. La aggiungo?
-Aggiunga.
….
-Scusi un’altra cosa.
-Si? Dica.
-La proposta prevederebbe nel pacchetto un mio sequestro, vero?
-Ma che domande fa?!!! Ovviamente si.
-Ah, bene, perché sa, pare sia molto trendy la cosa oggi.
-Non me lo dica, sapesse le richieste. Tutti vogliono provare l’emozione di un assalto all’automezzo nel deserto, il prelievo coatto tramite minaccia di arma e il trasporto bendato, presso un luogo segreto ed impervio.
-Oh, fantastico. Meglio di Gardaland!
-Preferisce voce o video?
-Scusi?
-Dico… Preferisce fare il suo appello ai parenti via radio o anche tramite TV?
-Tramite TV.
-Allora le costerà qualcosa in più naturalmente. Si porti con sé una benda per gli occhi perché capita che a volte i rapinatori ne siano sprovvisti al momento. Non tutti sanno organizzarsi come si deve.
-C’è altro che devo sapere?
-Guardi. Per esperienza le dico che non occorre che si porti del vestiario lo riduca al minimo che, tanto, più sgualcito e vissuto è meglio fa il suo effetto. Poi, non sia troppo schizzinoso sul mangiare che tanto si trovera a piluccare alcune ciotole di cus-cus. Lo prenda come un momento di beauty-farm per farsi una linea che vedo, per lei ora, piuttosto appesantita.
-Va bene
-Parla qualche lingua?
-Un po’ l’inglese perché?
-No, lasci stare l’inglese che è poco ben visto. Semmai per il suo annuncio si porti un cartello con l’appello già scritto in italiano. Se vuole le forniamo uno noi ad hoc. C’è ne sono ancora di belli a disposizione. Basta riempire con un pennarello gli spazi liberi, segnati dai puntini, con i suoi dati e nomi di suoi conoscenti.
-Bene. E quanto mi costa il tutto?
-Nulla
-Nulla?
-Nulla. Oddio, ci sarebbe solo il viaggio d’andata low-cost. Una cifra abbordabilissima però.
-Solo andata? E per il viaggio di ritorno?
-Che domande! Ci pensa lo Stato no? Paga tutto lui, sull’unghia. Ovviamente noi si trattiene una commissione. Sappia che il periodo di sequestro comprende, da parte sua, alloggio e vitto gratuito.
-Bene, allora iniziamo pure con il compilare le carte e le formalità. Non vedo l’ora di partire.
-Guardi, le assicuro che la nostra agenzia non la deluderà. Abbiamo contattato per questo suo viaggio una banda di sequestratori veramente professionale. Ne sarà strabiliato della loro competenza sul campo.
-Allora la saluto e speriamo bene. Mi sento così elettrizzato!!
-Ma lo sa che l'invidio? Se potessi verrei con lei. Vedrà i festeggiamenti che predisporremo per il suo ritorno comprensivi di banda e accoglienza delle autorità. Potrebbe scapparci persino una intervista ad un giornale locale se non addirittura nazionale. Si giochi bene le sue carte. In bocca al lupo.
-Crepi. E grazie di nuovo.

…..

-n’giorno
-Buon giorno. Posso esserle utile?
Vorrei vedere assieme a voi una possibilità di personalizzarmi un emozionante viaggio in Afghanistan.
-Benissimo, si sieda pure. Non poteva scegliere una agenzia migliore

…..

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