Forse Babbo Natale usa un navigatore satellitare?

Ci sono molte maniere per chiudere con un passato. Uno fra i tanti che hai. Nemmeno forse il più importante. Il ricordo di lei ti ha accompagnato per anni, assieme a quello dello scarno biglietto sul tavolo, trovato all’uscita dalla doccia, un mattino d’inverno.
Attorno a te solo il silenzio dei muri e quello del battito di un cuore. Il tuo.
Le donne quando vogliono sanno colpire sporco. E da lei non te lo saresti aspettato questo. Ma forse, a pensarci un po’, si.
Per anni l’ultimo ricordo di lei, dell’ultima notte, ti è rimasto dentro galleggiante come una boa che s’immerge e inesorabile riaffiora. Da anni hai rinunciato ad un perché ma non a chiederti dov’è. Dov’è andata dall’ultima sua casa in cui abitava. Una curiosità inutile la tua certamente. In fondo se ti capitasse di nuovo d’incontrarla cosa potresti mai dirle? Ti ridurresti a celarle per orgoglio il tuo piacere di vederla terrorizzato dall’idea di ricevere in cambio uno sguardo, o tono della voce, indifferente.
Però l’indirizzo suo, quello nuovo, poi l’hai scoperto. E’ stato un giorno, per gioco, in ufficio. Internet è micidiale in questo grazie agli elenchi telefonici in web che permettono, tramite chiavi di ricerca ed un click, di scovare dati in un lampo.
La città riportata nell’indirizzo è la stessa ma quella precisa via non la conosci. Un tempo la sua città ti era divenuta familiare quasi quanto la tua, se non di più. E’ stata lei che, con amorevole attenzione, ti aveva guidato attraverso i vicoli e mostrato gli scorci più suggestivi.
…
Ora sei in macchina. Hai chiuso casa per qualche giorno e stai guidando lungo la statale che porta all’autostrada. Stai andando in Friuli, a casa dei tuoi famigliari, per il Natale. La macchina è lavata per l’occasione e per questo pare andar più veloce e silenziosa. Le gomme, nuove, invernali, accarezzano l’asfalto tranquillo. Sul cruscotto, infilato sull’apposito supporto, fa bella vista il navigatore satellitare da taschino che hai comprato, concedendoti un lussuoso regalo per le feste, giusto pochi giorni prima. Una voce di donna gradevole ma un po’ metallica, ti sta dando alcune istruzioni di svolta. Ti sembra quasi di averla seduta al tuo fianco. Anzi, decidi di abbassare il volume della radio per lasciarla meglio emergere quella voce. Fa quasi compagnia.
Poi, arriva l’idea. Mica tanto assurda.
Rallenti e fermi l’auto sul ciglio della strada. Prendi tra le mani il navigatore e con il pennino in dotazione inizi a sfiorare lo schermo colorato. Ci metti un attimo a impostare un indirizzo. Riponi il navigatore al suo posto vicino al parabrezza e attendi l’aiuto di sei o sette satelliti pronti a radunarsi e a guidarti a destinazione come solerti angeli dello spazio.
…
E’ l’ultimo tratto di strada che stai osservando con attenzione. E’ quello che non conosci. Dal finestrino osservi una zona periferica e residenziale con un bel parco per bambini. C’è poco traffico. Non è zona di transito intenso questa. Da qui si parte per il mondo tutti i mattini e si rientra dal mondo la sera. Zona di televisori e pantofole nel dopocena, di calde minestre serali, di lenzuola e libri sul comodino, di tappeti davanti le librerie e peluches dentro stanze colorate.
Scendi dall’auto e a piedi ti avvii a seguire la numerazione della via che sai. Preferiresti arrivare in un punto che rimanga esposto al via vai dei passanti, giusto per non dare troppo nell’occhio. Istintivamente hai assunto un’aria meno naturale, più circospetta. Ti alzi il bavero del giaccone e ti aggiusti gli occhiali da sole sul naso. La numerazione sale. Ancora un paio di palazzine condominiali non particolarmente lussuose ma dignitose diresti e, a suo modo, eleganti. Ecco, finalmente il numero civico che stai cercando. Ti avvicini e il cuore ti batte un po’ mentre la plafoniera dei pulsanti accanto il cancello aumenta di dimensione. L’occhio scorre le targhette fino a fermarsi su un nome. E’ il suo. In basso, giusto una riga sotto, sulla medesima targhetta un altro nome che non hai mai conosciuto.
Sorridi stupido ma non stupito.
“Piacere di conoscerti amico”.
Strano, pensi, ora ti senti persino meglio. L’aria del mattino punge fresca e piacevole. C’è un bel sole in questa vigilia di Natale. Guardi in alto i terrazzi e immagini bambini dietro le finestre in attesa, stanotte, di una slitta colma di doni. Chissà come fa ad orientarsi tra le case e gli indirizzi quel omone dal cappotto rosso che scende dal cielo.
Avrà pure lui un navigatore satellitare?
Prendi dalla tasca il pacchetto di sigarette e te ne accendi una. Aspiri lentamente e davvero senti di star bene. Decidi infine di gettare mezza sigaretta a terra. Volti le spalle al cancello mentre l’ultimo sbuffo di fumo si cura di coprire, per te, una parte del tuo passato ritrovato. Per sempre.
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