07 novembre 2005

Real TV (politik)


Sarà un caso o forse no. Sarà che la televisione avviluppa tutti nelle sue spire come un implacabile immenso serpente (e mi vien da pensare al pitone Kaa, un personaggio di Kipling del libro della Giungla, che stringe a sé, ipnotizzando col proprio sguardo magnetico, le scimmie Bandar-log) ma ormai pare non esserci davvero scampo per nessuno. E la dignità di chiunque, per un piatto di lenticchie di visibilità televisiva, finisce inesorabile sotto le scarpe.
Io capisco la fatica del vivere del “vippame” modaiolo ed isolano pieno di tristi storie private (forse) esposte tra uno spot ed un applauso comandato ma, la presenza leggera in Tv di personalità pubbliche vere, quelle che rappresentano il Paese o sono l’emblema della sua Storia, anche non recente, no. Non è possibile che si sia arrivati fino a questo punto.
Già mi è rimasta sul gozzo (l’indispensabile?) partecipazione, al teatrino del “ti ritrovo e poi piango” condotto dalla De Filippi, dell’onorevole Fassino che, come un qualunque Ignazio la Russa ormai si è reso disponibile alla giostra del “volemose tanto bene”. Anzi, tra poco mi aspetto una sfida canora proprio con quest’ultimo con scambio di motivetti tra: “Bella Ciao” e “Faccetta nera”.
Ma, e lo dico veramente con serio sconcerto, vedere in questi giorni la campagna martellante di una rampante società telefonica che, “videochiama” noi telespettatori attraverso il contributo (e sembra saper pure recitare meglio della fronteggiante bionda popputa) dell’onorevole ex “mammasantissima” Giulio Andreotti, mi destabilizza alquanto. Non riesco a darmi pace.
Per generazioni di giovani e non, allergici all’ideologia di governo dell’epoca e dei suoi istituzionali rappresentanti (parliamo di DC e pentapartiti vari durante la prima Repubblica), il nome di Giulio Andreotti rappresenta oggi il simbolo e la memoria di un quarantennio di Storia Repubblicana, dal dopoguerra in poi, fatto di grandi scelte ideali, o anche ciniche e necessarie, di trame e depistaggi, di armadi pieni di documenti segreti e misteriose morti, di pragmatici rapporti col Vaticano, di innumerevoli nomine a capo di gabinetto in estenuanti governi di transizione, di collusione con ambienti mafiosi, di condanne cadute in prescrizione.
Insomma, a farla breve, questo po’ po’ di personaggio istituzionale, che ha lavorato al fianco di De Gasperi, divertito Kissinger con il suo humor gelido, moderato Gheddaffi e l’intero medio oriente, accolto con reverenza nelle stanze pontificie, salvaguardato i confini nazionali durante la guerra fredda dall’invasione dei cosacchi alle fontane di San Pietro, sfuggito al rapimento negli anni di piombo costringendo i brigatisti a “ripiegare” su Aldo Moro, che ha fatto dell’arte diplomatica e dell’opportunismo politico il suo credo machiavellico, alla sua veneranda età di non sappiamo più quanti anni, ha ceduto alle lusinghe del mercato pubblicitario come un qualunque Gerry Scotti.
Ed ora provo terrore. Ho il terrore anche di rendermi conto di provarlo da solo e che tutti siano ormai già assuefatti a tutto ciò. Ho terrore di vedermi apparire un giorno il Presidente della Repubblica Ciampi, una volta in pensione, sponsorizzare filetti surgelati di triglie alla livornese; sorbirmi D’Alema presentare risotti in compagnia di una sempre più pettoruta Antonella Clerici (ah, già, qualcosa del genere lo ha già fatto all’ombra dei nei di Vespa); oppure ancora: osservare un qualunque ex presidente della Camera dei Deputati vestirsi sadomaso e presentare programmi televisivi triviali.
Come dite voi? Già fatto anche questo? Ed è successo con una donna? Che peccato.
Pensare che per molti di noi l’aumento della presenza di onorevoli donne al Parlamento e nelle poltrone dei ministeri rappresenterebbe una espressione concreta di civiltà giuridica ed equilibrio istituzionale. Perché siamo tutti certi che, a differenza di noi maschietti eternamente bambini, almeno loro, un volgare, provocatorio dito medio in pubblico, non penserebbero certamente di sollevarlo

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2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Il terrrore che provi tu, lo provo spesso anch'io. Un giorno, tanto tempo fa, Andreotti ha detto che "il potere logora chi non ce l'ha"...
Forse il potere, adesso, risiede solo nella "visibilità" e ci si vende per un pò di visibilità.
Tu, che non ti vendi, sei poco visibile... Eppure hai tante cose da dire. Davvero!

9:34 AM  
Anonymous Anonimo said...

Non è problema di visibilità di chi si dovrebbe mostrare (vendendosi) ma di chi non sa più guardare e si ferma alla crosta più superficiale e facile (quando con un po' più di attenzione potrebbe scoprire mondi molto più coinvolgenti). Sempre meno si ha voglia di spendere tempo (pare sempre mancare) ad approfondire relazioni e sentimenti davvero. E' il trionfo del quotidiano usa e getta.

1:17 AM  

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