giorno d'estate in camper
Il bimbo osserva i fogli bianchi sparsi sul tavolino e raccoglie dalla scatola una matita colorata. Inizia a disegnare con tratti precisi. Ogni tanto la punta della matita si spezza così dalla scatola ne afferra subito un’altra incurante del colore. Il disegno variopinto prende, a poco a poco, forma: una testa sbilenca, linee di capelli arruffati, un corpo tronco, due rettangoli divaricati stretti, lunghi lunghi, simili a gambe, una mano di tre dita, l’altra monca.“Difegno papà”, dice.Fuori piove da ore, l'ennesimo temporale d'estate accende saette all'orizzonte. Il bimbo alza la testa verso la piccola finestra del camper e vede le chiome degli alberi scosse dal vento.“Ftiamo al siculo qui vero mamma?”. E rimane in attesa di una risposta mordendo la matita.“Certo tesoro, siamo al sicuro qui. Vedrai che torna poi papà e ci sarà il sole così potrai giocare fuori assieme a lui”.Il bimbo guarda la madre, ritta davanti al piccolo ripiano del cucinino mentre è intenta a tagliare una cipolla, e le sorride. Si sente proprio siculo ora. Più volte la osserva strofinarsi con il dorso della mano il volto. Guarda lei, guarda fuori, riguarda i suoi occhi ora parecchio arrossati, guarda ancora fuori.Rivoli d’acqua scivolano sul vetro in sentieri improvvisi che il suo sguardo curioso accompagna.Il bimbo posa un dito appena sotto la palpebra inferiore dell' occhio e lentamente lo fa scivolare giù lungo la guancia, poi lo punta al vetro e esclama: “Mamma! Guarda! Le lacrime della pioggia!”
…
lacrime di pioggia
il tuo ricordo mi parla
dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa
ed ogni giorno ci sarai
ogni minuto che vorrai
ad ogni passo della vita
e quale strada sceglierai
che direzione mi consiglierai
ad ogni passo della vita …
(da : Lacrime di pioggia di Antonello Venditti)
…
lacrime di pioggia
il tuo ricordo mi parla
dalla mia finestra
io guardo il mondo che passa
ed ogni giorno ci sarai
ogni minuto che vorrai
ad ogni passo della vita
e quale strada sceglierai
che direzione mi consiglierai
ad ogni passo della vita …
(da : Lacrime di pioggia di Antonello Venditti)
Etichette: il bambino (e lo zio)


5 Comments:
se non fosse per la canzone di Venditti sarebbe l'inizio perfetto per un horror. O sono io ad avere la mente deformata?
12:17 AM
Certamente con la lettura si possono avere molti punti di vista. Riletto con la tua mente deformata concordo.
9:08 AM
Mah...a me sembra, invece, un quadro veramente malinconico, molto bello, immobile, delicatissimo. Complimenti!! Sul serio.
Scrivi splendidamente.
La cipolla produce lacrime goiose, perché prelude ad un pranzo appetitoso ed il bambino sa giocare anche con le lacrime...
1:03 PM
Caro anonimo mi fa piacere che tu abbia colto quello che volevo trasmettere. Ti ringrazio anche per il complimento.
12:21 AM
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