Mandi Maddy
C’è quel pensiero che si insinua e ti afferra dentro. Non si toglie, non se ne va. La sera precedente l’hai trascorsa guardando i suoi biondi capelli, con sorriso sornione pensando che tiene meno della metà dei tuoi anni, sparando battute spiritose a raffica per bearti ogni volta della sua risata. Probabilmente ha giocato con te, anzi, ne sei certo. Ma il gioco le è piaciuto e l’hai condotto bene. Probabilmente ventanni fa, anzi, certamente ventanni fa, nell’identica situazione avresti iniziato a pensare a come stringere e provarci. Oggi, no. Sarebbe ridicolo, tanto ridicolo. O forse no. Non hai voglia di cadere in facili trappole solo perché hai troppa voglia di donare, oltre a ricevere. Così ti rimane solo di scroccare sigarette e sorseggiare vino e grappa alternati. Ma stai in vacanza e allora goditi il salutismo montano.
C’è la strada asfaltata e dal parabrezza dell’auto osservi le montagne della Carnia. Hai appena accompagnato alcuni amici, tra i quali anche lei, alla stazione dei pulman per il rientro in città. Tra le dita avverti ancora il calore della sua mano che ha indugiato un po’ prima di staccarsi dalla tua al termine del saluto. Una fatica evitare le sue labbra e i suoi occhi azzurri. Ingrani la quinta nell’unico tratto rettilineo di una strada che attraversa minuscoli paesi abitati da gente semplice e sincera, dove puoi passare a prelevare una bombola del gas in un negozio e ripassare quando ti pare per il pagamento. Qui è tutto così semplice e vorresti che fosse semplice anche innamorarsi. Finalmente. Senza se e senza ma. Accadrà prima o poi. Intanto per questo paesaggio ci vorrebbe un po’ di buon jazz. Tieni Coltrane in macchina ma sai già che opterai per il pop di Robbie Williams. Le note di Rock DJ ripartono e, istintivo, butti lo sguardo sorridente allo specchietto retrovisore e ti sembra di vederla ancora, dietro te, con le sue spalle danzare.
C’è la strada asfaltata e dal parabrezza dell’auto osservi le montagne della Carnia. Hai appena accompagnato alcuni amici, tra i quali anche lei, alla stazione dei pulman per il rientro in città. Tra le dita avverti ancora il calore della sua mano che ha indugiato un po’ prima di staccarsi dalla tua al termine del saluto. Una fatica evitare le sue labbra e i suoi occhi azzurri. Ingrani la quinta nell’unico tratto rettilineo di una strada che attraversa minuscoli paesi abitati da gente semplice e sincera, dove puoi passare a prelevare una bombola del gas in un negozio e ripassare quando ti pare per il pagamento. Qui è tutto così semplice e vorresti che fosse semplice anche innamorarsi. Finalmente. Senza se e senza ma. Accadrà prima o poi. Intanto per questo paesaggio ci vorrebbe un po’ di buon jazz. Tieni Coltrane in macchina ma sai già che opterai per il pop di Robbie Williams. Le note di Rock DJ ripartono e, istintivo, butti lo sguardo sorridente allo specchietto retrovisore e ti sembra di vederla ancora, dietro te, con le sue spalle danzare.
Etichette: Attorno a me


5 Comments:
poetico e struggente. in bocca al lupo, per tutto.
Giusi
9:51 AM
Grazie Giusi. Praticamente mi sono inventato qui una parte da Mr Humbert Humbert del terzo millennio.
4:35 PM
Bel racconto, poetico e sintetico della vita,della maturità e di come cambiamo con gli anni..
Peccato che a 30anni mi innamoro ancora delle 17enni..sindrome da Peter Pan?? Chissà...
Darione75
10:32 PM
A trentanni ci sono delle ottime venticinquenni per le quali innamorarsi. Trentanni poi è una età per la quale si chiede una certa maturità, si ha già una certa esperienza ma si è ancora molto giovani. Il cocktail perfetto. Batti la grancassa e il rullante ora e via con la musica.
8:46 AM
Dall'editoriale dell'ultimo numero di Prima Comunicazione, pag.6:
"E quel target di cretine sempre più fitto che quando le chiedono cosa deve fare un uomo per sedurla risponde:"Mi deve far ridere..", che forse nessun sociologo, nessun Piepoli, nessun Mannheimer aveva mai sospettato che ci fosse una connessione così stretta e conseguente tra la risata e la scopata..."
Non per offenderla, povera Maddy. Magari, come dici tu, era lei che conduceva il gioco.
5:39 PM
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