20 agosto 2005

Lavare un elefante

Nel mio paese, Staranzano, vi risiedono circa tredicimila anime comprendendovi in esse gli animali tra cui le raze (anatre) vive almeno fino al giorno della sagra omonima.Scrivo del mio paese perchè è lì che risiede l'autrice del libro dal titolo: Lavare un elefante.Ed è un titolo che trovo bellissimo.Qui non si parla di savane e continenti africani ma di una coppia di coniugi che hanno fatto dell'apertura agli altri, dell'ascolto e dell'accoglienza, il proprio progetto comune di vita.L'autrice è originaria della provincia padovana, triestina d'adozione prima e poi residente, con il marito, a Staranzano nel cuore della bisiacaria.Nel libro si narra, inizialmente, di come sia nata la scintilla che ha portato alla scelta coraggiosa, anticonformistica e, forse per molti, sconcertante di radunare dal nulla, dentro le proprie mura di una mansarda, prima, e di una fattoria "alternativa", in seguito, giovani al di fuori delle comuni aggregazioni già esistenti (parrocchia e associazionismo vario).Si narra di anni condivisi assieme a ragazzi vivi e altruisti, di convivenza tra figli naturali e in affido, di problemi giovanili, di esperienze con l'handicap, di girandole di innamoramenti, di linee d'ombra lasciate alle spalle.Si narra anche di animali allevati ed accuditi con amore materno, di un "focoso" becco, di masorini innamorati, di una gatta eterna in vita e poi nella memoria.E si narra anche del dolore, di momenti estremamente intimi e di sensazioni profonde attraverso episodi struggenti e commoventi che raggiungono la poesia.Un libro che pare una saga magica dal sapore vagamente sudamericano, che abbraccia quasi quaranta anni di vita, scritta da una Isabel Allende dell'Isontino.Un libro autobiografico che è anche piuttosto divertente, dove ci sono parti che sembrerebbero frutto di sola fantasia se non fosse che alcune persone descritte io le abbia conosciute personalmente in altri momenti e contesti.Sono pagine che trasudano gioia di vivere, voglia di donarsi in cambio anche di un solo semplice sorriso. E' la storia di un amore coniugale intenso cementato dal desiderio di incontrarsi a vicenda e di accettarsi per quello che si è. E' la storia di un cammino spirituale e personale chissà mai se concluso pienamente. E' una maniera, credo, di invitarci a bere assieme a loro il buon latte genuino e prezioso di una capra provvidenziale e generosa.E mi piace credere che ciò che insegna questo libro è che nella vita non ci si debba fermare davanti a nulla perchè nulla è davvero impossibile se lo si desidera intensamente. Semplicemente potrà essere soltanto un pochino più faticoso. O terribilmente complicato qualche volta.Come lavare un elefante, per l'appunto.

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5 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ottima critica letteraria!

1:23 PM

12:20 AM  
Blogger Writer said...

@ Filippo: grazie. Ce ne saranno altre. Ciao

10:01 AM

12:21 AM  
Anonymous Anonimo said...

Ho letto la tua critica e ne sono commossa. Hai colto tutto ciò che speravo di riuscire a trasmettere.
Scrivi molto bene.
Verrò più spesso a visitare questo sito, per continuare a leggerti!
Grazie,
Clara

8:34 PM

12:22 AM  
Blogger Writer said...

@ Clara: Ne sarei lusingato. Sei sempre la benvenuta qui e complimenti ancora per il libro. Mi sono commosso anche io (ma soprattutto divertito) a leggerti.

3:20 PM

12:23 AM  
Anonymous Anonimo said...

Anch'io ho letto il libro di Clara e qualche volta sono stato a casa sua. E' proprio come dici...

Fabio

2:44 PM  

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