12 luglio 2005

La guerra dei tonti

Qual è il sogno recondito di un padre separato se non quello di riabilitarsi agli occhi della propria ex-consorte attraverso la cura amorevole dei propri figli momentaneamente lasciati a lui in custodia? E come potrebbe farlo uno scapestrato operatore alle gru (non sembra casuale la cosa) che tiene l’appartamento peggio del più lercio single della galassia (nemmeno la citazione cosmica è casuale)? Quali gesta eroiche deve compiere? Accompagnare un figlio allo stadio? Concedere una uscita serale alla propria figlia? Per un padre qualunque forse, ma non certo per un Tom Cruise vestito come un adolescente che pare essere diventato padre all’età delle prime sue polluzioni notturne.Lui, come minimo, deve trovarsi a fronteggiare un attacco alieno in scala planetaria.Così lo vediamo fuggire, saltellando e zigzagando tra crateri che si aprono e raggi mortali, portando con sé i due figli (un ragazzo vagamente problematico e una bambina che soffre già di suo, come se non bastasse quello che le sta per accadere, di frequenti crisi di panico ed è allergica nientemeno che al burro d’arachidi!).Gli alieni sbucano fuori dall’asfalto cittadino come cocomeri nei campi e sono E.T piuttosto infastiditi dal costo elevato delle telefonate interurbane verso casa. Difatti ora s’impegnano a disintegrare quelle terrestri. Camminano come gru malferme (appunto) sembrando però davvero invincibili.Si prospetta al pubblico in sala la fine dell’Umanità prima degli spot dell’intervallo. Non finirà così e chi ha letto il classico libro omonimo di HG Wells lo sa già il perché.Hollywood è maestra indiscussa degli effetti speciali e qui si diverte come non mai. Come accade con tutti i film del genere catastrofico però, il gusto per la storia raggiunge il suo climax nella prima parte, per poi discendere inesorabile all’edificante e tranquillizzante finale borghese.Spielberg scatena, come sa ben fare, l’intero immaginario cinematografico che va da: Terremoto, Titanic, Apocalipse Now, Alien, fino alla Scelta di Sophie (si, giuro, Tom Cruise si trova ad un certo punto drammaticamente a scegliere quale dei due figli salvare).La battuta più strana del film è comunque proprio quella del figlio che all’asserzione del padre che un pericolo immane stia giungendo da fuori dei confini risponde: "Da dove? Dall’Europa?". Figuriamoci. Al Qaeda, in tal caso, ringrazia.

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3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Il film, dài, è abbastanza divertente. Niente di più. La logica spielberghiana - neutra come poche - è effettivamente risperttata al millesimo (la donna depositaria della saggezza universale, il maschio proletario che si affranca tramite quieta logica di formazione patriottica, ecc...). L'eventuale stroncatura che mi sentirei di proporre è quella relativa alle scene. Anzi, alla scena. Hai presente quella della "biscia/telecamera/spia" che scende dal buco per controllare? Insomma: quante decine di volte l'avremmo vista? Un classico della Dream Work. Come dire: adesso i registi non usano gli effetti speciali per rendere un concetto, ma fanno i film per sfruttare scene digitali divenute dei classici. La forma ha preso il sopravvento definitivo sulla sostanza.

6:47 AM

11:40 PM  
Blogger Writer said...

In fondo le mie "amabili" stroncature nascono dalla mia passione per il cinema in toto ma soprattutto americano. Ammettiamolo tranquillamente, sono loro la vera Fabbrica dei sogni e li creano con cura professionale eccelsa. Spesso peccano molto in retorica ma sanno produrre anche gioiellini leggeri e non banali. Penso ad un film come "Pleasentville" visto l'altra sera (ad ora tarda) in TV.

9:16 AM

11:40 PM  
Anonymous Anonimo said...

...però anche i francesi, specie un tempo, erano bravi. Oggi l'America è molto politicamente corretta, e quando non lo è, anche la sua scorrettezza rispetta disciplinatamente le regole del mercato.

11:17 AM

11:41 PM  

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