16 giugno 2005

grammatica e preghiere

Mi capita frequente di incontrare preti (il nome che ho scelto per questo blog a molti dovrebbe far intuire perché ciò succede) e mi capita di scoprire che con diversi di essi ci si intenda. L’altro ieri sera ho incontrato uno di quelli ben inseriti nel tessuto sociale e tra i giovani. Uno di quelli a cui piace davvero “sporcarsi” le mani assieme a chi non si ritiene in possesso necessariamente di una qualche Verità rivelata o dogmatica. Uno di quelli che, certamente, storce il naso se incontra un irritante puritano o uno sdegnoso moralista. Perché le vite e le storie delle persone, lui, pare le osservi e le capisca davvero e sa che sono tante e tutte diverse l’una dall’altra. Come lo sono i dubbi, le debolezze e le paure di noi tutti.
Aveva tra le mani un libro che ho chiesto di mostrarmi e del quale ho letto rapidamente alcune righe. Folgorato.
Il titolo è Avverbi in preghiera ed è scritto da Gennaro Matino, un parroco e docente di teologia di Napoli.
Stamane poi ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che sul sito della Feltrinelli l’autore tiene un suo blog recante il breve titolo di: In cerca della speranza perduta.Ne ha già scritti una mezza dozzina di libri (anzi l’ultimo pure, pensate che roba, in collaborazione con quell’ex rivoluzionario rosso di Erri De Luca, lo scrittore) il don Gennaro.
Ma è questo libro che io trovo curioso e singolare. Sono preghiere che confinano con la poesia ed ognuna è ispirata ad una singola parola che nella grammatica italiana si definisce “avverbio” (di luogo, di tempo, di modo, di quantità…).
Ho voluto riportare qui una di esse. Tra le diverse che sono riuscito a leggere un po’ di fretta questa è quella che sento più mia. E di certo mi comprerò il libro.

POCO

Poco,
poca roba, quasi niente
le mie reti sono vuote,
le mie mani ancor di più.
Poco,ho cercato nei fondali,
ho aspettato il vento giusto
ma nessuno ha detto
ecco, sono pronto,
arrivo io a riempire
le attese tue.
Poco e con quel poco
mi presento,
con che faccia, che figura
proprio storta questa vita
tanto impegno e pochi frutti
ma davvero è così bella,
così ricca l’avventura?
Poco,
amore, amici, cari
tutti entrati nella rete,
grande festa nell’issarla,
e poi l’amara meraviglia
nella barca più nessuno.
Forse errore nel tirarla,
qualche falla nella stiva,
fatto sta che questo poco
solo questo mi ritrovo
e con questo mi presento
qui davanti al tuo cospetto.
Cosa dici, non importa
ciò che ho fatto fino ad ora,
importante è azzeccar la direzione?
Quella giusta tu conosci,
mi dai il senso, orientamento?
Potrei dirti che è una vita
che ho pescato, poco ho preso
ma se tu scegli la mia scia
quella sola ora seguirò: le reti
sulla tua parola getterò.

(da Avverbi in preghiera, Matino Gennaro, ed. EDB, € 12.50)

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