Vent'anni dopo
A proposito di cura dei testi nelle canzoni ecco qui riproposto un esempio classico di cantautore famoso proprio per questa capacità.
I versi mi sono giunti quale presentazione per un volantino d'invito ad una rimpatriata tra amici con i quali ho condiviso all'epoca delle bellissime esperienze umane e di comunità (non interessa qui quali).
"…. E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un'esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai vent'anni dopo al punto di partenza. E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; non sai però se sono vere, o sono dentro all'anima soltanto; nei sogni che hai, sai che canterai di fiori che galleggiano sull'acqua. Nei giorni che avrai ti ritroverai vent' anni dopo sempre quella faccia."
Francesco Guccini "Vent'anni dopo"
I versi mi sono giunti quale presentazione per un volantino d'invito ad una rimpatriata tra amici con i quali ho condiviso all'epoca delle bellissime esperienze umane e di comunità (non interessa qui quali).
"…. E ancora non sai come potrai trovare lungo i muri un'esperienza; sapere vorrai, ma ti troverai vent'anni dopo al punto di partenza. E senti ancora quelle voci di mezzi amori e mezze vite accanto; non sai però se sono vere, o sono dentro all'anima soltanto; nei sogni che hai, sai che canterai di fiori che galleggiano sull'acqua. Nei giorni che avrai ti ritroverai vent' anni dopo sempre quella faccia."
Francesco Guccini "Vent'anni dopo"
Etichette: Attorno a me


2 Comments:
hai ragione, scrive meraviglie, posso lasciarti questa ...
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...
L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...
E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
lagradisca
3:20 PM
Il bello di questa canzone è che, malgrado l'abbia strimpellata (la conosco a memoria) con la chitarra per anni imitandone pure la voce, ho capito appena dopo un bel po' di tempo che trattava di una catastrofe nucleare. Poi, in seguito, è venuta anche "Noi non ci saremo" dei Nomadi.
4:32 PM
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