22 aprile 2005

Vita (virtuale) spericolata

La rivista Focus di questo mese allega un curioso (nel senso che mi ha incuriosito e l’ho acquistato) gioco virtuale dal titolo “Singles-Flirt up to your Life” e per dargli un tono vagamente sperimentale e scientifico è stato sottolineato come: “il videogioco diventa realtà”.
Non l’avrei notato se non fosse che tempo fa, sul blog di macademia, avevo partecipato assieme ad altri blogger ad un acceso e stimolante dibattito a riguardo.
Ora. A parte il fatto che questo giochino prosciuga le risorse del mio notebook che pare esser stato creato in Transilvania, dopo tre giorni di prove di funzionamento ho capito:

a) che i personaggi (ne ho attivati solo due, ovviamente una coppia uomo e donna) sono degli emeriti scansafatiche che sbadigliano, mugugnano, pisolano, mangiano sempre pizze per asporto e sono eternamente in bagno per bisogni o a fare la doccia.

b) che non mi riesce in nessun modo di farli convivere con un minimo di dialogo ed attenzione vicendevole e sembrano sempre perennemente arrabbiati se non furiosi.

c) Che non capisco cosa ci sia di divertente in tutto ciò. In questo sentirsi quasi dei voyeur di personaggi fatti con i bit, ma che paiono tanto simili ai vip dei reality televisivi (ed infatti sarà un caso che il libretto allegato faccia un rapido escursus descrittivo delle più famose trasmissioni televisive andate in onda?)

d) che un videogioco può risultare il peggior ricettacolo delle banalità e dei luoghi comuni verso un single. Per questi soggetti la vita è solo preoccupazione di: guadagnare, mangiare, divertirsi, flirtare (e oltre) e, alla fine spossati da cotanti fatiche quotidiane, dormire su lettoni matrimoniali acquistati con abbondanti euri perché il giochino, per default, ti concede al massimo un lettino ad una piazza minuscola.

Insomma, alla fine, ieri sera dopo l’ennesimo tentativo di avviare (cliccando esausto) i miei ultimi insistenti approcci di intesa (conversazione, scherzo, romanticismo, regali…) conclusi a vuoto con decisi dinieghi dell’unica affascinante (ma molto stronza direi) creaturina femminile esistente, ho deciso, al colmo della frustrazione esistenziale, di inviare a lei una sonora imprecazione colorita e ho spento il computer.
Appena ho udito la ventola di raffreddamento annegare nel silenzio della casa, grazie al cielo, è suonato il telefono (quello vero) e dallo schermo (reale) ho letto il nome di una carissima amica (vivente!) che mi cercava. Ho schiacciato il pulsante e con sollievo le ho gridato: “CIAO BELLISSSSIMA!!”

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4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

piacere, lagradisca

3:32 PM

11:00 PM  
Anonymous Anonimo said...

Mi piacerebbe tornare a ragionare su questo argomento: in Giappone i "simulatori di appuntamento" sono i giochi più venduti. Ci sarà un perché? Un saluto,

6:17 PM

11:01 PM  
Blogger Writer said...

@ lagradisca: piacere mio. Molto vivace il tuo blog (prima o poi imparo pure io a inserire qualche foto)

@ macadam: se ci sarà un perchè? mi piacerebbe conoscerlo. Scoviamolo!

Ciao

10:10 PM

11:01 PM  
Anonymous Anonimo said...

Faccio tua la proposta. Anzi proponila pure sul blog che cerchiamo di trovarlo tutti assieme, questo perché. Un saluto,

2:45 PM

11:02 PM  

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