Giro del mondo in ottanta scaffali
Nel pomeriggio sono entrato nella libreria Mondadori in Piazza Insurrezione. Da parecchio tempo non lo facevo. Mi sono aggirato, tra gli scaffali e le torrette di titoli ammonticchiati, con sapiente abitudine e ho iniziato a prelevare libri sfogliando le pagine, leggendo i risvolti, le quarte di copertina, i prologhi e gli incipit vari. Insomma, quelle solite cose che facciamo un po’ tutti. Dopo aver visionato la nuova edizione della trilogia raccolta di Asimov sulla Fondazione, un po' di Bradbury, il libro di esordio di Evangelisti e del suo fanta-monaco inquisitore, ho virato sulla poesia leggendo a scrocco parecchi pezzi di Alda Merini, per indirizzarmi poi sulla letteratura per ragazzi (ogni tanto lo faccio) e, tra copertine di maghi, orchi e draghi, rosse ragazzine con le calzelunghe (ormai piuttosto attempate) e fantasmi buffi o vagamente splatter, mi sono imbattuto in un inquietante libro per ragazzi scritto da Neil Gaiman (a proposito, di suo, consiglio di leggere "American Gods") , con invito in copertina stile dark di Ammaniti. L’ho inserito nel mio immaginario carrello per la spesa e ho proseguito. Ho iniziato quindi a cercare qualche libro su Verne e, nello specifico, "Il giro del mondo in 80 giorni". Ho trascorso una buona ora a rintracciarlo ma niente (nel mentre ho provato a scorrere alcune righe di "Ventimila leghe sotto i mari" in versione inglese con esiti non proprio felici). Mi sono arreso e ho deciso finalmente (non amo farlo subito) di chiedere lumi al commesso. Il tipo, piuttosto allampanato, occhialuto e vagamente british, pareva incredibilmente somigliante ad un attuale Phileas Fogg o, almeno, a come me lo sono sempre immaginato. Con quattro suoi colpi di tastiera, usati come "passepartout", mi ha rassicurato sul buon esito della ricerca e, seguitolo presso uno degli scaffali sui quali avevo già sostato, miracolosamente, come un Giucas Casella delle case editrici, ha fatto apparire tra le sue mani una cellophanata edizione einaudi recante al suo interno cinquantadue incisioni dall'edizione originale del 1873 e, in appendice, una intervista a Verne apparsa nel 1893. Ora, felice, sono a casa e non vedo l’ora di togliere l’involucro protettivo un attimo prima di coricarmi. Poi, magari, chissà quali sogni .
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