13 aprile 2005

Chi non salta ...

I fatti calcistici di ieri sera mi riportano al ricordo dell’ultima volta, circa un anno fa, in cui mi trovai nel medesimo stadio Meazza per vedermi una partita di calcio dal vivo. Giocava il Milan contro l’Udinese (squadra della mia regione) ed io mi trovavo in tribuna laterale rossonera con un amico milanista. Ovviamente il posto pre-assegnato non esisteva più per cui dovetti sedermi casualmente da un’altra parte. Avevo appena subito una perquisizione ai cancelli degna di un iracheno ad Abu Ghraib mentre, probabilmente, da un altro cancello passavano arsenali di razzi, fumogeni e missili terra-aria.
All’ingresso delle squadre in campo ho sentito un boato e un crepitare di esplosivi degni di una notte di San Silvestro a Pozzuoli e ho visto la gente attorno raccogliere in fretta i propri cuscinetti, i figli (pochi) con le loro bandierine e creare il vuoto intorno a me. Dall’alto una cascata di lapilli e fumo che nemmeno l’Etna quando borbotta e rigetta. Ricordo che mi persi i primi dieci minuti dell’incontro impegnato a non respirare l’odore acre dei fumogeni, attendendo che il muro di nebbia si levasse lasciandomi intravedere le zolle (letterali perchè il manto del Meazza è questo) del campo e le maglie dei calciatori. Alla fine tutti erano tranquillamente rientrati ai propri posti (più o meno) e avevano iniziato a tifare come nulla fosse. Io ricordo di essermi chiesto cosa sarebbe successo a chi si fosse visto recapitare (e sarebbe stato probabilissimo) un bel razzo sfrigolante in capo durante quelle barbare dimostrazioni di coreografico affetto. Ieri sera, osservato in Tv il portiere accasciarsi a terra, mi sono finalmente risposto.

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