11 marzo 2005

trapanini e oroscopi

Immaginatevi un’anticamera del dentista, non che ci voglia molto in fondo, persone in attesa sulle poltroncine come si fosse ad una veglia funebre, via vai di giovani assistenti che chiamano gentili levandosi mascherine dalla bocca simili a straccetti di burka. Carine. Mi chiedo chissà perché le assistenti di un dentista siano sempre così carine. Forse perché la loro funzione è simile a quella delle hostess: ti servono il bicchiere con l’acqua, ti legano e posizionano il bavaglio, ti sorridono tranquillizzandoti.
Attendo il mio turno. Sono tranquillo perché sono lì per un semplice colloquio con l’odontoiatra e, mentre odo il suono ficcante e stridulo dei trapanini, mi annoio. Prendo la prima rivista che trovo sul tavolino e le sue pagine si aprono a caso sull’oroscopo. Mi posiziono sulla sedia mascherando agli altri quello che sto per fare e inizio a leggere. Non ci credo, e so che tutti dicono così, ma sono lì e vorrei iniziare la giornata con qualche buona notizia o coccola profetica.

Leggo: Siete come il platano millenario dell’isola di Cos, all’ombra del quale Ippocrate scrisse trattati e impartì lezioni. Siete come la quercia del Gianicolo sotto cui riposava Torquato Tasso tra i versi della Gerusalemme liberata. Siete secolari, anche millenari come il pino Mathusalem nelle White Mountains, che è vietato fotografare e ha 4700 anni. Come tutte le piante siete fondamentali per l’ecosistema e se qualcuno pretende che vi mettiate anche a saltare e ballare, esagera. Siete nati in dicembre, ripiegati su voi stessi, affaticati e coi rami spogli. Seconda e terza decade aiutati dal sestile di Venere che rende tronco e corteccia flessuosi e dolci. Come liquerizia.

Ecco, liquerizia, l’ho capita. Guardo la pagina, poi il muro, poi la pagina. Chiudo le pagine e osservo la copertina: è una rivista di donne, per sole donne. Sento il mio nome pronunciato dall’assistente che mi invita, sorridente, ad accomodarmi nell’ambulatorio. Mi alzo, come elastica e giovane betulla, e mi metto all’inseguimento del suo camice ondeggiante.

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