11 gennaio 2005

puntamento

Ogni volta sembra portare con sè il freddo della via sin dentro la stanza.
Quando nell’aula, del corso di scrittura creativa, il suo ampio cappotto grigio appare il piccolo viso spigoloso e magro, accompagnato da occhi luminosi e neri, dalla caverna di stoffa fa capolino con un vivace saluto. Gli occhiali, momentaneamente appannati, scivolano sulla punta del naso mentre libera il suo esile collo dalle confortevoli spire di un’anaconda di lana viola.
L’appendiabiti, puntuale ogni volta, scricchiola e geme sotto il peso del suo vestiario poggiato.
Ama sedersi sempre nell’angolo più distante dalla lavagna, con le gambe accavallate e le braccia conserte di chi pare febbricitante, ascoltando e scrivendo, con sorniona malavoglia, brevi righe di appunto sul minuscolo notes che porta con sé.

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