Una storia vera
Ogni tanto mio fratello tra un film tibetano ed uno indiano tiene qualcosa per cui vale la pena vivere (o perlomeno da vedere una sera da soli seduti sul divano). Gli ho prelevato da casa sua un filmetto in dvd che, credetemi, l'ho trovato davvero grazioso. Tanto per cominciare è: Un road-movie americano dove al posto delle rombanti Harley c'è una asfittica motofalciatrice che percorre una distanza che va dall'Iowa al Wisconsin (immaginatevi una Padova-Roma via E45). Il protagonista calza in testa un bel cappellone sotto il sole e fa così strada (tanta strada) e poi incontri (bei incontri) dove assapora il gusto genuino dell'accoglienza nelle difficoltà. Le tappe del suo cammino sono scandite da bivacchi serali solitari o in compagnia di viandanti occasionali (ci sta pure un prete che, incuriosito, gli si avvicina portandogli del pasto caldo). Il protagonista è un vecchio di settanta anni che, come racconta, ha negli occhi ancora le immagini della guerra combattuta quand'era giovane. Il suo scopo è quello di raggiungere il fratello malato per una riconciliazione dopo dieci anni di vicendevole rancore. Due fratelli separati dalla vita senza alcun dialogo o incontro. Il film è di David Lynch ed è poetico ma non melenso, struggente ma non sdolcinato, lento ma non annoiante. Alla fine ti sembra di aver viaggiato assieme e quando il fratello, con il groppo alla gola, guardando la motofalciatrice gli dice: "E tu, per me, hai fatto tutta questa strada?" pure io, all'unisono con il protagonista, ho risposto: "sì".
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